ildolomiti.it, 26 febbraio 2024
Al momento le detenute e i detenuti iscritti all’Università di Trento sono cinque ma nel carcere di Spini l’esperienza di studio universitario si allarga anche verso altri atenei. “Ho deciso di iscrivermi per avere cura di me stesso. Lo studio per me è strumento di libertà consapevole, di memoria, significativa e complessa. Il suo ruolo nella mia vita è sempre stato centrale”. Le parole sono quelle che arrivano da un detenuto studente iscritto alla laurea magistrale in Filosofia.
chiesadimilano.it, 26 febbraio 2024
Da un anno S.A. due volte alla settimana “esce” da Bollate per svolgere un’attività di volontariato alla Casa della Carità. La Casa della Carità ha sempre abitato i confini dell’umano e il carcere è sicuramente uno di questi. Per la Fondazione è quindi stato naturale occuparsi di carcere già dai primi mesi della sua attività. Fin dal 2005, infatti, gli operatori della Casa sono entrati nel Carcere di Bollate per incontrare chi aveva dei permessi e chi stava per uscire, ma non aveva nessuno ad aspettarlo. Così la Casa ha accolto molte persone una volta uscite, accompagnandole nella ricerca di casa e lavoro.
di Paolo Brivio
chiesadimilano.it, 26 febbraio 2024
Iniziativa congiunta di Csv, Caritas Ambrosiana e Tutta un’altra giustizia: 4 incontri dal 28 febbraio per formare persone interessate a operare nel sistema delle misure alternative alla detenzione, delle sanzioni sostitutive e della messa alla prova. Il Centro servizi volontariato (Csv) di Milano, insieme a Caritas Ambrosiana e ai partner del progetto Tag - Tutta un’altra giustizia, organizza un corso rivolto a volontari e aspiranti volontari che vogliano prestare la loro opera nell’ambito della Giustizia di comunità. Si tratta di una proposta formativa, e conseguentemente di una proposta di volontariato, dai caratteri fortemente innovativi, e particolarmente significativa in un momento storico, come l’attuale, che vede manifestarsi profondi segnali di sofferenza e di crisi negli ambienti detentivi del nostro paese. La prima edizione del corso inizia martedì 28 febbraio e proseguirà poi, per quattro mercoledì, dalle 17.30 alle 19.30, nella sede di Csv Milano (piazza Castello 3, a Milano).
di Gilberto Scuderi
Gazzetta di Mantova, 26 febbraio 2024
Al Cinema del Carbone, a Mantova in via Oberdan 11, il 26 febbraio alle 21.15 l’appuntamento di Dialoghi di teatro contemporaneo è con Armando Punzo in dialogo con Rossella Menna: “Un’idea più grande di me” è il titolo della sua conversazione-spettacolo. “È anche il titolo del mio libro, scritto con Rossella Menna, uscito nel 2019 da Luca Sossella editore, che racconta la storia i primi trent’anni della Compagnia della Fortezza”, dice il regista, drammaturgo e attore che dal 1988 lavora nel Carcere di Volterra, dove ha fondato la Compagnia, la prima e la più longeva esperienza di lavoro teatrale in un istituto penitenziario. I detenuti attori - In 35 anni di lavoro con la Compagnia della Fortezza, composta oggi da circa 80 detenuti-attori, ha messo in scena oltre 40 spettacoli.
di Monica Coviello
vanityfair.it, 26 febbraio 2024
Il brano è stato composto e cantato durante i laboratori di musica rap. È un pezzo corale in cui i ragazzi hanno raccontato che cosa significhi per loro l’amore. Un rap contro la violenza, per raccontare l’amore. A farcelo ascoltare sono i ragazzi e le ragazze dell’Istituto penitenziario minorile di Acireale che, nei laboratori di musica, hanno composto e cantato “Amore Amaro”. Alle loro voci giovanissime si alternano quelle dei coordinatori dei laboratori di musica rap, che fanno parte del Presidio Culturale Permanente, un progetto nazionale di Cco (Crisi Come Opportunità), che hanno permesso la realizzazione del brano, curandone la musica e il videoclip. Amore Amaro è un pezzo corale carico di significato, cantato da Natalia, Alex, Ami, Serena, Ivan, Iglesias e tanti altri, ma anche da Kento e Lucariello, rapper senior, formatori e soci di Cco.
