di Pietro Forti
micromega.net, 9 febbraio 2024
Un’ispezione straordinaria nel CPR di Ponte Galeria evidenzia di nuovo le condizioni disumane in cui sono detenuti gli immigrati “irregolari”, ma la destra continua a puntare sul modello dei lager gestiti da privati. Se è innegabile la responsabilità dei governi di sinistra nell’aver istituzionalizzato la disumanità in termini di “accoglienza”, il governo Meloni sta facendo un passo in avanti per moltiplicare un modello che isola, umilia e uccide.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 9 febbraio 2024
Le Sezioni Unite civili della Cassazione hanno emesso ieri due ordinanze interlocutorie con le quali chiedono alla Corte di Giustizia europea di pronunciarsi in via d’urgenza sulla garanzia finanziaria di circa 5mila euro che un richiedente asilo deve versare per evitare di essere trattenuto in un centro alla frontiera in attesa dell’esito dell’iter della domanda di protezione.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 9 febbraio 2024
Le Sezioni Unite della Cassazione decidendo sui ricorsi proposti dal Ministero dell’interno contro i decreti del Tribunale di Catania, con due ordinanze di oggi hanno rimesso la questione alla Corte di giustizia. Sarà la Corte di giustizia europea a decidere sulla legittimità della garanzia di 5mila euro, da versare in un’unica soluzione personalmente o al più mediante fideiussione bancaria, da parte dei migranti irregolari, sprovvisti dei prescritti documenti, come alternativa al trattenimento alla frontiera. Le Sezioni Unite civili della Cassazione decidendo sui ricorsi proposti dal Ministero dell’interno contro i decreti del Tribunale di Catania hanno infatti reso due ordinanze interlocutorie di identico contenuto (n. 3562 e n. 3563) con le quali hanno rimesso in via pregiudiziale la questione alla Cgue. Il trattenimento e la cauzione sono previste dal Dl Cutro che ha introdotto l’art. 6-bis, Dlgs n. 142 del 2015, emanato in attuazione della direttiva 2013/33/UE sull’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. In particolare, nel mirino della Suprema corte è finita la previsione di una somma fissa e non dunque da valutarsi caso per caso in modo da potere valutare la proporzionalità del versamento rispetto alla situazione del migrante, con l’effetto di ostacolare la misura alternativa. Il decreto legge, ricordiamo, venne emanato, a seguito del naufragio in cui, nel febbraio 2023, persero la vita 94 migranti tra cui 35 bambini, nel paese di Cutro sullo Ionio.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 9 febbraio 2024
La sopravvenuta interpretazione non consente di respingere l’istanza reiterata, ma obbliga a un nuovo esame nel merito se costituisce presupposto per il suo possibile accoglimento. La domanda respinta di riconoscimento dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria può essere riproposta in base a una nuova interpretazione della normativa applicabile fornita dalla Corte di giustizia Ue, se in base a essa sussiste la probabilità di accoglimento dell’istanza dello straniero, cioè la sentenza della Cgue può rappresentare quel motivo “nuovo” che giustifica la riapertura dell’esame dell’istanza a suo tempo presentata e respinta. In tal caso lo Stato membro non potrà seccamente respingere la riproposizione della domanda giudicandola irricevibile in quanto reiterata.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 9 febbraio 2024
Secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani la cittadina Ilaria Salis non deve scontare i domiciliari nell’ambasciata italiana a Budapest perché potrebbe frugare nei cassetti che custodiscono documenti riservati. È il succo dell’informativa di ieri alla Camera, il punto che ha fatto scaldare gli animi tra i deputati. La rivelazione arriva dopo una mezz’ora in cui il leader di Fi elenca i tanti e timidi passi compiuti dalla rappresentanza diplomatica nelle lande magiare per provare a rimediare alle indegne condizioni delle prigioni di Orbán. L’elenco dovrebbe servire a mostrare che la Farnesina si è impegnata subito, lontano dai riflettori. Invece svela solo l’impotenza degli Esteri che sapevano cosa accadeva ma non sono riusciti neanche a impedire che Salis fosse trascinata in tribunale con guinzaglio e catene.
