di David Carretta
Il Foglio, 20 dicembre 2023
“Assicurerà che ci sia una risposta europea efficace a questa sfida europea”, ha detto Ursula von der Leyen. I cinque regolamenti introducono poca solidarietà e molta responsabilità per i paesi di primo ingresso. Cosa prevede il Patto. La presidenza spagnola del Consiglio dell’Ue e i negoziatori del Parlamento europeo hanno trovato un accordo “storico” sul nuovo Patto su migrazione e asilo, salvando uno dei principali pacchetti legislativi della Commissione di Ursula von der Leyen prima della fine della legislatura. “Questo Patto su migrazione e asilo assicurerà che ci sia una risposta europea efficace a questa sfida europea”, ha detto la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen: “Gli europei decideranno chi entra nell’Ue e chi può stare, non i trafficanti”. “Il 20 dicembre entrerà nella storia”, ha assicurato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “L’Ue sta mantenendo la sua promessa di migliorare il sistema di asilo e migrazione. I cittadini di tutta l’Ue vogliono che i loro governi affrontino la sfida della migrazione e oggi è un grande passo in questa direzione. Questa riforma è un pezzo cruciale del puzzle”, ha detto Fernando Grande-Marlaska Gómez, ministro degli Interni della Spagna che ha la presidenza di turno dell’Ue. Ma a che prezzo?
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 20 dicembre 2023
Israele/Palestina. Le agenzie delle Nazioni unite “furiose” mentre gli Usa facevano rinviare la risoluzione sulla tregua. “I medici camminano sui corpi”. L’esercito israeliano occupa il campo di Jabaliya. Gallant: “Espanderemo le operazioni di terra”. Nella Striscia ieri non si smetteva di morire, mentre il Consiglio di Sicurezza dell’Onu continuava a rinviare il voto sulla risoluzione annacquata dalle pressioni Usa: nessun cessate il fuoco, ma “misure urgenti per una sospensione delle ostilità” (e non ancora votate al momento di andare in stampa).
Il Dubbio, 20 dicembre 2023
“Vittima per anni dell’apartheid di genere, dei matrimoni precoci e della violenza domestica, Samira oggi è stata vittima della macchina omicida di un regime incompetente e corrotto” scrive l’Ong Iran Human Rights. Samira Sabzian, l’ex sposa bambina in carcere in Iran da anni e condannata alla pena capitale per avere ucciso suo marito, è stata impiccata questa mattina in Iran. Lo riferisce l’ong Iran Human Rights.
di Paolo Lepri
Corriere della Sera, 20 dicembre 2023
Gaza può servire al presidente proprio per far dimenticare alla popolazione la catastrofica situazione in cui versa un Paese che gli analisti si sono domandati a lungo se non fosse “troppo grande per fallire” o “troppo difficile da salvare”. Saranno anni difficili quelli che Abdel Fattah al Sisi, eletto per la terza volta presidente dell’Egitto dopo il colpo di stato del 2013, trascorrerà tra i tappeti del Palazzo di Heliopolis sperando di trasferirsi, prima o poi, in quella nuova capitale che ha deciso di fare nascere a cinquanta chilometri dal Cairo. Spendendo 60 miliardi di dollari in un Paese dove il 30 per cento degli abitanti vive al di sotto della soglia di povertà. I risultati ufficiali gli hanno attribuito l’89,6 per cento dei voti. Gli altri tre candidati erano delle comparse tollerate dal regime. L’oppositore Ahmed al-Tantawi è stato ostacolato tanto da venire costretto alla rinuncia.
di Valentina Giulia Milani*
La Repubblica, 20 dicembre 2023
È l’allarme lanciato dalla Ong Bill Clinton Foundation for Peace, che denuncia le condizioni disumane di detenzione. Dall’inizio di dicembre una quindicina di altri decessi. Più di 500 detenuti del carcere centrale di Makala, il più grande della Repubblica Democratica del Congo (Rdc), situato nella capitale Kinshasa, sono morti in 11 mesi a causa delle cattive condizioni di detenzione. È l’allarme lanciato dalla Ong Bill Clinton Foundation for Peace, che denuncia il sovraffollamento trascurato dalle autorità. La Fondazione stima in 505 il numero di morti tra gennaio e fine novembre. Dall’inizio di dicembre si sono aggiunti una quindicina di decessi.
