di Simona Musco
Il Dubbio, 24 ottobre 2023
Una donna malata, una struttura sanitaria, i baschi verdi della Finanza e, oltre i cancelli, i giornalisti pronti a filmare tutto. L’ennesimo caso di giustizia spettacolo è quello di Silvana Saguto, ex presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, condannata in via definitiva - ma la pena va rideterminata - per la gestione dei beni confiscati. Un crimine terribile, il suo, che ha rovinato la vita di decine di famiglie. Ma terribile è anche la scelta consapevole di ledere la sua dignità, da cannibalizzare in diretta, nonostante i tentativi disperati del figlio di nascondere il volto della madre con il proprio corpo.
di Tiziana Roselli
Il Dubbio, 24 ottobre 2023
Zanettin (FI), promotore dell’incontro con Camera, e Costa (Azione): “Un algoritmo non può giustificare le intercettazioni”. Bazoli (Pd): “La decisione sia solo umana”. L’uso dell’intelligenza artificiale nella giustizia penale è argomento sempre meno circoscritto alla sola riflessione dei tecnici e sempre più rilevante anche agli occhi della politica: se n’è avuta una prova dal convegno promosso ieri al Senato dall’associazione Italiastatodidiritto. Agli studiosi provenienti da avvocatura, magistratura e accademia si sono uniti esponenti della politica: tutti convergenti sulla necessità di garantire i cittadini da possibili abusi della tecnologia in ambito giudiziario.
di Gabriella Stramaccioni*
Voci di dentro, 24 ottobre 2023
Fra le varie problematiche che ho dovuto affrontare nel mio ruolo di Garante dei diritti delle persone private della libertà personale quella relativa al vitto e sopravvitto per le persone detenuti è stata sicuramente la più emblematica di come funzioni il sistema penale. E’ necessario inquadrare il fenomeno e capire come funziona attualmente (spero ancora per poco) questo importante servizio all’interno degli istituti penitenziari.
di Andrea Cittadini
Giornale di Brescia, 24 ottobre 2023
Lo sfogo-appello è stato messo nero su bianco. “Non si può più far finta di ignorare le precarie condizioni detentive all’interno del carcere di Brescia. È una struttura vetusta e tra le più sovraffollate d’Italia” scrivono in una nota il presidente della Corte d’appello di Brescia Claudio Castelli e il procuratore generale Guido Rispoli. Stando agli ultimi dati a Canton Mombello i detenuti oggi sono 370 - “di 40 etnie diverse” viene ricordato - a fronte di un numero massimo di presenze che dovrebbe raggiungere quota 189. Da gennaio ad oggi - riferiscono i vertici della giustizia locale - da gennaio ad oggi sono stati 62 gli episodi di aggressioni verso altri detenuti, mentre 25 verso il personale.
di Brunella Giovara
La Repubblica, 24 ottobre 2023
“Così i ragazzi capiscono la vita dei reclusi”. L’ateneo propone un’esperienza simile a come vivono i detenuti di San Vittore: “Un’esperienza forte e nessuno è preparato”. Provate dunque voi, a stare un po’ dentro questa cella da 2 per 4 metri tutto compreso, e si intende il cesso, altra parola non c’è. “Esperienza immersiva”, dura 5 minuti ma bastano per capire qualcosa. Tipo: in quattro qui non ci si sta. Eppure, ci si sta eccome, nelle carceri italiane che scoppiano di detenuti. Come, lo sanno solo loro, che quando uno si alza gli altri devono stare in branda, e se proprio vuole allargare le braccia - di fronte alla miseria in cui vive - deve calcolare bene il dove e il quando (sul lato lungo, sempre che nel frattempo uno degli altri non si sia alzato).
lapresse.it, 24 ottobre 2023
La Fondazione Atena Donna prosegue il suo percorso legato alla prevenzione e agli screening nelle case circondariali femminili, che si sviluppa con una presenza capillare e continuativa sul territorio nazionale, grazie al protocollo sottoscritto dalla Presidente con il Ministero della Giustizia e il Dap (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), presieduto da Giovanni Russo. Durante ogni incontro con le donne ristrette vengono fornite informazioni sull’importanza della prevenzione ed effettuati screening per le varie patologie femminili e non solo, affiancando il Sistema Sanitario operante all’interno delle carceri.
