di Chiara Currò Dossi
Corriere dell’Alto Adige, 18 aprile 2024
Il piano dell’Asl: un trattamento farmacologico ai detenuti per interrompere la catena del contagio. “La misura più idonea è il trattamento farmacologico. Cercheremo di fare un intervento massivo, su tutto il gruppo dei detenuti, per interrompere la catena dei contagi. Non in termini di una vaccinazione: il farmaco uccide l’acaro sulla pelle e ne impedisce la replicazione, una sorta di sterilizzazione che però ha una durata di pochi giorni. Se dopo si torna in contatto con l’acaro, si ricomincia daccapo. Per questo la prima linea da presidiare è quella dell’igiene”. È Pierpaolo Bertoli, referente per le attività sanitarie in carcere, a descrivere il protocollo elaborato per fronteggiare i contagi di scabbia in via Dante.
casertanews.it, 18 aprile 2024
È stato dato il via ufficiale alle attività agricole della Casa di reclusione attraverso il trapianto delle colture estive. Si sono aperte questa mattina, mercoledì 17 aprile, le attività del progetto Crea - coltivare responsabilità ed alternative in agricoltura. Si tratta di un importante lavoro destinato al reinserimento sociale dei detenuti, coordinato dalla cooperativa sociale Terra Felix, con il supporto di Coldiretti Caserta insieme al Provveditorato regionale della Campania.
rovigo.news, 18 aprile 2024
Sono la presidente di “Granello di Senape Padova Odv”, Ornella Favero, l’associazione “Il Tarassaco” Odv di Rovigo, la campagna di comunicazione “Molte lingue per dire no alla violenza sulle donne” del Centro Veneto Progetti Donna - associazione Padova Donne (ex aequo) e l’azienda Cardinal di Padova quattro dei sei candidati vincitori al premio Gattamelata di quest’anno, nato 18 anni fa per valorizzare la promozione della cultura e della pratica del volontariato e della solidarietà.
di Marta Randon
vocedeiberici.it, 18 aprile 2024
“Mi vergogno di stare di fronte alla signora Agnese Moro”, ha detto con coraggio un giovane detenuto in terza fila. “Spero anch’io di essere perdonato”, ha aggiunto timidamente un altro ragazzo nella Casa circondariale di Vicenza. “Perdono è una parola scivolosa, non mi piace, preferisco il termine “ritrovarsi”, è più bello - ha risposto la terzogenita del presidente della Dc ucciso nel 1978 dalle Brigate Rosse -. Io e Grazia ci siamo ritrovate”. “Il perdono presuppone che ci sia qualcuno che concede qualcosa. Non c’è equità”, ha aggiunto Grazia Grena, militante nelle Brigate Rosse per una decina di anni. “Io voglio bene a Grazia. Incontrarla mi ha fatto stare meglio. I fantasmi sono spariti”. “Il segreto è accettare la parte peggiore di te e ripartire, io l’ho fatto” ha aggiunto ancora Grena.
Il Resto del Carlino, 18 aprile 2024
La testimonianza da parte di un detenuto è stata organizzata dalla collaborazione tra l’Istituto di Sogliano e l’Agenzia Technè. Nel corso dell’anno scolastico 2023/2024, il nostro Istituto ha attivato il Progetto ‘Legalità’, con l’obiettivo di valorizzare i comportamenti di cittadinanza attiva. Tra le diverse attività proposte, è stata molto significativo l’incontro-testimonianza ‘Il carcere da dentro’, organizzato in collaborazione con l’Agenzia Technè di Cesena. Insieme ai nostri professori e ad altre classi siamo partiti da Sogliano e ci siamo recati alla Rocca di Roncofreddo, luogo dove si sarebbe svolto l’incontro. Erano presenti un ex detenuto A.S., ormai prossimo alla fine della pena, che ci ha raccontato la sua esperienza nel carcere di Forlì, e l’ex Vice- comandante dello stesso carcere, la signora M.D. Quest’ultima ha preso la parola per prima e ci ha parlato in modo chiaro, spiegandoci cosa si può trovare all’interno del carcere, come sono suddivisi i prigionieri e quali mansioni ha svolto nel corso degli anni all’interno della struttura.
