di Rosalba Castelletti
La Repubblica, 25 febbraio 2024
Sono isolati dal mondo, senza la possibilità di incontrare famigliari e avvocati. Da mesi non si sa nemmeno se siano ancora vivi. Impossibili da raggiungere. Privati di ogni mezzo di comunicazione. I più sommersi tra i sommersi. Sono sei prigionieri politici bielorussi di cui non si ha notizia da oltre un anno. Viktor Babariko e Sergej Tikhanovskij, che volevano candidarsi contro Aleksandr Lukashenko alle presidenziali del 2020. Maria Kolesnikova, capa della campagna elettorale di Babariko che aveva sostenuto la candidatura di Svetlana Tikhanovskaja al posto del marito Sergej. Maksim Znak, altro stretto collaboratore di Babariko prima e di Tikhanovskaja poi. L’oppositore Mikola Statkevich, candidato alle presidenziali 2010. Il blogger Igor Losik. “Incommunicado” è il termine giuridico con cui si definisce il loro stato di detenzione in isolamento da ogni contatto col mondo esterno.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 25 febbraio 2024
L’Unrwa non riesce a far arrivare gli aiuti, “la gente affamata li assalta prima”. In poche ore stragi a Deir al-Balah e Rafah. Più vicino l’accordo tra Tel Aviv e Hamas: il movimento islamico rinuncia ad alcune richieste, bozza di intesa sul tavolo di Netanyahu. “Cosa vorrei? Una shawarma. E il kebab”. Sorride Ali mentre mostra al cameraman di Al Quds News quello che stringe nel pugno: mangime per polli. Ali ha 10 anni, le immagini arrivano dal nord di Gaza. Accanto, un uomo scalda sul fuoco del mangime fino a farne una polpetta arancione. Ali dice che è stanco di nutrirsi di mangime, gli fa venire mal di pancia e bruciore alla gola. Le agenzie umanitarie lo denunciano da settimane, a Gaza nord la fame è una cappa che non si dirada mai: per dimenticarsela appena per qualche ora si mangiano foglie, erbacce, mangime per gli animali.
di Ornella Favero
Ristretti Orizzonti, 27 febbraio 2024
Comincio con un aneddoto. Anni fa l’allora direttore della Casa di reclusione di Secondigliano, Liberato Guerriero, mi aveva raccontato un curioso episodio della sua vita da direttore: quando nel 2000 era stato approvato il nuovo Regolamento di esecuzione dell’Ordinamento Penitenziario, che prevedeva di togliere i banconi divisori con il vetro dalle sale colloqui e arredarle con dei tavolini, lui aveva incaricato subito dei detenuti della MOF (Manutenzione Ordinaria Fabbricati) di abbattere i banconi e iniziare l’adeguamento delle sale a quanto previsto dalla legge. Ebbene, invece che venire apprezzato, era stato subito stoppato e ricondotto ai tempi biblici che spesso caratterizzano l’Amministrazione centrale, tanto che poi a distanza di anni c’erano ancora carceri con l’orrendo bancone, fuorilegge sì, ma tollerato. Insomma, è vietato dare il buon esempio, metterebbe troppo in luce l’inerzia degli altri. E proprio quella possibile inerzia ha spinto la Corte Costituzionale a spiegarci bene quello che si deve fare con i colloqui intimi.
di Liana Milella
La Repubblica, 24 febbraio 2024
La richiesta a sorpresa delle toghe della sinistra. Riguarderebbe soltanto i reati minori e le pene brevi. Sarebbe l’unico modo di svuotare le prigioni. Il segretario di Area Zaccaro: “Svuotare parzialmente le carceri, in modo da migliorarne le condizioni strutturali e dare senso alla funzione costituzionale della pena”. L’ultima amnistia risale al 1990. Ma copriva solo i reati fino a quattro anni. E ne escludeva molti, reati finanziari e di corruzione compresi. C’era un lungo e dettagliato elenco all’articolo 4. Nel Duemila, in occasione del Giubileo, l’ha chiesta in Parlamento Giovanni Paolo II in nome di un carcere umano. E 15 anni dopo Papa Francesco ha rilanciato la stessa istanza parlando di “grande amnistia”.
