di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 14 ottobre 2023
“Lasciare Gaza senza luce e acqua significa violare il diritto internazionale, e significa anche cadere nella trappola di Iran e terroristi che vogliono una guerra casa per casa”. “Da vera, sincera, amica d’Israele mi sento di dire a Benjamin Netanyahu: non cadete nella trappola che ha preparato Hamas. L’invasione di Gaza è quello che vogliono i terroristi e i loro burattinai iraniani”. A parlare è Emma Bonino, già ministra degli Esteri e Commissaria europea per le emergenze umanitarie, leader storica dei Radicali. “Ad Hamas - rimarca Bonino - non interessa conquistare terreni, il loro obiettivo è costringere Israele ad una operazione terrestre che trasformerebbe la Striscia di Gaza in una trappola mortale. Comprendo l’orrore, la rabbia, il dolore di fronte allo scempio di vite umane perpetrato da Hamas, ma oggi la leadership israeliana non deve agire di pancia ma con la ragione”.
di Luca Pons
fanpage.it, 13 ottobre 2023
Dalla possibilità di parental control sui telefoni dei figli fino a 18 anni di età, al divieto di messa alla prova per i minorenni che sono imputati di reati gravi. Sono alcuni degli emendamenti al decreto Caivano, attualmente al Senato, proposti dal governo Meloni, dalla Lega e da Fratelli d’Italia.
di Paolo Comi
Il Dubbio, 13 ottobre 2023
Per superare la riforma Cartabia, FdI propone di spostare lo stop alla prescrizione dal primo al secondo grado. Protestano i penalisti. Cambiano le maggioranze ma la prescrizione rimane sempre al centro del dibattito politico. L’attuale governo di destra, infatti, ha deciso di mettere le mani sulla riforma voluta dall’allora ministra della Giustizia Marta Cartabia che prevedeva “l’improcedibilità” trascorsi due anni senza che fosse stato celebrato il processo d’appello e che superava, per fortuna, la malsana idea del suo predecessore, il pentastellato Alfonso Bonafede, di stoppare la prescrizione dopo la sentenza di primo grado.
di Luca Ricolfi
Il Messaggero, 13 ottobre 2023
È di ieri la notizia che il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha disposto un’indagine conoscitiva (non un’ispezione, né un procedimento disciplinare) sulla vicenda della magistrata Iolanda Apostolico, da qualche tempo nell’occhio del ciclone per due motivi distinti, anche se collegati. Primo: avere ripetutamente disapplicato il decreto Cutro, non convalidando il trattenimento di alcuni migranti tunisini nel CPR di Pozzallo, in provincia di Ragusa. Secondo: avere in passato (nel 2018) partecipato a manifestazioni anti-governative e pro-migranti.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 ottobre 2023
Il ministro Nordio precisa di non aver disposto nessun “accertamento ispettivo né tanto meno” l’avvio “di un’azione disciplinare” per la giudice. Nessun “accertamento ispettivo né tanto meno dell’avvio di un’azione disciplinare”: così ieri in una nota il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha smentito una indiscrezione giornalistica secondo la quale un accertamento preliminare era stato avviato dal guardasigilli nei confronti di Iolanda Apostolico, il giudice del Tribunale di Catania che non ha convalidato nelle ultime settimane il trattenimento nel centro per richiedenti asilo di Pozzallo di migranti tunisini sbarcati a Lampedusa.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 13 ottobre 2023
Il ministro vuole acquisire notizie di stampa e post sui social. Ancora mistero sul video. Piantedosi: “Non viene dalla questura”. Non è un’ispezione. Non è un provvedimento disciplinare. Non è nemmeno l’inizio di un iter di qualsivoglia natura. Per ora si sa soltanto quello che non è l’interessamento del ministero della Giustizia per le attività di Iolanda Apostolico.
