di Paola Balducci*
Il Dubbio, 27 febbraio 2024
Nonostante gli sforzi compiuti in passato, il sistema penitenziario italiano sta attraversando una situazione gravissima, che già in tempi non troppo lontani ha dimostrato tutta la sua drammaticità, in particolare davanti all’emergenza Covid. Negli anni sono state annunciate numerose riforme, troppo spesso solo palliative rispetto all’enormità dei problemi, e il più delle volte non le si è neppure realizzate. Il tutto nella cornice di una legislazione segnata da movimenti incostanti, che si sposta incessantemente dalla depenalizzazione al panpenalismo.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 27 febbraio 2024
“A titolo personale non ho contrarietà pregiudiziali a misure di clemenza ben calibrate, che tengano sapientemente conto della diversa gravità dei reati. L’attenzione di tutta la magistratura sul tema delle carceri e delle condizioni carcerarie è sempre stata importante. la giustizia tutela i diritti e ripara i torti e quindi non può accettare che il luogo di esecuzione della pena, che dovrebbe favorire il reinserimento sociale, si trasformi in uno spazio di compressione dei diritti della persona”. Parola del presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia.
L’Osservatore Romano, 27 febbraio 2024
Parla l’ispettore generale dei cappellani nelle carceri italiane. Un’emergenza che sembra non finire mai. Dall’inizio dell’anno sono sedici le persone che si sono tolte la vita nelle carceri italiane. Nel 2022 si è raggiunto addirittura il numero di 84 suicidi, ma è stato alto anche nel 2023: 69. Dietro questi numeri, vite spezzate non solo dagli errori commessi in passato ma anche dalla mancanza di speranza di poter riprendere in mano la vita e cambiare il finale. Attualmente sono poco più di 60.000 le persone detenute nelle carceri italiane, al netto dei circa 48.000 posti realmente disponibili. Il tasso di affollamento è di oltre il 125 per cento. Era da prima della pandemia di covid-19 che ciò non accadeva. Sovraffollamento, solitudine, mancanza di prospettive dopo la fine della pena: tante le cause che si possono individuare alla base di un disperato gesto estremo, ma è un dramma che non può essere messo sotto silenzio né può lasciare tranquille le coscienze. “I suicidi - ha dichiarato don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani nelle carceri italiane all’agenzia Sir - avvengono soprattutto nei grandi istituti.
di Dario del Porto
La Repubblica, 27 febbraio 2024
Il procuratore di Napoli: “Sono espedienti che non hanno nulla a che vedere con le garanzie”. Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri critica ancora i progetti di riforma della giustizia penale al vaglio del governo: “Tante riforme inutili che servono solo a rallentare il processo penale. Sono espedienti che non hanno nulla a che vedere con le garanzie. Si stanno facendo modifiche che servono a non pensare minimamente alla garanzia delle parti offese”, dice Gratteri in apertura della conferenza stampa indetta per illustrare i dettagli dell’inchiesta su un giro di riciclaggio internazionale di oltre 2,6 miliardi di lire.
di Davide Varì
Il Dubbio, 27 febbraio 2024
L’esponente di Forza Italia: “Su questo tema c’è uno scontro violentissimo con la magistratura organizzata, ma io credo che questo governo sia in grado di ottenere un risultato importante”. In Parlamento “ci stiamo impegnando per ribaltare quella legislazione giustizialista che, negli ultimi anni, ha messo al centro del sistema giustizia la pubblica accusa, punendo la difesa e gli imputati. Stiamo cercando, e ci riusciremo, di normare il sequestro dei telefonini, che contengono la vita di tutti noi”. Lo ha detto il senatore e capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia, Pierantonio Zanettin. “La settimana prossima voteremo gli emendamenti alla mia proposta di legge, in base alla quale per il sequestro non basterà più il Pm, ma dovrà essere il Gip a dare l’autorizzazione”, ha aggiunto.
