di Davide Vari
Il Dubbio, 23 giugno 2024
Il ministro, intervenendo al festival “Taobuk” di Taormina, ha parlato della riforma, dell’abuso d’ufficio, ma anche di carceri: “Escludo l’indulto, che è una resa dello Stato: penso invece a pene alternative, a forme di esecuzione penale diverse”. Contro il sovraffollamento carcerario “escludo l’indulto, che è una resa dello Stato: penso invece a pene alternative, a forme di esecuzione penale diverse”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in video collegamento con il festival “Taobuk” di Taormina. Il ministro ha anche ricordato il “lavoro” portato avanti per siglare accordi affinché i detenuti stranieri possano scontare la pena nei loro Paesi d’origine: “I detenuti stranieri sono quasi la metà” della popolazione carceraria, “se riuscissimo a far scontare loro la pena nei Paesi d’origine - ha sottolineato il Guardasigilli - avremmo risolto il problema” del sovraffollamento.
di Simona Musco*
Il Dubbio, 23 giugno 2024
La lettera al segretario generale: “L’attività dei magistrati segretari non sia spesa e associata ad iniziative promosse da singole correnti dell’Anm. Stop al correntismo negli uffici del Csm. È questo il senso della lettera inviata dal vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Fabio Pinelli, al segretario generale di Palazzo Bachelet, Roberto Mucci, al quale ha fatto presente che è essenziale “che la qualità di magistrato della Segreteria e dell’Ufficio Studi non sia spesa e non possa essere comunque associata ad iniziative promosse da singole correnti dell’Associazione nazionale magistrati, onde evitare che l’attività istituzionale di tali magistrati - da esercitarsi con rigore professionale e riserbo, al pari di quella dei magistrati impegnati nella giurisdizione - possa essere percepita, in qualunque modo, come ad esse riferita”.
di Gabriele Moroni
Il Giorno, 23 giugno 2024
“Se Ionesco fosse vivo, avrebbe scritto un pezzo di teatro su questo processo”. L’avvocato Patrizia Esposito (difensore di Stefano Binda con il collega Sergio Martelli) evoca la figura di uno dei padri del “teatro dell’assurdo”. La quinta sezione penale della Corte d’appello di Milano è chiamata a pronunciarsi nuovamente sul risarcimento a Binda, detenuto da innocente, pienamente e definitivamente assolto per non avere commesso il fatto per l’omicidio di Lidia Macchi. Nel mese di ottobre del 2022 la stessa sezione dell’Appello aveva accolto l’istanza di risarcimento per ingiusta detenzione avanzata da Binda, riconoscendogli un indennizzo di 303.277,38 euro per i 1.286 giorni di carcere, gravato dall’accusa terribile (poi risultata infondata) di essere il predatore assassino della studentessa di Varese, trucidata con ventinove coltellate la sera del 5 gennaio 1987, nella zona di Cittiglio.
di Michele Chiodi
Il Roma, 23 giugno 2024
L’allarme dei medici: “Per la sanità penitenziaria sarà un disastro”. L’emergenza sanitaria nelle carceri in Campania, già drammatica oggi, “rischia di esplodere in tutta la sua drammaticità se l’autonomia differenziata dovesse diventare realtà”. L’allarme lo lancia il segretario regionale dell’Anaao Assomed Bruno Zuccarelli, che - numeri alla mano - offre una fotografia della situazione che è già adesso quella di una gravissima emergenza.
di Barbara Cottavoz
La Stampa, 23 giugno 2024
La rabbia di Giuseppe Passalacqua, insegnante e a lungo volontario: “Abbiamo bisogno di idee, progetti e fondi per invertire la rotta”. È stato volontario per quattro anni tra le mura del carcere, prima con un’associazione poi proponendo laboratori teatrali. La morte di Alì, suicida in una cella di via Sforzesca, gli fa montare una rabbia che Giuseppe Passalacqua, insegnante e operatore al centro di aggregazione giovanile “Nòva”, non riesce a mascherare e monta a ogni parola, ogni ricordo legato alla casa circondariale: “Novara si dimentica sempre del suo carcere e il grado di civiltà della città si vede da questo”.
