di Ilaria Dioguardi
vita.it, 24 febbraio 2024
Un figlio, A., che è stato cinque anni in penitenziari e in comunità. Una mamma, Rossella, che per sostenerlo, s’è messa a studiare e impegnata nell’associazionismo. “Noi genitori ci sentiamo abbandonati”, racconta. È “arrabbiata con il mondo delle carceri” la mamma di A., uomo di 33 anni, uscito recentemente dal carcere. Ma è anche piena di energia, di voglia di capire suo figlio e di aiutarlo. Studia psichiatria, è un’attivista. La storia di Rossella Biagini e di suo figlio A. chiude una serie di articoli di VITA dedicati al tema della salute mentale nelle carceri italiane. “A. mi ha chiamato un pomeriggio di due mesi fa, dicendomi che non sapeva come venire a casa. Dopo cinque anni tra comunità e carceri varie della Toscana e dell’Emilia-Romagna, per reati minori legati all’uso di sostanze, aveva completamente perso ogni senso della realtà: non era neanche in grado di fare un biglietto del treno. Nessuno aveva avvertito, né noi genitori né l’avvocato, che sarebbe uscito dal carcere. Siamo andati a prenderlo, aveva buste della spazzatura piene di vestiti”.
di Titti Beneduce
Corriere del Mezzogiorno, 24 febbraio 2024
L’uomo sta scontando a Poggioreale una condanna per reati sessuali da quando ne aveva 87. Nel padiglione “Venezia” ci sono anche otto ultraottantenni. “Oggi nella mia visita al carcere di Poggioreale ho incontrato un detenuto di 92 anni e nello stesso reparto ho parlato a lungo con un ultraottantenne: ce ne sono in tutto otto. Nessuno per una condanna di omicidio, tutti ristretti per ragioni di sicurezza e non di civiltà giuridica. Non è in gioco solo la dignità dei diversamente liberi. Si tratta di preservare la loro stessa vita, vista la loro avanzata età”. È l’appello lanciato dal garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, dopo avere incontrato alcuni detenuti del reparto “Venezia”, dove si trovano le persone condannate per reati sessuali.
Il Riformista, 24 febbraio 2024
Uno sciopero generale e pacifico. Lo hanno annunciato ben 114 detenuti del carcere di Parma nel tentativo di porre attenzione sul tema del miglioramento delle condizioni carcerarie. Tra le azioni previste e annunciate ufficialmente, lo sciopero della fame, ma non solo.
udinetoday.it, 24 febbraio 2024
Il Garante dei Diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Franco Corleone il primo a cominciare il “digiuno per la dignità”. Venerdì 23 febbraio si è svolto un lungo sulle condizioni del carcere in Italia e, nello specifico, a Udine. Più di trenta persone, appartenenti alle associazioni di volontariato e del terzo settore ma anche consiglieri comunali e regionali, si sono confrontate per trovare una soluzione al sovraffollamento e garantire il diritto alla salute da parte della Regione Friuli Venezia Giulia. “Per dare forza alle proposte individuate è stata condivisa l’idea di costruire una carovana che attraversi le istituzioni con un digiuno che aiuti la consapevolezza collettiva dell’urgenza di un cambio di passo”, ha fatto sapere, attraverso una nota, il garante per le persone detenute Franco Corleone. Una maratona per la Costituzione che vedrà impegnate una o più persona al giorno in una astensione dal cibo per concentrarsi sulle azioni da compiere per sollecitare le riforme ineludibili. Si inizia oggi, sabato 24 febbraio, proprio con Franco Corleone, domenica con Roberta Casco, presidente di Icaro. Da lunedì sarà disponibile un calendario per consentire le adesioni all’iniziativa. Lunedì 11 marzo si svolgerà un primo incontro per valutare le prime risposte.