di Osservatorio Informazione Giudiziaria, media e processo penale dell’UCPI
camerepenali.it, 27 febbraio 2024
Il posto ormai centrale occupato dalla vittima si sta espandendo sino a mettere in definitiva crisi i principi liberali che informano il nostro processo penale. L’assoluzione di un imputato accusato di reati contro la persona, per l’opinione pubblica, non è più un risultato del processo e dello sforzo dello Stato di ricostruire la realtà storica rappresentando, per contro, il fallimento della giustizia. La spinta odierna alla solidarizzazione con la vittima risulta essere indiscutibilmente l’ennesima proiezione del populismo, del diritto penale simbolico e di quello che più volte abbiamo definito un vero e proprio circolo vizioso. La spettacolarizzazione della cronaca giudiziaria distorce la percezione sociale del crimine, diffondendo il sentimento della paura e il bisogno di sicurezza da parte della collettività a cui lo Stato deve rispondere con massima prontezza, pur di non perder consenso.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 27 febbraio 2024
La legale e le due psicologhe sono accusate di falso e favoreggiamento. Il 4 marzo sciopero dei penalisti milanesi. Uno, Elvezio Pirfo, è il perito d’ufficio incaricato dalla Corte d’Assise, l’altra, Alessia Pontenani, è l’avvocato che difende l’imputata, ed entrambi condividono il punto di partenza, e cioè la pressione mediaticamente “ambientale” attorno al processo Pifferi. Ma è il giudizio sulle conseguenze che li divide. Per l’avvocato pesa la scelta del pm De Tommasi di indagare per falso e favoreggiamento, in pieno processo e parallelamente al processo, le due psicologhe che avevano avuto con Pifferi i colloqui e i test posti poi alla base della richiesta di consulenza psichiatrica: “Con questa perizia è ergastolo sicuro — polemizza Pontenani — ma confido nella Corte d’Assise. Ritengo che il clima sia ormai viziato dal fatto che il pm ha indagato me e le psicologhe, cosa che ha intimorito tutti”.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 27 febbraio 2024
In base alla norma che subordina il beneficio alla conclusione positiva di un programma di recupero del condannato il giudicante può solo fissare il termine di verifica dell’esito. Se il beneficio della sospensione condizionale della pena viene riconosciuto, ma è subordinato al buon esito di un iter di recupero del condannato, il giudice non può stabilire quanto tale programma riabilitativo debba durare, ma può solo fissare - in armonia con il percorso prospettato - il termine di scadenza entro cui verificarne il risultato.
ansa.it, 27 febbraio 2024
Un detenuto del reparto di media sicurezza del carcere di Prato si è suicidato la scorsa notte. A scoprire l’accaduto, attorno a mezzanotte e mezzo, è stato un agente della polizia penitenziaria durante i controlli di ronda. L’uomo, un 45enne marocchino che si trovava da solo nella cella, è stato trovato impiccato alle sbarre della finestra attraverso una corda rudimentale realizzata con le stringhe delle scarpe e le lenzuola. Inutile purtroppo l’intervento dell’automedica e della Misericordia di Montemurlo, inviati dal 118. Il detenuto, che era stato trasferito a Prato da altri istituti in tempi recenti, non aveva dato segni particolari delle sue intenzioni, né aveva compiuto in passato gesti autolesionistici.
Gazzetta del Sud, 27 febbraio 2024
È ricoverato in coma al Policlinico di Messina un detenuto del carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. L’uomo, S.C., 41 anni, è entrato in ospedale lunedì scorso dopo aver ingoiato tre lamette, che gli hanno provocato gravi ferite. Le sue condizioni sono molto gravi. “L’uomo soffre di ansia, depressione e disturbi della personalità. Nonostante le gravi patologie da cui è affetto e l’ormai prossimo fine pena, che sarà ad aprile 2024, viene lasciato in carcere”, dice il suo difensore, l’avvocato Salvatore Silvestro.
- Reggio Calabria. Decesso in carcere di un detenuto, respinta l’archiviazione per la terza volta
- Biella. Furto a casa della Garante dei detenuti. Rubate carte giudiziarie dell’inchiesta sulle torture
- Venezia. “Picchiato a sangue dagli agenti in cella”
- Trento. La Garante: “Nel carcere di Spini di Gardolo 90 casi di autolesionismo”
- Milano. Dentro le mura o fuori, a Bollate lavora quasi la metà dei detenuti











