primalecco.it, 15 febbraio 2024
Il Garante dei diritti Lucio Farina: “Fondamentale creare un legame con l’esterno per facilitare un reinserimento sociale”. Nessuna grave criticità all’interno della Casa Circondariale di Lecco, anche se emergono il preoccupante abbassamento dell’età dei nuovi detenuti e il sentimento di ansia e paura quando si avvicina il fine pena. Questi sono alcuni degli aspetti che Lucio Farina, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale e presidente del Centro Servizi Volontariato Monza e Lecco, ha spiegato durante la Commissione consiliare riunitasi ieri, mercoledì 14 febbraio 2024.
Torino. Si è svolto l’incontro-dibattito “Ferrante Aporti: il nostro carcere minorile contemporaneo”
cr.piemonte.it, 15 febbraio 2024
“Io da solo, al centro, tra quattro mura” è la sensazione che accompagna e opprime il minore protagonista del cortometraggio “I cinque punti” di Andrea Deaglio, che racconta la storia di una madre che si prepara a incontrare il figlio che è stato arrestato e ha ispirato il titolo dell’incontro “I cinque punti del Ferrante Aporti - Il nostro carcere minorile contemporaneo”, che si è svolto al Circolo dei lettori di Torino. Si è trattato, dopo quelli del novembre e del dicembre scorsi, del terzo e conclusivo appuntamento sul tema organizzato dai Garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza e delle persone detenute in collaborazione con la Garante dei detenuti di Torino.
Corriere Cesenate, 15 febbraio 2024
Primi piani, figure intere, campi lunghi, diritti o di sbieco. Bianco e nero e colori. Ma stavolta i soggetti ritratti sono sempre reclusi, dietro le sbarre, negli spazi di un carcere. Perchè ad essere immortalate sono le protagoniste di “Domani faccio la brava. Donne, madri nelle carceri italiane”, un progetto fotografico del fotoreporter ravennate Giampiero Corelli che, dopo essere stato ospitato nei mesi scorsi in diverse città tra cui Bologna, nella sede dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, a Ravenna e Cesena arriva a Rimini, negli spazi dell’ala moderna del Museo della città (ingresso da via Luigi Tonini 1).
di Angela Gennaro
Il Domani, 15 febbraio 2024
La solidarietà tra paesi prevista dalla nuova normativa che arriva blindata al parlamento europeo rischia di rivelarsi un boomerang. L’Italia potrebbe ritrovarsi a dover gestire decine di migliaia di persone. Tra hotspot e Cpr, già nel mirino della giustizia Ue per il mancato rispetto dei diritti umani, i posti “disponibili” sono appena tremila. Su migrazioni e diritti umani l’Italia potrebbe ritrovarsi a lavare i panni sporchi dell’Europa. E sarebbe tutt’altro che un affare per il nostro paese, destinato a pagare il prezzo più alto di un continente che decide di erigere muri ancora più alti, con decine di migliaia di persone sbarcate in Italia e “trattenute e contenute” all’interno delle nostre frontiere.
di Danilo Taino
Corriere della Sera, 15 febbraio 2024
Le spese militari nel mondo hanno toccato i 2.200 miliardi di dollari: il 9% in più dell’anno precedente, livello record da quando l’International Institute for Strategic Studies (Iiss) di Londra ha iniziato a pubblicare il suo atteso rapporto annuale. Nel 2023, le spese militari nel mondo hanno toccato i 2.200 miliardi di dollari: il 9% in più dell’anno precedente, livello record da quando l’International Institute for Strategic Studies (Iiss) di Londra ha iniziato a pubblicare il suo atteso rapporto annuale sugli investimenti globali nel settore della Difesa. Il 2023 è stato il primo anno nel quale i governi hanno adattato i loro budget in seguito all’invasione russa dell’Ucraina del febbraio 2022; si vede. “Le cifre per quest’anno saranno probabilmente più alte”, nota il rapporto presentato martedì scorso.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 14 febbraio 2024
L’ufficio di presidenza della Commissione Giustizia della Camera ha deciso di incardinare da oggi l’iter della proposta di legge di “Nessuno tocchi Caino” presentata da Roberto Giachetti di Italia Viva, volta a ridurre il sovraffollamento carcerario: lo ha reso noto proprio la presidente dell’associazione radicale, Rita Bernardini. La proposta prevede di aumentare i giorni di liberazione anticipata, già previsti dall’ordinamento penitenziario, da 45 a 75 per quei detenuti che in passato l’abbiano già ricevuta per il loro buon comportamento.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 14 febbraio 2024
Secondo Giorgia Meloni il problema del sovraffollamento carcerario non si risolve togliendo reati, ma aumentando le strutture penitenziarie. La Corte europea dei diritti dell’uomo, che nel 2013 ha già condannato l’Italia per le condizioni di detenzione, è di diverso avviso. Diciotto suicidi in carcere nei primi 44 giorni dell’anno. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, di recente ha detto che un primo passo per affrontare il problema sarebbe “ridurre o eliminare il sovraffollamento”. Sovraffollamento che, secondo la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non si risolve togliendo reati, ma aumentando le strutture penitenziarie. Davvero è questa la soluzione?
di Thomas Usan
La Stampa, 14 febbraio 2024
L’appello del Sindacato di Polizia penitenziaria: “Chiediamo urgentemente un tavolo di confronto con il ministero della Giustizia e governo”. Così incalza Aldo Di Giacomo segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Spp, dopo gli ultimi due casi di suicidio da parte di detenuti, nelle ultime 48 ore, nelle carceri di Latina e Terni. Dall’inizio del 2024 sono 18 le persone che si sono tolte la vita negli istituti penitenziari italiani, un numero in netta crescita, rispetto ai primi due mesi del 2023. Un caso ogni poco due giorni e mezzo.
di Daria Bignardi
Vanity Fair, 14 febbraio 2024
Sovraffollamento, condizioni sanitarie precarie, maltrattamenti. Invece di cercare misure alternative, si inaspriscono le pene. E in carcere soffrono tutti. “È stato un lungo momento di terrore puro. Non riesco più a dormire ripensando a quanta paura ho avuto di morire, e a tutta quella forza e violenza usata nei miei confronti mentre ero a terra ammanettato”. Sono le parole messe a verbale dalla vittima dei maltrattamenti nel carcere di Reggio Emilia mostrati dall’Ansa. Il detenuto ha una maglietta gialla e la testa stretta in una federa bianca, viene trascinato da un gruppo di agenti penitenziari che lo colpiscono mentre è in piedi e poi a terra. Qualcuno gli stringe la federa intorno al collo. Viene buttato in cella senza più pantaloni. È un cittadino tunisino di 43 anni, condannato per reati legati allo spaccio a una pena di tre anni. La mattina dopo ha chiamato il suo avvocato Luca Sebastiani e gli ha raccontato tutto. La Procura di Reggio Emilia è intervenuta per mettere al sicuro il contenuto delle telecamere del carcere.
di Francesco Petrelli*
L’Unità, 14 febbraio 2024
18 suicidi dall’inizio dell’anno. Morti che invocano rimedi deflattivi immediati e segnali forti della volontà di una reale inversione di rotta. Dovremmo imparare a riconoscere nella disperazione, non una condizione individuale, un sentimento proprio del singolo detenuto, ma un dispositivo collettivo autodistruttivo suscettibile di allargarsi all’interno di ogni comunità, di insidiarsi in particolare in ogni comunità chiusa quale è un carcere, facendo proprio del carico di autodistruzione il contrassegno oggettivo della condizione carceraria nel suo complesso.









