di Giovanni Verde
Corriere del Mezzogiorno, 17 ottobre 2023
Il provvedimento del magistrato coinvolge il nostro sistema democratico e diverse questioni giudiriche. Ed è bene interessarsi di diritto quando vi è coinvolto il nostro sistema democratico. Nella vicenda del giudice di Catania è in atto una sorta di “depistaggio” concettuale. È, infatti, indubbio che il provvedimento catanese ha alla base una precisa scelta ideologica. Non possiamo, però, impedire al magistrato di avere una sua ideologia. Si afferma, tuttavia, che il magistrato non la può esternare perché diversamente “appare” non imparziale.
di Giuseppe Gargani
Il Dubbio, 17 ottobre 2023
La decisione del giudice di Catania di non convalidare il “trattenimento” di alcuni migranti previsto dal decreto legge del governo, ha scatenato polemiche molto mediocri. La decisione del giudice di Catania di non convalidare il “trattenimento” di alcuni migranti previsto dal decreto legge del governo, ha scatenato polemiche molto mediocri e non appropriate, ma ha evidenziato una problematica che è sotto traccia da vari anni e che deve finalmente essere messa in evidenza: il ruolo del magistrato e del giudice in una democrazia “avanzata” come la nostra Naturalmente abbiamo già dato solidarietà al giudice per il provvedimento che è stato valutato corretto dalla migliore cultura giuridica e costituzionale, per una elementare (non sofisticata) incostituzionalità e per una evidente e palese irrazionalità. Aspettiamo comunque la decisione della Cassazione.
di Rosario Russo*
Il Dubbio, 17 ottobre 2023
Anno domini 2018, 20 agosto. Al porto di Catania approda la nave militare Diciotti con circa 190 naufraghi. L’on. Salvini, allora Ministro dell’Interno, ne consente lo sbarco soltanto il 26 agosto, perché si arroga il diritto di utilizzare l’illegittima ‘ detenzione’ d’inermi naufraghi, per costringere altri renitenti paesi europei a prendersi carico di essi ovvero a partecipare alla loro doverosa accoglienza: una situazione così surreale che soltanto l’”Urlo di E. Munch” può esprimere adeguatamente. Si muovono infatti anche le organizzazioni ecclesiastiche e umanitarie, attuando a Catania pubbliche manifestazioni di forte dissenso. Ad una di esse presenzia il 25 agosto la dott.ssa Iolanda Apostolico, allora giudice del Tribunale etneo, essendo addetta al settore penale. Il resto è noto. Il 7 dicembre 2015 il Tribunale dei Ministri di Catania addebita all’on. Salvini il reato di sequestro aggravato di persone, ma il Senato nega l’autorizzazione a procedere.
di Antonio Mattone
Il Mattino, 17 ottobre 2023
Il carcere è, nell’accezione comune, unicamente il luogo dove relegare coloro che commettono crimini per evitare che possano nuocere ancora. Chi come me frequenta questo mondo, spesso sente porre una domanda: “esiste un carcere che dopo un percorso di revisione personale riesca a strappare i giovani alle maglie della criminalità e possa così restituire alla società persone libere e responsabili?” La risposta è quasi sempre caratterizzata da una vena di rassegnazione e pessimismo, soprattutto dopo i fatti gravi accaduti a Napoli nei mesi scorsi. Nel momento in cui si invocano pene esemplari fino all’ergastolo anche per i giovanissimi, non sembra che ci possa essere spazio per nessuna possibilità di recupero, anche se un domani dovessero maturare significativi segni di ravvedimento.
di Santina Buscemi
varesenews.it, 17 ottobre 2023
Alcune delle storie di ex detenuti che hanno trovato lavoro grazie alla cooperativa La Valle di Ezechiele, che aiuta chi ha sbagliato a scegliere una nuova vita. Se si parla di reinserimento lavorativo di ex detenuti spesso l’opinione pubblica si divide: da una parte, chi vede questa possibilità come un’opzione percorribile, capace di influenzare positivamente non solo la vita di chi ha sbagliato in passato, ma l’intera società. Dall’altra parte, tanti sono coloro che demonizzano queste storie, invocando carcere duro a priori per chiunque arrivi in una prigione.
di Dario Crippa
Il Giorno, 17 ottobre 2023
“No ai decreti svuota-carceri. Meglio portare il lavoro in carcere”. Questa in sintesi la ricetta del senatore leghista Andrea Ostellari. Ieri per la prima volta un sottosegretario alla Giustizia, con delega al Trattamento dei detenuti, ha fatto visita alla casa circondariale di via Sanquirico. A fare gli onori di casa la neo direttrice Cosima Buccoliero, che dopo esperienze importanti come quelle maturate al carcere-modello di Bollate, ma anche a quelli di Opera o di Torino, dirige oggi la struttura monzese oltre al carcere minorile Beccaria di Milano.