di Alessandro Riello*
Il Dubbio, 13 ottobre 2023
“I magistrati, per dettato costituzionale, devono essere imparziali e indipendenti e tali valori vanno tutelati non solo con specifico riferimento al concreto esercizio delle funzioni giudiziarie, ma anche come regola deontologica da osservarsi in ogni comportamento, al fine di evitare che possa fondatamente dubitarsi della loro indipendenza ed imparzialità”. Non si tratta delle affermazioni di uno degli improvvisati giuristi che spuntano numerosi all’indomani dell’ennesimo scontro politica-giustizia, ma della Corte costituzionale (sentenza n. 224/2009). Chiamata a pronunciarsi sulla legittimità della norma che configura quale illecito disciplinare l’iscrizione o la partecipazione sistematica e continuativa del magistrato a partiti politici, la Consulta dettava alcuni principi che appaiono di stretta attualità nel commentare la oramai nota vicenda della collega di Catania.
di Gian Carlo Caselli
La Stampa, 13 ottobre 2023
La partecipazione del magistrato alla vita politico-culturale lo rende sospetto a chi non ne condivide le idee. L’affermazione a ben vedere non regge. L’estraneità del magistrato dalla società è semplicemente impossibile. Basti pensare che ci sono giudici credenti e altri no e che tale condizione non è occultabile. L’ateo dovrà rifiutare il giudizio del credente e quest’ultimo quello dell’ateo? O piuttosto dovranno verificare entrambi l’imparzialità del giudice in base alla correttezza delle sue motivazioni? E se ciò vale per le convinzioni più profonde, perché non dovrebbe valere anche per le opzioni ideali, culturali, politiche?
di Mino Tebaldi
L’Opinione, 13 ottobre 2023
Mauro Palma denuncia la “sofferenza” del sistema penitenziario piemontese. Lo dice in un’intervista alla Stampa il presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Palma commenta la recente inchiesta giudiziaria che vede 23 agenti di polizia penitenziaria indagati per presunte torture sui detenuti nel carcere piemontese di Cerialdo di Cuneo, dove la Procura del capoluogo della Granda ipotizza che, tra il 2021 e il 2023, si siano verificati episodi sistematici di violenze ai danni di una decina di carcerati. Per il momento, gli agenti non sono stati sospesi dal servizio né sono stati sottoposti a misure cautelari. L’indagine è partita da segnalazioni arrivate da più fonti, riguardanti anche diversi casi di detenuti con segni di violenze accusati di resistenza a pubblico ufficiale: casi considerati sospetti, in quanto possibile copertura dei pestaggi.
di Barbara Simonelli
targatocn.it, 13 ottobre 2023
Il Garante regionale evidenzia come la struttura penitenziaria di Cuneo sia percepita come punitiva e di massima sicurezza. “Però le cose stanno cambiando”. Il reato di tortura? “Opportuno che ci sia, nell’interesse di tutti”. “C’è stato un periodo in cui avevamo parecchie segnalazioni sulla zona delle celle di isolamento del carcere di Cuneo. Sono stanze nel seminterrato, dove i detenuti vengono trasferiti e separati dagli altri in caso di sanzioni o di reazioni e comportamenti spropositati. A seguito di ciò, era maturata la decisione di mettere delle telecamere nei corridoi e nelle aree di accesso al reparto”. A dirlo è Bruno Mellano, Garante regionale dei detenuti dal 2014, ruolo istituito 20 anni fa. Fossanese, una storia di militanza nei Radicali, sul tema delle carceri Mellano è sempre stato in prima linea.
- Foggia. Detenuto morto nel carcere, medici e infermieri scagionati
- Terni. “Fabio Gloria non si è impiccato”: giallo in carcere, nuove indagini
- Pavia. Cimici in cella e tra i capelli. “Situazione oltre ogni limite”
- Napoli. Viaggio nel carcere di Nisida, dove ai ragazzi in prigione serve un nido
- Bolzano. Il tema del nuovo carcere approda in Senato











