di Achille Saletti*
Il Fatto Quotidiano, 17 febbraio 2024
Senza ricorrere alla letteratura scientifica o agli studi di David Garland sulla correlazione tra il venire meno dei servizi di salute mentale ed il progressivo aumento di persone psichicamente instabili in galera, è sufficiente leggere un report o partecipare ad un qualsiasi convegno di medicina penitenziaria per rendersi conto del fatto che una fetta di popolazione carceraria, affetta da problemi seri di salute mentale, in galera non dovrebbe starci.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 17 febbraio 2024
Il muratore è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della 13enne di Brembate di Sopra, ma non ha mai potuto realmente confrontarsi con le prove. Massimo Bossetti, all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, non potrà analizzare quegli abiti della ragazzina su cui è stato trovato il suo dna e che lo hanno portato alla condanna. Con una decisione incongrua rispetto a pronunciamenti precedenti, la corte di Cassazione ha respinto la richiesta dei suoi avvocati.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 17 febbraio 2024
Lo sconto derivante dal rito ha natura sostanziale e il giudice non può procedere al calcolo partendo dall’ergastolo astrattamente comminato, ma applicato nella misura dei 30 anni. Per l’applicazione della disciplina della continuazione da parte del giudice dell’esecuzione va considerata come violazione più grave quella per la quale è stata “inflitta” la pena più grave, anche quando per alcuni reati si è proceduto con giudizio abbreviato. L’interpretazione normativa prevede, quindi, che quando per uno dei reati posti in continuazione a seguito dello sconto di pena derivante da giudizio abbreviato siano stati comminati trenta anni di reclusione al posto dell’ergastolo il giudice dell’esecuzione è tenuto a stabilire la pena conclusiva - in relazione a quelle relative a più fatti oggetto di condanna - fondando il calcolo aritmetico sulla base della pena scontata per poi procedere agli aumenti. Viene quindi escluso che il calcolo possa fondarsi sulle pene comminate “al lordo dello sconto” per il rito abbreviato per poi procedre alla riduzione di un terzo sulla somma di quelle che sarebbero state astrattamente comminate senza le riduzioni. Ciò deriva dalla natura sostanziale - e non meramente processuale - delle conseguenze per chi accede ai riti diversi da quello ordinario da cui derivino trattamenti sanzionatori più mitigati in termini di libertà personale. Il quadro di tali chiarimenti deriva dalla sentenza n. 7029/2024 depositata dalla Sezioni Unite penali della Corte di cassazione.
orizzontescuola.it, 17 febbraio 2024
Bussetti: “Valorizzare le persone che vivono e lavorano negli istituti penitenziari”. “Stiamo dando un segnale importante di attenzione della scuola e dei suoi professionisti al mondo delle carceri. Con il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, Prap, vogliamo dare nuove opportunità e valorizzare le persone che vivono e lavorano negli istituti penitenziari”. Con queste parole il direttore dell’Ufficio scolastico regionale per il Veneto, Marco Bussetti, ha inaugurato il percorso di formazione “Incontri regionali di formazione congiunta per personale dell’amministrazione scolastica e penitenziaria in servizio presso gli Istituti Penali del Veneto”.
di Marcello Pesarini*
Ristretti Orizzonti, 17 febbraio 2024
Il Garante dei detenuti delle Marche, Giancarlo Giulianelli, conferma le cifre che Sinistra Italiana Marche denuncia da anni, ma tira conclusioni diverse, insiste sul fatto che non bisogna abbassare la guardia. Vediamole: sovraffollamento delle carceri con 902 presenti per una capienza di 837 unità, situazioni più pericolose ad Ancona Montacuto e Pesaro. In crescita il clima di insofferenza fino agli ultimi incidenti nelle scorse ore a Marino del Tronto, Ascoli Piceno. Gli agenti di Polizia Penitenziaria sono 587 sui previsti 771.
di Maurizio Degl’Innocenti
ilpost.it, 17 febbraio 2024
È il più grande della Toscana e le sue condizioni igienico-sanitarie sono pessime: in sette hanno ottenuto sconti di pena per essere stati detenuti in condizioni “inumane e degradanti”. Mercoledì 14 febbraio Gafur Hasani, un uomo di 51 anni di nazionalità serba, è morto all’ospedale Careggi di Firenze. Da qualche settimana era in custodia cautelare nel carcere di Sollicciano, nella periferia ovest della città, accusato di rapina. Le circostanze della sua morte non sono chiare, si era sentito male il 31 gennaio nella sua cella e poi era svenuto. I compagni a quel punto avevano chiamato la sorveglianza e Hasani era stato trasferito in ospedale, ma nonostante l’assistenza medica non si è più risvegliato dal coma ed è morto circa due settimane dopo. Prima del 31 gennaio Hasani aveva scritto alcune lettere ai familiari in cui diceva che nella sua sezione c’erano spesso risse e aggressioni. I suoi avvocati hanno chiesto che venga disposta l’autopsia sul corpo.
rainews.it, 17 febbraio 2024
L’associazione Sbarre di Zucchero denuncia la drammatica situazione dei detenuti, e chiede aiuto e cooperazione alle istituzioni locali, sindaco Damiano Tommasi in testa. Giornata di protesta con presidio per denunciare una situazione sempre più difficile per gli istituti di pena italiani, dove, nei primi 45 giorni dell’anno ben 20 persone si sono tolte la vita.
di Domenico Cirillo
L’Unità, 17 febbraio 2024
Il presidente dell’Autorità garante nazionale dei detenuti Felice Maurizio D’Ettore ieri pomeriggio si è recato al carcere di Santa Maria Capua Vetere. La visita agli uffici giudiziari della cittadina casertana era in programma, ma è stata l’occasione per intervenire sul caso denunciato proprio ieri dal manifesto di un 21enne napoletano - M. C. - condannato a tre anni e quattro mesi per il furto di un Rolex ma in condizioni psichiatriche incompatibili con la carcerazione.
di Andrea Aversa
L’Unità, 17 febbraio 2024
Il prossimo 14 marzo è prevista l’udienza preliminare del processo. Gli agenti indagati sono accusati di tortura, lesioni e falso ideologico. È stato nominato dal presidente dell’Associazione Yairaiha ETS onlus. Quest’ultima è un’associazione che da anni si occupa e si preoccupa dei detenuti, dando sostegno alle famiglie e intervenendo su questioni riguardati i diritti degli stessi. L’avvocato Vito D. Cimiotta, si occuperà di costituire l’associazione stessa come parte civile nel procedimento penale che vede coinvolti a vario titolo diversi agenti della polizia penitenziaria del carcere di Reggio Emilia. La vicenda è esplosa dopo che sono diventate virali le immagini registrate dal sistema di video sorveglianza del penitenziario che hanno immortalato scene di vera mattanza.
di Paola Cioppi
Il Giorno, 17 febbraio 2024
Il progetto “Filodritto” che coinvolge una ventina di detenuti contribuisce a inserire il carcere in una rete di relazioni sul territorio. Un servizio di riparazione di capi di abbigliamento che parte dalla sartoria della Casa Circondariale Bassone di Como, e si rivolge al territorio. Si chiama “Filodritto” il progetto presentato ieri, che coinvolge una ventina di detenuti, uomini e donne, coordinato per CouLture Migrante dalla designer tessile Rachel Dobson.
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