di Riccardo Lo Verso
livesicilia.it, 26 giugno 2024
Sovraffollamento, afa, difficoltà ad accedere all’assistenza sanitaria e, come ogni estate, anche penuria d’acqua. I detenuti soffrono nelle carceri siciliane. E soffrono pure gli agenti della polizia penitenziaria, impegnati a prevenire i suicidi e ad evitare che esploda la rabbia. Si è smarrita la finalità rieducativa costituzionalmente prevista. Gli istituti penitenziari diventano solo luoghi di punizione. Le parole di Santi Consolo, in passato alla guida del Dap e oggi garante siciliano dei detenuti, tradiscono amarezza e disagio. Il suo ruolo può servire da stimolo, ma si scontra con la triste realtà.
La Repubblica, 26 giugno 2024
L’incremento è del 10% negli ultimi sei mesi, un dato mai registrato prima dovuto alla trasformazione in legge del “decreto Caivano” che prevede l’estensione dell’applicazione della misura cautelare in carcere anche per fatti di lieve entità. Sempre più minori o ragazzi appena maggiorenni finiscono negli istituti di giustizia: un aumento vertiginoso che ha subito una forte accelerazione negli ultimi anni. A lanciare l’allarme è il Garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia che dati alla mano fa un quadro a della situazione regionale e nazionale.
di Alessandra Boero
primocanale.it, 26 giugno 2024
Ancora non è chiaro se si sia trattato di un suicidio o, più verosimilmente, trattandosi di un tossicodipendente, di un tentativo di procurarsi effetti allucinogeni finito male. Ancora un morto nel carcere di Marassi dove ieri pomeriggio, in una cella, è stato rinvenuto il cadavere di un detenuto. Si tratta di un uomo italiano, 30 anni non ancora compiuti, morto dopo aver inalato gas dal fornello da campeggio. Ancora non è chiaro se si sia trattato di un suicidio o, più verosimilmente, trattandosi di un tossicodipendente, di un tentativo di procurarsi effetti allucinogeni finito male.
di Lorenzo Zaccagnini
La Sentinella del Canavese, 26 giugno 2024
Il 45° suicidio in carcere in Italia da inizio anno, poi, racconta una storia che tocca anche Ivrea. Il 19enne Ali Soufiane si è suicidato in carcere a Novara. Fino a poco tempo fa, era a Ivrea, carcere da cui era stato trasferito dopo essersi arrampicato sul tetto. Sarebbe dovuto uscire ad agosto. Una lettera per raccontare la cruda realtà del carcere. “La cruda realtà” che è anche il titolo del testo pubblicato circa un mese fa sulle pagine della Fenice, il giornale online redatto dai carcerati della casa circondariale eporediese, scritto a 4 mani da due detenuti che si firmano uno come L’istituzionalizzato e l’altro come D.G.O. Un testo dove si espongono senza giri di parole i tanti problemi che il carcere di Ivrea continua a presentare: celle che non soddisfano gli standard, strutture fatiscenti, gravi episodi di sovraffollamento, celle prive di acqua calda, umide e piene di muffa, infissi dai quali entrano pioggia e vento, griglie esterne alle finestre composte da fori di un centimetro quadro.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 26 giugno 2024
In 370 per 182 posti, la lettera ai parlamentari e al Papa. Ravagnani: “Questa struttura va chiusa”. 370 detenuti per 182 posti. Tasso di sovraffollamento del 204%. È il dato che rende Canton Mombello tra le carceri più invivibili d’Italia, al quale va aggiunta una struttura talmente fatiscente che definirla inospitale risulta un eufemismo. Le sue croniche criticità vedono tutti d’accordo, dagli agenti agli operatori, dai politici che entrano a visitarlo fino a coloro ovviamente che pagano il conto più salato: i detenuti, autori nei giorni scorsi di un documento consegnato a diversi parlamentari in visita nel carcere e spedito anche al Papa per tentare di smuovere le acque stagnanti della loro condizione detentiva. Più che un appello quella diffusa è una testimonianza della drammatica quotidianità alla quale sono costretti, lontana anni luce dal senso che anche la Costituzione prescrive e per la quale “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 26 giugno 2024
Le Camere penali di Brescia sono appena rientrate da un fine settimana di studio in Austria durante il quale una delegazione di avvocati ha visitato anche l’istituto di pena di Leoben, carcere conosciuto a livello mondiale per essere un “modello progettuale” per ospitare 205 detenuti. Un esempio di condizione detentiva “che ha una distanza siderale rispetto a quella che si registra in Italia, per non parlare di Brescia e Canton Mombello” afferma la presidente Veronica Zanotti.
