di Micaela Zucconi
iodonna.it, 18 dicembre 2023
Punta sul reinserimento dei detenuti, con scuola e corsi di formazione che offrono nuove opportunità di lavoro. Il suo relax? Libri, musica e “Un posto al sole” in tv. Lucia Castellano, classe 1964, laureata in Giurisprudenza a Napoli, è Provveditrice dell’amministrazione penitenziaria della Campania dall’agosto 2022, dopo essere stata Direttrice generale per l’Esecuzione Penale Esterna e di messa in prova presso il Ministero della Giustizia, a Roma. Tra i numerosi incarichi in diverse città, è stata Direttrice del Carcere di Bollate a Milano, consigliera regionale della Lombardia e assessora a Casa, Demanio e Lavori Pubblici del Comune di Milano. Vive a Napoli con il suo compagno, ma quando può scappa nel capoluogo lombardo, che le è rimasto nel cuore.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 18 dicembre 2023
“La condotta di alcuni agenti non è trattamento inumano”. Gli agenti non dovevano essere sospesi, ma restano indagati. Per la Cassazione nella Casa circondariale di Ivrea otto agenti di Polizia penitenziaria non commisero alcun reato di tortura nei confronti di due detenuti. Lo scrivono i giudici della Suprema Corte che hanno escluso la sussistenza del reato: “La condotta assunta dagli agenti, nei termini in cui è stata accertata, alla luce della necessaria contestualizzazione dell’atto, non potrebbe essere qualificata in termini di trattamento inumano o degradante, in quanto finalizzata al necessario e doveroso contenimento del detenuto”.
di Ilaria Cucchi*
La Stampa, 18 dicembre 2023
“Chiunque, con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà”, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minorata difesa, è punito con la pena della reclusione da quattro a dieci anni se il fatto è commesso mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona”. Questo è per il nostro ordinamento il reato di Tortura. Una norma che non ci piacque ma che comunque poteva già rappresentare qualcosa rispetto ai numerosissimi richiami inflitti da Cedu ed Onu al nostro paese per il quarantennale rifiuto di dotarsi di una norma di civiltà e democrazia.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 18 dicembre 2023
Il giudice: “Emerge un’inaudita disumanità”. Sospesi il direttore e il comandante, interdetti 8 agenti della penitenziaria. I medici del carcere non riferivano mai come i detenuti si procuravano quelle ferite. “Poco dopo essere entrato in carcere avevo tentato il suicidio legando un lenzuolo prima alle sbarre e poi al collo. I primi agenti accorsi mi dissero: “Questo infame non si sa fare la galera”. Mi portarono allora in una stanza tutta a vetri in cui non c’era né un letto né un materasso.
di Enrico Carta
La Nuova Sardegna, 18 dicembre 2023
Dopo sette richieste di autopsia respinte, arriva la testimonianza che potrebbe far riaprire il caso sulla morte di Stefano Dal Corso. Trovarsi nel luogo sbagliato nel momento sbagliato. Sentire o addirittura vedere qualcosa che non si poteva né vedere né sentire. Stefano Dal Corso sarebbe morto perché avrebbe assistito a un rapporto sessuale tra due agenti all’interno del carcere di Massama. E quel suo involontario non farsi gli affari propri, assieme all’intervento in favore di un altro detenuto che aveva bisogno di assistenza, gli sarebbe costato la vita. Forse per soffocamento, forse per le botte con un bastone e un manganello che gli avrebbero spezzato il collo.
di Davide Cavalleri
La Stampa, 18 dicembre 2023
La sorella non ha mai creduto all’ipotesi del suicidio e ha fatto riaprire le indagini. Ora le parole di un testimone che si definisce “Ufficiale esterno della Polizia penitenziaria” potrebbero dare una svolta al caso. “Le urla di dolore di Stefano si sentivano per tutta la sezione dove era recluso. Mio fratello, la sera prima del 12 ottobre 2022, quando venne trovato morto in cella, subì un pestaggio da parte delle guardie”. Parole dure, pesanti, quelle di Marisa Dal Corso, sorella di Stefano, trovato morto nel carcere di Massama ad Oristano, durante la conferenza stampa alla Camera dei deputati assieme al parlamentare di Italia Viva Roberto Giachetti, che ha presentato sul caso un’interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio.
