di Valentina Stella
Il Dubbio, 22 febbraio 2024
Ieri l’ok a maggioranza del plenum. Evidenziate “criticità” persino sull’introduzione del “gip collegiale” (“c’è carenza d’organico”) e sull’interrogatorio anticipato. Ieri pomeriggio il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha dato il via libera a maggioranza (sei gli astenuti) al parere della VI commissione, presieduta dal togato di Area Marcello Basilico, in merito al ddl Nordio, da poco passato in prima lettura al Senato e assegnato ieri alla commissione giustizia della Camera. Vediamo per singolo tema alcune delle critiche sollevate.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 22 febbraio 2024
Il sindaco che non rinnova un incarico “per fini ritorsivi e discriminatori”. Quello che requisisce l’immobile oggetto di una causa cui è personalmente interessato. Quello che nega un’autorizzazione perché “il marito della richiedente non gli aveva fornito adeguato sostegno elettorale”. O quello che ordina “la revoca dell’incarico dirigenziale di un dipendente candidatosi in una lista contrapposta”. Sono tutti esempi recenti di pubblici amministratori condannati in via definitiva per abuso d’ufficio, cioè per aver violato la legge allo scopo di favorire qualcuno danneggiando qualcun altro. Domani, quando il reato non esisterà più, quelle condotte non saranno punibili, e le condanne irrevocabili già emesse (3.623 dal 1997 al 2022) saranno cancellate con effetto retroattivo. A ricordarlo è il Consiglio superiore della magistratura nel parere espresso sul ddl Nordio, il progetto di riforma che abolisce la fattispecie, approvato nei giorni scorsi dal Senato e ora all’esame della Camera per il via libera definitivo. Nel documento approvato ieri dal plenum (con sei astenuti, i laici in quota FI, FdI e Italia viva) i consiglieri di Palazzo dei Marescialli hanno inserito una rassegna di casi concreti per mettere in guardia il Parlamento sulle conseguenze dell’abrogazione: ne viene fuori, scrivono, “un quadro alquanto variegato delle condotte di abuso di vantaggio (profittatorio) o di danno (vessatorio, discriminatorio, ritorsivo o prevaricatorio)” che con la nuova legge non costituiranno più reato. Salvando i sindaci disonesti, certo, ma non solo loro.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 22 febbraio 2024
Nel 2022 il numero di telefoni e dispositivi intercettati tramite trojan è aumentato del 24 per cento. Il virus, una volta inoculato, è capace di accedere a qualsiasi informazione contenuta nell’apparecchio e di trasformarlo in una cimice ambulante. Aumenta in maniera considerevole l’utilizzo da parte della magistratura del trojan, il virus informatico che, una volta inoculato negli smartphone e nei dispositivi elettronici, è capace di accedere a qualsiasi informazione contenuta nell’apparecchio e di trasformarlo in una cimice ambulante, in grado di registrare qualsiasi conversazione avvenga attorno a sé. Secondo i numeri forniti dalla direzione statistica del ministero della Giustizia, nel 2022 (ultimo anno disponibile) il numero di bersagli intercettati tramite trojan è aumentato del 24 per cento, passando da 2.894 a 3.584. Di queste intercettazioni, 1.956 sono state disposte dalle Direzioni distrettuali antimafia e ben 1.585 dalle procure ordinarie, a conferma del fatto che l’uso del trojan non è affatto ristretto alle indagini antimafia.
chiesadimilano.it, 22 febbraio 2024
I cappellani e le religiose operanti negli Istituti penitenziari lombardi prendono posizione sulla recente Circolare del Dap che limita a tre soli motivi la possibilità di uscire dalle celle per i detenuti in media sicurezza: la fruizione della socialità in appositi locali comuni, la permanenza all’aria aperta e la partecipazione ad attività trattamentali.
