di Elisabetta Zamparutti*
L’Unità, 22 ottobre 2023
Viviamo un tempo che santifica il ritmo pressante, la risposta veloce e la performance efficiente. Nel tutto e subito di questo modo di vivere all’insegna del materialismo, chi si ferma è perduto. Fermarsi, meditare, può diventare finanche fatto eversivo. Accade in Cina, campione perverso di questa concezione che vuole esaurire nella produzione e riproduzione meccanica ogni forma di pensiero e di espressione.
di Edoardo Andrein
vipiu.it, 21 ottobre 2023
Il ministro Nordio non ha risposto alle nostre domande”. Il mensile Altreconomia ha svolto un’inchiesta intitolata “Fine pillola mai”, a firma di Luca Rondi, sull’abuso di psicofarmaci nelle carceri italiane. Tra salute mentale e controllo della popolazione detenuta, i dati inediti di 15 strutture penitenziarie italiane verranno presentati anche alla Camera dei Deputati.
di Frank Cimini
L’Unità, 21 ottobre 2023
Si apre uno spiraglio per il detenuto protagonista di un lunghissimo sciopero della fame contro il carcere duro. Se il Tribunale di sorveglianza dovesse accogliere la richiesta della Dna e della difesa, Cospito andrebbe nel regime di Alta sorveglianza. La decisione nei prossimi giorni.
Ristretti Orizzonti, 21 ottobre 2023
Una testimonianza del valore del volontariato carcerario, per i 100 anni di Sesta Opera San Fedele. A novembre 4 eventi, tra cui un incontro con i vertici dell’amministrazione giudiziaria nel carcere di San Vittore (sabato 11/11).
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 21 ottobre 2023
Per l’ex magistrato intervenuto nella discussione sul testo in Commissione giustizia, la riforma Nordio sarebbe “una riforma contro tutti e contro tutto”. L’abolizione del reato di abuso d’ufficio rappresenta “la discesa agli inferi dell’etica pubblica”. Parola di Roberto Scarpinato, ex procuratore generale di Palermo, attualmente senatore grillino e componente della Commissione giustizia di Palazzo Madama, che ha dunque deciso di ‘avvelenare i pozzi’ del dibattito parlamentare sulla riforma della giustizia voluta da Carlo Nordio ricorrendo a tali improbabili iperbole. Per Scarpinato, intervenuto questa settimana nella discussione generale sul testo in Commissione giustizia, la riforma Nordio sarebbe infatti “una riforma contro tutti e contro tutto”. L’abrogazione del reato di abuso di ufficio, in particolare, si porrebbe in contrasto con la proposta di direttiva europea sulla materia, rappresentando anche “una grave criticità per l’intero sistema Paese, come rilevato dal rapporto sullo Stato di diritto del luglio 2023 della Commissione europea che, su questo punto, ha espresso delle riserve nei confronti dell’Italia”. Le modifiche volute da Nordio, inoltre, sarebbero addirittura da ostacolo al contrasto della corruzione, “danneggiando lo Stato, la credibilità delle istituzioni” e al contempo con un “impatto devastante sulla tutela dei cittadini nei confronti degli abusi perpetrati da parte del potere”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 21 ottobre 2023
Era stato ritrovato impiccato un anno fa nella cella dell’istituto penitenziario sardo di Oristano. Sembrava un caso chiuso. Uno dei tanti suicidi che avvengono con un ritmo inquietante nelle nostre patrie galere. Ma ora la Procura, dopo una strenua battaglia legale, ha riaperto le indagini. Parliamo di Stefano Dal Corso, un detenuto trasferito temporaneamente dal carcere di Rebibbia in vista di un’udienza importante. Il 12 ottobre 2022 è stato trovato così morto nella sua cella. Sebbene ufficialmente sia stato dichiarato un suicidio, i dettagli circostanziali e le domande che aleggiavano nell’aria hanno sollevato una serie di interrogativi inquietanti.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 21 ottobre 2023
Per i familiari non si è suicidato: “Il giorno prima pestato dalle guardie penitenziarie”. L’uomo è stato ritrovato senza vita nell’istituto di Oristano a ottobre dell’anno scorso. Sempre negata l’autopsia. Il corpo è in una cella frigo del cimitero di Prima Porta. Da un anno c’è un corpo chiuso in una bara di zinco nella cella frigorifera del cimitero romano di Prima Porta. È il cadavere di Stefano Dal Corso. Oggi avrebbe avuto 43 anni e tra 10 giorni avrebbe finito di scontare la sua pena. Invece il 12 ottobre del 2022 è morto nel carcere di Oristano.
