di Martina Castigliani
Il Fatto Quotidiano, 15 ottobre 2023
Sono giorni cruciali per le trattative sulla prima legge Ue contro azioni e querele temerarie (le cosiddette SLAPP). Eppure nessuno ne parla. Il testo è stato concepito per tutelare la partecipazione pubblica di giornalisti, attivisti e difensori dei diritti umani. Ma gli Stati membri stanno tentando di indebolire il documento proposto dalla commissione Ue e nelle trattative in corso tra le istituzioni, che coinvolgono anche il Parlamento, si sta cercando un compromesso. Nella speranza che il risultato non stravolga l’intento originario. Per questo gli attori della società civile che sono parte della coalizione anti-SLAPP (CASE) si appellano ai ministri della Giustizia dei singoli Stati. Che però non stanno mostrando aperture. A mancare è prima di tutto una consapevolezza del fenomeno. “I Paesi, nonostante le raccomandazioni della commissione, non hanno neanche iniziato a raccogliere i dati”, spiega a ilfattoquotidiano.it Sielke Kelner, ricercatrice di Osservatorio Balcani Caucaso e membro di CASE. E senza dati è difficile qualsiasi intervento. Per ora, a raccogliere le minacce legali subite da cronisti e attivisti sono piattaforme indipendenti come il Mapping Media Freedom o la stessa CASE. Ma serve qualcosa di più. La direttiva è stata presentata come un’iniziativa in onore della giornalista uccisa Daphne Caruana Galizia, ma come denunciato dal figlio a luglio scorso “se resta così non l’avrebbe mai tutelata” ed “è un grave torto verso i suoi colleghi in tutta Europa”. Ecco perché, dice Kelner, “siamo preoccupati ma è necessario cercare di influenzare il processo finché c’è ancora spazio di manovra”. Di questo e di come creare una rete di sostegno europea si parlerà a Roma, lunedì 16 ottobre, al primo evento di CASE Italia “Per una rete transnazionale di contrasto alle SLAPP: contro i bavagli alla partecipazione pubblica”.
di Roberto Saviano
Corriere della Sera, 15 ottobre 2023
Aveva 86 anni: con il boss in carcere, fu lei a guidare la Nuova camorra organizzata. Partecipò al piano di trasformazione del fratello in carcere. Muore con lei la Vecchia Camorra, quella con alla base una sorta di welfare. Non può esistere Raffaele Cutolo senza Rosetta. Rosetta Cutolo non è stata una ancella, una gregaria. Rosetta Cutolo è stata l’organo pulsante della vita del fratello. La sua è un’esistenza tragica, di totale devozione a Raffaele.
di Amalia De Simone e Titti Beneduce
Corriere del Mezzogiorno, 15 ottobre 2023
Nelle sue mani la gestione del clan, in nome di Raffaele. Lo dichiara Piero Marrazzo, giornalista, il cui padre, Joe, a sua volta giornalista, fu autore di una lunga intervista a Rosetta: “Quando mio padre per primo riuscì a intervistarla - continua Marrazzo - lei mentì sul ruolo di Raffaele, che definì uomo caritatevole, attento a chi cercava lavoro e ai carcerati, senza attribuirgli minimamente quell’accezione criminale che lo portò in pochi anni ai vertici della camorra, seminando paura e morte”. Nacque così la funzione assistenziale della camorra, con lei, Rosetta Cutolo, sorella del boss Raffaele, ‘o professore, personaggio carismatico, pericoloso e visibile. Lei invece agiva nell’ombra e nell’ombra ha gestito l’organizzazione, l’economia, il consenso, la politica, di uno dei clan più potenti della storia criminale italiana.
di Enzo Bubbo
calabriainforma.it, 15 ottobre 2023
La ‘ndrangheta in Calabria non si contrasta solo nelle aule dei tribunali, ma c’è una presa di coscienza della società civile sulla pericolosità del crimine organizzato. Servono esempi positivi da emulare e da indicare alle nuove generazioni: “Liberi di scegliere” ha contenuti che lasciano basiti e per questo è diventata legge. Esiti confacenti alle attese per la presentazione del progetto regionale e nazionale “Giustizia e umanità Liberi di scegliere”, promosso ieri nella città capoluogo dall’associazione culturale Biesse, acronimo di bene sociale.
