di Alberto Riccadonna
vocetempo.it, 26 ottobre 2023
Quante volte la scuola ha fallito proprio con i ragazzi che avevano più bisogno? L’interrogativo incombe sull’importante libro “E-mail a una professoressa” (ed. Effatà) che il frate francescano Beppe Giunti e la giornalista Marina Lomunno, coordinatrice redazionale del nostro settimanale “La Voce e Il Tempo”, stanno portando in questi giorni nelle librerie.
di Linda Laura Sabbadini
La Repubblica, 26 ottobre 2023
Per i dati Istat sono 5,6 milioni nel 2022: 357mila in più rispetto all’anno precedente. E le politiche del governo per aiutarli sono inefficaci. I poveri assoluti, i più poveri tra i poveri, aumentano ancora, 357mila in più nel 2022, per un totale di 5 milioni 674mila. Uomini e donne, italiani e stranieri, al Sud e al Nord crescono. Ma le politiche contro la povertà arretrano. C’è da preoccuparsi seriamente.
di Chiara Saraceno
La Stampa, 26 ottobre 2023
All’interno di quel 63 per cento di famiglie che fatica a arrivare a fine mese, secondo i dati Eurostat pubblicati qualche giorno fa, ci sono quelle che proprio non ce la fanno. La povertà assoluta si sta rivelando nel nostro paese un fenomeno difficile da scalfire nonostante la ripresa dell’occupazione dopo gli anni bui della lunga crisi finanziaria e poi del Covid. Anzi, a fronte di una stabilità della povertà relativa, nel 2022 è ulteriormente aumentata di mezzo punto percentuale rispetto al 2021, passando rispettivamente dal 7,7 all’8,3 per cento delle famiglie e dal 9,1 al 9,7 per cento degli individui. Il peggioramento ha riguardato tutte le ripartizioni territoriali, ma è stato particolarmente accentuato nel Mezzogiorno, a conferma della maggiore difficoltà che incontra la ripresa in quelle regioni. Secondo l’analisi dell’Istat, questo peggioramento è dovuto in grande parte all’inflazione, che ha colpito più duramente le famiglie economicamente più modeste. Il peggioramento sarebbe stato ancora maggiore se non fossero intervenute le misure prese dal governo Draghi, poi confermate da quello Meloni. Istat stima che i bonus sociali per l’energia e il gas - fortemente potenziati nel 2022, sia nell’importo sia nella platea dei beneficiari - abbiano contribuito a contenere la crescita della povertà assoluta di sette decimi di punto. Vale la pena di segnalare che per tutto il 2022 era ancora in vigore il Reddito di Cittadinanza, che ha avuto un ruolo importante nel contenere sia l’incidenza sia l’intensità della povertà assoluta. Questo ammortizzatore è stato indebolito ed eliminato per alcune fasce della popolazione povera già nel 2023 e, dal 2024, rimarrà in vigore solo per alcune categorie, in primis le famiglie con figli minorenni.
di Andrea Cegna
Il Manifesto, 26 ottobre 2023
Gravi mancanze sanitarie, ma anche percosse, deportazioni in paesi in cui non si è mai vissuto, assenza di cibo e indisponibilità di coperte e biancheria intima. Il report denuncia la violazione dei diritti di chi viene rinchiuso nel centro milanese. “Quel che accade dentro il Cpr di Milano, purtroppo, non ci racconta di un caso di mala gestione ma di un qualcosa di strutturale che ritroviamo in tutti questi luoghi in Italia” dice Nadia dell’associazione Naga e della rete Mai Più Lager - No ai Cpr. L’occasione è quella della conferenza stampa di presentazione del report-denuncia curato dalle due realtà è intitolato Al di là di quella porta - Un anno di osservazione dal buco della serratura del Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Milano.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 26 ottobre 2023
A maggio 2021 Moussa Balde si era tolto la vita nella struttura detentiva torinese. Era recluso nel reparto d’isolamento dell’Ospedaletto. Omicidio colposo. È l’accusa che la procura di Torino muove a direttrice e medico del Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Corso Brunelleschi dove il 23 maggio 2021 si è tolto la vita Moussa Balde. Il ragazzo aveva appena 23 anni, era originario della Guinea ed era stato portato nella struttura detentiva dopo aver subito un’aggressione, ripresa da un video diventato virale, a Ventimiglia. La sua unica colpa: non avere i documenti in regola. La terza richiesta di rinvio a giudizio avanzata dai pm riguarda un ispettore di polizia a cui sono contestati i reati di falso ideologico e favoreggiamento. Per il direttore dell’ufficio immigrazione e altri due agenti, invece, i magistrati chiedono l’archiviazione. L’ipotesi di reato era sequestro di persona.
