di Franco Giubilei
La Stampa, 24 febbraio 2024
A Pisa e Firenze la polizia carica: 13 feriti. I docenti: “Violenza inaudita”. Il suono vagamente tranquillizzante di “cariche di alleggerimento”, come sono state definite dalle questure interessate, non deve ingannare: ieri, a Pisa e Firenze, polizia e carabinieri hanno risolto a manganellate situazioni che non sembravano foriere di problemi particolari, il che avrebbe reso più comprensibile la mano pesante dei reparti mobili. Niente caschi o bastoni fra i manifestanti per il cessate in fuoco in Palestina, perlopiù studenti medi, come dimostra il bilancio delle cariche pisane, tredici feriti dieci dei quali minorenni; piuttosto un tentativo, più dimostrativo che altro, di forzare i blocchi degli agenti antisommossa, a Pisa per raggiungere piazza Cavalieri (sede della Scuola Normale) da una viuzza laterale, San Frediano, e a Firenze per avvicinarsi al consolato Usa dopo che un gruppo di manifestanti si era sfilato dal corteo, partito da piazza Santissima Annunziata.
di Marco Bresolin
La Stampa, 24 febbraio 2024
Le vittime sono prevalentemente donne e transgender: le cifre ufficiali parlano di 3.800 persone, ma secondo il report del Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa questo numero sarebbe 5 volte maggiore. Le cifre ufficiali dicono che ogni anno tra le 2.100 e le 3.800 persone vengono identificate come potenziali vittime della tratta in Italia. Ma si tratta di numeri che “non riflettono la reale entità del fenomeno a causa delle insufficienti procedure per l’identificazione delle vittime e del ridotto tasso di segnalazione dei diretti interessati perché temono di essere espulsi o sanzionati”. Le persone realmente a rischio sarebbero infatti tra le 15 mila e le 20 mila. A lanciare l’allarme sulla situazione in Italia è un report del Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa contro la tratta degli esseri umani (Greta) che chiede alle autorità di prendere “misure supplementari” per lottare contro il fenomeno.
di Niccolò Zancan
La Stampa, 24 febbraio 2024
E l’Italia spesso non riesce a distinguere fra vittime e carnefici. Gli schiavi sono fra noi. Dormono accanto a noi. Producono per noi. Sono nei campi del Ragusano, chiusi dentro case di campagna, guardati a vista dai cani, al lavoro per coltivare il famoso pomodorino che tutto il mondo ci invidia. Picchiati, presi in ostaggio, privati dei documenti, messi al lavoro nelle serre. Sono in Basilicata, “operazione Women Transfer”. Ottantasette vittime, donne povere della Moldavia, chiamate come collaboratrici domestiche nelle province di Potenza e Matera.
di Youssef Hassan Holgado, Lorenzo Sassi e Nello Trocchia
Il Domani, 24 febbraio 2024
Il 26 febbraio del 2023 un’imbarcazione con a bordo circa 180 persone si schianta al largo delle coste del comune calabrese: i morti sono 94, tra cui 35 minori. Uno dei naufragi più letali mai avvenuti sulle coste italiane su cui ancora non c’è giustizia. Il governo ha approvato il decreto Cutro e firmato accordi internazionali con l’intento di arginare i flussi migratori. Ma i morti in mare in questo inizio 2024 sono il doppio rispetto allo scorso anno
di Giuseppe Sarcina
Corriere della Sera, 24 febbraio 2024
Nessuno, finora, è riuscito neanche ad avviare un negoziato per porre fine alla guerra. Non la Cina, non l’India. Inutili i tentativi anche della Turchia, del Vaticano, dell’Arabia Saudita. Due anni senza pace. Due anni di tentativi diplomatici falliti. Nessuno, finora, è riuscito neanche ad avviare un negoziato per porre fine alla guerra in Ucraina. Non la Cina, non l’India. Inutili i tentativi anche della Turchia, del Vaticano, dell’Arabia Saudita.
