di Angela Stella
L’Unità, 10 febbraio 2024
A Roma la contro-inaugurazione dell’anno giudiziario dell’Ucpi. Il presidente Petrelli: “Bene l’apertura garantista sull’abuso d’ufficio, ma è contraddetta dai nuovi reati”. Nordio: “La separazione delle carriere si farà”. “Appartenendo ad una famiglia di avvocati, conosco le problematiche sollevate dall’avvocatura. L’avvocato è parte consustanziale della cultura della giurisdizione, anche se non mi piace questo termine perché spesso utilizzato dai pubblici ministeri per giustificare l’unità delle carriere. A ciò si unisce il tema della separazione delle carriere: la riforma si farà ma se la si vuole fare bene occorre una modifica costituzionale, accompagnata da una revisione del Csm. Il Governo ha dato priorità al premierato ma questo non significa che attenderemo l’esito del referendum” per incardinare la discussione: lo ha detto il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenendo da remoto all’inaugurazione dell’anno giudiziario dell’Ucpi dal titolo “Il processo come ostacolo - Il carcere come destino Difendere le garanzie dell’imputato e la dignità del condannato secondo Costituzione”, che oggi si chiude al teatro Eliseo di Roma.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 10 febbraio 2024
“Il percorso per un reale riforma della giustizia è ancora lungo, ma il ddl Nordio è un primo passo”. Parole del capogruppo di Italia Viva in Senato, Enrico Borghi, che però fissa dei paletti. “Rimangono da trattare la separazione delle carriere, la responsabilità civile dei magistrati, l’abuso della carcerazione preventiva, la situazione drammatica delle carceri, che stanno esplodendo - dice - E la destra sta portando avanti una legislazione panpenalistica di cui l’emergenza carceri è l’estrema conseguenza”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 10 febbraio 2024
Ci siamo. Sapevamo che, sulle misure di prevenzione, si sarebbero presto schierate le prime linee dell’antimafia. Ed eccolo, Gian Carlo Caselli, smontare ogni evidenza giudiziaria e sostenere che i fratelli Cavallotti, innocenti eppure confiscati di ogni bene, meritavano quelle misure, perché avrebbero goduto della “protezione di Cosa nostra”. Caselli sostiene che gli imprenditori palermitani, ora in causa contro lo Stato davanti alla Corte europea, ottennero grandi commesse perché benvoluti dalla mafia. Sono le tesi sviluppate, senza un reale contraddittorio, dai magistrati della sezione “Misure di prevenzione” del Tribunale di Palermo.
di Andrea Aversa
L’Unità, 10 febbraio 2024
Il Garante Saracino: “Poche attività per le persone più difficili”. Si è trattato del 16esimo suicidio avvenuto dietro le sbarre di un penitenziario italiano dall’inizio dell’anno: l’infinita Mattanza di Stato nel reparto dove è stato pestato Scagni. Dove lo scorso anno un detenuto ha ucciso un altro recluso. Intanto la Camera ha messo in calendario la proposta del deputato Giachetti (Iv) contro il sovraffollamento. Lui e Bernardini (NtC) sono al 18esimo giorno di sciopero della fame.
di Margherita Grassi
Corriere della Sera, 10 febbraio 2024
La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per i dieci agenti della Polizia penitenziaria accusati di tortura, lesioni e falso: la denuncia del detenuto. “Vengano processati per tortura, lesioni e falso”. Lo chiede la procura di Reggio Emilia per dieci agenti di Polizia penitenziaria. Il pm Maria Rita Pantani ha depositato istanza di rinvio a giudizio e l’udienza preliminare è stata fissata per il 14 marzo. Tutto questo avviene al termine delle indagini preliminari di cui si era avuta notizia lo scorso luglio, non senza che la cosa provocasse choc.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 10 febbraio 2024
Per dieci agenti chiesto il rinvio al giudizio per il pestaggio di un cittadino tunisino avvenuto il tre aprile dell’anno scorso. Il 14 marzo si terrà l’udienza preliminare. Antigone: “Non sono casi isolati”. Le immagini sembrano venire da una prigione sudamericana. Non per la maglia gialla del Brasile che indossa l’uomo al centro, trascinato da un gruppo di guardie penitenziarie. Ma perché la testa di quell’uomo è coperta da una federa bianca. E perché gli agenti lo colpiscono ripetutamente.
