di Ornella Marraxia
L’Unità, 11 febbraio 2024
Mio figlio recluso da 10 mesi in Romania in condizioni disumane. Sono migliaia gli italiani reclusi all’estero, trattati come bestie, nell’indifferenza del proprio paese. La madre di Filippo Mosca, ragazzo italiano detenuto da 10 mesi nel carcere di Port’Alba a Costanza in Romania, racconta a Nessuno tocchi Caino la drammatica vicenda di chi, avendo ragione da vendere, cerca aiuto e confida nel battito d’ali di una farfalla e i suoi effetti. Dopo l’intervista su Radio Leopolda e l’interrogazione di Roberto Giachetti al Ministro degli Esteri, i media hanno scoperto che la tremenda condizione di Ilaria Salis in Ungheria non era isolata, c’erano anche Filippo Mosca e altri italiani in Romania e gli oltre duemila nostri connazionali dispersi e abbandonati nelle carceri di tutto il mondo, detenuti che lo Stato italiano non può più ignorare e dei quali deve prendersi cura.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 11 febbraio 2024
Convinse il presidente Mitterand e l’Assemblea nazionale ad eliminarla nel 1981. Il primo a farlo fu il Granduca di Toscana nel 1786 sull’onda dell’opera di Cesare Beccaria. Il ricordo di Robert Badinter, il giurista politico, attivo nel realizzare i valori che aveva sviluppato da intellettuale appassionato, si raccoglie naturalmente attorno al momento cruciale: quello in cui egli riuscì a convincere prima il socialista presidente Mitterand nel cui governo era ministro della Giustizia e poi, nel 1981, la maggioranza della Assemblea nazionale, sulla necessità di eliminare infine la pena di morte dall’ordinamento francese. Ma il ministro Badinter va pure ricordato per la sua azione di riforma e umanizzazione delle carceri francesi, per la modernizzazione delle leggi penali, per il riconoscimento, da parte della Francia, del diritto individuale al ricorso alla Corte europea dei diritti umani.
di Niccolò Zancan
La Stampa, 11 febbraio 2024
Divise da guerra e croci celtiche in 4mila al raduno dell’ultradestra a Budapest: “Salis? Una terrorista”. Ma la contro-manifestazione la acclama e Tajani chiede conto del murale in cui è stata ritratta impiccata. Il primo a arrivare si chiama Gjula. Ha 54 anni, dice di essere un allenatore. Allenatore di cosa? “Lotta tattica armata”. Cosa pensa di Ilaria Salis? “È una terrorista”. Non è una terrorista. “Sì, ha scelto di picchiare alle spalle. È giusto che stia in carcere. Questa è la nostra legge. Deve essere condannata qui. Io quando sono stato a Roma non ho mancato di rispetto agli italiani”. Quali sono le sue idee politiche? “Estrema destra, sono un patriota”.
di Giacomo Gambassi
Avvenire, 11 febbraio 2024
Gli uomini fermati in strada, sui bus, al lavoro. Si moltiplicano i casi di diserzioni: 9mila i processi. Cresce il malcontento per i 500mila nuovi soldati, causa di attrito fra Zelensky e Zaluzhny. “Ragazzi, ma cosa state facendo? Non ce l’avete una coscienza?”. La donna di mezz’età urla nell’autobus affollato che è stato appena fermato a Odessa. I destinatari della sua invettiva non sono teppisti o scippatori, ma due uomini in mimetica che stanno trascinando a forza un giovane fuori dal mezzo. A lui hanno appena chiesto i documenti, come mostra un video diventato virale sul web. Un gesto che provoca la reazione dei passeggeri. Perché tutti sanno che non si tratta di un controllo ordinario. Anche se non c’è scritto sulla divisa, i due agenti sono il volto di una sigla che negli ultimi mesi sta facendo tremare l’Ucraina: il Tcc. Acronimo sulla bocca di tutta la nazione che sta per “Centro di reclutamento territoriale”. È quella schiera indefinita di “buttadentro nell’esercito” che non sono né poliziotti né militari (ma spesso si tratta di ex soldati) e che hanno un compito: inviare gli uomini al fronte. Senza andare troppo per il sottile. Soprattutto quando una fetta sempre maggiore della popolazione non se la sente più di imbracciare un’arma e trovarsi in trincea.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 11 febbraio 2024
