di Donatella Zorzetto
La Repubblica, 22 giugno 2024
Ad Alghero il primo congresso nazionale della Società Italiana di Psichiatria e Psicopatologia Forense (Sippf). “Possibile liberare 400 posti per chi ha davvero bisogno di cure e aiuto”. A distanza di 10 anni dalla chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Legge 81 del 2014) non si è ancora trovata la formula funzionale per la presa in carico degli autori di reati definiti “non imputabili per la presenza di una patologia mentale e riconosciuti socialmente pericolosi”. Le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) sarebbero dovute essere la soluzione. Non lo è stata, almeno finora. Questo perché l’Italia è l’unico Paese al mondo che riconosce l’infermità o la semiinfermità mentale a chi compie reati ed è affetto da disturbi della personalità, in particolare quello antisociale, che non sono malattie mentali ma che rappresenta il 30-40% degli ospiti delle Rems. Questo non solo significa che oltre un ospite delle REMS su due non ha necessità sanitarie e non ha dunque bisogno di queste strutture, ma dovrebbe essere assistito in carcere.
dire.it, 22 giugno 2024
L’ex ministro della Giustizia al congresso della Società Italiana di Psichiatria e Psicopatologia forense: “Il paziente psichiatrico autore di reato da un lato non deve trovarsi nelle condizioni di mettere a rischio la visione della sicurezza condivisa socialmente, dall’altro gli va garantita la salute con una corretta gestione sanitaria. Questo alla luce della crescita - 10% all’anno - dell’emergenza di salute mentale nelle carceri”. “Serve una prospettiva più ampia per risolvere il problema durante la detenzione e dopo l’uscita dal carcere. Il paziente psichiatrico autore di reato da un lato non deve trovarsi nelle condizioni di mettere a rischio la visione della sicurezza condivisa socialmente, dall’altro gli va garantita la salute con una corretta gestione sanitaria, in particolare quella relativa alla salute mentale. Questo proprio alla luce della crescita - 10% all’anno - dell’emergenza di salute mentale nelle carceri italiane”.
di Riccardo Lo Verso
livesicilia.it, 22 giugno 2024
L’ultimo caso ha riguardato il lievito e la farina vietati al boss stragista Pietro Rampulla detenuto al 41 bis. Non tutte le regole sono uguali. Ci sono delle variazioni sul tema delle restrizioni previste dal protocollo del carcere duro. Alcune lasciano perplessi, hanno il sapore amaro della vessazione. Va detto, anche a prezzo di essere tacciati di parteggiare per il diavolo. L’obiettivo è impedire i contatti fra i boss detenuti e il mondo esterno, recidere la catena di comando per i capimafia più pericolosi e carismatici. Obiettivo sacrosanto, oltre che auspicabile. Scorri l’elenco dei ricorsi e ci si scontra con l’illogicità di regole che variano di carcere in carcere. Niente lievito e farina, vietato leggere nuove edizioni di libri sulla mafia, vietato friggere melanzane, sì alle patate al forno dall’esterno ma niente pollo, limite di tre assorbenti al giorno per le donne. Francamente risulta difficile capire cosa c’entri tutto ciò con la necessità di isolare i potenti padrini.
di Paolo Fruncillo
La Discussione, 22 giugno 2024
Il cardinale Zuppi: è un piccolo gesto, ma di grande attenzione. Fa caldo per tutti, ma nelle carceri è ancora più caldo perché le densità per cella sono alte: quasi diecimila persone in più rispetto ai posti disponibili. In alcuni istituti si ritrovano anche oltre 400 detenuti in eccesso rispetto a quelli previsti. Un piccolo gesto di solidarietà arriva dalla Cei per “rinnovare la forte vicinanza della Chiesa in Italia ai detenuti, specialmente quelli più fragili”: nel mese di giugno saranno distribuiti 2.000 ventilatori a 30 Istituti penitenziari presenti sul territorio nazionale, nell’ambito del progetto “Semi di tarassaco volano nell’aria”, coordinato dal Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica e dall’Ispettorato Generale dei cappellani delle carceri, con il supporto della Presidenza della Cei.