di David Allegranti
La Nazione, 10 febbraio 2024
Le immagini scioccanti del pestaggio di un detenuto in un carcere italiano dimostrano che l’Italia ha problemi nel sistema penitenziario. Non dovremmo aspettare tragedie per prestare attenzione. Tutti i detenuti hanno diritto a una vita dignitosa. La tortura di Stato non porterà mai alla rieducazione. È giusto indignarsi per le immagini di Ilaria Salis con le manette e i ceppi alle caviglie in un tribunale ungherese, ed è anche giusto protestare contro il governo Orbán.
di Rossella Lazzarini
cronacadiverona.com, 10 febbraio 2024
Dal 2021 si occupa dei detenuti nella Casa Circondariale a Montorio dove nel giro di tre mesi ci sono stati ben cinque suicidi che hanno inserito l’istituto di pena nella tragica graduatoria delle strutture penitenziarie dove si muore di più. I cinque suicidi nel giro di tre mesi hanno inserito il carcere di Montorio nella tragica graduatoria delle strutture penitenziarie italiane in cui si muore di più. Una posizione di rilievo che, sul versante del sovraffollamento, la Casa circondariale veronese aveva già raggiunto da tempo. A Montorio sono detenuti 500 uomini e 43 donne: quasi 200 persone in più rispetto ai posti disponibili. I detenuti italiani sono il 41 per cento, gli stranieri il 59 per cento, in larga maggioranza di nazionalità marocchina.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 10 febbraio 2024
La presenza delle carceri ha un impatto significativo anche nei Comuni che le ospitano. Per questo è fondamentale un lavoro sinergico tra tutte le istituzioni coinvolte. A Brescia è particolarmente sentito il tema del carcere di Verziano. Il progetto per il suo ampliamento, risalente ad una decina di anni fa, poteva contare su una dotazione iniziale di 15 milioni. Tutto però si è arenato da tempo. Tra le cause la chiusura del “piano carceri” e il passaggio di competenza, in materia di edilizia penitenziaria, al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Oltre a Verziano, nel capoluogo lombardo da tempo si discute sul futuro di Canton Mombello, un istituto penitenziario ideato alla fine del 1800 e situato in centro storico. Della questione carceri ne abbiamo parlato con Laura Castelletti prima sindaca donna di Brescia che guida di una coalizione di centrosinistra.
di Claudio Raffaelli
comune.torino.it, 10 febbraio 2024
Il carcere di Torino scoppia. Il sovraffollamento è ormai divenuto non un’eccezione, ma una situazione permanente. Inoltre la struttura, pur non avendo che una quarantina d’anni di vita, mostra pesanti segni di degrado. I due fattori concorrono a rendere la situazione sempre più disagevole, anzi insostenibile per le persone detenute (molte delle quali sono in attesa di giudizio o non ottengono la detenzione domiciliare perché senza dimora) e anche per chi ci lavora, in primo luogo il personale di custodia. Anche la ricaduta sul “mondo di fuori” è pesante, con un tasso di recidività che raggiunge l’80%: su dieci detenuti scarcerati, otto tornano a delinquere, anche in tempi brevissimi.
- Milano. Sono oltre 700 i detenuti che lavorano nel carcere di Bollate
- Milano. “Io, volontario in carcere dopo il lutto”. La sfida di Setti Carraro
- Monza. “Io, innocente, condannato per il disastro ecologico della Lombarda Petroli”
- Barcellona Pozzo di Gotto (Me). Il cinema in carcere che dà forma all’anima
- Assange deve essere liberato subito: l’informazione libera non è reato