di Angela Stella
L’Unità, 24 febbraio 2024
Dopo l’iniziativa di Md con Antigone e l’Unione delle camere penali, la corrente progressista guidata da Zaccaro si spinge oltre e sfida Governo e Parlamento: “Soluzioni di clemenza, come amnistia e indulto, per reati minori e pene brevi”. I magistrati si scagliano anche contro i Cpr. “È improcrastinabile l’individuazione di soluzioni politiche atte a decongestionare effettivamente e rapidamente le nostre carceri. Un approccio pragmatico e di sano realismo dovrebbe orientare un tale intervento verso l’adozione di soluzioni di clemenza, quale un provvedimento di amnistia e indulto per i reati minori e le pene detentive di breve durata”: è questa la proposta lanciata ieri dalla corrente progressista della magistratura, AreaDg.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 febbraio 2024
Suicidi in cella, parla il segretario di AreaDg Giovanni Zaccaro: “L’edilizia penitenziaria ha tempi troppo lunghi”. “Amnistia e indulto per i reati minori e le pene detentive di breve durata”: è questa la proposta lanciata dalla corrente progressista della magistratura, AreaDg. Ne parliamo con il Segretario, Giovanni Zaccaro.
di Rocco Vazzana
Il Dubbio, 24 febbraio 2024
Diciotto anni. Tanto è passato dall’ultimo indulto della storia Repubblicana. A Palazzo Chigi sedeva Romano Prodi, per il suo secondo e breve governo, in via Arenula c’era Clemente Mastella che un ruolo determinante avrà, di lì a poco, proprio per sgambettare il Professore. Eppure, al netto dell’instabilità ontologica di quegli esecutivi, il 31 luglio del 2006 il centrosinistra riesce a far passare in Parlamento (a maggioranza dei due terzi in ciascuna Camera) l’indulto “per tutti i reati commessi fino al 2 maggio 2006, nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive e non superiore a 10.000 euro per quelle pecuniarie”, si legge sul sito del ministero della Giustizia. “Sono stati esclusi tuttavia i reati di maggiore allarme sociale, quali, ad esempio, associazioni sovversive, sequestro di persona, atti di terrorismo, pornografia minorile, violenza sessuale, tratta di persone, usura. Si applicherà la revoca del beneficio dell’indulto per i recidivi che, entro cinque anni, commettano un reato che preveda una pena detentiva non inferiore a due anni”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 24 febbraio 2024
Il piano sulle carceri: la legge Giachetti-Bernardini andrà riformulata, e resterà in capo all’opposizione. Contrordine: la Lega non ci sta. O meglio: Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia e primissima linea, sull’esecuzione penale, non solo del governo ma anche del Carroccio, dice che “il sovraffollamento non si risolve con gli svuota-carceri”. Lo fa dopo che prima la Stampa e poi il Dubbio hanno dato notizia della disponibilità, da parte dell’Esecutivo, a lasciar arrivare al traguardo la proposta di legge presentata da Roberto Giachetti.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 24 febbraio 2024
L’emergenza drammatica delle carceri italiane suggerisce - per quanto possibile - di liberare il tema dagli schemi rigidi delle contrapposizioni ideologiche, alla doverosa ricerca di soluzioni pragmatiche e concretamente perseguibili. Avviare un percorso di riforme che, senza la pretesa di impossibili abiure o palingenesi culturali sulle contrapposte idee della pena, porti fuori le nostre carceri dalle sabbie mobili di una incombente tragedia, è ragionevolmente possibile. Certo, bisogna sgombrare il campo dalle finte soluzioni.
di Pasquale Bronzo*
Il Riformista, 24 febbraio 2024
Il sovraffollamento carcerario è senza dubbio il primo male del nostro sistema punitivo. Anzitutto è l’ostacolo maggiore alla realizzazione della finalità rieducativa: risocializzare i detenuti - nel modo paradossale in cui il carcere ambisce a farlo, ossia separando le persone dalla società - è un affare faticoso, che richiede mezzi e competenze in grado di riempire di opportunità di autopromozione il tempo vuoto della detenzione. Nessun sistema espiativo, però, può permettersi un obiettivo così ambizioso coi nostri tassi di carcerazione; figuriamoci un paese come il nostro, in cui le risorse assegnate al sistema penitenziario fisiologicamente scarseggiano. Inoltre, i numeri elevati rendono pressoché impossibile far fronte alle problematiche che le persone recluse portano con sé in carcere o sviluppano durante la detenzione, come dimostra la quantità dei reclami per detenzioni irrispettose dei diritti che vedono riconosciute le ragioni dei reclusi.











