di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 21 febbraio 2024
La Suprema Corte ha chiarito che è vietato sbarcarli in quel paese perché non sicuro. È vietato anche rivolgersi alla cosiddetta guardia costiera. Quindi le Ong che non lo fanno rispettano il diritto e i diritti. Il 30 luglio 2018 la Asso 28, rimorchiatore della società armatrice “Augusta Offshore” che operava a supporto della piattaforma Sabratha della società petrolifera “Mellitah Oil & Gas”, società a sua volta partecipata di ENI Nord Africa e della società libica NOC, veniva allertata da personale della piattaforma della presenza di un gommone con 101 persone migranti in acque internazionali, tra cui donne e bambini. La Asso 28, dopo aver accolto a bordo un presunto agente libico, intercettò il gommone riportando tutti i migranti in Libia, al porto di Tripoli. I migranti sarebbero poi stati detenuti e sottoposti a violenze e a trattamenti inumani e degradanti.
di Leonardo Fiorentini
Il Manifesto, 21 febbraio 2024
Ha preso il via ieri da Roma il tour in Italia di Peter Cohen, uno fra i più originali studiosi a livello internazionale sul tema delle droghe. Promosso da Arci, la Società della Ragione e Forum Droghe toccherà nove città italiane. Al centro il libro “Dalla parte della Ragione” (Menabò, 2023), frutto della collaborazione ventennale del sociologo olandese con “Fuoriluogo”. Peter Cohen, che ha insegnato all’Università di Amsterdam ed è stato fondatore del Cedro (Centro per le ricerche sulla droga), ha avuto il pregio di aprire la strada ad una lettura alternativa dell’uso di sostanze. A quella tradizionale, figlia della lettura dogmatica e proibizionista delle convenzioni internazionali, che considera le sostanze incontrollabili e coloro che le usano schiavi della dipendenza, ha contrapposto un approccio psicosociale, centrato sulle persone e sulle loro capacità di regolazione.
di Laura Cappon
Il Domani, 21 febbraio 2024
“Sono otto anni che aspettavamo questo momento”, dicono i genitori arrivati a Piazzale Clodio insieme alla figlia Irene e all’avvocato Alessandra Ballerini. Fuori dalla cittadella giudiziaria, gli striscioni gialli e i sostenitori della campagna “Verità per Giulio”. Con la famiglia in aula, anche la scorta mediatica: tra di loro, Pif, l’esponente del Partito democratico Gianni Cuperlo, quello dei Verdi Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, di Sinistra Italiana. Dal 2016, la vicenda è stata scandita dalla scarsa collaborazione giudiziaria dell’Egitto che poi si è trasformata in ostruzionismo dopo che nel 2021 la procura di Roma ha chiesto il processo per i quattro agenti della National security egiziana.
di Viola Giannoli
La Repubblica, 21 febbraio 2024
Ilaria Salis è in carcere da più di un anno a Budapest. In una vecchia prigione nel cuore della capitale ungherese, l’attivista brianzola divide la cella con 7 detenute. Grazie a un lavoro diplomatico portato avanti “nella dovuta discrezione”, il deputato Paolo Ciani ha potuto varcare la porta del carcere di massima sicurezza di Gyorskocsi Ucta, per incontrare Ilaria nella stanza dei colloqui. Sono da poco passate le 14. Ciani aspetta pochi minuti, poi vede arrivare Ilaria: è scortata, ma stavolta non ha le catene. “Le ho spiegato che sono andato a trovarla in quanto parlamentare che rappresenta la Nazione - racconta Ciani - Lei mi ha detto: ‘Mi raccomando onorevole, continui ad occuparsi di me’. Io l’ho sentito come un appello all’Italia”. Perché l’attenzione al caso le ha giovato. “Da quando si sono accesi maggiormente i riflettori in Italia - spiega Ciani - ha notato un miglioramento nel trattamento in carcere”.