di Stefano Taglione
Il Tirreno, 26 giugno 2024
Nel frattempo in via delle Macchie sospese le attività esterne nell’alta sicurezza dopo l’evasione di Umberto Reazione. Ben 254 detenuti su 181 posti disponibili, anche se il dato è in continuo aggiornamento. Si spiega così, dai numeri forniti dal ministero della Giustizia e aggiornati al 17 giugno scorso, il caos sovraffollamento delle Sughere. Le cifre sono quelle ufficiali e raccontano di una capienza totale (teorica) di 391 persone, ma ci sono 210 posti non disponibili a causa dei lavori ai padiglioni. “Spesso non ci sono gli spazi nemmeno per i transiti di chi viene arrestato”, racconta una fonte anonima. Nel frattempo nell’alta sicurezza, sono state provvisoriamente sospese tutte le attività esterne.
milanotoday.it, 26 giugno 2024
Dentro il locale è possibile assaggiare i prodotti realizzati dai detenuti del carcere di Opera. Un locale all’insegna dell’inclusione sociale. Al lavoro i detenuti del carcere di Bollate. Riapre il bar della Camera del Lavoro di Milano, chiuso da tempo e ora dato in gestione per sei anni alla cooperativa ‘La fabbrica dei segni’ che impiega persone in condizioni di fragilità. “L’obiettivo che ci siamo dati è stato quello di provare a favorire e a promuovere l’inserimento lavorativo di persone che arrivano dal carcere di Bollate. Reinserimento sociale vuol dire per noi innanzitutto percorsi di inserimento e di inclusione lavorativa, strumenti per rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena realizzazione delle persone”, spiega durante l’inaugurazione Ivan Lembo, responsabile dell’ufficio politiche sociali della Cgil Milano.
gonews.it, 26 giugno 2024
Il Garante dei detenuti: “Diritto fondamentale”. “L’affettività in carcere alla luce della sentenza della Corte Costituzionale 10/2024” è stato il tema del convegno che si è tenuto oggi (martedì 25 giugno) nell’Auditorium Spadolini di palazzo del Pegaso, organizzato dal Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana, da AIGA (Associazione giovani avvocati) e ONAC (Osservatorio nazionale di AIGA). L’evento ha coinvolto operatori della giustizia, avvocati, garanti, associazioni ed esperti, che si sono confrontati sul tema a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il divieto assoluto di colloqui intimi tra detenuti e familiari, affermando il diritto all’affettività e alla sessualità in carcere. Al convegno ha portato il saluto, a nome di tutto il Consiglio regionale, il presidente Antonio Mazzeo. “Ogni Regione - ha detto - misura la qualità della propria democrazia con il livello di civiltà delle nostre carceri, con il livello con cui i detenuti riescono ad essere reinseriti nella società e con il livello con il quale ogni detenuto riesce a vivere la propria affettività in carcere. Ognuno di noi deve dare un contributo affinché questi principi si rafforzino e si consolidino e penso che iniziative come queste possano aiutare ad indirizzare il percorso nella direzione giusta”. “Il convegno ha voluto mettere in luce l’importanza della sentenza e diffondere la conoscenza dell’importante svolta impressa dalla Corte Costituzionale - ha dichiarato il Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana Giuseppe Fanfani - In sostanza, il diritto alla affettività in tutte le sue forme è fondamentale e incomprimibile, quale che sia la condizione in cui si trova la persona. Ora è necessario agire per la sua attuazione concreta, sperimentando soluzioni idonee a garantirlo negli istituti penitenziari”. “Preoccupa però l’assenza al convegno del Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria - ha aggiunto Fanfani - più volte sollecitato a intervenire. Ciò può apparire un segno della mancanza di volontà di confronto e di azione”.
orizzontescuola.it, 26 giugno 2024
Il percorso formativo, avviato dalla dirigenza scolastica in collaborazione con la direzione del carcere, ha permesso ai detenuti di immaginare un futuro nel settore della ristorazione. All’interno della struttura di detenzione sono stati allestiti un’aula dedicata alle attività didattiche e un laboratorio di enogastronomia, che da cinque anni consentono il funzionamento di una pluriclasse.