di Roberta Grassi
Quotidiano di Puglia, 18 dicembre 2023
“Mio marito rischia di morire in carcere”. A scrivere è la moglie di un 44enne salentino, (le cui generalità non si rendono note per ragioni di tutela della privacy), detenuto nella Casa circondariale di Salerno in custodia cautelare per reati di mafia. L’oggetto della segnalazione è un problema di salute a cui consegue la richiesta di un trattamento sanitario adeguato. Ovunque, viene specificato anche per fugare ogni sospetto, anche in un’altra struttura penitenziaria.
salto.bz, 18 dicembre 2023
Consiglieri e consigliere in visita al carcere. “A breve sono annunciati lavori di risanamento. Se la nuova struttura slitta ancora siano fatti seriamente”. La visita agli istituti di detenzione è un diritto dei consiglieri e delle consigliere provinciali e regionali, in ogni momento. Per questo, in questi giorni, una delegazione è stata nel carcere di Bolzano. Erano presenti Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer, Zeno Oberkofler (Verdi), Sandro Repetto (PD), Francesco Valduga (Campobase) e Paola Demagri (Movimento Casa Autonomia), accompagnati dall’avvocato Fabio Valcanover.
ansa.it, 18 dicembre 2023
Entra nel vivo il primo accordo attuativo del protocollo d’intesa “Mi riscatto per il futuro”, firmato nel luglio 2022 tra Ministero della giustizia e Ferrovie dello Stato italiane, che prevede percorsi volti a favorire il reinserimento sociale dei detenuti. Sono al momento cinque, informa gNews, quotidiano online del dicastero, i detenuti assunti, con contratti a tempo determinato di sei mesi, da Rete Ferroviaria Italiana &ndash Rfi e Trenitalia, rispettivamente capofila dei Poli infrastrutture e passeggeri del Gruppo FS italiane. Provenienti tutti dalla casa di reclusione di Milano Opera, sono stati selezionati con la supervisione della magistratura di sorveglianza e individuati insieme a rappresentanti delle risorse umane delle società del Gruppo FS. Dopo uno specifico corso di formazione, tre di loro sono stati assegnati al servizio con Rfi rispettivamente nei ruoli di addetto alla Sala blu, per i servizi di assistenza ai viaggiatori con ridotta mobilità, addetto a supporto del referente di stazione e addetto a supporto dello staff di formazione della scuola professionale. Gli altri due operano in Trenitalia, in qualità di addetti alla segreteria tecnica di impianto. L’azienda valuterà presto se proporre il rinnovo dell’attuale contratto a tempo determinato per altri sei mesi, come previsto dall’accordo (il limite massimo sono 12 mesi complessivi). L’obiettivo è, ora, estendere il progetto ad altri istituti.
ansa.it, 18 dicembre 2023
Cinque detenuti di tre diverse carceri toscane lavoreranno nel settore dei restauri di beni culturali. Sono stati infatti assunti dalla stessa azienda specializzata di Prato, la Piacenti Spa, che ha condotto, tra gli altri, il restauro della Chiesa della Natività a Betlemme. I nuovi assunti sono due detenuti dell’isola-carcere di Pianosa (Livorno), dove Piacenti sta conducendo ricerche archeologiche ed interventi nell’area in cui sorgevano le Terme di Agrippa.
- Catanzaro. La Camera penale sostiene il progetto della cooperativa “Mani in Libertà”
- Crotone. Seminario sui diritti dei detenuti e sulle agevolazioni fiscali per il reinserimento sociale
- Trieste. “Carceri psichiatrizzate? Un cammino senza ritorno”, incontro aperto al pubblico
- Ascoli Piceno. “Lo sport ti rimette al mondo”: presentato il progetto per le carceri
- “Figli del carcere”