di Sara De Carli
vita.it, 24 ottobre 2023
Da una parte i matti, dall’altra i cattivi: sembrava una scommessa ardita quella che per due anni ha portato i pazienti del Centro Diurno Il Camaleonte di Fondazione Sacra Famiglia dentro il carcere di Opera. Invece hanno vinto la tenerezza e la verità delle relazioni. Un progetto unico, raccontato con uno spettacolo ad alto impatto emotivo. Una cosa sola c’è da dire, basta e avanza. Una persona - scontata la sua pena - è uscita dal carcere dopo, pur di concludere il progetto e mantenere fede alle relazioni avviate lì: “Prima finisco il percorso, poi esco. Non posso sparire da un giorno all’altro”, ha detto. Ardito, improbabile, unico nel suo genere, surreale: anzi, meraviglioso. Sono questi gli aggettivi che descrivono il progetto “Emozioni all’Opera”, che per due anni ha coinvolto una ventina di detenuti del carcere di Opera e cinque pazienti del Camaleonte, il centro diurno psichiatrico di Fondazione Sacra Famiglia. “Ci differenzia la pena, ma ci accomuna la sofferenza”, hanno detto i partecipanti-attori nell’originale e intenso spettacolo con cui hanno raccontato il progetto.
di Marco Pederzoli
Il Resto del Carlino, 24 ottobre 2023
Capi di abbigliamento per frati francescani, come il tipico saio, realizzati in carcere. È ciò che accade alla Casa Circondariale di Castelfranco Emilia, al momento l’unica in Italia ad essersi specializzata in questa attività. A confermarlo è i Confcooperative, che spiega: “L’iniziativa è della cooperativa sociale Giorni Nuovi di Modena (aderente a Confcooperative Terre d’Emilia), costituita nel 2015 da cinque persone che prestano volontariato nelle carceri modenesi da una dozzina d’anni”. Il presidente di Giorni Nuovi Francesco Pagano spiega: “Un detenuto originario del Gambia, che nel suo paese aveva imparato il mestiere di sarto, confeziona il saio francescano in collaborazione con due sarte volontarie. Il tessuto lo compriamo a Modena e Carpi, i clienti invece sono frati di vari conventi italiani.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 24 ottobre 2023
Il vescovo Solmi presenta “Oltre le sbarre i nostri volti”, una giornata di sensibilizzazione verso il mondo carcere, organizzata per il 29 ottobre. Per una settimana eventi e appuntamenti. “È la risposta a una sollecitazione di interesse sull’universo carcerario, ma anche una naturale continuazione del nostro lavoro: a Parma abbiamo un carcere particolare sia per la sicurezza sia per la presenza, ci sono circa mille detenuti…”. Così monsignor Enrico Solmi, vescovo di Parma, racconta a Vatican News l’idea che ha spinto all’organizzazione di “Oltre le sbarre i nostri volti”, una giornata di sensibilizzazione della comunità verso il mondo carcere, organizzata dalla diocesi per il 29 ottobre.
di Francesca Mari
Il Mattino, 24 ottobre 2023
Alla Casa Circondariale di Aversa, il primo progetto di “giustizia riparativa” per adulti. Sono usciti dal carcere per quattro giorni, per un campo di “giustizia riparativa” che si è concluso con la scalata alla vetta del Vesuvio, in segno di “redenzione”. Non avevano “lacci” né guardie penitenziarie a seguito, nessuno ha fatto passi falsi. Anzi, si sono commossi ed hanno riflettuto tanto. Si tratta degli otto carcerati della casa circondariale di Aversa, protagonisti della prima edizione nazionale del progetto “Libera Espressione”, promosso da Libera Campania, coordinato da Antonio D’Amore, Marilù D’Angelo, Barbara Pucello delle segreterie regionale e nazionale e Bruno Vallefuoco Libera Memoria. Il progetto, durato sei settimane, è stato realizzato in collaborazione con Il Garante delle persone private della libertà della Regione Campania, con l’Ufficio del magistrato di sorveglianza, Tribunale di Napoli, dottor Francesco Chiaromonte.
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