di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 18 ottobre 2023
L’intesa nella maggioranza: sospensione per 18 mesi dopo la condanna in primo grado e di 12 dopo l’appello che conferma la condanna in primo grado. Prescrizione a doppia velocità tra imputati condannati e imputati assolti. Questo l’effetto dell’intesa cristallizzata in un emendamento al disegno di legge in discussione alla Camera, in commissione Giustizia, e firmato dai capigruppo delle tre forze di maggioranza.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 ottobre 2023
La maggioranza trova l’intesa: presentato un emendamento alla proposta di legge in commissione Giustizia. Testo in aula il 27 ottobre. La maggioranza ha trovato un accordo sulla riforma della prescrizione e ha presentato un emendamento alla proposta di legge ora all’esame della Commissione Giustizia della Camera. Un emendamento firmato da tutti i capigruppo in Commissione del centrodestra: Carolina Varchi (FdI), Ingrid Bisa (Lega) e Pietro Pittalis (FI). Al testo sono state depositate 66 proposte di modifica, di cui una anche del relatore Enrico Costa.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 ottobre 2023
Raggiunto l’accordo in maggioranza, parla Pietro Pittalis (Forza Italia): “Un nuovo passo per garantire l’efficienza della macchina giudiziaria restituire fiducia nella giustizia”. Nuovo accordo sulla prescrizione: lo hanno sottoscritto con un emendamento Pietro Pittalis di Forza Italia, che è anche vice presidente della commissione Giustizia, la leghista Ingrid Bisa, e Carolina Varchi di Fratelli d’Italia. Proprio il forzista Pittalis ci dice: “Avrei preferito che passasse il testo originario a mia firma così come Forza Italia lo ha proposto. Dobbiamo però renderci conto che facciamo parte di una coalizione e quindi spesso occorre trovare la sintesi”. Ma rassicura: “Non si tratta di una riforma che deve soddisfare l’avvocato o il magistrato ma di un nuovo passo per garantire da un lato l’efficienza della macchina giudiziaria e dall’altro restituire fiducia ai cittadini nella giustizia, che siano imputati o vittime”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 18 ottobre 2023
“Ero presidente della commissione Giustizia. La scena era sempre la stessa: appena arrivava a Montecitorio un progetto di legge in materia penale, i deputati dei vari partiti mi si avvicinavano e mi rivolgevano una sola domanda: ma se approviamo questa riforma, quanti voti prendiamo?”. Gaetano Pecorella, parlamentare di Forza Italia per quattro legislature e soprattutto tra i maestri dell’avvocatura penale italiana, di cui è stato leader anche come presidente dell’Ucpi, non è afflitto da snobismo intellettuale: semplicemente parla da giurista.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 18 ottobre 2023
Il neo procuratore di Napoli: “Combatterò la mafia più antica, che in provincia è simile a quella calabrese. Rappresentiamo lo Stato e dobbiamo dare risposte ai cittadini che non vogliono convivere con la camorra”. Quando iniziò, più di 35 anni fa ormai nella “sua” Calabria, trovò “una mafia che aveva intuito l’importanza del traffico di cocaina e che stava chiudendo la fase dei sequestri di persona”. L’ha lasciata da pochi giorni “che ormai è presente in 50 paesi grazie alle asimmetrie normative che caratterizzano l’azione di contrasto globale alle organizzazioni mafiose”. Ha attraversato l’upgrade, la darwinizzazione delle cosche calabresi: dalla maxi operazione Crimine “che ha permesso di dimostrare l’unitarietà della ‘ndrangheta” a Glicine Acheronte “che ha raccontato una realtà in grado di arruolare hacker e di investire in piattaforme clandestine di trading”.
di Marzia Amaranto
Il Riformista, 18 ottobre 2023
Abbiamo chiesto ad alcuni dei ragazzi che hanno partecipato alla scuola di formazione politica “Meritare l’Europa” di scrivere gli articolo che vorrebbero leggere più spesso sui quotidiani. “Io sono innocente. Spero dal profondo del cuore che lo siate anche voi”. È proprio con queste drammatiche parole pronunciate da Enzo Tortora che voglio portare l’attenzione del lettore sul dramma degli errori giudiziari, che per chi è appassionato di numeri nel solo anno 2022, conta ben 547 persone detenute ingiustamente in carcere in Italia, salvo poi rivelarsi innocenti e costare allo Stato italiano, quasi un miliardo di euro di risarcimenti a favore delle vittime di ingiusta detenzione e di errori giudiziari. Ebbene l’errore giudiziario rappresenta un dramma per le vittime che lo subiscono e per i loro familiari che vengono risucchiati in un labirinto senza fine, trovandosi coinvolti in vicende giudiziarie di cui sono totalmente all’oscuro.
di Marzia Baldassarre
Il Sole 24 Ore, 18 ottobre 2023
Gli articoli del passato non possono essere rimossi o alterati ma prevale il diritto del singolo a preservare la propria dignità ed integrità - Oltre alla deindicizzazione l’interessato può chiedere all’editore di accompagnare l’articolo con una nota in parola per restituire una conoscenza attuale e reale della situazione
di Francesca Radaelli
vocidalponte.it, 18 ottobre 2023
Vale ancora la “pena”? Al di là del gioco di parole, c’è tutto il problema del senso della giustizia penale nella domanda con cui si è aperta la serata organizzata dall’associazione “Carcere Aperto” lo scorso 13 ottobre al Binario 7 di Monza. Pensato per la cittadinanza, l’evento - che ha visto tra gli organizzatori anche le Acli di Monza e di Vimercate, in collaborazione con il “Gruppo della Trasgressione” e con il patrocinio del Comune, ha registrato una grandissima partecipazione di pubblico, a dimostrazione dell’interesse dei monzesi per quello che è stato definito nel corso della serata “uno dei quartieri” della loro città: la Casa Circondariale di via San Quirico.
di Giuseppe Maiorana
sondriotoday.it, 18 ottobre 2023
In un acceso dibattito in commissione a Palazzo Pretorio a sostenerlo è stata la stessa titolare del ruolo, Orit Liss. Piuttosto che andare avanti così, nell’impossibilità di svolgere i propri compiti e il proprio ruolo, meglio lasciare l’incarico e, per l’amministrazione comunale, addirittura rinunciare a questa figura attualmente svuotata da ogni funzione concreta.
di Vinicio Micheletti
avellinotoday.it, 18 ottobre 2023
Nel cuore dell’estate del 2017, un’ombra di tragedia si è abbattuta sull’Istituto di Reclusione di Avellino, quando Luigi Della Valle, un detenuto originario di Montoro, ha deciso di porre fine alla sua vita impiccandosi nella sua cella. Questo gesto drammatico ha scosso la comunità e ha scatenato una lunga serie di eventi giuridici che continuano ancora oggi.
- Sulmona (Aq). Ottanta detenuti conseguono la qualifica da falegname
- Milano. “Non esistono ragazzi cattivi”. Chi ha sbagliato può riscattarsi
- Bari. “Altre storie. Dieci anni di Caffè Ristretto”
- Milano. “Girasoli”, una mostra con quadri dipinti dai detenuti
- Roma. Il teatro delle Donne del Muro Alto compie dieci anni











