di Marina Viola
wired.it, 18 dicembre 2023
La pena capitale esiste ancora in ventisette stati ed è appoggiata dal 47% della popolazione. Si chiama Kenneth Smith e ha cinquantotto anni uno dei 2.394 detenuti in attesa della pena di morte negli Stati Uniti. Venne condannato in Alabama nel 1988 per l’assassinio della signora Dorlene Sennett. Suo marito, che era un pastore protestante, pagò Smith per ammazzarla. Benché gli venne dato l’ergastolo, il giudice cambiò la sentenza trasformandola in pena di morte. Il novembre scorso, il signor Smith passò ore legato sul tavolo dell’esecuzione mentre i boia cercavano di inserire l’ago con il liquido letale, ma malgrado diversi tentativi in molte parti del corpo, non riuscirono a trovare le vene giuste. Se la pena di morte di per sé è già disumana, il tentato omicidio non riuscito da parte delle forze dell’ordine è una ciliegina sulla torta che si sarebbe potuta evitare.
di Giuseppe Bizzarri
Il Fatto Quotidiano, 18 dicembre 2023
Lula lancia il progetto “Strade visibili”. Finire a vivere sul marciapiede è il terrore dei brasiliani. Sono molti a vedersi implorare almeno cibo, poiché le monete per l’elemosina sono quasi scomparse dalle tasche “digitalizzate” dei passanti indebitati che schivano l’invisibile Povo da rua, il popolo della strada. Da lunedì i senza fissa dimora brasiliani, però, sono più percepibili anche a Brasilia, dove il presidente Inácio Lula da Silva ha annunciato “Strade visibili”, il piano d’aiuti che prevede un investimento iniziale di 982 milioni di reais per iniziative volte a ridurre l’inquietante numero di persone che vive oggi nelle strade del Brasile.
di Anna Zafesova
La Stampa, 18 dicembre 2023
Da 12 giorni si sono perse le tracce del dissidente russo, il rischio è che sia stato “suicidato” dallo Stato in carcere. Sono dodici giorni che non si ha traccia del detenuto più celebre della Russia. Alexey Navalny è sparito nelle viscere del sistema penitenziario russo, generando le voci più inquietanti sulla sua sorte. Quel che resta della sua organizzazione - prevalentemente in esilio in Europa - ha cercato di lanciare una campagna per costringere il governo russo a rispondere alla domanda #whereisnavalny, dov’è Navalny, ma per ovvi motivi la mobilitazione si è svolta soprattutto all’estero.
di Guido Santevecchi
Corriere della Sera, 18 dicembre 2023
Lunedì alla sbarra, rischia l’ergastolo per violazione della sicurezza cinese. Taglia su cinque giovani fuggiti all’estero. Ha compiuto in carcere 76 anni l’8 dicembre Jimmy Lai, l’editore democratico di Hong Kong arrestato nel 2020 per aver sostenuto il movimento di opposizione con il suo giornale Apple Daily e per aver partecipato ai grandi cortei popolari del 2019. Lunedì tornerà alla sbarra, questa volta accusato di aver violato la Legge di sicurezza nazionale cinese: un’imputazione che prevede l’ergastolo in caso di condanna.
di Liana Milella
La Repubblica, 17 dicembre 2023
I detenuti sono più di 60.000 e ogni 5 giorni c’è un suicidio. Ma sono 48.000 i posti realmente disponibili nelle celle. Il tasso di affollamento è di oltre il 125%. “Il mese di dicembre - si apprende dall’Associazione Antigone - si è aperto con due notizie. La prima è che il numero delle persone detenute ha superato nuovamente la soglia dei 60.000. Era da prima della pandemia di Covid-19 che ciò non accadeva. Per la precisione, le persone in carcere sono 60.116, al netto dei circa 48.000 posti realmente disponibili. Il tasso di affollamento è di oltre il 125%.
di Liana Milella
La Repubblica, 17 dicembre 2023
I bambini con uno o tutti e due i genitori detenuti in carcere in Italia sono circa 100mila. Un numero enorme di piccoli che spesso viene anche tenuto segreto. Le organizzazioni che si occupano di questo fenomeno affermano spesso un principio semplice e centrale: quello secondo il quale questi bambini non hanno bisogno di essere trattati in modo speciale, ma solo di veder riconosciuta questa loro condizione e di essere tutelati.
L’Unità, 17 dicembre 2023
Nessuno tocchi Caino ha appena chiuso il suo decimo congresso. “Stato di diritto profanato dall’eterna lotta tra bene e male” si legge nella mozione approvata. Ecco il testo integrale.
di Diego Motta
Avvenire, 17 dicembre 2023
Quali spazi, e ostacoli, per la giustizia di comunità? Parla Domenico Arena, direttore dell’Esecuzione penale esterna del Piemonte per il Ministero della Giustizia. Nell’Italia del sovraffollamento carcerario, che vorrebbe costruire più istituti penitenziari al solo scopo di rinchiudere chi commette reati, un altro modo di fare giustizia è possibile.
di Claudio Caselli* e Marco Fabri**
Il Domani, 17 dicembre 2023
L’idea di usare i fondi per eliminare l’arretrato era ottima, ma non si sono risolte le criticità e ora gli obiettivi, soprattutto sul civile, sono impossibili da rispettare. L’idea di utilizzare i fondi del Pnrr per eliminare l’arretrato, vera zavorra che penalizza la giustizia italiana, e quindi ridurre drasticamente tempi e pendenze, era ottima. Vi sono però diverse criticità di cui occorre tenere conto per cercare di correggere, per quanto possibile, la rotta.
di Liana Milella
La Repubblica, 17 dicembre 2023
L’ex vice presidente, in podcast e interviste, contesta le decisioni su Regeni, Cappato e Ferri. Ma guarda un po’! In questa storia il punto esclamativo ci vuole proprio. Perché il giudice, ormai ex costituzionale, Nicolò Zanon, scelto da Napolitano per la Corte nel 2014, è stato il più severo sacerdote del segreto delle camere di consiglio. Pronto a protestare anche per la più minuscola divulgazione, del tipo, per decisioni sofferte, quanti colleghi si erano schierati per una tesi e quanti per l’altra. Un censore insistente.
- La Corte dei Conti: “Processo durato 18 anni, i giudici risarciscano lo Stato per i tempi illogici”
- Adr, stop del giudice: “Costi troppo elevati”
- Veneto. Il Sottosegretario Ostellari: “Serve più lavoro per i detenuti”
- Oristano. Stefano Dal Corso morto in cella, spunta un supertestimone
- Torino. “Al Lorusso e Cutugno la situazione è esplosiva”











