di Nadia Urbinati*
Il Domani, 25 giugno 2024
Non è vero che gli immigrati sono invisibili. Sono molto visibili a tutti. E le norme e la mentalità servono a schermarli. Non vogliamo vederli come lavoratori; vogliamo vederli come irregolari, esposti all’interesse di chi irregolare non è. Dalla loro dignità dipende anche la nostra. Vi è un momento nella vita di un immigrato in cui tutto sembra perduto. L’iniziale timore per il nuovo si fa paura di non riuscire a emergere dalla precarietà radicale - avere un lavoro non occasionale, una casa non provvisoria, una vita di relazioni umane.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 25 giugno 2024
Dai fondi Pnrr rimasti inutilizzati al nodo delle strutture che mancano per i braccianti: dal 2007 a oggi numerosi i tavoli di confronto e i commissari per l’emergenza ghetti. Con scarsi risultati. Tavoli tecnici, commissioni, protocolli, linee guida, commissari, decreti, circolari. È infinito l’elenco dei provvedimenti per contrastare caporalato e sfruttamento dei lavoratori. Ma con scarsi risultati, spesso lettera morta. “Non servono nuove norme, non serve inasprire le pene. Basterebbe applicare quelle che ci sono e soprattutto fare prevenzione, partendo dall’eliminazione dei ghetti” riflette amaramente il procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro, tra i magistrati più impegnati nella lotta allo sfruttamento. L’ultimo provvedimento del governo riguarda proprio i ghetti, anzi i cosiddetti “insediamenti informali”. Ed è la nomina del prefetto di Latina, Maurizio Falco a commissario per il loro “superamento”.
di Laura Zangarini
Corriere della Sera, 25 giugno 2024
Il fondatore di WikiLeaks ha concordato un patteggiamento con il dipartimento di Giustizia Usa: è libero e ha già lasciato il Regno Unito. Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, ha accettato di dichiararsi colpevole di un reato relativo al suo ruolo in una delle più grandi violazioni
di Francesco Bechis
Il Messaggero, 24 giugno 2024
In Consiglio dei ministri il provvedimento per ridurre il sovraffollamento. Lo sconto di 45 giorni ogni sei mesi sarà deciso dai pm e non più dai tribunali. Una corsia veloce per uscire dalla detenzione, una volta dimostrata la buona condotta. Guai a chiamarlo “svuota-carceri”: per la destra al governo è una parola tabù. Anche se in fondo l’obiettivo del decreto limato al ministero della Giustizia e pronto ad atterrare al Consiglio dei ministri oggi è proprio questo: ridurre il sovraffollamento delle carceri italiane, che oggi raggiunge la vetta del 140 per cento, stando agli ultimi dati del Garante dei detenuti. Un’emergenza umanitaria, macchiata da quaranta suicidi dietro le sbarre dall’inizio dell’anno. Il governo prova a mettere una toppa. Due le novità di peso nel testo. Si parte dall’accelerazione delle procedure per la scarcerazione dei detenuti. Nessun aumento degli sconti di pena previsti per legge - 45 giorni ogni sei mesi per chi dà prova di buona condotta - ma un’inversione delle procedure che, nelle intenzioni del governo, dovrà accelerare la liberazione anticipata e liberare spazi nelle celle. Come?
di Lorenzo Giarelli e Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 24 giugno 2024
Alla pausa estiva mancano poche settimane. Soluzione? Voti di fiducia in serie e compressione del dibattito. A ognuno la propria bandierina. La Lega ha avuto l’autonomia, Fratelli d’Italia ha potuto esibire il primo ok al premierato, adesso è Forza Italia che vuole passare all’incasso, puntando su un grande classico: la giustizia. Il ddl Nordio (quello che elimina l’abuso d’ufficio e svuota il traffico di influenze) arriva oggi alla Camera, dove inizia la discussione generale in attesa dell’approvazione finale. Ma il Guardasigilli potrà rivendersi anche un decreto atteso oggi in Consiglio dei ministri, ovvero il famoso “svuota-carceri” più volte annunciato da Nordio medesimo ma finora sempre rinviato per le resistenze soprattutto della Lega. È anche a causa di queste resistenze che quella di Nordio sarà una “leggina”, piuttosto lontana dalle intenzioni originali del ministro.
