di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 10 febbraio 2024
Verrà discussa la prossima settimana la proposta di legge del deputato di Italia viva Roberto Giachetti sulla liberazione anticipata. Lo ha deciso ieri la maggioranza nell’Aula di Montecitorio prendendo l’impegno di incardinare alla prima seduta utile della Commissione Giustizia della Camera, presieduta dal meloniano Ciro Maschio, il ddl a firma Giachetti per affrontare il problema del sovraffollamento carcerario attraverso l’adozione di misure temporanee e straordinarie di liberazione anticipata.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 febbraio 2024
La proposta di legge di Riccardo Magi di +Europa punta a dare concretezza a questo diritto. Volenti o nolenti, l’emergenza carceraria deve essere risolta, specialmente dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha garantito il diritto all’affettività in carcere. Di conseguenza, il sistema penitenziario deve essere necessariamente adeguato. Una strada percorribile è stata indicata dal deputato di + Europa Riccardo Magi, che ha presentato una proposta di legge finalizzata a garantire tali diritti all’interno del contesto carcerario. La proposta, depositata prima della sentenza della Consulta, mira a riconoscere il diritto soggettivo all’affettività e alla sessualità delle persone detenute, rispondendo così a un’esigenza normativa maturata nel tempo.
a cura di Ornella Favero*
Il Riformista, 10 febbraio 2024
Sono davvero quelle che servono le competenze di un magistrato per la gestione delle carceri, cioè per l’amministrazione di una realtà complessa come quella degli istituti penitenziari dove oggi più di 60.000 persone scontano la loro pena? Sembrerebbero necessarie da una parte competenze amministrative come deve avere il manager di una colossale azienda di Stato, dall’altra, se si pensa che la Costituzione mette al centro dell’esecuzione penale la funzione rieducativa della pena, a gestire le carceri sarebbe straordinario se ci fossero le migliori competenze disponibili nell’ambito delle Scienze dell’educazione.
di Antonio Nastasio*
bergamonews.it, 10 febbraio 2024
Acquisire ospedali militari per avere delle case di accoglienza, non per carceri bis, è un’opportunità da non mancare. Un lungo percorso ha avuto inizio nel 2008 con l’obiettivo di creare una modalità carceraria in strutture dedicate al reinserimento e alla terapia, coinvolgendo enti locali e privati sociali in strutture a bassa organizzazione detentiva, ma con elevate capacità di offrire servizi. La finalità è evitare la recidiva e offrire una speranza di vita nella legalità a coloro che la cercano. Buono questo obiettivo ma, come progetto allegato, è prioritaria l’acquisizione di ospedali dismessi per tutti quei detenuti a rischio suicidario qualora non fosse possibile dare restrizione della personalità in modalità non detentiva.
di Carlo Ancona
Il Domani, 10 febbraio 2024
La Consulta è intervenuta sull’affettività in carcere, ma quante difficoltà ci sono ancora da risolvere nelle strutture detentive, a partire dall’enorme carenza di luoghi dove ricoverare persone con disagio psichico e penalmente non responsabili. Ho letto con qualche stupore la notizia della sentenza della Corte Costituzionale numero 10/24, e la nota di entusiastico commento dell’avvocata Maria Brucale.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 10 febbraio 2024
È più che mai urgente coinvolgere le associazioni e le cooperative negli istituti penitenziari, per combattere lo scollegamento tra i territori e gli istituti di pena e favorire la presa in carico delle persone con problemi di salute mentale. Come spiegano Loris Cervato (Legacoopsociali) e Luciano Pantarotto (Federsolidarietà). Prosegue il viaggio di Vita dedicato al tema della salute mentale all’interno dei penitenziari italiani.
di Liana Milella
La Repubblica, 10 febbraio 2024
Schlein: “Ribaltare il populismo securitario della destra”. E chiede subito la chiusura del Cpr di Ponte Galeria. Solidarietà ad Amato per il divieto di entrare a San Vittore: “Non si capisce questo attacco e questo accanimento”. “Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri” diceva Voltaire ormai tre secoli fa. E se quello era ed è ancora un metro di giudizio l’Italia è messa assai male. Sovraffollamento, suicidi, bimbi piccolissimi in cella con le madri, violenze, spazi incompatibili. E come non bastasse, con il governo Meloni, arriva pure la stretta perfino su Giuliano Amato e Donatella Stasio che arrivano a San Vittore per discutere con i detenuti del gruppo “Costituzione viva” del loro libro “Storie di diritti e di democrazia”. Tant’è che la segretaria del Pd Elly Schlein porta proprio questo inaccettabile divieto come esempio dell’imbarbarimento dei giorni nostri.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 10 febbraio 2024
Il renziano Giachetti propone la liberazione anticipata contro il sovraffollamento delle prigioni. C’è già l’ok di Forza Italia. Il rimedio al sovraffollamento nelle carceri? Far uscire tutti in anticipo, per sempre. È l’indulto mascherato previsto in una proposta di legge del renziano Roberto Giachetti, che martedì, grazie all’assist decisivo di Forza Italia, sarà incardinata in Commissione Giustizia alla Camera. Come soluzione al dramma dei suicidi in cella - già 16 quest’anno, l’ultimo giovedì a Genova - Giachetti vuole potenziare il beneficio della liberazione anticipata, volgarmente detto “sconto di pena per buona condotta”. Al momento, se il detenuto “ha dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione”, possono essergli abbuonati 45 giorni ogni sei mesi: se la proposta diventerà legge, si passerà per due anni a 75, dopodiché a 60 a tempo indeterminato. Insomma, un anno di pena si ridurrebbe a sette mesi e poi a otto. Un regalo retroattivo di cui potrebbero godere i condannati per qualsiasi reato: in primis i colletti bianchi, ma anche assassini, stupratori e persino i mafiosi non pentiti. La liberazione anticipata, infatti, è l’unico beneficio escluso dal regime dei reati ostativi.
di Giovanni Maria Flick
La Stampa, 10 febbraio 2024
Le immagini dell’ennesimo episodio (del 3 aprile 2023) delle violenze di una decina di agenti di custodia su un detenuto - riprese dalle telecamere del carcere di Reggio e diffuse ieri - sconvolgono più delle immagini delle torture compiute in altre carceri finite a giudizio e a condanna. La realtà dei processi di Santa Maria Capua Vetere, di Torino, di Ivrea, di Siena, conclusi con la condanna sia di agenti, sia di un direttore e di un sanitario - al di là delle responsabilità personali - trova purtroppo nella vicenda di Reggio Emilia una conferma drammatica.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 10 febbraio 2024
Mille avvocati, numerosi panel tematici e un confronto diretto con il ministro della Giustizia nella due-giorni al teatro Eliseo. L’Unione delle Camere Penali Italiane - che dopo gli anni di Gian Domenico Caiazza ha eletto presidente l’avvocato romano Francesco Petrelli - ha indetto tre giorni di astensione dal lavoro e organizzato ieri e oggi un grande evento formativo e informativo. Riunisce i suoi Stati generali. E mostra i muscoli.
- Penalisti contro la furia manettara del governo
- “Bene il ddl Nordio. Ma il governo continua a moltiplicare i reati”
- “Diffidate di chi è assolto”, lo strano appello di Caselli sulla vicenda Cavallotti
- Genova. Suicidio nel carcere di Marassi, 30enne si è tolto la vita nella sezione del “terrore”
- Reggio Emilia. Detenuto incappucciato e torturato in carcere: “Un video mostra le botte, immagini inaccettabili”