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 9 febbraio 2024
Abed Zagout, fotografo: “Viviamo in una tenda da due mesi. I miei figli non vanno a scuola, non giocano più. Siamo in gabbia, aiutateci”. Hanno bombardato? “Riuscite a farci uscire? Siamo in sei: io, mia moglie e i miei quattro figli”. Di dove siete? “Potete parlare con il vostro ministro degli Esteri e dirgli di portarci fuori?”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 8 febbraio 2024
Drammatica audizione di Giovanni Russo ieri alla Camera. Apertura sulle “comunità” per chi è a fine pena. Oggi l’evento del Pd sul carcere. È raggelante. Il capo del Dap Giovanni Russo non si rifugia nelle perifrasi. Non elude la tragedia dei suicidi in cella. E forse, la sincerità del suo intervento di ieri alla Camera restituisce un quadro persino più grave del previsto. Soprattutto quando, nel cercare una spiegazione alla tragica scia di morte di inizio 2024, con 15 detenuti che si sono tolti la vita dietro le sbarre, ammette che “ci sono pochi psicologi, pochissimi psichiatri, risorse limitate, e su questo non è all’orizzonte un’inversione di tendenza”. Eppure, solo con professionisti in grado di “intercettare” un “dolore che “non è patologia”, ma “sofferenza che non deve essere acuita dalla permanenza negli istituti di pena”, solo se si riuscisse ad assistere i più fragili, sarebbe possibile frenare la strage. Ma visto che le “risorse”, allo stato, mancano, il dottor Russo, magistrato che Carlo Nordio ha nominato al vertice delle carceri italiane, ipotizza “un approccio diverso”, con “attività di verifica e monitoraggio” da realizzare anche attraverso le “segnalazioni” di “avvocati, volontari e cappellani” che conoscono il sistema penitenziario. E va benissimo, intendiamoci, che si cerchi qualsiasi strumento, in assenza di quelli d’elezione. Ma pensare di arginare solo così un’escalation che, proiettata sull’intero anno, farebbe registrare la terrificante statistica di 150- 160 detenuti suicidi, sarebbe impensabile.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 8 febbraio 2024
“Non c’è all’ordine del giorno da parte dei decisori ministeriali una misura contro il sovraffollamento. Pochi psicologi e pochissimi psichiatri. E d’ora in poi lavoreranno per meno ore”. In audizione alla Camera, il capo del Dap Giovanni Russo: “Serve un diverso approccio”. “Abbiamo oggettivamente un incremento di circa 400 detenuti in più ogni mese nelle carceri italiane. Ad oggi abbiamo 60.814 detenuti. Di questi, 43mila sono comuni e gli altri si dividono in alta sicurezza e 41 bis”. Il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Giovanni Russo davanti ai deputati della commissione Giustizia non può far altro che scattare una fotografia dell’attuale “emergenza” carceraria. 15 suicidi dall’inizio dell’anno? “C’è una tendenza al rialzo in questo primo scorcio del 2024 che per noi è abbastanza inspiegabile”, anche se è un fenomeno che “si intreccia con quello del sovraffollamento”, ammette. E poi, chiaro come il sole: “Non c’è all’ordine del giorno da parte dei decisori ministeriali una misura contro il sovraffollamento”.
di Thomas Usan
La Stampa, 8 febbraio 2024
“Se le presenze dovessero ancora crescere, tra un anno saremo oltre le 67 mila presenze, come ai tempi della condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo”. Nel 60,5% delle carceri italiane non è sempre garantita l’acqua calda e il 31,4% delle strutture sono state costruite prima del 1940. Questi dati emergono dal report che l’associazione Antigone pubblica annualmente per verificare le condizioni degli istituti penitenziari italiani.
di Bepi Martellotta
Gazzetta del Mezzogiorno, 8 febbraio 2024
L’Unione delle Camere penali italiane ha deciso di fermarsi sino al 9 febbraio per denunciare le “vergognose e ingiuste condizioni di detenzione” italiane. Il disegno di legge Nordio è tornato al Senato e tutti, fuori dai “Palazzi”, si aspettano che si occupi dei problemi veri e reali della Giustizia, della quale ormai da tempo si dice faccia acqua da tutte le parti. E invece, questa macro-riforma che sembra voler risolvere e aggiustare, qui e là, altre micro-riforme che si sono succedute negli anni, di tutto si occupa tranne che della madre dei problemi della Giustizia, i suoi tempi.









