di Grazia Zuffa
Il Manifesto, 25 ottobre 2023
Nel 2022, 85 persone detenute in carcere si sono tolte la vita, 80 uomini e 5 donne, su una popolazione di circa 55.000 detenuti: il dato più elevato degli ultimi dieci anni. Nel 2010, il Comitato Nazionale per la Bioetica rivolse l’attenzione al fenomeno dei suicidi in carcere, considerando i dati allarmati allora a disposizione del Comitato per il 2009: 72 suicidi su una popolazione di 60.000 detenuti. Dunque, a distanza di oltre un decennio, la questione è ancora lì, in tutta la sua drammaticità.
di Angela Stella
L’Unità, 25 ottobre 2023
Antipsicotici utilizzati 5 volte di più che all’esterno, ma i detenuti con diagnosi psichiatrica grave sono meno del 10%. Consumo elevato anche negli istituti per minori. “Nordio che dice?”. È pari a due milioni di euro la spesa in psicofarmaci somministrati nelle strutture detentive italiane nel 2022. Soprattutto antipsicotici, il 60% del totale, prescrivibili per gravi patologie come il disturbo bipolare e la schizofrenia e utilizzati cinque volte di più rispetto all’esterno.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 25 ottobre 2023
Nel suo rapporto sulla nuova Rems “Santa Maria” a Calice al Cornoviglio, in Liguria, il Garante evidenzia la necessità di un approccio sistemico nella gestione dei ristretti “sine titulo”. Nel contesto delle misure di sicurezza psichiatriche in Italia, l’apertura della Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) “Santa Maria” a Calice al Cornoviglio, Liguria, solleva importanti questioni riguardo all’approccio alla detenzione e alla presa in carico dei pazienti affetti da disturbi mentali. Il rapporto del Garante nazionale delle persone private della libertà fornisce un’analisi critica di questa nuova struttura e sottolinea le sfide legate all’illegittima detenzione e alla necessità di un approccio sistemico nella gestione delle persone ristrette “sine titulo”. Parliamo delle visite effettuate nei giorni dal 27 al 29 aprile 2023 dalla delegazione - purtroppo uscente - del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale composta da Mauro Palma, presidente, Daniela de Robert ed Emilia Rossi, componenti del Collegio, Federico Cilia, componente dell’Ufficio.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 25 ottobre 2023
La svolta annunciata dal capo del Dap. Resta il divieto di contatti con l’esterno, ma saranno cancellati i divieti inutilmente vessatori, come quelli sui libri o sul cibo. Un nuovo 41 bis in arrivo. La notizia è che (finalmente) sarà cambiato in meglio. Tradotto: resta l’isolamento dei detenuti, resta un numero ridotto di colloqui. Resta la ragione per cui la norma è stata inventata: spezzare le catene tra il boss e la sua organizzazione criminale, tra il terrorista e la sua cellula. Saranno eliminati, però, almeno in gran parte, quei corollari che rendono odioso il carcere duro. Attualmente il detenuto al 41 bis può avere massimo 3 libri in cella, non può fare sport (a meno che non lo faccia nella minuscola cella in cui è escluso), non può comprare alcuni alimenti. La lista è lunga - basti pensare che all’anarchico Alfredo Cospito, al quale il 41 bis è stato per l’ennesima volta confermato - è stato vietato di tenere in cella la foto dei genitori. Bene: questa lista sarà cancellata, o assottigliata il più possibile.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 25 ottobre 2023
Entro il 2 novembre la commissione Giustizia dovrà esprimere il parere sulla terna proposta dal governo. Il M5S conferma il suo appoggio al centrodestra, come a Palazzo Madama.
di Errico Novi
Il Dubbio, 25 ottobre 2023
Ultimi ritocchi alla legge che era tra gli obiettivi del ministro: lunedì sera la “benedizione” di Meloni nel vertice sulla giustizia a Palazzo Chigi. Dal punto di vista dell’opposizione, per esempio di Debora Serracchiani, l’interesse di Giorgia Meloni per la giustizia è “strumentale”, è un “aggrapparsi a provvedimenti bandiera per mascherare i passi falsi”.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 25 ottobre 2023
Regge l’alleanza FdI-Lega e resta isolata Forza Italia nella persona del viceministro Francesco Paolo Sisto. Due vertici sulla giustizia in 48 ore per trovare una concordia che non c’è. Lunedì i responsabili Giustizia dei partiti di maggioranza sono stati accolti da Giorgia Meloni a palazzo Chigi, con il ministro Carlo Nordio nella veste di osservatore. Ieri nuovo round, sulla prescrizione. Ma è stata fumata nera perché non si è arrivati a una sintesi dentro la maggioranza. E però le cose camminano lo stesso. Sulla prescrizione regge l’alleanza FdI-Lega e resta isolata Forza Italia nella persona del viceministro Francesco Paolo Sisto. Se però non interverranno improbabili novità da parte del ministero della Giustizia, sarà vincente l’ipotesi FdI-Lega che è farina del sottosegretario Andrea Delmastro e di Giulia Bongiorno.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 25 ottobre 2023
Il guardasigilli al Salone della Giustizia: “Non esiste il diritto creativo”. Un messaggio all’Anm dopo la delibera a tutela dei magistrati che disapplicano il dl Cutro? Forse non è stato un caso che a due giorni dalla delibera dell’Associazione nazionale magistrati di convocazione di un’assemblea generale con all’ordine del giorno “gli attacchi alla giurisdizione e la pesante denigrazione dei singoli magistrati che hanno adottato provvedimenti in materia di protezione internazionale”, sconfessando il decreto Cutro, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenendo questa mattina dal Salone della Giustizia, abbia usato parole niente affatto pacificatrici.
di Mariano Croce*
Il Domani, 25 ottobre 2023
Sarebbe ora di uscire dalle secche di una tripartizione dei poteri da manuale di primo Novecento e riconoscere l’attività di un corpo, quello della magistratura, che, nel bene e nel male, opera da supplente di un Parlamento che da decenni aggira bellamente le urgenze segnalate dalle Corti. Da decenni il dibattito italiano sulla riforma della Costituzione s’incarognisce sul tema dei poteri dell’esecutivo, ritenuto troppo esposto alla volubilità delle maggioranze parlamentari. Nei quartieri della destra (ma non solo) si auspica quindi un premierato forte o persino il presidenzialismo. A questa devozione per la stabilità, come per un istinto pavloviano, si associa il richiamo al ruolo della magistratura quale “bocca della legge”.
di Guido Salvini*
Il Dubbio, 25 ottobre 2023
Con l’imminente entrata nel vivo della discussione sulla separazione delle carriere sarà inevitabile il riaccendersi della più che trentennale guerra tra politica e magistratura, non esclusi “scioperi” indetti dall’Anm. Non vi è da stupirsi perché la Anm funziona come un partito e, anche, dopo la vicenda Palamara, le sue correnti “producono” quasi tutti i consiglieri del Csm, che a sua volta funziona come una “terza camera”. Uno stato di conflitto permanente quindi tra poteri dello Stato in cui il contendente non previsto, la Anm, con i suoi esponenti di spicco e i suoi organi di informazione, si muove praticamente alla pari con il potere politico.
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