di Valentina Stella
Il Dubbio, 17 aprile 2024
Lunedì 29 aprile la proposta del deputato di Italia viva Roberto Giachetti sulla liberazione anticipata speciale, elaborata insieme alla presidente di Nessuno Tocchi Caino, Rita Barnardini sbarcherà in Aula alla Camera. Oggi ci sarà l’ultima audizione, quella del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, e domani scadrà il termine per gli emendamenti. Ma intanto ieri l’Antimafia si è spaccata sulla proposta, come rilevano le audizioni del procuratore nazionale della Dnaa Giovanni Melillo e del procuratore aggiunto di Catania, Sebastiano Ardita. Il primo, anche se non esplicitamente, ha fatto capire che sarebbe favorevole alla misura, escludendo però dai benefici i detenuti per delitti di mafia e terrorismo. Mentre il secondo la ritiene una forma di indulto, arrivando addirittura a dire che sarebbe “un messaggio ai detenuti”, affermazione che lo ha condotto ad un botta e risposta con l’onorevole Giachetti.
di Davide Varì
Il Dubbio, 17 aprile 2024
Il messaggio del Colle all’evento del Cnel. Poi L’intervento alla cerimonia per l’intitolazione del Csm a Vittorio Bachelet. “Rivolgo un saluto agli organizzatori, ai relatori, ai partecipanti alla giornata di studi dedicata all’istruzione, formazione e lavoro in carcere. Si tratta di un tema di significativo rilievo in considerazione della primaria funzione della formazione e del lavoro che rappresentano una concreta occasione per il reinserimento sociale dei detenuti, anche una volta usciti dal carcere. Auspico che l’esame delle importanti tematiche possa portare a utili risultati e formulo i migliori auguri”. Queste le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), Renato Brunetta, in occasione dell’evento dal titolo “Recidiva zero, studio, formazione e lavoro in carcere”.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 17 aprile 2024
Il ministro della Giustizia e il presidente del Cnel hanno presentato “Recidiva zero”, l’operazione che vuole mettere a sistema tutti gli attori, istituzionali e non, che creano “iniziative di studio, formazione e lavoro in carcere”. Sei detenuti condannati su dieci sono già stati in carcere. Avessero avuto un un’opportunità lavorativa sarebbero solo due su cento. Con questa stima in mente, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il presidente del Cnel, Renato Brunetta, hanno dato vita a “Recidiva zero”. Lo hanno presentato martedì, a villa Lubin, assieme ai primi risultati di un’iniziativa che vuole mettere a sistema tutti gli attori, istituzionali e non, che creano “iniziative di studio, formazione e lavoro in carcere”. “Concreta occasione per il reinserimento sociale dei detenuti”, ha evidenziato in un messaggio il presidente Sergio Mattarella.
di Manuela Perrone
Il Sole 24 Ore, 17 aprile 2024
Lavoro e formazione come ponti tra carcere e società. Per spezzare la “sordità” nei confronti del mondo penitenziario e mettere a sistema le buone pratiche. Muove da questo obiettivo il pacchetto di proposte normative avanzato ieri al termine della giornata “Recidiva zero. Studio, formazione e lavoro in carcere” promossa a Roma dal Cnel insieme al ministero della Giustizia, a coronamento del percorso avviato a giugno 2023 con il protocollo d’intesa siglato tra il presidente del Cnel, Renato Brunetta, e il Guardasigilli Carlo Nordio.
di Serena Uccello
Il Sole 24 Ore, 17 aprile 2024
Dai settori più tradizionali del manifatturiero, come la meccatronica, all’artigiano, come la sartoria, fino ad arrivare alla frontiera tecnologica, ovvero la creazione di reti informatiche. La mappa delle esperienze professionali che hanno visto il mondo dell’impresa varcare l’accesso degli istituti penitenziari ventiquattro anni dopo la Legge Smuraglia è ormai ampia. O meglio lo è per la varietà, ora bisogna renderla tale sul piano del numero di detenuti coinvolti e soprattutto dell’efficacia, ovvero il reinserimento effettivo e la deterrenza.
di Giorgio Pogliotti
Il Sole 24 Ore, 17 aprile 2024
Il trattamento economico e normativo del lavoro alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria va equiparato agli standard ordinari dei contratti collettivi nazionali di riferimento. È una delle proposte della giornata di studio al Cnel, che ha visto tutti i partecipanti d’accordo su un principio confermato da tutte le statistiche: se un detenuto impara e trova un lavoro, la percentuale di recidiva tende ad annullarsi.