garantedetenutilazio.it, 17 ottobre 2023
Dopo la visita ispettiva dell’8 marzo, il Garante Anastasìa scrive alla direttrice del carcere romano e al Provveditore dell’amministrazione penitenziaria per il Lazio, l’Abruzzo e il Molise. Ecco le risposte. Cinque suicidi a Regina Coeli nel 2023, di cui quattro nella settima sezione, epicentro di numerosi eventi critici nel carcere romano. Nasce come sezione per i cosiddetti “Nuovi Giunti”, ma l’8 marzo scorso, al momento della visita ispettiva del Garante delle persone detenute della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, nella settima sezione “erano presenti 94 detenuti afferenti a diversi circuiti detentivi, meno della metà Nuovi Giunti, gli altri in esecuzione penale”. È quanto si legge nella lettera inviata dal Garante alla direttrice della Casa circondariale, Claudia Clementi, lo scorso 27 aprile. Regina Coeli dovrebbe essere destinata prevalentemente agli arrestati e alle persone in attesa di giudizio fino al primo grado e, per una quota residua, a detenuti condannati a una pena fino a un massimo di cinque anni. Invece, a causa del cronico sovraffollamento nell’istituto (1036 detenuti presenti il 30/9/2023 per 628 osti disponibili), “la promiscuità di condizioni giuridiche - si legge nella lettera di Anastasìa alla direttrice Clementi - e di circuiti detentivi comporta diverse criticità come la fruibilità degli spazi all’aperto per il tempo garantito dalla legge (la difficoltà di accedere all’aria - due aree piccole e inidonee a qualsiasi attività che vada oltre il ‘passeggio’ - mi è stata riportata da quasi tutti i detenuti della sezione), la riferita chiusura nelle stanze detentive per 23 ore su 24 ore e l’assenza di attività socializzanti nel secondo e terzo piano”.
di Marco Alberti
sondriotoday.it, 17 ottobre 2023
La denuncia della consigliera comunale Donatella Di Zinno (Sondrio Democratica): “Problema annoso mai risolto. Si abbia il coraggio di ammettere le proprie mancanze”. A proposito del carcere di Sondrio e delle continue ed oggettive difficoltà riscontrate dal Garante dei diritti delle persone private nelle libertà personali è necessario fare chiarezza al più presto. Ne è convinta la consigliera comunale di Sondrio Democratica, Donatella Di Zinno, preoccupata da quanto dichiarato a Sondrio Today da Orit Liss.
di Francesco Carlo Bramante
secondowelfare.it, 17 ottobre 2023
Questo programma educativo nato negli Stati Uniti è stato adottato dall’Università degli Studi di Milano insieme alla Casa di Reclusione di Bollate, dove i detenuti possono svolgere la funzione di tutor nei confronti di studenti in difficoltà. Un'iniziativa che ha risvolti interessanti dentro e fuori dal carcere.
di Paolo Di Stefano
Corriere della Sera, 17 ottobre 2023
“Oltre gli occhi” è il giornale delle detenute di San Vittore a Milano, coordinato da Renata Discacciati, che molti conoscono come appassionata editrice per ragazzi. Il nuovo numero chiede alle detenute di parlare del carcere che non c’è (e che vorrebbero). Avevo appena finito di leggere “Ne vale la pena” (Nutrimenti), il racconto di Carlo Mazzerbo (con Gregorio Catalano), ex direttore del carcere di Gorgona. Una delle rare esperienze davvero ispirate all’articolo 27 della Costituzione: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità...”. Appena terminata quella storia di detenzione, riscatto e lavoro, mi è capitato sullo schermo Oltre gli occhi, il giornale delle detenute di San Vittore a Milano, coordinato da Renata Discacciati, che molti conoscono come appassionata editrice per ragazzi. Il nuovo numero chiede alle detenute di parlare del carcere che non c’è (e che vorrebbero).
- Genova. “Le pene e il carcere”: dibattito all’Università sul libro di Stefano Anastasia
- Massa Marittima (Gr). “Arte senza confini”: detenuti e studenti protagonisti di un laboratorio di street art
- Lanciano (Ch). Sport e solidarietà. “In carcere ho trovato più umanità che fuori”
- Migranti. Dl Cutro disapplicato, la “versione” di Mantovano divide i giuristi
- Cannabis, CBD tra gli stupefacenti: ora il Tar può ribaltare il decreto (sospeso)











