di Massimo Pisa
La Repubblica, 19 dicembre 2023
Docce ghiacciate, poco cibo e risse. Il capogruppo Pd in Regione, Pierfrancesco Majorino e il collega Paolo Romano sono entrati nella struttura dove le condizioni di vita sono ancora disumane. Il principe Tomasi di Lampedusa, buonanima, avrebbe saputo pennellare la situazione con sapienza. “La sostanza vera”, sintetizza il capogruppo Pd in Regione, Pierfrancesco Majorino, “è che abbiamo trovato l’ente gestore lì bello al suo posto”.
di Federico Malavasi
Il Resto del Carlino, 19 dicembre 2023
Il segretario provinciale Minarelli: “Centri inumani che creano insicurezza”. Segala (Unione comunale): “Diamo vita a un movimento con i cittadini”. I Dem all’attacco del “modello Cpr”, il centro di permanenza per i rimpatri che - siamo sempre sul campo delle ipotesi e con uno studio di fattibilità in corso - potrebbe sorgere anche a Ferrara o in una zona del basso ferrarese. “Un modello - tuonano Nicola Minarelli, segretario provinciale del Pd, e i componenti dei gruppi consiliari comunali e provinciale - totalmente sbagliato. Lo ribadiremo chiaramente in tutto il territorio ferrarese, per questo in tutti i consigli comunali, sia dove il Pd è maggioranza sia dove è all’opposizione, e in Consiglio provinciale verrà presentata una risoluzione che impegna le amministrazioni a manifestare ferma contrarietà a qualsiasi ipotesi di realizzazione di questi centri”.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 19 dicembre 2023
Meloni, Sunak e Rama non sono i primi a cercare una soluzione esterna al problema: al tentativo del 2018 si associò Conte. L’intesa tra Giorgia Meloni, Edi Rama e Rishi Sunak ha in filigrana un obiettivo comune: spedire i migranti il più lontano possibile, a qualunque prezzo, e addio agli scrupoli umanitari. Se questo è il fine, il terzetto di palazzo Chigi è in nutrita compagnia. Già perché la pazza idea di liberarsi di un “fardello” che ha costi politici notevoli, specie per i governi di destra, viene da lontano e attrae molti Paesi europei.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 19 dicembre 2023
La vendetta dell’individuo singolo oggi viene considerato un reato. La vendetta condotta da un esercito in nome di una nazione invece viene accettata come prassi politica. Dobbiamo pensare che la differenza fra giustizia e vendetta stia solo nella inconfutabilità di una autorità riconosciuta? Ho usato la parola vendetta in un dialogo pubblico a proposito della reazione di Israele all’orribile massacro di Hamas e sono stata subito redarguita dicendo che Israele non si vendica ma fa giustizia. Non ho avuto il tempo per rispondere, ma penso che sia interessante approfondire. Cosa è che distingue la vendetta dalla giustizia?
di Gianfranco Pagliarulo*
Il Fatto Quotidiano, 19 dicembre 2023
Non credo di sbagliare interpretando la pietà come condivisione del dolore e perciò come sua rappresentazione. La Pietà di Michelangelo ne incarna simbolicamente il sentimento e il principio. Il più significativo archetipo della pietà mi pare la morte del figlio, perché rappresenta per il genitore lo strappo più feroce alla legge di natura.