di Irene Famà e Ludovica Lopetti
La Stampa, 24 febbraio 2024
Perquisizione negli uffici del Lorusso e Cutugno e delle Molinette, il faro degli inquirenti sul mancato ricovero della detenuta. Susan John voleva tornare in Nigeria. Riabbracciare il marito e il bimbo di quattro anni. Ma lì, dietro le sbarre, non le ha dato forza nemmeno il pensiero di potersi, un domani, riunire alla sua famiglia. Si è lasciata andare. Giorno per giorno. Rifiutando cibo e acqua. È morta in cella l’11 agosto 2023, dopo tre settimane di digiuno. Per quella vicenda, la procura ha indagato due medici del carcere Lorusso e Cutugno per omicidio colposo. Non avrebbero prestato attenzione adeguata alle condizioni della donna. Insomma: omissioni e negligenze.
di Valentina Marotta
Corriere della Sera, 24 febbraio 2024
La denuncia della Camera penale. Il pubblico ministero non aveva chiesto la condanna o l’assoluzione per maltrattamenti in famiglia ma il giudice aveva già deciso. Il legale chiede e ottiene l’astensione del presidente e di due giudici. La presidente del tribunale: “Faremo chiarezza”. Sfogliando il fascicolo del giudice, un avvocato trova la sentenza già scritta, ma il processo non è ancora finito. Il legale ha chiesto e ottenuto l’astensione del presidente e dei due giudici che compongono il collegio in un processo per maltrattamenti in famiglia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 febbraio 2024
Nel cuore dell’Abruzzo, da oltre un decennio, un’ombra di speranza si insinua tra le mura carcerarie, infrangendo il gelido silenzio che le avvolge. È il riflesso della rivista Voci di dentro, un canto di libertà dietro le sbarre. Nata dall’impeto coraggioso di Francesco Lo Piccolo, giornalista e presidente della Onlus Voci di dentro, questa pubblicazione si erge a baluardo della giustizia e dei diritti umani, offrendo una voce a coloro che il sistema penale ha ridotto a mera “cosa”, privandoli della loro umanità.
di Chiara Pizzimenti
vanityfair.it, 24 febbraio 2024
“Io sono Cassandra” è lo spettacolo del Teatro dei Venti con le detenute della Casa Circondariale di Modena. Siamo andati a vederlo. “Che bello portare uno spettacolo sul destino in carcere”. “Che coraggio portare uno spettacolo sul destino in carcere”. I pensieri arrivano uno dopo l’altro a spettacolo iniziato. Erano altri quelli prima di entrare nella sala, anzi prima di entrare nel Casa Circondariale di Modena dove questo spettacolo del Teatro dei Venti, Io sono Cassandra, viene messo in scena con un gruppo di detenute del carcere come attrici.
di Michele Passione*
Ristretti Orizzonti, 24 febbraio 2024
In un bel volume di qualche anno fa (La Corte nel contesto) la Prof.ssa Tega rilevava come “ragionare per stagioni significa riconoscere che il ruolo della Corte […] cambia nel tempo, anche se non cambiano le disposizioni costituzionali a essa dedicate. Ciò che muta è il contesto complessivo: il tipo di domande rivolte alla Corte da una società che è sempre più insoddisfatta delle risposte della politica e si rivolge agli organi di garanzia, chiedendo loro di intervenire a tutela, ad esempio, delle libertà civili e sociali […]”.
di Massimo Giannini
La Repubblica, 24 febbraio 2024
Non sono episodi casuali o isolati. Al contrario. Riflettono un clima di autoritarismo che c’è, nel Paese, e che questo governo e questa maggioranza alimentano ogni giorno, con l’azione e con la comunicazione. D’accordo, il fascismo in Italia non tornerà. I quadrumviri in camicia nera non marceranno su Roma, dove tutt’al più convergono un centinaio di forconi e una ventina di trattori intruppati sul Raccordo Anulare. Le squadracce di Pavolini e Farinacci non bruceranno sedi di partito, sindacati, giornali, anche se l’attacco alla libera informazione è molto in voga, lo squadrismo digitale è vivo e vegeto e migliaia di nuovi arditi fanno il saluto romano gridando “presente”.
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