di Alessandro Di Bussolo
vaticannews.va, 19 dicembre 2023
La decima edizione dell’iniziativa di Prison Fellowship Italia, con Rinnovamento nello Spirito Santo e Ministero della Giustizia, donerà il 20 dicembre ore di gioia a 4 mila detenuti e detenute. Cuochi affermati ai fornelli con i reclusi, personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport come camerieri e intrattenitori e altri 1200 volontari. La testimonianza dello chef Filippo La Mantia, in carcere da giovane per un errore giudiziario e ispiratore nel 2014 dell’evento.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 19 dicembre 2023
Dall’informativa urgente di Crosetto al voto segreto sulla proposta di Costa per limitare la pubblicazione delle ordinanze cautelari: si prospettano 48 ore di fuoco sul fronte dei rapporti tra politica e magistratura. Si prospettano 48 ore di fuoco sul fronte dei rapporti tra politica e magistratura. Quattro gli appuntamenti che rischiano di far riesplodere le tensioni sul tema giustizia. Il primo si terrà questa mattina, quando il ministro della Difesa, Guido Crosetto, terrà un’informativa urgente alla Camera in merito alle dichiarazioni rilasciate alla stampa relative alla magistratura. Secondo quanto appreso dal Foglio, sarà presente anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
di Simona Musco
Il Dubbio, 19 dicembre 2023
Atti non pubblicabili, il sì deciso di Forza Italia all’emendamento del deputato di Azione. L’esecutivo corre ai ripari contro il voto al buio. Il governo prova a mettere i bastoni tra le ruote ad Enrico Costa. Il cui emendamento pro-presunzione di innocenza, pure in linea con il programma di maggioranza, rischia di smascherare i malumori interni all’Esecutivo, grazie al voto segreto che mercoledì consentirà ai “dissidenti” di esprimere tutto il proprio malcontento cliccando un solo pulsante. E per evitare di ritrovarsi in minoranza, esponenti di primo piano del governo starebbero facendo scouting addirittura tra le file del M5S, sicuramente contrario all’emendamento Costa, ma allettato dall’idea di mandare in crisi Giorgia Meloni.
di Davide Mattiello*
Il Fatto Quotidiano, 19 dicembre 2023
L’emendamento presentato da Enrico Costa e verosimilmente affidato alla coscienza dei parlamentari che potrebbero votarlo a scrutinio segreto domani, rappresenta un pericolo per la democrazia, ma anche per gli amici del presentatore. L’emendamento alla Legge di delegazione europea se approvato vieterà la pubblicazione delle Ordinanze di Custodia Cautelare emesse da un gip su richiesta di una Procura. Questo divieto si iscriverebbe nel solco di quanto fin qui fatto per sostanziare il principio costituzionale della presunzione di innocenza, combattendo la “gogna mediatica”, l’anticipazione per via giornalistica del giudizio penale, che tante vite innocenti ha travolto in Italia.
di Arturo Celletti
Avvenire, 19 dicembre 2023
Informativa del ministro della Difesa con Nordio al suo fianco: preoccupato per alcune tendenze delle toghe. E insiste: ogni giorno 4 innocenti in carcere. “Ora però un tavolo di pace”. Guido Crosetto non indietreggia. Anzi, in una Camera poco affollata, torna a mettere in fila tutte le sue preoccupazioni. “Mi era stato riferito che in varie riunioni ufficiali della magistratura venivano dette delle cose che dovevano sollevare preoccupazioni istituzionali, un dibattito. Il mio non è stato un attacco alla magistratura, le mie sono state riflessioni e preoccupazioni riguardo ad alcune tendenze che vedo emergere non in modo carbonaro, ma in modo molto evidente”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 19 dicembre 2023
Il ministro della Difesa è intervenuto per spiegare la sua dichiarazione sulla “opposizione giudiziaria” e ha letto le parole pronunciate da alcuni magistrati nel corso del congresso di Area. Alla Camera ha letto alcune dichiarazioni prese dal congresso del gruppo associativo di Area, tra cui: “C’è una evidente insofferenza nei confronti della magistratura, nella sua funzione fisiologica antimaggioritaria” e “nella mediocrità di una politica impegnata ad assecondare gli istinti della folla, prigioniera delle sue pulsioni da social, dobbiamo assumerci la responsabilità” e “la magistratura deve essere consapevole della posta in gioco”. Per questo, Crosetto ha spiegato che le sue sono state “riflessioni e preoccupazioni riguardo alcune tendenze che vedo emergere nelle discussioni dei magistrati”.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 19 dicembre 2023