di Mario Ajello
Il Messaggero, 17 aprile 2024
Un discorso molto energico quello di Sergio Mattarella, ieri: “Il Csm è chiamato all’impegno di contribuire ad assicurare la massima credibilità alla magistratura, con decisioni sempre assunte con senso delle istituzioni. I nostri concittadini chiedono una giustizia trasparente ed efficiente”. Una strigliata, sempre in stile mattarelliano ovviamente. Che arriva durante la cerimonia di intitolazione della sede del Consiglio a Vittorio Bachelet. “I componenti del Csm si distinguono soltanto per la loro “provenienza” - ha aggiunto il Capo dello Stato - e sono chiamati a svolgere il loro mandato senza doversi preoccupare di ricercare consenso per sé o per altri soggetti”. Insomma, la politicizzazione dell’organo di autogoverno dei togati è per Mattarella un problema che va evidenziato e superato. Che viene da lontano, naturalmente, ma che tuttora riguarda l’istituzione di Piazza Indipendenza. Mattarella ricorda il giurista assassinato dalle Brigate Rosse in una mattinata tremenda sulle scale della facoltà di legge all’Università di Roma e parla di lui - ex presidente di Azione Cattolica che fu anche vicepresidente dell’organo di autogoverno dei magistrati - come di una figura che ha coniugato “fermezza di principi e disponibilità al dialogo nella ricerca di convergenza tra prospettive diverse”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 17 aprile 2024
I report del ministero smentiscono l’impennata di delitti: Italia tra i Paesi più sicuri. Ma tra percezione e realtà nascono le politiche securitarie. “Si dice: il sovraffollamento delle carceri è un problema. È uno dei temi che viene usato anche in politica da chi vuole criticare l’azione del governo. Certo, il sovraffollamento è un problema perché stai guardando quei numeri legati ai detenuti all’interno delle nostre carceri. Ma siamo sicuri che sia quello il problema? Non è per caso che ci sia, invece, un problema diverso, cioè di moltiplicazione dei crimini all’interno del nostro Paese? In realtà, il nostro sistema in generale sta funzionando. Il vero problema non è il sovraffollamento nelle nostre carceri, il vero problema è semmai una presenza straordinaria di soggetti che delinquono”: così il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, intervenendo al convegno organizzato dal Cnel dal titolo “Recidiva zero”.
di Liana Milella
La Repubblica, 17 aprile 2024
Entusiasta Forza Italia con Gasparri e Zanettin, in gramaglie l’ex pm Scarpinato di M5S che assiste allo “smantellamento del principale strumento investigativo”. E Costa alla Camera vuole cancellare il trojan per i reati di corruzione e farlo autorizzare solo da tre giudici. Il sogno di Berlusconi di limitare al massimo le intercettazioni si sta avverando davvero questa volta. Forza Italia mette a segno colpi che non erano riusciti neppure quando aveva in mano il ministero della Giustizia. E l’asse politico forte con la Lega - il duo degli avvocati entrambi senatori Bongiorno e Zanettin - funziona “alla grande”. Dal loro punto di vista. Mentre si strappa letteralmente le vesti l’ex pm di Palermo Scarpinato che grida contro “lo smantellamento del più importante strumento investigativo”. Il Guardasigilli Nordio ci ha già messo del suo, vietando ai giornalisti di pubblicare gli ascolti finché non sono a processo. E il suo ddl sull’abuso d’ufficio, già in fase di emendamenti alla Camera per l’ultimo passaggio parlamentare previsto prima delle europee, ratificherà la stretta. E non è detto che stavolta Enrico Costa di Azione, in combine con Forza Italia alla Camera - il duo Pietro Pittalis e Tommaso Calderone - non porti a casa anche il suo ultimo colpo contro il trojan. Costa lo tramortisce nel ddl sulla Cybersecurity e ne vieta l’uso per i reati di corruzione, nonché impone il via libera, considerata “la sua invasività”, solo da parte di un tribunale, quindi di tre giudici, visto che “il trojan è attivo in ogni frangente, anche quelli più intimi e privati”. Per questo ci va messo un freno. E la battaglia di Costa dura già da tempo.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 17 aprile 2024
Molte le questioni discusse al G7 delle Avvocature organizzato dal Consiglio nazionale forense: dai rischi per la professione, alle possibili ingerenze nelle fasi giurisdizionali. Un Ddl ne regolamenterà l’utilizzo stabilendo anche le sanzioni. Su una cosa sono tutti d’accordo: la rivoluzione dell’intelligenza artificiale inciderà pesantemente anche sulla professione di avvocato. E per non trovarsi spiazzati, la categoria e la politica dovranno giocare tempestivamente la partita della regolamentazione. Sono queste le premesse del “G7 delle Avvocature” in corso oggi a Roma presso l’Aula Magna della Pontificia Università della Santa Croce dal titolo: “Intelligenza artificiale e valori democratici: etica, innovazione tecnologica e tutela dei diritti della persona” organizzato dal Consiglio nazionale forense, con l’intervento tra gli altri del Presidente Francesco Greco, del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto.
- “Vieteremo ai giudici di farsi scrivere le sentenze dai robot”
- Divieto di estradizione per fini processuali verso uno Stato in cui è prevista la pena di morte
- Cagliari. “Detenuti malati psichiatrici che bevono urina, isolati e con tagli sulle braccia”
- Bolzano. “In via Dante due docce per 50 reclusi, sottovalutata la scabbia”
- Porto Azzurro (Li). Diamo voce a chi non può farsi ascoltare