“La vicenda del Mar Rosso compromette il collegamento tra il nostro Paese e i grandi mercati asiatici ed estremo-orientali. L’Ucraina? È una guerra che stiamo perdendo, tutto ciò che accade va contro i nostri interessi. Pensiamo sempre che nessuno possa avercela con noi, ma Mosca ci considera ostili: le armi con cui sparano ai soldati russi sono anche italiane. Marginalizzati in Ucraina. Ininfluenti nel Mediterraneo. Spettatori in Medio Oriente. L’Italia nel mondo. A darne conto è Lucio Caracciolo, direttore di Limes, la più autorevole rivista italiana di geopolitica.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 11 febbraio 2024
La piccola Hind Rajab, scomparsa da 12 giorni, è stata ritrovata morta insieme ai due paramedici mandati a salvarla. Secondo i media di Tel Aviv Netanyahu punterebbe a un’offensiva rapida, che finisca prima del Ramadan. La speranza che Hind fosse ancora in vita e così anche i due paramedici inviati a salvarla, erano poche, quasi nulle. La notizia, temuta da tutti ma non inattesa, è arrivata ieri alle prime luci del giorno. Hind Rajab, la bimba di 6 anni scomparsa da 12 giorni, è stata ritrovata morta, sull’auto assieme allo zio Bashar Hamada, sua moglie e i loro tre figli. Tutti uccisi dal fuoco di un carro armato israeliano il 29 gennaio, mentre l’automobile era diretta all’ospedale Al Ahli di Gaza city.
di Davide Frattini
Corriere della Sera, 11 febbraio 2024
A Rafah sono quasi due milioni, stretti nella morsa israeliana. Ma il raìs ripete che non intende “accettare l’espulsione del popolo” palestinese dalla Striscia di Gaza. Lo “scatolone di sabbia”, come lo chiamano gli storici egiziani, collega due continenti e si estende per 60 mila chilometri quadrati. Quelli cruciali sono però 14 in lunghezza. Una linea di demarcazione che l’esercito egiziano presidiava ancora prima dell’invasione israeliana nella Striscia di Gaza. Adesso che le truppe di Tsahal premono su Rafah, il valico di confine, i generali al Cairo - uno di loro è diventato presidente - dispiegano carrarmati e mezzi blindati, rendono ancor più invalicabili i muri di cemento alti nove metri srotolando in cima il filo spinato.
di Federico Capurso
La Stampa, 10 febbraio 2024
Il presidente della Repubblica esprime i suoi timori dopo gli ultimi episodi. E il Pd incalza il ministro Nordio: “Deve riferire al più presto davanti alle Camere”. A poche ore dalla diffusione del video del pestaggio di un anno fa nel carcere di Reggio Emilia, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella torna sulla questione a lui cara dei detenuti e riceve al Quirinale il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale Felice Maurizio d’Ettore dicendosi “preoccupato”. Nello stesso tempo Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd, chiede al governo di riferire alle Camere.
di Errico Novi
Il Dubbio, 10 febbraio 2024
Dopo la sfida di Schlein, altri segnali da Nordio. Pronto il piano Ostellari per dare i domiciliari a chi ne ha diritto. Elly Schlein ha sfoderato un profilo da partito di governo su una materia, il carcere, mai comoda da maneggiare. Intanto, nella lunga e bella giornata che il Nazareno ha dedicato giovedì alla “emergenza penitenziaria”, era inevitabile che venisse fuori, com’è successo, il peccato originale della riforma Orlando, prima messa sul tavolo e poi ritirata dai dem a inizio 2018. E poi, la segretaria del Pd sa che lanciare una grande iniziativa contro il sovraffollamento negli istituti di pena non è mai una calamita di voti.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 10 febbraio 2024
Il sovraffollamento carcerario, purtroppo, è un problema ricorrente del nostro Paese”, afferma la giudice Anna Ferrari, dal 2018 al 2021 componente italiano del Consiglio di cooperazione penologica del Consiglio d’Europa (Pc-Cp), l’organismo con sede a Strasburgo che redige le “raccomandazioni” per tutti i 47 Stati membri in materia di esecuzione delle pene in carcere e del sistema di probation.
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