di Luigi Manconi
La Repubblica, 14 febbraio 2024
Dopo i casi di tortura a Reggio Emilia, ci si interroga sull’adeguatezza di alcuni poliziotti in ruoli così delicati. Quante ore di formazione sono necessarie per “fare un poliziotto”, che sia rispettoso della Costituzione e delle garanzie e capace, allo stesso tempo, di risolvere i conflitti col minore ricorso possibile all’uso della forza? Dopo la conferma che in un certo numero di carceri italiane - a Reggio Emilia e non solo - viene applicata la tortura risulta inevitabile porsi quella domanda. Insieme a un’altra, di minore spessore ma altrettanto significativa: come può accadere che funzionari dello Stato (membri della polizia penitenziaria), pur sapendo dell’esistenza di telecamere di sorveglianza, abbiano messo in atto quegli orribili “trattamenti inumani e degradanti”? Quegli stessi che un legale della difesa ha definito pudicamente “forse eccessivi”.
di Sandro Gugliotta*
Il Dubbio, 14 febbraio 2024
La situazione all’interno degli istituti penitenziari è diventata ormai insostenibile. Il focus che qui si intende porre non è sulle condizioni dei detenuti ma sulle condizioni di lavoro in cui operano i Funzionari Contabili. Nessuno ne parla, nessuno sa chi sono questi funzionari dello Stato che si occupano di fare girare la macchina economica e finanziaria del carcere. Gestione del patrimonio, gestione dei capitoli di bilancio su cui arrivano i fondi del ministero della Giustizia e con cui provvedere a tutti gli acquisti necessari alla vita dell’istituto, sempre attraverso il mercato elettronico della Pubblica amministrazione.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 14 febbraio 2024
Senato, passa il ddl Nordio con lo stop all’abuso d’ufficio. Il via alla “legge bavaglio”. “Alla (quasi) abolizione dell’abuso d’ufficio”: il disegno di legge Nordio è appena passato al Senato con i 146 sì di maggioranza più Iv e Azione, e i 56 no di Pd, M5S e Avs, quando il Guardasigilli brinda “a spritz”, alla buvette, con il ministro leghista Roberto Calderoli e il collega sottosegretario Andrea Ostellari e il viceministro forzista Francesco Paolo Sisto. Ora resta da affrontare la Camera. “Ma andremo avanti, fino in fondo, costi quel che costi”, assicura il Guardasigilli mentre l’Aula riprende la corsa a perdifiato. E dà il via anche alla cosiddetta “legge bavaglio” che limita la pubblicazione delle intercettazioni contenute nelle richieste di rinvio a giudizio.
di Valentina Stella e Simona Musco
Il Dubbio, 14 febbraio 2024
Via libera a Palazzo Madama con 104 sì e 56 no, il provvedimento ora passa alla Camera. Abolizione dell’abuso d’ufficio e stretta alle intercettazioni, ecco le novità.Sì del Senato, con 104 voti favorevoli e 56 contrari, al ddl Nordio, riguardante modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento giudiziario e al codice dell’ordinamento militare. Il ddl abolisce innanzitutto il reato di abuso d’ufficio. Inoltre prevede una stretta sulla pubblicazione delle intercettazioni e una serie di novità sulla custodia cautelare.
di Edmondo Bruti Liberati
La Stampa, 14 febbraio 2024
Il Senato ha approvato, in prima lettura, il Disegno di legge Nordio, ennesima “riforma epocale” della giustizia penale. Un ulteriore capitolo della bulimia legislativa che ha caratterizzato ormai da anni governi di diverso colore. La novità recente, il Ddl Nordio ne è l’ultimo (per ora) clamoroso esempio, è nelle riforme che giustappongono proclamata istanza “garantista” e concreta attuazione del populismo punitivo.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 14 febbraio 2024
Abuso d’ufficio cancellato, traffico d’influenze ridotto ai minimi termini, limiti alla pubblicazione delle intercettazioni (e alla possibilità di citarle negli atti), inappellabilità delle sentenze di proscioglimento per una serie di reati. E soprattutto un depotenziamento delle misure cautelari a tutto vantaggio dei colletti bianchi. Ecco la “(contro)riforma Berlusconi” della giustizia penale, il pacchetto di norme “garantiste” presentato - dopo mesi di annunci - dal Guardasigilli Carlo Nordio e dedicato dal governo al fondatore di Forza Italia appena scomparso. Come da anticipazioni, la bozza del disegno di legge in otto articoli è arrivata sul tavolo del pre-Consiglio dei ministri, la riunione tecnica di mercoledì mattina che ha anticipato il Cdm, in programma giovedì alle 18. Su RaiNews24 il viceministro azzurro di via Arenula, Francesco Paolo Sisto, ex avvocato di Berlusconi, dice che la riforma “è stata studiata e calibrata nel tempo, con la diretta partecipazione” dell’uomo di Arcore, che “ha subito tanto, troppo, a causa della giustizia” (sic).
