di Sara Cariglia
Il Giornale, 23 ottobre 2023
Il 40 per cento della popolazione reclusa fa uso di sedativi o ipnotici, nei casi più gravi anche al di fuori di una terapia studiata ad-hoc da professionisti della salute mentale. Numeri ufficiali non esistono. Esiste solo la parola di chi questa presunta coltre di interminabili botte da benzodiazepine, l’ha vista con i propri occhi e combattuta con le proprie mani. “Quando ero cappellano, avevo chiesto al magistrato di vivere un anno nelle celle con 14-15enni autori di reati. Ne ho viste di tutti i colori. L’aspetto educativo in galera non passa dalla relazione reciproca, ma dallo psicofarmaco”.
di Cristina Bassi
Il Giornale, 23 ottobre 2023
Indagine in 15 strutture: San Vittore è al primo posto nella spesa pro-capite e il Beccaria viene subito dopo. Carceri sedate e detenuti sotto psicofarmaci. Negli istituti di pena italiani c'è un abuso di queste medicine. In particolare si parla di anti psicotici. San Vittore è al primo posto per spesa pro capite e le cose non vanno meglio all'Istituto penale per minorenni (Ipm) Beccaria. L'inchiesta del numero di ottobre di Altreconomia, intitolata «Fine pillola mai», ha raccolto dati inediti di 15 strutture, cioè su un campione di 12.400 detenuti su un totale di 56mila. E Milano è la capitale delle psico-carceri. Gli esperti interpellati dall'autore degli articoli, Luca Rondi, si chiedono: si tratta di cura e salute mentale o di un modo per tenere sotto controllo i detenuti?
di Marco Maffettone
Giornale di Sicilia, 23 ottobre 2023
Sottoscritto un documento inviato al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al guardasigilli Carlo Nordio. «Una riforma che non porterebbe alcun beneficio sul piano della rapidità ed efficacia del sistema penale». È quanto sostengono oltre mille magistrati, tra giudici e pubblici ministeri, nel documento inviato alla premier Giorgia Meloni e al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel quale esprimono un «no» netto alla riforma costituzionale che punta ad introdurre la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e quella giudicante.
di Giuseppe Santalucia*
giustiziainsieme.it, 23 ottobre 2023
Dall'ultimo Comitato Direttivo Centrale non sono per noi successe grandi cose, cioè non numerose ma significative. Credo, però, che un pensiero vada fatto ai fatti del mondo che ci stanno purtroppo rattristando fortemente: la seconda guerra che sta scoppiando alle porte, alle nostre porte. Io provo anche un senso di imbarazzo e disagio a parlare delle nostre cose nel momento in cui il mondo intorno a noi si infiamma, però supero questa, come dire, sensazione di parlare di piccole cose di fronte ai grandi drammi del mondo, pensando che quando succedono chi come noi non ha voce per occuparsi delle grandi cose non può che rafforzarsi nell'impegno di fare il proprio dovere, ciascuno facendo ciò che deve, facendolo al meglio può contribuire a che, come dire, le cose si rimettano a posto. Non possiamo intervenire sullo scenario internazionale, possiamo essere ancora più consapevoli dell’importanza di, un sabato, occuparci delle nostre cose e di farlo bene. È un dovere, quello della rappresentanza associativa, che alla luce di questa considerazione generale può sembrare un po', come dire, eccentrica e dei fatti che sono avvenuti dà il senso di quello che intendo io. Un dovere che dobbiamo sentire ancora più forte perché abbiamo nel nostro Statuto il compito di difendere l'ordine giudiziario, non solo i magistrati, ma l'ordine giudiziario e i fatti che sono avvenuti nei primissimi giorni di ottobre ci chiamano a questo dovere.
di Francesca Galici
Il Giornale, 23 ottobre 2023
Dopo il "caso" Apostolico, dalla Lega è stata lanciata l'ipotesi di una mini riforma dei tribunali per trasferire le pratiche dei migranti ai giudici di pace o alle Corti d'Appello. L'obiettivo di questo governo è quello di migliorare il Paese e man mano che si presentano criticità o problemi cerca di trovare soluzioni adeguate e durature per gli stessi. In questi giorni sta prendendo forma sui tavoli dell'esecutivo una mini-riforma della Giustizia, incentrata per lo più alla riorganizzazione dei tribunali. Nello specifico, l'idea è quella di abolire le sezioni che si occupano di immigrazione, trasferendo le competenze ai giudici di pace o alle Corti d'appello. L'idea nasce dalla Lega di Matteo Salvini a seguito del "caso" di Iolanda Apostolico, che ha sollevato preoccupazioni su una possibile politicizzazione dei giudici di quelle sezioni.