di Sebastiano Canetta
Il Manifesto, 24 febbraio 2024
Ok alla legge. Il Bundestag approva la norma, ora manca solo il sì del Bundesrat, ultimo formale ostacolo prima dell’entrata in vigore definitiva prevista dal prossimo 1 aprile. Il Cannabis act della Germania diventa finalmente legge. Dopo due anni di annunci sul via libera imminente, la fine dell’estenuante trattativa con i proibizionisti di Bruxelles per armonizzare la norma tedesca con il diritto Ue, e l’inappellabile decisione del Consiglio federale di stoppare gli ultimi tentativi di annacquare tutto da parte dei Land a guida Cdu-Csu, il Bundestag ha approvato la norma che sdogana l’utilizzo creativo della marijuana. Ora manca solo il Sì del Bundesrat, ultimo formale ostacolo prima dell’entrata in vigore definitiva.
di Errico Novi
Il Dubbio, 23 febbraio 2024
Emendamento alla legge Giachetti-Bernardini: sarà accolto solo l’abbuono di 60 giorni ogni 6 mesi. Da Meloni a Ostellari e Delmastro, tutti d’accordo: “Non si può arrivare a giugno con 100 suicidi in cella”. C’è un dogma: non si può arrivare a giugno con 100 suicidi sulla coscienza. E soprattutto, sulle prime pagine dei giornali. Lo pensa Giorgia Meloni, non solo il guardasigilli Carlo Nordio. Ed è il motivo per cui, come ha riportato ieri la Stampa, l’alleanza di centrodestra è al lavoro, ai livelli più alti, per accogliere almeno in parte la proposta di Roberto Giachetti, deputato di Italia viva e segretario di presidenza a Montecitorio, sulla liberazione anticipata speciale. Non in modo integrale, ma con un via libera alla sola parte che innalza da 45 a 60 giorni ogni 6 mesi lo “sconto” previsto per la liberazione anticipata ordinaria, tuttora in vigore. In pratica si tratterebbe di un mini-svuota-carceri, o meglio di un’estensione dello sconto di pena già in vigore per i detenuti con buona condotta. Nulla di straordinario
di Davide Manlio Ruffolo
La Notizia, 23 febbraio 2024
Italia Viva presenta un apposito ddl. Delmastro apre: “Lo valutiamo”. Dalla certezza della pena sbandierata in campagna elettorale, al più che probabile decreto svuota-carceri con cui le destre - evidentemente incapaci di mettere mano alla disastrosa situazione dei penitenziari - sembrano voler nascondere sotto il tappeto il problema del sovraffollamento.
di Davide Manlio Ruffolo
La Notizia, 23 febbraio 2024
Sovraffollamento, condizioni di vita impossibili e morti in carcere che sono ormai un’emergenza nazionale. Sembra che gli italiani che in queste ore stanno chiedono di introdurre nell’ordinamento giudiziario la pena di morte non si siano accorti che quest’ultima, di fatto, fa già parte del nostro Paese. Già perché suicidi e decessi sono ben più frequenti di quanto si pensi, con gli ultimi casi che sono avvenuti nel penitenziario romano di Rebibbia dove, nel volgere di nemmeno 24 ore, sono morti due detenuti malati da tempo.
L’Unità, 23 febbraio 2024
“Dal 1° gennaio 19 suicidi e 24 decessi dietro le sbarre. Ormai non è in gioco solo la dignità dei detenuti. Si tratta di preservare la loro stessa vita. Le nostre associazioni vogliono collaborare perché non scenda un colpevole silenzio su questo dramma. Nordio ci incontri”. Pubblichiamo di seguito il comunicato congiunto sulla crisi delle carceri diffuso da Antigone, Magistratura democratica e Unione delle camere penali italiane.
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- “Celle chiuse, l’Italia viola i Diritti umani”: la denuncia dei religiosi delle carceri lombarde