di Annachiara Valle
Famiglia Cristiana, 14 febbraio 2024
Ogni anno in Italia quasi mille imputati finiscono in carcere per poi essere assolti. “Troppi gli sbagli nel corso delle indagini”, spiega la Garante dei detenuti, “per questo servono maggiori tutele e garanzie”. Se le statistiche saranno rispettate, Beniamino Zuncheddu è stato il primo di altri sei innocenti che ritroveranno la libertà in questo 2024. In media sette l’anno sono, infatti, gli errori giudiziari, cioè i casi di chi, dopo essere stato condannato in via definitiva, viene assolto nel processo di revisione. A gennaio, a vedersi riconosciuta l’innocenza, è toccato al pastore sardo che ha passato 32 anni in cella. Condannato all’ergastolo con l’accusa di essere l’autore della strage di Sinnai (Cagliari) dell’8 gennaio del 1991, è entrato in carcere a 27 anni e ne esce a 59. Una vita distrutta. Una storia clamorosa, la più lunga tra gli errori giudiziari riconosciuti, che ha subito suscitato dibattito.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 14 febbraio 2024
Il pubblico ministero del processo contro Alessia Pifferi, accusata di aver fatto morire di stenti sua figlia, ha aperto un processo parallelo contro l’imputata, il suo avvocato e due psicologhe. La protesta di penalisti e operatori carcerari. È esplosiva la situazione al Palazzo di giustizia di Milano dopo l’iniziativa del pm Francesco De Tommasi sul caso di Alessia Pifferi, la donna sotto processo per omicidio pluriaggravato per aver lasciato morire di stenti, nel luglio 2022, la figlia Diana di 18 mesi, abbandonandola in casa per sei giorni. Il pm ha messo sotto indagine la legale dell’imputata, l’avvocato Alessia Pontenani, e due psicologhe del carcere di San Vittore che in una relazione avevano attestato un deficit cognitivo per Pifferi. La decisione ha spaccato la procura di Milano e ha prodotto la sollevazione di penalisti e operatori carcerari.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 14 febbraio 2024
Italiano, 64 anni, era in semilibertà. Si è tolto la vita nel pomeriggio di ieri nel carcere Don Bosco di Pisa. È il diciannovesimo suicidio nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno (l’ultimo caso domenica scorsa a Terni), una media che rischia di far diventare il 2024 l’anno più terribile di sempre per i sucidi tra le sbarre. Il recluso si trovava dallo scorso dicembre al Don Bosco, dove era arrivato in seguito a un trasferimento dal penitenziario Gozzini di Firenze. Era in regime di semilibertà, quindi poteva saltuariamente uscire durante la giornata. La sua pena sarebbe terminata nel 2027.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 14 febbraio 2024
Sasha Alexander, 38 anni. Ucraino, un lavoro regolare, una figlia e una moglie che lo aveva denunciato per maltrattamenti. Incensurato, Sasha, fino al momento in cui è finito in carcere per quelle violenze. È la sua la quinta lapide piantata a Montorio in due mesi. Sua la quinta vita che da quel carcere e dal mondo se n’è andata volontariamente. Ci aveva già provato Sasha a farla finita, tagliandosi la gola, l’8 gennaio. Ci è riuscito 11 giorni fa, impiccandosi in cella.
- Verona. “A Montorio manca tutto: medici, agenti e lavoro per i detenuti”
- Reggio Emilia. L’orrore nel carcere non diventi vuoto esercizio d’indignazione
- Siracusa. Giulio, ergastolano, da due mesi né cibo né acqua: “Basta, non voglio più vivere”
- Udine. Un sabato in carcere. Colloqui e disperazione
- Firenze. Sconto di pena al detenuto per carcere “disumano” (a Sollicciano)









