di Francesca Mari
Il Mattino, 24 ottobre 2023
Alla Casa Circondariale di Aversa, il primo progetto di “giustizia riparativa” per adulti. Sono usciti dal carcere per quattro giorni, per un campo di “giustizia riparativa” che si è concluso con la scalata alla vetta del Vesuvio, in segno di “redenzione”. Non avevano “lacci” né guardie penitenziarie a seguito, nessuno ha fatto passi falsi. Anzi, si sono commossi ed hanno riflettuto tanto. Si tratta degli otto carcerati della casa circondariale di Aversa, protagonisti della prima edizione nazionale del progetto “Libera Espressione”, promosso da Libera Campania, coordinato da Antonio D’Amore, Marilù D’Angelo, Barbara Pucello delle segreterie regionale e nazionale e Bruno Vallefuoco Libera Memoria. Il progetto, durato sei settimane, è stato realizzato in collaborazione con Il Garante delle persone private della libertà della Regione Campania, con l’Ufficio del magistrato di sorveglianza, Tribunale di Napoli, dottor Francesco Chiaromonte.
garantedetenutilazio.it, 24 ottobre 2023
Una giuria sceglierà la migliore performance attoriale realizzata da una persona detenuta, nell’ambito di produzione cinematografica o audiovisiva o teatrale. “Rinnoverò al presidente Rocca, ma sarei felice se ne volessero fare interpreti il presidente Aurigemma e le consigliere e i consiglieri presenti, la proposta di un premio nazionale promosso dalla Regione Lazio per il teatro in carcere da intitolare al carissimo Cosimo Rega, formatosi come autore e attore teatrale nelle carceri di Rebibbia, che ha speso gli ultimi anni prima di detenzione poi in semilibertà a promuovere il teatro in carcere e la cultura della legalità nelle scuole di tutta Italia”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, durante la presentazione dell’ultima sua relazione annuale, lo scorso 7 luglio in sala Mechelli.
Corriere del Mezzogiorno, 24 ottobre 2023
La star inglese si esibì con una chitarra realizzata dai detenuti con il legno delle barche dei migranti: la clip dello show donata per finanziare il progetto “Metamorfosi” della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti. Sei mesi fa Sting ha suonato nel carcere di Secondigliano con una chitarra speciale, costruita con il legno delle barche usate dai migranti per arrivare in Italia. Ora quella clip, girata in occasione delle riprese del documentario “Posso entrare? An Ode to Naples”, per la regia di sua moglie Trudie Styler, isolata dal resto del progetto, sarà usata per finanziare il progetto “Metamorfosi”, idea della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti in collaborazione con la Fondazione di Comunità San Gennaro.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 24 ottobre 2023
Credo che noi italiani siamo bravissimi nell’arte dell’autodenigrazione. Sento spesso persone che commentano scoraggiate: tanto siamo gli ultimi, non c’è niente da fare. Per questo poi non vanno a votare. Ma se non hai un minimo di stima per te stesso, come pensi che possano averne gli altri?
di Giovanna Maria Fagnani
Corriere della Sera, 24 ottobre 2023
Il rapporto “Fare spazio alla crescita”, diffuso da Save the Children. Svantaggio educativo: maglia nera al Municipio 7. In Lombardia barriere all’inclusione per 1,8 milioni di giovani
di Giovanni Tizian e Nello Trocchia
Il Domani, 24 ottobre 2023
I documenti ottenuti da Domani rivelano i progetti per realizzare strutture circolari a moduli. Come i penitenziari. Ecco le località selezionate da Piantedosi e Crosetto: da Ferrara a Castel Volturno, da Bolzano ad Aulla in Toscana. Nel carcere di Santo Stefano è nato il manifesto di Ventotene, scritto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi: il documento ispiratore della nuova Europa. Il governo ha pensato bene di ripartire proprio da lì. Non da quel manifesto, scritto nel 1941, piuttosto da quel carcere, costruito come un panopticon, simbolo di controllo e oppressione dove il guardiano dal corpo centrale aveva la possibilità di monitorare ogni singolo detenuto.
di Giulia Merlo
Il Domani, 24 ottobre 2023
L’avvocatura dello Stato ha chiesto che il ricorso venga deciso dalle Sezioni Unite di Cassazione e motivato scrivendo che il decreto del governo che prevede la cauzione per i migranti sia applicativo della direttiva europea e non contrario, come invece sostenuto dai giudici siciliani. Dopo gli attacchi politici e lo scontro tra il centrodestra e la magistratura, il governo ha proceduto anche sul piano formale ad opporsi alla decisione del tribunale di Catania sulla questione dei migranti e dei Cpr.
di Giovanni Tomasin
Il Piccolo, 24 ottobre 2023
“I Cpr non funzionano”. Queste strutture “dovrebbero essere centri per il rimpatrio, ma in realtà quando anche in altri periodi, non è questa la prima volta, si sono prolungati i tempi di permanenza al loro interno la percentuale di coloro che poi vengono effettivamente rimpatriati non varia molto, rimane attorno al 50%. C’è un complessivo non funzionamento dello strumento”. Lo ha affermato il presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Mauro Palma, in visita oggi, lunedì 23 ottobre, a Trieste. I Cpr, ha spiegato, “devono essere ristretti a quelle situazioni in cui si ha realmente una prospettiva di rimpatriare”.
di Enrico Franceschini
La Repubblica, 24 ottobre 2023
Ecco chi ha fallito e chi potrebbe aspirare a diventarlo. Se Hamas verrà effettivamente sconfitta, il passaggio successivo sarà trovare una leadership autorevole che guidi la nuova fase. Ma il compito è arduo. Nel migliore dei mondi possibili, Israele riuscirà a smantellare Hamas da Gaza minimizzando le perdite fra i civili e gradualmente a restituire la striscia all’Autorità Nazionale Palestinese (Anp), il “governo” creato dagli accordi di pace del 1993, attualmente insediato soltanto in Cisgiordania, che fino al 2006 controllava anche Gaza. Dopodiché lo Stato ebraico e l’Anp rilanceranno il negoziato per creare uno stato palestinese e mettere fine al loro conflitto. A parte le difficoltà militari, questo piano, di cui parlano le indiscrezioni a Gerusalemme e Washington, ha tuttavia un problema politico: Mahmud Abbas, più noto come Abu Mazen, presidente dell’Anp dalla morte nel 2004 del suo predecessore Yasser Arafat, ha 88 anni ed è universalmente giudicato un leader in declino fisico e mentale, oltre che macchiato da sospetti di corruzione. Tutti vorrebbero farlo fuori, perlomeno politicamente, da Hamas a Fatah, il suo stesso partito: se non ci hanno ancora provato seriamente è perché non si sa chi possa sostituirlo. Idealmente ci vorrebbe un “Mandela palestinese”: un capo della resistenza capace di trascinare il suo popolo verso il traguardo della pace con il nemico, come fece Nelson Mandela in Sud Africa. Ma chi potrebbe essere questo leader? Ecco una scheda sui candidati al ruolo.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 24 ottobre 2023
I soldati “stanno facendo una serie di esercizi in modo da essere pronti per l’operazione” ha tenuto a far sapere ieri un portavoce militare di Israele. La poco rilevante informazione serviva a bilanciare una assai più importante notizia di segno opposto: l’invasione di terra nella striscia di Gaza è rimandata.
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