La Repubblica, 24 ottobre 2023
Oggi pomeriggio alla Camera dei deputati la presentazione dell’inchiesta sull’abuso di psicofarmaci nei penitenziari italiani. Dati inediti ottenuti quantificano in due milioni di euro la spesa per ansiolitici, antidepressivi e sedativi. Oggi, martedì 24 ottobre alle 16, in una sede della Camera dei deputati (in via della Missione 4) c’è la presentazione dell’inchiesta di Altreconomia “Fine pillola mai”, firmata da Luca Rondi.
di Liana Milella
La Repubblica, 24 ottobre 2023
Luciano Violante è stato presidente della Camera e anche magistrato e ha fatto tre anni di volontariato in prigioni di Bari e Trani: “Mi hanno sempre colpito la sofferenza dei detenuti e il malessere del personale, spesso esposto a rischi gravi”
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 ottobre 2023
L’anarchico resta al “carcere duro”, anche se la Dna e gli organi centrali di polizia avevano dato parere positivo. L’anarchico Alfredo Cospito rimane al regime 41 bis. Il tribunale di Sorveglianza di Roma ha respinto la richiesta di revoca del carcere speciale andando contro il parere della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Una decisione inaspettata, che ha colto di sorpresa anche l’avvocato Flavio Rossi Albertini, soprattutto dopo il parere netto da parte della Dna.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 24 ottobre 2023
Secondo il Tribunale di Sorveglianza di Roma il parere positivo alla revoca espresso dalla Dda non è coerente. Il detenuto Alfredo Cospito resta al 41 bis. Lo ha stabilito il Tribunale di sorveglianza di Roma che non ha condiviso il parere favorevole alla revoca del regime di “carcere duro”, cui l’anarchico è sottoposto da 17 mesi, espresso dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo (Dna) e da alcuni organi di polizia durante la precedente udienza. Per i magistrati di Sorveglianza il 57enne pescarese, recluso nel carcere di Sassari dove sta scontando una condanna a 23 anni per “strage” in relazione all’attentato dinamitardo commesso nel 2006 contro la Scuola allievi carabinieri di Fossano, ha dimostrato di avere ancora un’”estrema pericolosità” di infuocare “gli animi delle formazioni anarchiche”. E lo ha fatto proprio con la “clamorosa” iniziativa dello sciopero della fame durata sei mesi (dall’ottobre 2022 all’aprile 2023), che ha peraltro bucato il silenzio stampa di solito riservato ai tanti detenuti che intraprendono questo tipo di proteste, perfino quando ne rimangono vittime.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 24 ottobre 2023
Le Rems, ex ospedali psichiatrici giudiziari, dovrebbero accogliere i malati psichici “socialmente pericolosi”: sottodimensionate da inadempienti Regioni, non assolvono alle richieste dei tribunali. Non che ci volesse chissà quale Cassandra, bastava una qualunque persona non adusa a farsi solo il segno della croce per temere che prima o poi ci scappasse il morto: in questo caso una donna, Marta Di Nardo, fatta a pezzi dallo schizofrenico vicino di casa Domenico Livrieri, che da marzo 2022 non era dove sarebbe dovuto stare per i magistrati, e cioè in una Rems, “per mancanza di disponibilità nonostante i ripetuti solleciti del pm alle autorità di competenza”, come constata nella convalida dell’arresto la gip Alessandra Di Fazio.
di Liana Milella
La Repubblica, 24 ottobre 2023
“Riforme per efficienza e non contro magistrati”. La premier fa un punto sul cronoprogramma a Palazzo Chigi. Nordio annuncia di voler ridurre del 90% l’arretrato civile. Alleati ancora divisi sulla prescrizione, previsto nuovo incontro in via Arenula. “Facciamo le riforme non contro la magistratura, ma per rendere efficiente il sistema”. E ancora: “Serve maggiore dialogo per fare le riforme”. E poi: “Siate compatti, confrontatevi sugli emendamenti”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 24 ottobre 2023
In mille scrivono a governo e Parlamento contro la separazione delle carriere. 1.028 toghe in servizio hanno firmato una petizione contro la separazione delle carriere in magistratura, inviandola alle massime istituzioni del paese: “Il pm finirebbe sotto il controllo dell’esecutivo”. La lezione (dimenticata) di Giovanni Falcone. La separazione delle carriere nella magistratura è sparita per il momento dall’agenda politica (rinviata a dopo la grande riforma costituzionale sulla forma di governo), ma il solo pensiero è sufficiente a spingere le toghe a non dormirci la notte. Così, oltre mille magistrati, per la precisione 1.028 (527 giudici civili e penali, 471 pubblici ministeri e 30 magistrati tirocinanti), hanno deciso di sottoscrivere una petizione contro la separazione delle carriere e di spedirla alla premier Meloni, al ministro della Giustizia Nordio, ai presidenti delle commissioni Giustizia e ai presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato. Un intervento a gamba tesa nella politica, alla faccia della separazione dei poteri.
di Andrea Mirenda*
Il Dubbio, 24 ottobre 2023
Lo scontro interno all’Anm sul caso Apostolico mette in luce ancora una volta il “nominificio”, il vero nucleo degli interessi coltivati al Consiglio superiore della magistratura. Il ruvido scambio di gentilezze tra Area e Magistratura indipendente, quanto alla mancata adesione della seconda al comunicato unitario del Cdc di solidarietà alla collega Apostolico, getta luce una volta di più - se mai ve ne fosse bisogno - sul vero nucleo degli interessi coltivati al Consiglio superiore della magistratura. Parliamo del nominificio.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 ottobre 2023
Caso Apostolico, Magistratura indipendente non vota la delibera sulle toghe “sotto attacco”. Col plauso della Lega. Non era mai successo che una corrente dell’Associazione nazionale magistrati spaccasse il “sindacato” delle toghe e un partito intervenisse ufficialmente applaudendo a quanto accaduto. Il tutto si è verificato durante l’ultimo Cdc dell’Anm.
di Simona Musco
Il Dubbio, 24 ottobre 2023
Una donna malata, una struttura sanitaria, i baschi verdi della Finanza e, oltre i cancelli, i giornalisti pronti a filmare tutto. L’ennesimo caso di giustizia spettacolo è quello di Silvana Saguto, ex presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, condannata in via definitiva - ma la pena va rideterminata - per la gestione dei beni confiscati. Un crimine terribile, il suo, che ha rovinato la vita di decine di famiglie. Ma terribile è anche la scelta consapevole di ledere la sua dignità, da cannibalizzare in diretta, nonostante i tentativi disperati del figlio di nascondere il volto della madre con il proprio corpo.
- “L’IA è una risorsa, ma la giustizia penale esige cautela e rispetto dei diritti”
- Roma. Cibo scadente, caffè fatto con i fondi e latte allungato con l’acqua. Così si mangia in carcere
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