Il Fatto Quotidiano, 22 febbraio 2024
Nelle carceri italiane non ci sono soltanto detenuti che muoiono perché si tolgono la vita. A Roma due uomini malati sono morti a distanza di poche ore. Su questi decessi saranno avviate verifiche da parte del Garante nazionale dei detenuti. Le verifiche si effettueranno così come è stato fatto e sta avvenendo anche per altri casi. Il primo, deceduto nella notte tra il 19 e il 20, aveva 66 anni ed era diabetico e si trovava in cella a Rebibbia.
milanotoday.it, 22 febbraio 2024
Tanti detenuti, troppi. E pochi agenti. Nel carcere di San Vittore di Milano la situazione è “drammatica”. A scattare la fotografia sono stati Daniele Nahum e Alessandro Giungi, presidente e vicepresidente della sottocommissione carceri che mercoledì hanno svolto un sopralluogo nella casa circondariale. “Il primo aspetto è relativo al livello di sovraffollamento: una struttura che potrebbe ospitare meno di 800 persone detenute è oggi arrivata a 1.130”, hanno spiegato i due. Il risultato, inevitabile, è uno: in celle di “pochi metri quadrati si è costretti ad ammassare fino a 8 persone”.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 22 febbraio 2024
Dopo i 5 suicidi ieri nuova audizione del direttore in commissione Giustizia. “Quello di Verona è diventato un istituto delicato e attenzionato, non tanto per le carenze di organico che non sono peggiori rispetto al resto d’Italia, ma perché ci sono stati trasferimenti di sezioni problematiche, come gli psichiatrici arrivati dal carcere di Belluno, i tossicodipendenti. Cosa che ha reso più complessa la gestione anche di quelle figure che vanno oltre le competenze della polizia penitenziaria”.
di Pietro Masotti
unibocconi.it, 22 febbraio 2024
L’esperienza della Clinica Legale, attraverso la quale studentesse e studenti della scuola di giurisprudenza si confrontano con la realtà degli istituti di detenzione, fornendo un servizio di ascolto e affiancamento sulle questioni giuridiche. Nati su iniziativa dell’ex presidente della Corte costituzionale Valerio Onida, gli sportelli legali in carcere hanno assunto da subito il duplice scopo di supportare le persone su questioni giuridiche, affiancandole nel momento della privazione della libertà, e quello di sollecitare il coinvolgimento degli stessi detenuti come volontari.
legnanonews.com, 22 febbraio 2024
Le persone che aderiscono al progetto sono chiamate a seguire un corso iniziale di formazione teorico e pratico di un anno e mezzo erogato in collaborazione con la Cisco Academy all’interno del carcere, sostenendo settimanalmente un esame per verificare le conoscenze acquisite. Può essere davvero il carcere un luogo nel quale, oltre che scontare la propria pena, si investe il proprio tempo nella rieducazione e nella formazione in vista di quando si potrà uscire? In teoria lo afferma il comma 3 dell’articolo 27 della Costituzione italiana. In pratica, presso la Seconda Casa di Reclusione di Milano-Bollate, ciò si realizza con il progetto Nic (Noc In Carcere) che mette a disposizione dei detenuti vari corsi di formazione, di base ed avanzata, negli ambiti di networking e sicurezza informatica oltre che una possibilità reale di impiego, che per alcune persone è già realtà anche all’interno delle mura carcerarie.
Ristretti Orizzonti, 22 febbraio 2024
Il vescovo in visita per la prima volta nell’Istituto penitenziario: “Prego affinché le nostre carceri possano diventare luoghi di conversione”. Il direttore, Giulia Magliulo: “Importante incoraggiamento a proseguire con motivazione nel nostro difficile compito”. In un’atmosfera carica di emozione e speranza, il 21 febbraio l’Arcivescovo della Diocesi di Foggia-Bovino, Mons. Giorgio Ferretti ha fatto il suo ingresso per la prima volta nella Casa circondariale di Foggia.
- Ferrara. “Attuando Vite Nuove”, i detenuti diventano sceneggiatori
- Piacenza. Le detenute diventano attrici: applausi in carcere e messaggio di Michele Placido
- Acireale (Ct). “Rap anti-violenza”, voci dietro le sbarre
- Cittadinanza, la legge che serve. Questo oggi il nostro Paese
- Migranti. Sospeso il fermo della Ocean Viking. Primo colpo al decreto Piantedosi











