di Enzo Bianchi*
La Repubblica, 12 febbraio 2024
Se i siamo molto indignati e abbiamo fatto sentire la nostra voce per il trattamento riservato alla concittadina italiana Ilaria Salis, detenuta nelle carceri dell’Ungheria. Era un dovere assoluto e perciò giustamente si è levata la protesta. Ma non è avvenuto altrettanto per i maltrattamenti, vere e proprie torture, subite nel carcere di Reggio Emilia da un migrante marocchino accusato di spaccio di droga. Abbiamo visto le immagini: un povero uomo incappucciato, oggetto di violenza gratuita, che è solo lo scatenarsi di istinti bestiali da parte di chi ha il potere di usare la forza.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 12 febbraio 2024
Il Consiglio d’Europa (Pc-Cp), l’organismo con sede a Strasburgo che redige le “raccomandazioni” per tutti i 47 Stati membri in materia di esecuzione delle pene in carcere e del sistema di probation. I testi adottati dal Pc-Cp, dopo la loro approvazione da parte del Comitato dei ministri, costituiscono le linee guida per le varie normative nazionali in materia di ordinamento penitenziario. “Il faro è sempre l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo, secondo cui nessuno può essere sottoposto a tortura o a pene o trattenenti inumani o degradanti”, aggiunge la giudice Ferrari, ora consigliere della Corte d’Appello di Milano ed in passato magistrato di sorveglianza con l’incarico di coordinatore dell’Ufficio di Varese.
di Simona Musco
Il Dubbio, 12 febbraio 2024
La vittimizzazione secondaria è un fenomeno che pervade in modo subdolo la nostra società da decenni. per questo i giudici di Strasburgo, nel 2021, hanno condannato il nostro Paese. Far rivivere le condizioni di sofferenza a cui è stata sottoposta la vittima di un reato. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione definiscono così la vittimizzazione secondaria, un fenomeno diffuso non solo nella società civile, ma anche nelle aule dei Tribunali. Dove a rendere la donna vittima una seconda volta sono le stesse procedure istituzionali, i pregiudizi culturali e gli stereotipi.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 12 febbraio 2024
Lo stupro appare come un reato diverso dagli altri, e diverso è il giustizialismo che gli si applica ma il rischio è lo stesso: calpestare diritti e garanzie. Spagna, novembre 2017. Migliaia di donne si ritrovano in piazza a Madrid davanti al ministero della Giustizia per protestare contro le modalità con cui si sta svolgendo il processo a “La Manada”. Il nome sta per “Branco”, dal titolo che cinque ragazzi accusati di stupro hanno dato al proprio gruppo Whatsapp. In quella chat si vantano e si scambiano filmati della violenza sessuale di gruppo nei confronti di una 18enne aggredita all’ingresso di un condominio il 7 luglio del 2016, durante il festival di San Firmino a Pamplona.
di Aurora Matteucci
Il Dubbio, 12 febbraio 2024
La lotta alla violenza di genere non concede alcun tipo di mediazioni: l’imputato deve essere spogliato di ogni diritto e si mette in piedi una campagna di mostrificazione. Giorni addietro un’amica mi invia su whatsApp il link di una petizione. E, in calce al messaggio, un laconico “ma tu che ne pensi?”. Ne riceviamo spesso di inviti a sottoscrivere petizioni, le più varie. Ancora non ho capito se davvero siano mai state valutate dalla politica come termometro del “paese reale”, se siano state mai in grado di cambiare alcune carte in tavola o se siano semplicemente derubricate come forme ibride di democrazia partecipativa di bassa lega. Ma le leggo sempre. Nutro per queste petizioni una strana curiosità. Chi chiede cosa, perché. Talvolta le trovo persino giuste. Dunque, come sempre, apro e leggo: change.org.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 12 febbraio 2024
Parla Livia Rossi, già Tesoriera della Camera Penale di Roma. “I reati sessuali sono in balia delle emozioni della piazza, dove il rispetto delle regole processuali e le garanzie del diritto di difesa non vengono comprese né tollerate”. Sei avvocato, sei donna, difendi un presunto stupratore: la gogna pubblica è assicurata. Ne parliamo con la nota penalista romana Livia Rossi, già tesoriere della Camera Penale di Roma.
di Luigi Bussu
italiachecambia.org, 12 febbraio 2024
L’esistenza di reparti detentivi all’interno degli ospedali migliorerebbe l’accesso dei detenuti alle prestazioni sanitarie, da cui oggi sono quasi del tutto tagliati fuori, e le condizioni di lavoro degli agenti di custodia. La cosa assurda è che da oltre dieci anni ne esiste uno presso il nosocomio cagliaritano del Santissima Trinità, ma viene utilizzato come magazzino.
di Michele Marangon
Corriere della Sera, 12 febbraio 2024
Una pesante accusa di violenza sessuale, la lunga detenzione prima di arrivare al processo, incomunicabilità, abbandono. Sono tanti gli elementi che hanno portato al suicidio un cittadino indiano nel carcere di Latina, trovato impiccato la notte tra sabato e domenica nel bagno di di una cella nella struttura di via Aspromonte- la più sovraffollata d’Italia - a due passi dal centro del capoluogo pontino. A nulla è valso l’intervento degli agenti della polizia penitenziaria che hanno rinvenuto il corpo nella stanza in cui, probabilmente, era da solo come spesso capita ai detenuti per reati a forte riprovazione sociale.
lapiazzaweb.it, 12 febbraio 2024
Si torna a parlare dell’emergenza carceri a Verona. Le rappresentanti della Commissione quinta, infatti, ieri mattina si sono riunite in conferenza stampa a Palazzo Barbieri per esprimere sgomento e preoccupazione di fronte al quinto suicidio avvenuto in pochi mesi nella Casa Circondariale di Montorio.
di Beatrice Branca
Corriere del Trentino, 12 febbraio 2024
La denuncia del capogruppo Pd in Consiglio regionale: “Si recuperano così dei centimetri ma si gioca con i diritti inviolabili delle persone”. “L’Italia è già stata condannata due volte per non aver garantito in diverse strutture i 3 metri quadri di spazio vitale ai detenuti. Per risolvere il problema nelle celle della Casa Circondariale di Trento si stanno rimuovendo dall’antibagno dei piani d’acciaio che, quando è stato costruito l’edificio, erano stati inseriti per preservare migliori condizioni igieniche, oltre a tenere il fornellino in uno spazio sicuro lontano da altri oggetti nella cella. Si recuperano così dei centimetri ma si gioca con i diritti inviolabili delle persone. Il sovraffollamento nella struttura rimane e lo Stato continua a non rispettare l’accordo che era stato firmato con la Provincia nel 2008”.
- Reggio Emilia. Detenuto vittima di violenze, il Garante regionale: “Una pagina nera. Metodi illegali”
- Milano. La protesta dei migranti nel Cpr: si sdraiano seminudi sull’asfalto sotto la pioggia
- Lecce. “Orizzonti verdi”, innovativo progetto di formazione per i detenuti
- Matera. “S-catenati, oltre l’errore”: il nuovo giornale materano coinvolge i detenuti
- Assange, anche il relatore Onu avvisa gli Usa sull’estradizione