di Sandra Figliuolo
palermotoday.it, 23 giugno 2024
L’iniziativa dell’Unione delle Camere penali italiane si è già svolta in diverse città del Paese. Lo scopo è di sensibilizzare l’opinione pubblica e di spingere il Governo ad adottare provvedimenti che riducano il sovraffollamento e migliorino le condizioni di vita dei detenuti. Dopo aver coinvolto numerose città d’Italia, si è svolta ieri mattina, sabato 22 giugno, anche a Bagheria la “Maratona oratoria” organizzata dalla Camera penale di Termini Imerese contro il dramma dei suicidi in carcere. Diversi avvocati hanno preso la parola e si sono alternati per denunciare pubblicamente le condizioni in cui si trovano i detenuti, troppo spesso stipati in carceri sovraffollate.
algherolive.it, 23 giugno 2024
“A pochi giorni dall’ultimo suicidio nel carcere di Bancali ieri un detenuto dell’istituto di pena sassarese si è dato fuoco ed ora è ricoverato al Santissima Annunziata. Sulla situazione del carcere sassarese ho presentato numerose interrogazioni alle quali il Ministro Nordio ha risposto promettendo interventi che non ci sono mai stati”. Così il parlamentare dem Silvio Lai sull’ennesimo gravissimo fatto avvenuto ieri nel carcere sassarese. L’episodio è avvenuto nell’infermeria e sono rimasti feriti anche gli agenti della polizia penitenziaria che hanno immediatamente soccorso il detenuto.
di Nicola Palma
Il Giorno, 23 giugno 2024
La casa circondariale di San Vittore si conferma in testa alla poco lusinghiera classifica delle carceri più sovraffollate d’Italia. Secondo i dati aggiornati al 12 giugno e resi noti ieri dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, i detenuti oggi presenti nei 190 istituti di pena sono 61.468 (con un’età media di 42 anni), a fronte di una disponibilità di posti di 47.067 rispetto alla capienza regolamentare di 51.221 (divario di -4.154 posti). Quindi, a livello nazionale, il sovrannumero determina un indice di sovraffollamento pari al 130,59%.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 23 giugno 2024
Nell’istituto minorile non solo sovraffollamento, ma anche buchi di personale. Il sindacato torna alla carica: “Molti poliziotti distaccati altrove, li rimandino”. Pochi giorni fa l’allarme era stato lanciato dal sindacato della polizia penitenziaria con una certa perentorietà: “I minori detenuti al carcere minorile Ferrante Aporti di Torino dormono per terra oppure su delle brandine da spiaggia in mezzo a una stanza dove sono già presenti 4 o 5 detenuti”. Ma il sovraffollamento rischia di non essere l’unico problema che attanaglia una struttura modello di colpo penalizzata dalle nuove regole del cosiddetto decreto Caivano che ha modificato alcuni presupposti per l’arresto dei minori allungando al contempo, la durata di alcune delle custodie cautelari (con ampliamento del periodo di detenzione). Bene: domenica scorsa la struttura contava su 56 ospiti e già il raggiungimento di questa soglia aveva allarmato e non poco personale e sindacati di categoria. L’altro ieri il numero complessivo - si apprende ai rappresentanti dei lavoratori - è salito a 60. La capienza massima è di 46 detenuti. L’eccesso di presenze adesso tocca all’incirca il 30%.
di Goffredo Fofi
Il Manifesto, 23 giugno 2024
A cento anni dalla nascita, un ritratto del maestro, teorico e attivista. Politico e profeta, alle sue intuizioni si aggiunse una nuova consapevolezza con l’amicizia di Aldo Capitini. Le esperienze sue e del suo gruppo sono tra le poche davvero innovative in Occidente nel modo di intendere il “lavoro sociale” e il “lavoro politico” e c’è ancora tanto da imparare. Nel metodo delle “conversazioni”, da lui animate con proletari e giovani su temi sociali e filosofici fondamentali, tornava a dare un valore primario alla poesia.