di Francesco Mannoni
Il Mattino, 18 aprile 2024
La giornalista firma un reportage sulle galere italiane, avendole visitate a lungo: il problema non sono le mele marce. È l’intero sistema che è guasto, anche gli agenti di custodia sono vittime di un meccanismo trascurato e disperato. Il nuovo libro di Daria Bignardi, “Ogni prigione è un’isola” è un’opera con più anime. È un reportage sui problemi delle carceri italiane e dei carcerati; è un labirinto di storie amare attinte dalle voci dei detenuti; è il racconto di un’umanità dolente fatta di ladri, rapinatori, povericristi, immigrati e tossicodipendenti (che costituiscono i due terzi della popolazione detenuta), mafiosi e camorristi, ma anche idealisti e rivoluzionari, terroristi rossi e neri; un coro di voci tragiche, dissenzienti, un quadro dai colori foschi, un magma ribollente che rende la questione carceraria sempre più esplosiva.
di Alessandra Algostino
Il Manifesto, 18 aprile 2024
Le manganellate agli studenti e le querele per diffamazione contro la critica politica, per restare alle ultime di cronaca, mostrano un potere sempre più intollerante ai suoi limiti e alle contestazioni, che chiude gli spazi politici, quando non esercita, come nei casi citati, una vera e propria “violenza istituzionale”. Ogni scelta politica, che sia la delibera del Senato accademico della Sapienza, un provvedimento del governo o del parlamento, per quanto valida in quanto assunta secondo le procedure democratiche previste, non è per questo sottratta alla discussione e alla contestazione. Sembra ovvio, ma a quanto pare non lo è.
di Luca Liverani
Avvenire, 18 aprile 2024
Dossier del Tavolo Asilo sugli 8 Centri di permanenza per il rimpatrio: sono lager, peggio delle carceri. I parlamentari d’opposizione d’accordo: si tratta di buchi neri. Fino a un anno e mezzo di detenzione senza avere commesso nessun reato, ma solo un’irregolarità amministrativa. Somministrazione massiccia e sistematica di psicofarmaci. Impossibilità di fatto per i “trattenuti” di far valere i propri diritti, dalla difesa alla salute. Sono solo le principali criticità dei Cpr, i Centri di permanenza per il rimpatrio per immigrati. Assimilabili a carceri, ma che paradossalmente garantiscono meno diritti delle carceri vere e proprie. “Non sono riformabili, vanno chiusi”, dicono concordi il Tavolo Asilo e i parlamentari dei partiti d’opposizione che li hanno visitati. Anche perché molto spesso non assolvono nemmeno alla loro funzione. A radiografare gli 8 Cpr in Italia sono stati parlamentari di tutti i gruppi dell’opposizione, insieme ai rappresentanti delle organizzazioni del Tavolo Asilo e Immigrazione, coalizione di realtà laiche e cattoliche della società civile italiana con più di 40 aderenti.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 18 aprile 2024
Visita nelle otto strutture per la detenzione amministrativa attive in Italia del Tavolo immigrazione e asilo e degli esponenti politici di opposizione. Tra i dannati dei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) c’è un uomo che mangia le sue feci e beve le sue urine. Ha un disturbo psichiatrico pesante. Nonostante ciò, un medico in Lombardia lo ha giudicato idoneo al trattenimento. Così dal carcere in cui aveva scontato una condanna per furto è finito nel Cpr di Macomer, dove lo hanno visitato la deputata Avs Francesca Ghirra e le associazioni Naga e Mai più Cpr. Quando il 24 marzo una rivolta dei detenuti ha dato alle fiamme una parte del centro, è stato trasferito nel Cpr di Ponte Galeria.
di Roberto Maggioni
Il Manifesto, 18 aprile 2024
Il presidente dell’associazione Naga, Riccardo Tromba, annuncia un nuovo esposto ai pm milanesi contro la struttura detentiva per migranti. “Chiediamo alla procura il sequestro del Centro di permanenza per i rimpatri di Milano, i fatti di questi mesi dicono che neanche un Cpr sotto indagine e commissariato può diventare umano”. Riccardo Tromba è il presidente dell’associazione Naga, associazione che da anni si occupa di immigrazione e delle condizioni di detenzione della struttura di via Corelli. È proprio a seguito delle denunce fatte dal Naga che a dicembre 2023 i pm hanno aperto un’inchiesta sul centro milanese che ha portato al commissariamento della struttura. La situazione, però, non è migliorata, per questo martedì il Naga ha depositato un esposto in procura.
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