di Massimo Lensi
Il Domani, 24 giugno 2024
Il ministro Carlo Nordio ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano di Confindustria. Sulle politiche penitenziarie, Nordio sostiene diverse narrazioni: il sovraffollamento è una “patologia sedimentatasi nel tempo”. Vero. Il populismo penale piace a tutti. Poi che il governo ha deciso di incrementare risorse aggiuntive per il carcere. Perbacco, e come saranno utilizzate? E il ministro Giorgetti che ne pensa? La risposta. Nuove risorse per la dotazione organica del personale penitenziario e nuovi padiglioni, e per semplificare la procedura per la liberazione anticipata (ovvero “ordinaria”, già in vigore, mentre quella “speciale” è nel mondo dei sogni).
di Vincenzo Ciervo
ultimavoce.it, 24 giugno 2024
Il sovraffollamento delle carceri costringe a pensare a nuove forme di espiazione della pena, che non prevedano necessariamente il carcere. È questa la posizione che il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha espresso durante la manifestazione Taobuk di Taormina. Due le proposte fondamentali emerse dal suo intervento: i detenuti stranieri scontino la pena nel paese di origine e i tossicodipendenti in comunità, perché ammalati e non criminali. Una posizione in aperto contrasto con quella di Salvini, che sulla criminalizzazione delle droghe leggere e sulla contrarietà a manovre svuota-carceri ha costruito negli anni due dei pilastri della Lega.
di Davide Vari
Il Dubbio, 24 giugno 2024
Nella lettera delle Associazioni di diritto penale l’allarme per la drammatica situazione nelle carceri e il richiamo al rispetto della Costituzione. “Ecco le nostre proposte per ridurre il sovraffollamento”. “Profonda preoccupazione per il progressivo, esorbitante aumento di suicidi all’incerto della comunità carceraria”. Ad esprimerla sono l’Associazione Italiana dei Professori di Diritto penale, L’Associazione tra gli Studiosi del Processo Penale “G.D. Pisapia” e l’Associazione Italiana dei Costituzionalisti, che con un documento congiunto lanciano un appello al Parlamento per fermare la strage in corso nei penitenziari.
di Emilio Pucci
Il Messaggero, 24 giugno 2024
Il ddl Nordio oggi in aula alla Camera. L’opposizione annuncia battaglia, ma il Terzo polo: “Pronti a votare sì”. “Siamo in dirittura d’arrivo. È stato un percorso non travagliato ma lungo, a causa di sovrapposizioni con altre iniziative in Commissione, ora arriva all’approvazione definitiva”. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ieri ha ricordato che il disegno di legge che porta la sua firma è ormai alle battute finali. Domani approda nell’Aula di Montecitorio per la discussione generale ma il via libera in realtà ci sarà a luglio, per permettere il contingentamento dei tempi ed evitare - la linea del governo - l’ingolfamento dei lavori della Camera che dovrà da qui alla pausa estiva convertire i decreti in scadenza.
di Lodovica Bulian
Il Giornale, 24 giugno 2024
Dopo il sì del Senato, oggi alla Camera il ddl che abroga il reato. “I sindaci non saranno più paralizzati dalla paura della firma”. È una bandiera del governo e del ministro della Giustizia Carlo Nordio dai tempi in cui faceva il pubblico ministero. Il suo ddl che contiene l’abrogazione dell’abuso d’ufficio arriva oggi in aula alla Camera - ha già incassato il sì del Senato - e il Guardasigilli lo rivendica come l’eliminazione di uno degli ostacoli alla velocità del cosiddetto sistema Paese, con la paura della firma che assilla migliaia di sindaci e amministratori. “Senza l’abuso di ufficio l’economia e la giustizia italiana correranno più veloce”, dice in un’intervista rilasciata proprio ieri. Per Nordio, il Paese “cambierà radicalmente.
- Colpo di spugna finale all’abuso d’ufficio. Lo scontro arriva in Aula
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