di Paolo Delgado
Il Dubbio, 17 dicembre 2023
Rivoluzionario di professione, docente, teorico marxista, Toni Negri era uno di quegli intellettuali militanti che si alzavano ogni mattina all’alba per intervenire ai cancelli delle fabbriche. Fino all’arresto nel 1979 che lo costrinse in prigione per anni. Maestro lo è stato di certo. Quello “cattivo”, il peggiore di tutti per alcuni, incluso il ministro della Cultura Sangiuliano che così è tornato a definirlo. Buono, anzi impareggiabile per la parte di più lucida e colta della sinistra radicale in Europa come negli Usa. Ma la statura di Antonio Negri, Toni per tutti e da sempre, scomparso a 90 anni senza aver mai perso un colpo quanto a energia e lucidità, quella non la mette in discussione nessuno.
di Gigi Riva*
Il Domani, 17 dicembre 2023
Il leader di Autonomia operaia è morto a Parigi all’età di 90 anni. Fu il più giovane docente universitario d’Italia. Gli esordi nell’azione cattolica, la violenza rivendicata come un diritto per gli sfruttati, il carcere, la fuga in Francia. E infine la critica feroce al neo-liberismo. Un marxista oltre Marx. Controverso, ma universalmente considerato un gigante del pensiero. Qualunque etichetta applicata a Toni Negri, morto ieri a Parigi all’età di 90 anni, è riduttiva, incapace di delineare un personaggio troppo poliedrico per essere incasellato in un’unica definizione.
di Luca Barbieri
Corriere del Veneto, 17 dicembre 2023
Il 10 maggio 2022, in una piccola aula di via del Santo, lì dove il 7 aprile del 1979 piombavano le camionette impegnate nella retata, una piccola folla di persone ascoltava Toni Negri in collegamento da Parigi. Non annunciato nel programma ufficiale dell’evento (ed è facile capire il perché), in quello che era stato il suo istituto di Scienze Politiche Negri commemorava, in occasione dell’uscita del libro “Guido Bianchini. Ritratto di un maestro dell’operaismo”, il suo amico “fratello maggiore, un vero rivoluzionario umanista”.
di Rossana Rossanda*
Il Manifesto, 17 dicembre 2023
Rossana Rossanda così descrisse le assoluzioni e il crollo, sostanziale, del processo 7 aprile. La Corte d’Appello di Roma ha demolito il castello accusatorio del 7 aprile attraverso il quale Stato, partiti e poteri si liberarono nel 1979 dell’Autonomia operaia. E mandarono un segnale minaccioso ai movimenti, inchiodati tra l’attacco delle organizzazioni armate da un lato e quello del partito comunista dall’altro. I grandi sostenitori del delirio del procuratore padovano Calogero, del primo pentito, ancorché assassino comune, Fioroni e delle leggi speciali sono stati infatti un drappello di magistrati, avvocati, giornalisti e dirigenti comunisti, con il codazzo ossequente dell’Unità e di Repubblica.
di Lanfranco Caminiti
Il Dubbio, 17 dicembre 2023
A Rebibbia facevo il barbiere. Nessuno voleva fare il barbiere - chi lo spesino, chi l’addetto ai pacchi delle famiglie. Mi feci avanti io - eccomi. Ebbi una rapida formazione professionale - chiamarono il barbiere di un braccio, non ricordo quale. E quello mi insegnò in un’oretta: metti il pettine così, solleva i capelli, taglia così. Beh lui non era Figaro, e neanche io lo sarei stato, ma qualcosa si poteva fare. Cocciuto e precisino come sono, pensai e ripensai. Pratica non ne potevo fare, perché le forbici (mooolto arrotondate) arrivavano con le guardie e solo il giorno dedicato al taglio. E in cella non avevo buon materiale: Paolo, capelli quattro, e guai a toccarglieli, e Lucio pensava solo ai suoi baffi, e dei capelli gli fregava un czzo. Mi esercitavo mentalmente. fu la volta di mettere in pratica gli insegnamenti e l’addestramento mentale.
di Rosaria Amato
La Repubblica, 17 dicembre 2023
Da Nord a Sud, da Milano a Palermo, chi ha perso o sa che perderà il reddito di cittadinanza chiede una cosa sola: poter lavorare. Un lavoro vero, pagato decentemente, in regola, perché molti degli ex percettori, soprattutto nel Mezzogiorno, si sono dovuti adattare anche al nero, e non avranno la pensione. Sui corsi di riqualificazione c’è molto scetticismo: “Fateli dentro le aziende che hanno bisogno di lavoratori”.
di Ferruccio De Bortoli
Corriere della Sera, 17 dicembre 2023
Mentre il legislatore non decide, e sono ormai passati quattro anni dalla pronuncia della Consulta sul caso Cappato, le Regioni sembrano muoversi in ordine sparso. Non è un argomento natalizio, ma se ci pensiamo bene può anche esserlo. Perché se il Natale è vita, proprio della vita, in tutti i suoi aspetti, dovremmo avere il coraggio di parlare. Anche di quella che si esaurisce nel dolore più atroce, insopportabile, inaccettabile. Nei giorni scorsi vi è stato, a Trieste, il suicidio assistito di Anna (nome di fantasia) autorizzato dalla Azienda sanitaria locale in seguito a una sentenza del Tribunale. La Corte Costituzionale ha depenalizzato il suicidio assistito solo in alcune precise circostanze. Ovvero nel caso di patologie irreversibili fonte di sofferenze fisiche e psicologiche ritenute intollerabili, con un paziente in grado di esprimere con coscienza la propria volontà e dipendente da un sostegno vitale. Mentre il legislatore non decide (e sono ormai passati quattro anni dalla pronuncia della Consulta sul caso Cappato), le Regioni sembrano muoversi in ordine sparso.
di Guido Rampoldi
Il Domani, 17 dicembre 2023
Bambini israeliani rapiti durante un pogrom, poi imprigionati sottoterra e sottoterra morti. Bambini palestinesi sporchi di polvere e di sangue, disperati. Vittime di una guerra che ormai né Hamas né Netanyahu possono o vogliono davvero fermare. Mettete nel presepe un guerriero con la bandana verde e un tank con la stella di Davide: questo è il Natale della guerra ai bambini.
di Nello Scavo
Avvenire, 17 dicembre 2023
La politica aggressiva degli insediamenti dei coloni e ora lo stato di conflitto permanente rende sempre più difficile la vita ai palestinesi. Sulla strada per Nablus, dopo una breve sosta per curiosare intorno a una colonia israeliana in territorio palestinese, appena dopo uno stretto tornante, un blindato dell’esercito ci sbarra la strada, mentre un colono armato piomba dalla collina polverosa con il suo fuoristrada. È il colono, un civile armato, a dare gli ordini. “Se ti rivedo ti spezzo le gambe”, grugnisce contro la nostra guida, un arabo israeliano. “Due popoli e due Stati”, sembrava una promessa buona quando la Cisgiordania era solo Palestina e Israele era solo Israele.
La Repubblica, 17 dicembre 2023
Nazioni Unite: lo scoppio del conflitto a Khartoum ad aprile 2023 ha esasperato una crisi che in Darfur non è mai stata del tutto risolta. Nove milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria per sopravvivere e circa quattromila sono state prese di mira o uccise a causa della loro etnia. Il Darfur sta tornando agli anni bui, quelli dei combattimenti brutali e delle atrocità che provocarono, venti anni fa, la morte di trecentomila persone e lo sfollamento di milioni di altre.
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