di Gaetano De Monte
Il Domani, 26 ottobre 2023
Secondo i dati più aggiornati del ministero dell’interno che risalgono alla fine di luglio, negli ultimi 9 anni più di 111mila bambini stranieri non accompagnati da nessun adulto di riferimento, familiare o genitore, hanno raggiunto l’Italia intraprendendo viaggi pericolosi via mare. Secondo i dati più aggiornati del ministero dell’Interno che risalgono alla fine di luglio, negli ultimi 9 anni più di 111mila bambini stranieri non accompagnati da nessun adulto di riferimento, familiare o genitore, hanno raggiunto l’Italia intraprendendo viaggi pericolosi via mare.
di Viola Giannoli e Liana Milella
La Repubblica, 26 ottobre 2023
Battaglia in Senato sul decreto Caivano. Il Csm chiamato a dare un parere: il vicepresidente Pinelli si astiene. Via la lieve entità dalla legge sugli stupefacenti se c’è spaccio, anzi no. Sul blitz di Fratelli d’Italia per cancellare dal Testo unico sugli stupefacenti l’attenuante alla cessione di droga in alcune circostanze il governo dà prima parere favorevole e poi fa dietrofront.
di Gianfranco Pasquino*
Il Domani, 26 ottobre 2023
Agli israeliani non manca l’intelligenza politica per capire che questo ennesimo conflitto è di tipo superiore ai precedenti e che la vittoria sul campo non sarà sufficiente. Le opinioni pubbliche da sole non vincono le guerre. Possono, però, farle perdere. Senza il sostegno dell’opinione pubblica ucraina e delle opinioni pubbliche europee e degli Usa, il presidente Zelensky avrebbe già dovuto cedere all’aggressione russa. Se in Russia fosse possibile la formazione di un’opinione pubblica, Putin avrebbe incontrato fin dall’inizio molte difficoltà a lanciare la sua “operazione militare speciale”; ancora più numerose difficoltà avrebbero fatto la loro comparsa nel mantenerla di fronte agli evidenti insuccessi. Da parte sua impedire e bloccare le informazioni su quel che (non) succede sul territorio ucraino è la logica conseguenza del timore di reazioni dell’opinione pubblica che ricevesse quelle informazioni.
di Liana Milella
La Repubblica, 25 ottobre 2023
“Ma non serve, 9.000 detenuti posso scontare pene sostitutive”. Il Guardasigilli pensa al riutilizzo degli edifici militari dismessi. Il professor Gatta replica: “Già 1.200 carcerati pagano il loro debito con la giustizia fuori dalla prigione con pene sostitutive. Va applicata meglio la riforma Cartabia”. Le carceri scoppiano. E questa non è affatto una novità. Lo si sa, lo si dice e lo si denuncia da sempre. Oggi sono 58.987 i detenuti distribuiti in 189 penitenziari a fronte di una capienza di 51.285 posti effettivi. Sovraffollamento. Rivolte. Suicidi, 39 finora nel 2023, 85 l’anno scorso. Eppure, in via Arenula c’è un’importante novità. Perché ci sono anche 1.200 persone, a oggi, che stanno scontando la pena fuori dal carcere grazie alle nuove pene che possono sostituire quelle detentive brevi introdotte con la riforma di Marta Cartabia, che andava sempre dicendo, da ministra della Giustizia, che la Costituzione parla di pene al plurale, e non solo di carcere.
di Valter Vecellio
huffingtonpost.it, 25 ottobre 2023
Il presidente della Repubblica inviava alle Camere un messaggio sulle condizioni di vita in cui sono costretti detenuti, agenti di custodia e l’intera comunità penitenziaria, cercando di far uscire il Parlamento dalla sua pervicace e oziosa indolenza. Invano. Dolce e beato Paese, l’Italia che ogni giorno celebra e ricorda ogni tipo di anniversario, una “giornata”, una settimana, una ricorrenza. Tanti, fatalmente di qualcuno se ne smarrisce memoria. Si è vittima di malizia se si osserva che se ne è dimenticato uno, giusto dieci anni fa? Il presidente della Repubblica in carica è Giorgio Napolitano. Decide di avvalersi di una sua prerogativa, prevista nel secondo comma dell’articolo 87 della Costituzione: la facoltà di inviare messaggi, nella forma più solenne, al Parlamento. Quello che Napolitano invia a senatori e deputati riguarda le carceri: le condizioni di vita in cui sono costretti detenuti, agenti di custodia e l’intera comunità penitenziaria.
- Suicidi in carcere. Il tempo vuoto di senso della pena
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- Garante dei detenuti, si vota senza audizioni. Il niet alla Camera come al Senato