di Angela Stella
L’Unità, 22 giugno 2024
“Si criminalizzano le lotte sociali e civili, il testo abolisce lo Stato di diritto”, tuonano in conferenza stampa Asgi, Antigone e Amnesty. Nelle carceri vietato protestare, e c’è anche la norma anti-zingari. Neanche Alfredo Rocco, ministro di Grazia e Giustizia di Mussolini, era arrivato a “pensare” norme come quelle contenute nel ddl sicurezza, varato dal governo Meloni, e attualmente all’esame del Parlamento. Il provvedimento è improntato ad una logica “repressiva, securitaria e disumanizzante”, si strumentalizzano le “paure delle persone” e si punta alla “criminalizzazione delle lotte sociali e civili” verso una “rottura dello Stato di diritto”.
di Giuseppe Spadaro*
Il Domani, 22 giugno 2024
Le segnalazioni di minori denunciati e/o arrestati per violenza sessuale, tra il 2022 ed il 2023, registrano un incremento dell’8,25% sul totale. Dall’approccio alla sessualità che manifestano in particolare i maschi minori d’età, emerge a volte la totale inconsapevolezza con la quale è considerato l’atto sessuale, del tutto estraneo alla sfera estremamente intima dell’individuo che viene nell’atto stesso coinvolta. Il Servizio Analisi Criminale, della Direzione Centrale della Polizia Criminale, ha pubblicato in aprile 2024 il Rapporto Criminalità minorile e gang giovanili che esamina le segnalazioni di minori della fascia d’età 14-17 anni, denunciati e/o arrestati sul territorio nazionale, estrapolate dalla Banca Dati delle Forze di Polizia, con riferimento al periodo 2010-2023.
di Lorenzo Grossi
Il Giornale, 22 giugno 2024
L’emendamento prevede, rispetto al ddl voluto da FdI, la quintuplicazione della reclusione e il raddoppio della multa: verrebbe punito anche il pubblico ufficiale che registra il nascituro. Contro la maternità surrogata è in arrivo una stretta ulteriore: la Lega ha infatti un emendamento al disegno di legge proposto da Fratelli d’Italia, che vieta la pratica anche se commessa all’estero e che è all’esame della commissione Giustizia del Senato. Il partito guidato da Matteo Salvini intenderebbe combattere la pratica dell’utero in affitto con la reclusione da 4 a 10 anni e una multa da 600 mila euro a 2 milioni, oltre a punire il pubblico ufficiale che registra i figli nati da quella pratica. Il gruppo leghista di Palazzo Madama ha depositato così due emendamenti - per entrambi il primo firmatario è il capogruppo Massimiliano Romeo - che ricalcano il testo del disegno di legge sullo stesso tema nel 2023 da parte del presidente dei senatori leghisti.
ansa.it, 22 giugno 2024
“Non parteciperò come relatore ai convegni di formazione”. Il magistrato Nicola Scalabrini, sostituto procuratore a Bologna e componente della giunta distrettuale dell’Anm, ha comunicato ai rappresentanti locali degli organi associativi degli avvocati (consiglio dell’ordine, fondazione forense e camere penali) che non parteciperà più come relatore a convegni di formazione organizzati dagli stessi avvocati, anche quelli dove la sua presenza era già programmata. Il suo è un gesto di rottura e dal valore anche simbolico, che arriva dopo una presa di posizione di alcuni consigli dell’ordine (Bologna, Brescia, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Venezia) in favore della riforma sulla separazione delle carriere in magistratura.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 22 giugno 2024
Riforma costituzionale della giustizia: ne parliamo con il deputato del Pd, ed ex guardasigilli, Andrea Orlando. “I magistrati sono cittadini come gli altri e devono poter far parte dei comitati che ritengono e l’Anm ha come funzione la tutela della magistratura. Quando ero Ministro, l’Anm ha anche aspramente criticato delle mie iniziative ma io non ho mai messo in discussione la titolarità dei magistrati a svolgere anche una contestazione politica”.
di Antonella Trentini*
Il Dubbio, 22 giugno 2024
Il Ministro Nordio sta lavorando incessantemente per riformare una delle più riformate e irriformabili realtà: la giustizia. Unaep segue con estrema attenzione questo lavoro, dato che da anni ritiene che la vera, reale, efficace riforma della giustizia troverà concretezza quando tutti coloro che devono attuarla si troveranno sullo stesso piano costituzionale.
- Milano. La morte inutilmente annunciata di Giuseppe nella sua cella di Opera
- Sassari. Detenuto si dà fuoco nell’infermeria del carcere
- Bari. “Tortura di Stato” nel carcere: agenti condannati
- Milano. Mezz’ora d’aria, il disco (con videoclip) dei detenuti di Bollate
- “Tutto iniziò scrivendo a un condannato a morte”