Corriere della Calabria, 15 ottobre 2023
L’uomo avrebbe dovuto subire un intervento per problemi di salute. Era accusato di associazione mafiosa. La famiglia ha sporto denuncia contro ignoti. È morto nel carcere di Rebibbia Rosario Leonetti, 58 anni, di Cirò Marina. L’uomo era ristretto in carcere in seguito all’operazione “Ultimo atto” della Dda di Catanzaro, scattata a febbraio 2023 e considerata una prosecuzione dell’indagine “Stige” contro le cosche del Cirotano.
di Giuseppe Di Bisceglie
Corriere del Mezzogiorno, 15 ottobre 2023
Da tempo i sindacati di Polizia penitenziaria lamentano difficoltà nell’operare all’interno delle carceri pugliesi, a causa dell’esiguità del personale impiegato e del numero di detenuti ben superiore rispetto a quello stabilito dalla legge. Una situazione che rende complicata la gestione delle strutture. Tra le carceri più affollate in Puglia c’è la casa circondariale di Trani che attualmente ospita circa 400 persone, quasi il doppio della capienza massima della struttura. È qui che, domani, sarà in visita il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, proprio per verificare le condizioni in cui vivono i detenuti e ascoltare gli agenti penitenziari sui problemi riscontrati nello svolgimento del loro lavoro. Delmastro sarà in visita anche alla casa di reclusione femminile, sempre a Trani, una delle cinque carceri italiane destinate ad ospitare esclusivamente donne.
di Giorgio Malavasi
genteveneta.it, 15 ottobre 2023
Camminare sotto il cielo e non sotto il soffitto di una camera chiusa a chiave fa una bella differenza. Ma rischia di contare poco se non si ha un lavoro, un tetto per la notte, e soprattutto una direzione verso cui andare.
ilroma.net, 15 ottobre 2023
Reduce dall’esperienza positiva, tuttora in corso, che vede il Parco archeologico di Pompei già sede per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità per imputati non ancora sottoposti a processo, il Parco si apre ad una più ampia forma di inclusione sociale, attraverso il protocollo d’intesa tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria - Casa Circondariale “Giuseppe Salvia” di Poggioreale, il Tribunale di Sorveglianza di Napoli e il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale e che consentirà ai detenuti di contribuire in attività di lavoro di pubblica utilità non retribuita, presso i siti archeologici del Parco.
ferraratoday.it, 15 ottobre 2023
L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto Erasmus+ “The art of theatre as a second chance”. In occasione della conclusione del progetto The art of theatre as a second chance, co-finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea, Balamós in collaborazione con il Ctu di Ferrara, organizza un incontro pubblico sul tema del teatro in carcere. L’incontro si terrà martedì 17 ottobre, alle 18 nella sede del Ctu in via Savonarola 19. Dopo la proiezione del video documentario di Marco Valentini sul progetto teatrale ‘Passi sospesi’ di Balamós negli istituti penitenziari di Venezia, si terrà una discussione pubblica per riflettere sulla funzione del teatro negli istituti penitenziari, confrontarsi sul rapporto tra carcere e territorio, comprendere quale ruolo può avere la società nel percorso rieducativo della pena.
di Paolo D’Angelo*
Il Domani, 15 ottobre 2023
La democrazia non è un destino univoco della modernità, e potrebbe esserne solo un episodio. Carlo Galli, il più filosofo tra i nostri politologi, analizza le condizioni presenti dei regimi democratici alla luce delle esperienze del passato. Quando nel 1989 è cadde il muro di Berlino fummo in molti a pensare che per la democrazia si aprisse una stagione radiosa, sia nel senso che sarebbe stata possibile una sua diffusione nel mondo, là dove la democrazia non c’era mai stata o aveva cessato di esserci, sia nel senso di un suo rigoglio nei paesi che in democrazia vivevano. Quasi trentacinque anni dopo, ben poco di quelle speranze, o illusioni, è ancora in piedi, nell’un senso e nell’altro. In Europa, paesi che sembravano avviati sulla via dei regimi democratici hanno subito pesanti involuzioni in senso opposto, scivolando verso l’autoritarismo delle cosiddette “democrature”, in cui l’involucro della democraticità non riesce a nascondere l’anima dittatoriale.
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