di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 11 febbraio 2024
In Italia, ormai lo sanno anche i muri, non si può fare politica della giustizia senza il consenso della magistratura. Se ci provi, paghi prezzi troppo alti, e non c’è in giro un partito o un leader politico che ne abbia davvero voglia o forza. L’idea è che, almeno, devi patteggiare con il potere giudiziario le riforme di maggiore rilievo. Dunque la magistratura italiana è, almeno a far data dal 1992, non solo un soggetto politico, ma senza dubbio il soggetto politico più forte in tema di politica della giustizia. Non esiste un Paese al mondo dove accada, neanche lontanamente, qualcosa di simile, ma la evidenza di questa anomalia antidemocratica, di questo tracotante oltraggio al principio della separazione dei poteri, sembra non riguardarci.
di Serena Polizzi
agi.it, 11 febbraio 2024
Coro di voci unanime condanna i fatti di Reggio Emilia, e da più parti si chiede una riforma radicale del sistema carcerario. Un video shock e inaccettabile. È il coro di voci che si levano sul video del detenuto torturato da agenti della Polizia penitenziaria nel carcere di Reggio Emilia. Al momento risultano indagati una decina di agenti penitenziari. Oggi a prendere posizione il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che sottolinea: “Fermo restando che tutto deve essere accertato nelle sedi competenti, e quindi dare giudizi molto netti preventivamente è sempre qualcosa che deve avere un certo riguardo, è ovvio che non sono cose accettabili. Ogni volta che una persona è ristretta, sotto la vigilanza di organi dello Stato, deve essere assicurata la dignità della persona in modo duplice rispetto alle normali condizioni”.
di Maria Corbi
La Stampa, 11 febbraio 2024
Il Garante nazionale dei detenuti sta effettuando ulteriori verifiche sul caso delle torture nel carcere di Reggio Emilia documentate in un video e sull’intero istituto. A quanto si apprende, aldilà dell’inchiesta della Procura, il Garante punta ad approfondire le circostanze e il contesto complessivo in cui è emerso il singolo caso, per un’ampia verifica. Nei prossimi giorni potrebbe quindi essere prevista un’ispezione all’interno dello stesso istituto.
di Margherita Grassi
Corriere della Sera, 11 febbraio 2024
Il ministro della Giustizia e il collega del Viminale dopo la richiesta di rinvio a giudizio della Procura per 10 agenti di Polizia penitenziaria e la diffusione del video del pestaggio. Il Guardasigilli: “Immagini indegne di uno Stato democratico”. “Non sono cose accettabili”, sottolinea il ministro degli Interni Matteo Piantedosi. “Sdegno e dolore”, la reazione del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Il governo interviene dopo la richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Reggio Emilia per dieci agenti di polizia penitenziaria per tortura, e dopo la diffusione del video choc con le immagini del pestaggio ai danni di un detenuto di 41 anni.
di Eugenio D’Alessandro
Il Roma, 11 febbraio 2024
In pochi mesi tenta il suicidio per ben sei volte e sulle carceri napoletane si allunga lo spettro di una nuova, possibile tragedia. Mario Cardillo, 49 anni, sta scontando una condanna a quasi 17 anni di reclusione per traffico di droga. Una pena severa, già ribadita dai giudici di appello, che rischia di esserlo ancora di più a causa delle precarie condizioni di salute del detenuto. Cardillo, come accertato dai periti di parte e del tribunale, è affetto da una seria forma di depressione che richiederebbe un costante e specialistico monitoraggio medico.
di Roberto Bonaldi
rainews.it, 11 febbraio 2024
Una situazione che Ivan Scalfarotto, senatore di Italia Viva, ha rilevato nella casa circondariale di Montorio, tappa del suo viaggio alla scoperta delle condizioni di detenzione in Italia. Tra cronico sovraffollamento e casi di marginalità sociale. Questione di numeri. Metrature degli spazi condivisi, l’ammontare dei detenuti e di chi è incaricato di sorvegliarli e assisterli. Disequilibri maturati nel tempo, fino allo stato attuale, con i problemi al sistema penitenziario all’ordine del giorno, e una soluzione che tarda a mostrarsi. Lo rileva il senatore Ivan Scalfarotto, membro della Commissione Giustizia: nella sua visita alle carceri italiane, la tappa veronese alla Casa circondariale di Montorio (Verona), che con cinque suicidi tra detenuti solo dallo scorso novembre, è rappresentazione del cortocircuito in atto.
di Erika Pontini
La Nazione, 11 febbraio 2024
Viaggio nella Rems di Volterra, un ex manicomio che oggi ospita 30 persone. Inferriate di 5 metri e muri scrostati, il direttore Lazzerini: “I lavori sono fermi”. Dario faceva il dj, adesso per passare il tempo dietro le sbarre, in attesa di scontare la misura di sicurezza, disegna continuamente una grande sala con archi e colonne, come fosse un carcere antico, sempre lo stesso soggetto di cui è tappezzata la stanza. “Almeno mi tengo impegnato”.
di Veronica Ruggiero
viterbotoday.it, 11 febbraio 2024
La situazione nelle carceri di Viterbo e più in generale nel Lazio, continua a destare preoccupazione. Il sovraffollamento negli istituti penitenziari, la popolazione carceraria che continua a crescere, e il problema di una disponibilità minore di agenti della polizia penitenziaria rispetto alle reali necessità, stanno diventando un vero e proprio allarme. Nel carcere di Mammagialla da tempo ormai si registrano atti violenti da parte dei detenuti ai danni di altri detenuti o degli agenti della penitenziaria, e solo poche settimane fa si è arrivati addirittura a registrare un omicidio. Suppellettili bruciati, risse, aggressioni fanno ormai parte della quotidianità. I sindacati ormai da tempo hanno più volte lanciato l’allarme, ma il problema del malessere all’interno degli istituti penitenziari sembra non essere limitato al carcere viterbese.
di Stefano Edward e Laura Bonasera
percorsiconibambini.it, 11 febbraio 2024
“Ero una persona nervosa, distratta ed agitata. Grazie allo Sportello alla Genitorialità di Giocare per diritto e alla dedizione della psicologa Cinzia Gambino, ho notato pian piano dei cambiamenti e dei miglioramenti su me stesso, sui figli, la famiglia e le emozioni che ho potuto provare - racconta A.G., detenuto nel carcere Pagliarelli di Palermo - Mi ha aiutato molto a capire cosa significa famiglia, figli. Le bambine, le ho riviste dopo 5 anni. Non venivano mai ai colloqui, veniva soltanto mia moglie. Non volevo la loro presenza qui. Grazie anche al supporto logistico sui permessi, sono potuto tornare a casa e quando ho rivisto per la prima volta le mie figlie dopo anni, le ho abbracciate come Dio comanda. È stato bellissimo”.
di Stefano Anastasia*
L’Unità, 11 febbraio 2024
Il governo ha aumentato a 18 mesi il periodo di trattenimento nei Cpr: con la vecchia normativa Ousmane sarebbe stato liberato il 13 di gennaio. Continua lo stillicidio delle morti nei luoghi di privazione della libertà in Italia. Siamo ormai a quindici suicidi in carcere, mentre nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Roma un ragazzo di neanche ventidue anni si è tolto la vita domenica poco prima dell’alba, dopo aver scritto su un muro i suoi ultimi pensieri, per sua madre e la sua terra.
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