isnews.it, 26 febbraio 2024
Al secondo posto Aymane, che riscopre persone, momenti e situazioni che hanno dato un’impronta alla sua vita. Appuntamento il 29 febbraio. Dopo la proclamazione dei vincitori avvenuta lo scorso dicembre, “Scrittodicuore” torna all’interno del carcere di Campobasso per ritrovare i protagonisti di questa settima edizione. A ricevere il premio sarà Aymane, ospite nella Casa circondariale del capoluogo, autore della lettera seconda classificata alla settima edizione del Concorso nazionale di scrittura rivolto ai detenuti degli Istituti carcerari di tutto il territorio nazionale, promosso e organizzato dal Comune di Campobasso e dall’Unione Lettori Italiani, con la direzione artistica di Brunella Santoli, la collaborazione della direzione della Casa Circondariale di Campobasso e il patrocinio della presidenza del Consiglio Regionale del Molise nell’ambito di ‘Ti racconto un libro’, laboratorio permanente sulla lettura e sulla narrazione 2023.
di Donatella Stasio
La Stampa, 26 febbraio 2024
Suicidio assistito, affettività in carcere, figli di coppie gay: Meloni si mostra inerte o negazionista. L’esecutivo è prigioniero della propria intolleranza verso le minoranze. E sui diritti il Parlamento latita. Suicidio assistito di malati irreversibili, affettività dei detenuti, figli di coppie omogenitoriali. La vita, la morte, l’amore. Qual è il filo rosso che attraversa queste tre diverse proiezioni dell’essere umano? In tutte e tre sono in gioco diritti fondamentali. La politica finora se n’è tenuta alla larga, incapace di trovare le parole giuste per riconoscerli e tutelarli, superando ideologismi e contrapposizioni frontali. Fino al negazionismo del governo Meloni. Che però deve fare i conti con la Corte costituzionale, con la forza e i limiti del suo potere, che a quei diritti ha dato corpo: una sentenza della Corte ha la stessa forza di una legge, quanto agli effetti generali che produce; e una volta riconosciuti, a quei diritti corrisponde un preciso obbligo dello Stato (nelle sue diverse articolazioni) di tutelarli in maniera effettiva, con lealtà, senza ostruzionismi o finti alibi, e possibilmente con un’ampiezza maggiore. La Corte non può infatti oltrepassare il confine che la separa dal Parlamento, ed è questo il limite del suo potere; ma nello spazio in cui viene esercitato, quel potere è in grado di cambiare, e ha cambiato mille volte, la vita, la morte e l’amore di tutti noi. Eppure, eccoci a doverlo ricordare e a pretendere l’attuazione dei nostri diritti di fronte a un governo tanto zelante nel ricorrere ai decreti legge sulla pelle degli ultimi e ai manganelli per zittire il dissenso delle minoranze quanto inerte nel rispettare le sentenze della Consulta sui diritti fondamentali, fino a negarne l’esistenza con una narrazione ideologicamente manipolativa.
di Alessandro Di Matteo
La Stampa, 26 febbraio 2024
Il presidente emerito della Consulta: “Il Colle vigila per assicurare il rispetto della Carta”. La Costituzione garantisce il diritto di manifestare, possono essere previsti divieti o restrizioni solo per “comprovati motivi di pubblica sicurezza o incolumità pubblica” e anche l’uso della forza in caso di violazioni della legge o delle indicazioni delle questure deve essere assolutamente “proporzionato”. Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte costituzionale, spiega che non basta una semplice deviazione dal percorso stabilito a giustificare il ricorso alle maniere forti, a meno che i manifestanti non intraprendano azioni chiaramente violente, perché il diritto a manifestare va garantito. E il capo dello Stato, aggiunge, è intervenuto proprio in quanto “primo garante della Costituzione”.
di Pippo Giordano*
Il Fatto Quotidiano, 26 febbraio 2024
Avevamo il ministro Salvini che, per reprimere il dissenso, faceva togliere le lenzuola dai balconi con scritte a lui non gradite. Invero, oggi abbiamo il ministro Piantedosi, che permette l’uso dei manganelli verso gli studenti - alcuni minorenni - sol perché manifestano contro l’eccidio di Gaza; una sorta di repressione seriale, atteso che ormai l’uso del manganello è diventato consuetudine. Epperò registro il silenzio tombale sui fatti di Roma, quando centinaia di persone, allineati e coperti, manifestavano lapalissianamente col saluto fascista. I ragazzi di Pisa non stavano partecipando a un rave party, ma erano lì per esprimere la propria opinione.
di don Luigi Ciotti
La Stampa, 26 febbraio 2024
Sono andati alla deriva i principi stessi di libertà, dignità e giustizia. Oggi ignoriamo ancora se quelle persone si sarebbero potute salvare. Oggi sulla spiaggia di Cutro giace un altro relitto: sono le promesse naufragate dell’Europa dopo la tragedia di un anno fa. Sono i principi stessi di libertà, dignità e giustizia, divelti e abbandonati alla deriva, o condannati a incagliarsi nelle secche delle nostre coscienze assuefatte.
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