Su Toni Negri, deceduto novantenne nei giorni scorsi a Parigi, girava una storiella che sempre suscitava ilarità, negli ambienti di Potere Operaio degli anni settanta. Pare che un giorno il professore padovano già allora considerato un gigante per i suoi studi filosofici e la sua brillante e precoce carriera accademica, fosse particolarmente infuriato. E alla fine fosse sbottato, con queste parole: perché compagni, o noi ci decidiamo a fare un salto di qualità nella lotta politica di fabbrica, oppure finisce in un solo modo, che spariamo. Dopo un attimo di sconcerto, i compagni erano scoppiati in una grande risata. Solo lui, il Toni, pareva disorientato, prima di rendersi conto dell’equivoco su quella prima persona plurale del verbo sparire che coincideva con quella del verbo sparare. Sarebbe forse bastato, ai magistrati che lo hanno tenuto a lungo in carcere da innocente, conoscere quell’episodio, e soprattutto il benevolo scherno con cui coloro che lo conoscevano bene non avevano neanche per un attimo accolto l’ipotesi che Toni Negri avesse in mente il passaggio alla lotta armata, per cambiare il corso della storia. È pur vero che tutto poteva accadere, in quei tragici anni settanta. Ma Toni Negri fu sicuramente, oltre che un grande filosofo e un leader politico non da salotto, un teorico della sovversione sociale, a partire dalle fabbriche. In contrasto con le Brigate Rosse e la loro pratica della clandestinità. Era il mondo dell’estremismo di sinistra di quegli anni, che forse non era facile da capire e da interpretare per la maggior parte delle persone e anche dei magistrati, ma non per la sinistra e il suo principale partito, il Pci. Pure fu proprio il mondo dei comunisti ortodossi, con le sue propaggini giornalistiche, e anche qualche collateralismo di ambito giudiziario, a costruire la prima grande bufala politico- giudiziaria della storia italiana. Che venne prima del caso Tortora, di tangentopoli e di tutto quello che ne è seguito negli ultimi trent’anni. Prima di parlare di giustizialismo e di circo mediatico- giudiziario bisognerebbe studiare la storia del processo “7 aprile” del 1979. Che si intrecciò anche, proprio nella figura di Toni Negri, con il più significativo atto terroristico della storia italiana, il rapimento e l’omicidio del Presidente della Dc Aldo Moro.
di Riccardo Lo Verso
Il Foglio, 19 dicembre 2023
Un girotondo impazzito al quale hanno preso parte giudici, investigatori, pentiti, giornalisti e molti cavalieri della fuffa. Dodici dibattimenti, dodici sentenze, nessuna certezza. Ci sono saliti in tanti e molti altri lo faranno. Chissà chi ha avviato l’ingranaggio. Non c’è tempo di porsi domande. La grande giostra gira veloce. E la velocità confonde, risucchia la netta differenza fra i figli del dolore, che ne avrebbero volentieri fatto a meno, e chi sgomita per trovare posto e ingrassare l’amor proprio. Fra chi si impegna perché ci crede davvero e chi cerca solo uno strapuntino di notorietà. Fra magistrati e investigatori animati da spirito di servizio e carrieristi.
di Andrea Aversa
L’Unità, 19 dicembre 2023
Aveva 43 anni, un’ex compagna e una figlia. Ha perso la vita il 12 ottobre del 2022. Il caso è stato chiuso: per gli inquirenti è stato un suicidio. Ma un audio giunto alla sorella Marisa e al suo avvocato Armida Decina, segnerebbe una svolta per le indagini, intanto riaperte: la vittima potrebbe essere stata uccisa. L’autopsia chiarirebbe tutto ma l’autorità giudiziaria continua a negarla.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 19 dicembre 2023
Il testimone. L’autopsia negata. E ora anche l’anomalia sui nomi degli agenti presenti in carcere il giorno della morte. “Stampante rotta”, la versione data ai familiari. Così come le telecamere. Ci sono sempre più ombre attorno alla morte nel carcere di Oristano di Stefano dal Corso, il detenuto romano trovato privo di vita in cella il 12 ottobre 2022. La storia da subito era stata derubricata a suicidio, poi lo scorso ottobre la Procura locale ha riaperto le indagini. Nuovi elementi emersi in queste settimane alludono a una morte violenta e parlano anche di un altro, misterioso, decesso.
- Oristano. “Mio fratello ucciso in carcere e non vogliono fare neanche l’autopsia”
- Ivrea. Dentro il carcere il più bel Consiglio comunale
- Modena. Natale in carcere, Castellucci: il lavoro è il miglior regalo per i detenuti
- Siena. “Se volete punire un detenuto, fatelo studiare”
- Catanzaro. Lo sport entra in carcere e nelle comunità minorili