La Stampa, 21 ottobre 2023
Il detenuto romano aveva 42 anni ed era padre di una bimba, è morto il 12 ottobre del 2022 nel penitenziario di Oristano. “Voglio le prove. Mio fratello ha sofferto nella sua vita, ma non si è ucciso. Dovete indagare e lo dico a testa alta, davanti a tutti”. Marisa Dal Corso, la sorella di Stefano Dal Corso, il detenuto romano morto nel carcere di Oristano il 12 ottobre 2022 - dove era stato accompagnato per assistere a un’udienza che lo riguardava - in circostanze poco chiare, non si dà pace. E con lei l’avvocato di famiglia Armida Decina: “Ci troviamo a combattere per capire cosa sia realmente accaduto”, ha detto in una conferenza stampa alla Camera, dove il deputato Roberto Giachetti, assieme all’associazione Nessuno tocchi Caino e all’esponente radicale Rita Bernardini, ha presentato una interrogazione al ministro Nordio. “Le prove che a noi sono state fornite sono insufficienti - ha sottolineato Decina -, non possiamo accontentarci di quello che ci viene detto. Quando richiesi il fascicolo, io mi sono trovata una cartellina vuota: foto totalmente incomplete mentre è necessario vedere se sul corpo di Stefano non ci fossero altri segni. Mi si dice che accanto al corpo di Stefano c’era un taglierino, ma ancora oggi non ho alcuna immagine di quel taglierino...”. Il caso era stato archiviato come un suicidio nonostante non sia stata fatta un’autopsia. Adesso però è stata aperta una nuova inchiesta sulla base di nuove testimonianze.
di Andrea Pasqualetto
Corriere della Sera, 21 ottobre 2023
“Sono certa che non si suicidò”. Il racconto: “Un testimone dice che fu aggredito e poi venne inscenata l’impiccagione. E ci sono molte stranezze”. “Sono convinta che mio fratello non si sia suicidato. Per varie ragioni: perché non è mai stato depresso, per la dinamica dei fatti e perché ci sono dei testimoni che raccontano un’altra verità e il loro racconto mi sembra molto credibile”. Marisa Dal Corso come Ilaria Cucchi. Lei, con l’avvocata Armida Decina che l’assiste, e la battaglia per il fratello Stefano, trovato senza vita il 12 ottobre del 2022 nel carcere di Oristano. La magistratura archiviò il caso per suicidio: si sarebbe impiccato nella sua cella. Marisa non ha mai creduto a questa fine, ha fatto così la sua inchiesta e alla fine ha ottenuto la riapertura del caso da parte della procura di Oristano che al momento indaga contro ignoti.
di Alessia Truzzolillo
Corriere della Calabria, 21 ottobre 2023
La giovane si è rivolta all’autorità giudiziaria per avere verità sulle responsabilità dei medici di Rebibbia e del pm che non ha disposto l’autopsia. Quello che lei sa è che suo padre, già malato, si è sentito male ma per ore nessuno è intervenuto. Chiede chiarimenti, chiede di conoscere la verità sulla morte di suo padre avvenuta in carcere, a Rebibbia, il 14 ottobre scorso.
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