di Nello Trocchia
Il Domani, 19 dicembre 2023
Al ministero della Giustizia il ministro è vittima di sottosegretari e dirigenti, che hanno più poteri. Intanto nelle celle la situazione è drammatica. Carceri sovraffollate, suicidi, atti di autolesionismo, agenti allo stremo e un ministero attraversato da correnti e blocchi di potere. Le politiche messe in campo sugli istituti di pena raccontano il fallimento del governo Meloni. Gli intenti e i propositi del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, hanno lasciato il posto allo scontro di potere all’interno del dicastero con l’ex magistrato messo in ombra da Forza Italia che schiera il sottosegretario Francesco Paolo Sisto e Giusi Bartolozzi, potente vice capo di gabinetto, Fratelli d’Italia che, invece, punta sul pretoriano Andrea Delmastro Delle Vedove, azzoppato dal processo a suo carico per il pasticcio sul caso dell’anarchico, Alfredo Cospito.
di Luca Ricolfi
La Ragione, 19 dicembre 2023
Il numero annuale di suicidi in carcere negli ultimi anni è andato crescendo in modo molto significativo. Le scelte politiche di fondo di un governo non dipendono dai media, ma dai programmi generali di chi vince le elezioni. Di norma, nessuna campagna di stampa può determinare se un governo aumenta le tasse o le riduce, se investe o disinveste sulla sanità, se concede o nega aumenti salariali ai dipendenti pubblici. Quando le cifre che ballano sono grandi (dell’ordine di miliardi), l’opinione pubblica e i media pesano poco (anche se spesso si comportano come se contassero molto).
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 19 dicembre 2023
Il 2023, purtroppo non è una novità, è destinato a chiudersi in maniera drammatica per chi è sottoposto al regime carcerario. Oltre al numero, anche quest’anno terribilmente elevato, di coloro che hanno deciso di togliersi la vita, sono tante le storie di violenza e degrado dietro sbarre che evidenziano ancora una volta l’assoluta disumanità con cui viene espiata la pena.
di Sara Tirrito
Il Fatto Quotidiano, 19 dicembre 2023
La frase “mai più bambini in carcere” rischia di rimanere uno slogan politico. Oggi non c’è in calendario nessun provvedimento che miri a potenziare strutture alternative al carcere per le detenute madri con figli piccoli. E le presenze di bambini nei penitenziari femminili, in calo dal 2018, stanno tornando a salire se si considera che, secondo gli ultimi dati pubblicati dal Ministero della Giustizia, al 30 novembre 2023 erano 8 su 22 i bambini ristretti in un istituto ordinario. L’unica misura recente intervenuta sul tema è stata inserita lo scorso novembre nel cosiddetto pacchetto sicurezza e inasprisce l’ordinamento contro detenute incinte o con figli minori di un anno. Se approvata, renderebbe facoltativo per loro il differimento della pena, oggi obbligatorio ai sensi degli articoli 146 e 147 del codice penale.
Il Dubbio, 19 dicembre 2023
Il X Congresso di Nessuno tocchi Caino, riunito nel Teatro “Marco Pannella” della Casa di Reclusione di Opera nei giorni 14, 15 e 16 dicembre 2023 ha concluso i suoi lavori con l’elezione degli organi dirigenti, confermando Rita Bernardini come Presidente, Sergio d’Elia come Segretario ed Elisabetta Zamparutti come Tesoriere. La Presidenza d’Onore è composta dai professori Tullio Padovani, Vincenzo Maiello, Andrea Saccucci, Santi Consolo e Giuseppe di Federico.
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