di Cosimo Caridi
Il Fatto Quotidiano, 19 dicembre 2023
Il quotidiano israeliano Haaretz ha scoperto dove finiscono i prigionieri gazawi dell’Idf, “tutti terroristi”, anche i 14enni. Detenuti senza accuse precise, bendati, denudati e trasportati sui camion nel deserto del Negev senza dare notizie ai familiari. Il quotidiano israeliano Haaretz ha scoperto dove finiscono i prigionieri gazawi dell’Idf, “tutti terroristi”, anche i 14enni.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 19 dicembre 2023
“Condizioni preoccupanti” per la donna detenuta a Budapest da 11 mesi. Ventidue Garanti regionali, comunali e provinciali dei detenuti ha firmato un appello diretto alla premier Meloni e al ministro degli Esteri Tajani sulla situazione di Ilaria Salis, dallo scorso febbraio detenuta a Budapest perché accusata di aver aggredito due neonazisti. La vicenda, peraltro, interessa anche un altro italiano, Gabriele Marchesi, che la giustizia ungherese vorrebbe gli venisse consegnato dall’Italia sempre per un’accusa di aggressione. Sul punto la Corte d’Appello di Milano deciderà il prossimo 16 gennaio, con la procura generale che ha già fatto presente di essere contraria alla sua estradizione.
di Felice Manti
Il Giornale, 18 dicembre 2023
Chiesta un’azione a tutela dei magistrati di Brescia attaccati dall’ex pm: “Un intervento inopportuno”. C’è un derby che scuote la magistratura italiana dalle fondamenta, con esiti imprevedibili. Partiamo da Piercamillo Davigo e dal suo show a senso unico da Fedez al Muschio Selvaggio. Tra le macabre contumelie sparate contro Bettino Craxi, Silvio Berlusconi e i suicidi di Tangentopoli (“Mi è spiaciuto perdere delle fonti di informazioni”) Davigo ha anche sparato a palle incatenate contro la Procura di Brescia: “Lì le cose non sempre le capiscono, per questo mi hanno condannato” in primo grado per rivelazione di segreto d’ufficio nel caso Eni-Amara-Loggia Ungheria, è stato l’affondo dell’ex magistrato. Fedez e il suo socio podcaster Mr Marra sono rimasti zitti, si è mosso il presidente della Prima commissione del Csm Enrico Aimi: “Da Davigo un attacco all’autonomia e al prestigio della magistratura, nonché un atto denigratorio del lavoro svolto negli uffici giudiziari di Brescia, ancor più inopportuno visto il giudizio pendente in corso”. Il tribunale della città lombarda ha infatti la competenza sui pasticci dei magistrati milanesi legati alle accuse ad alti magistrati del superteste Pietro Amara, considerate prima credibili poi carta straccia. Brescia non le manda a dire: “Il Tribunale manifesta vivo stupore e sconcerto” per i “pesanti giudizi” che “costituiscono incomprensibile negazione del rispetto dovuto alla giurisdizione tout court, doveroso ed esigibile soprattutto da chi ha indossato la toga per oltre quaranta anni”.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 18 dicembre 2023
Quando si affronta il tema delle correnti della magistratura scattano inevitabilmente i “distinguo”: dipende sempre da chi parla. L’ultimo in ordine di tempo ad essere rimasto travolto dalle polemiche è stato, come si ricorderà, il ministro della Difesa Guido Crosetto. Il fondatore, insieme alla premier, di Fratelli d’Italia, alla fine del mese scorso in una intervista al Corriere della Sera, a proposito di rapporti fra magistrati e politici, aveva raccontato di aver saputo di riunioni di una corrente non meglio specificata della magistratura in cui si sarebbe parlato di come fare a “fermare la deriva antidemocratica a cui ci porta la Meloni”.
di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 18 dicembre 2023
Al voto (a scrutinio segreto) l’emendamento Costa per vietare la pubblicazione delle ordinanze. Governo diviso: ok di Fi e Lega, FdI contraria. Una trappola parlamentare studiata dal deputato di Azione Enrico Costa per porre fine alla pubblicazione di atti d’indagine sui media. Domani la destra che sostiene il governo Meloni è intenzionata a votare a scrutinio segreto un emendamento alla legge di delegazione europea che imporrebbe di vietare la pubblicazione dell’ordinanza di custodia cautelare durante le indagini. Resta la contrarietà di Fratelli d’Italia che però è isolata: con lo scrutinio segreto l’emendamento ha ottime possibilità di passare.
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