di Paolo Di Stefano
Corriere della Sera, 23 ottobre 2023
C'è una donna, rimasta vedova una sera del 2009, che ha deciso di abbracciare e aiutare l'assassino di suo marito. Suo marito era Gaetano Montanino, aveva 45 anni, era una guardia giurata e venne ucciso da una banda di quattro giovani durante una rapina in piazza Mercato a Napoli. Il più giovane di questi rapinatori, colui il quale sparò, era Antonio: fu condannato a 22 anni di reclusione e rinchiuso nel carcere minorile di Nisida.
di Daniela Piana e Gaetano Viciconte
Il Dubbio, 23 ottobre 2023
Nel corso degli ultimi cinque anni il settore del diritto e della giustizia è stato attraversato da un fenomeno particolarmente diffuso e di portata ancora largamente inesplorata, derivato dalla combinazione di due fattori: da un lato, la disponibilità, spesso in open access, di dati di carattere statistico sociale, economico, commerciale e di documenti di tipo giuridico e giudiziario in formato digitale; dall’altro lato la fruibilità di tecniche di matematica applicata e di scienza dell’informazione unita allo sviluppo di macchine dal potenziale di calcolo in crescita esponenziale. Una narrativa che tende a semplificare molto questo processo di trasformazione dei servizi giuridici e del mondo della giustizia parla di intelligenza artificiale applicata alla giurisdizione, di giustizia algoritmica, di giustizia digitale, o, utilizzando un termine molto diffuso nel mondo anglosassone, di legaltech.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 23 ottobre 2023
Il futuro, sotto certi versi, è già il presente. Ecco perché occorre avere la sensibilità di cogliere i cambiamenti e non subirli. Anche nella professione forense. Di questo è convinto l’avvocato Vittorio Minervini, consigliere del Cnf e vicepresidente della Fondazione dell’avvocatura italiana. La persona - nel nostro caso il professionista - deve continuare a conservare la propria centralità. È impensabile, per esempio, che le capacità argomentative, le capacità di studio e di scrittura vengano sostituite dall’algoritmo.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 23 ottobre 2023
L’Intelligenza artificiale presenta delle opportunità che bisogna saper cogliere. Secondo Lucilla Gatt (ordinario di diritto privato e diritto delle nuove tecnologie nell’Università degli Studi “Suor Orsola” e direttrice del Research Centre of European Private Law), il momento storico che stiamo vivendo impone lucidità e capacità di scelta rispetto all’utilizzo degli strumenti messi a disposizione dall’Intelligenza artificiale nel rapporto con la giustizia. Allo stesso tempo non devono essere tralasciate le collaborazioni tra i diversi soggetti coinvolti, pubblici e privati. Un aspetto, quest’ultimo, purtroppo trascurato.
di Maria Francesca Chiappe
L'Unione Sarda
Il Tribunale di Sorveglianza di Spoleto ha sospeso il procedimento e rinviato gli atti per valutare la legittimità dell’articolo 18 dell’Ordinamento penitenziario. È molto più di un tabù, è qualcosa di cui non parlare, da rimuovere addirittura. Eppure la sessualità dei detenuti è un tema importante, che riguarda la persona, pure se ristretta in un istituto penitenziario dopo una condanna definitiva, se non addirittura prima, quando è ancora in attesa di giudizio. La questione sarà discussa il 5 dicembre dalla Corte costituzionale, dopo che il Tribunale di sorveglianza di Spoleto ha rimesso gli atti per valutare la legittimità dell’articolo 18 dell’Ordinamento penitenziario nella parte in cui non prevede che al recluso sia consentito, quando non ostino ragioni di sicurezza, di svolgere colloqui intimi, anche a carattere sessuale, con la persona convivente non detenuta, senza che sia imposto il controllo a vista del personale di custodia.
- Pisa. Il Garante dei detenuti: "Situazione drammatica in carcere, tra sovraffollamento e carenze"
- Monza. Ecco le fioriere costruite dai detenuti
- Trieste. Cambiare dentro/costruire fuori, oggi la presentazione del progetto
- Parma. L'importanza della formazione in carcere: domani un incontro all’Università
- Festival della Migrazione nel segno della libertà. «Di partire e di restare»