di Marta Serafini
Corriere della Sera, 21 febbraio 2024
Il caso all’Alta corte britannica. La moglie: è come Navalny. Una cosa è certa. Si tratta di uno dei passaggi più importanti di uno dei casi più intricati iniziato 13 anni fa. Protagonista, Julian Assange. Nelle prossime ore, l’Alta corte di Londra dovrà decidere se respingere l’appello rivolto dal team legale del fondatore di WikiLeaks alla richiesta di estradizione negli Stati Uniti che nel 2019 hanno incriminato Assange sulla base dell’Espionage Act del 1917. Diciotto capi di imputazione che costerebbero all’imputato 175 anni di carcere Oltreoceano secondo una stima dei suoi legali (gli avvocati di Stato americani parlano di 5-6).
di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 21 febbraio 2024
Dopo due giorni di udienze oggi un tribunale di Londra dovrà decidere il destino del fondatore di Wikileaks che negli Stati Uniti rischia fino a 170 anni di prigione. L’udienza che si terrà oggi e che vede alls sbarra Julian Assange potrebbe essere l sua ultima, disperata occasione per evitare di essere estradato dalla Gran Bretagna in direzione Stati Uniti dove lo attende una pena di prigione di oltre 170 anni.
di Leonardo Clausi
Il Manifesto, 21 febbraio 2024
Alan Rusbridger, direttore del Guardian per vent’anni - e un po’ lo scopritore di Wikileaks: “Il punto di queste leggi è che non c’è difesa, non si può dire “ecco il motivo per cui l’ho fatto”, come nella maggior parte degli altri crimini. E non è un caso”. Alan Rusbridger è il direttore di Prospect Magazine, il principale mensile politico del Regno unito. Ha diretto il Guardian per vent’anni, dal 1995 al 2015. Negli ultimi cinque anni della sua direzione, il giornale ha pubblicato svariati scoop seguiti a livello globale, in particolare le rivelazioni dei cablogrammi diplomatici di Wikileaks, la divulgazione di torture ed estradizioni illegali e, nel 2013, le rivelazioni di Edward Snowden sulla sorveglianza di massa da parte della Nsa.
di Maria Lucia Panucci
ilmondo-rivista.it, 20 febbraio 2024
Per rispondere alle annose criticità del sistema penitenziario italiano “è necessario investire sul territorio e sul personale sanitario”. Ne abbiamo parlato con uno dei fondatori dell’Associazione Antigone, Stefano Anastasìa. Strutture fatiscenti e sovraffollate, carenze di personale sanitario e suicidi in carcere: queste sono solo alcune delle criticità in cui versano gli istituti penitenziari italiani. 190 in tutto. Sembra un numero consistente ma di fatto non lo è considerando l’aumento costante nelle celle.
di Andrea Carli
Il Sole 24 Ore, 20 febbraio 2024
Nel 2023, per il secondo anno di fila crescono le presenze medie giornaliere. Minori in carcere: più di un reato su due è contro il patrimonio. E i casi di violazione della legge sugli stupefacenti sono in cima alla lista. Sono due degli elementi che emergono dal settimo rapporto sulla giustizia minorile in Italia di Antigone, presentato oggi a Roma.
di Giulia D’Aleo
La Repubblica, 20 febbraio 2024
Le carceri minorili prendono il cattivo esempio da quelle per adulti e, per la prima volta dopo tempo, registrano sempre più casi di sovraffollamento. All’inizio del 2024, i minorenni detenuti nei 17 Istituti penali minorili del territorio nazionale erano 496, una cifra che non veniva raggiunta da oltre dieci anni. Non è l’unico record: i ragazzi transitati dagli istituti nel 2023 sono stati 1.143, il numero più alto degli ultimi quindici anni. Basti pensare che due anni prima, nel 2021, erano 835, quasi trecento unità in meno. Secondo Antigone, che ha raccolto questi dati nel Settimo Rapporto sulla giustizia minorile, non sarebbe un caso. Ma si tratterebbe piuttosto dell’effetto di uno dei tanti decreti-legge del governo Meloni, il decreto Caivano, ribattezzato anche “Baby gang”.
- Con il “ministro garantista” record di ragazzi in carcere
- “Le carceri non diventino il luogo della vendetta sociale. I suicidi parlano a noi”
- Detenuti al lavoro, per non essere recidivi
- Minori e giustizia riparativa: le “rotte educative” e la sfida per la comunità
- Prescrizione, oggi il Senato decide sull’iter della legge











