di Roberto Saviano
Corriere della Sera, 20 ottobre 2023
La scelta non è tra accogliere e non accogliere. L’unica scelta che abbiamo è tra accogliere bene ed accogliere male. E Mimmo Lucano ci ha mostrato il modo per accogliere bene. I fatti giudiziari sono questi, Mimmo Lucano, al tempo sindaco di Riace, è stato accusato dalla Procura di Locri di associazione a delinquere, peculato e truffa per la gestione del modello Riace. Ma ora sono caduti, uno dopo l’altro, tutti i capi d’imputazione, tanto che dai 13 anni e due mesi si è giunti a una condanna di un anno e sei mesi. La sproporzione è sotto gli occhi di tutti. Resta questo capo di imputazione: aver firmato la determina, propedeutica alla liquidazione in favore dei richiedenti protezione internazionale, dei fondi relativi al semestre luglio-dicembre 2016, attestando falsamente di aver proceduto a effettuare i controlli.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 20 ottobre 2023
Ben 9 Paesi, tra cui Italia, Germania e Francia, hanno deciso di sospendere il Trattato di Schengen. La decisione di 9 Paesi europei, tra cui Italia, Germania e Francia, di sospendere il Trattato di Schengen non ha fatto notizia più che tanto e lo si può capire. Era già successo 387 volte: se non proprio la norma almeno uno sgarro consueto. Eppure questo caso è diverso dalle centinaia precedenti. Prima di tutto per il numero di Paesi che hanno scelto di ripristinare le dogane soprattutto sui confini est, nel caso italiano quello con la Slovenia. Sulla carta non tutta l’Europa si è blindata ma di fatto quasi sì. Paesi come la Spagna, confinante solo con Portogallo e Francia, non avevano infatti alcuna necessità di ripristinare i controlli sulla cosiddetta “rotta balcanica”. In secondo luogo e soprattutto per gli espliciti connotati che la sospensione della libera circolazione assume in base alle giustificazioni ufficiali che ne sono state date e che chiamano apertamente in causa l’immigrazione.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 20 ottobre 2023
Intervista a Giuseppe Paccione, esperto di diritto internazionale. Wesam Ahmad, opinionista di Al Jazeera, in merito al conflitto tra Israele e Hamas ha paragonato il diritto internazionale ad uno strumento per imporre la volontà dell’Occidente. Una forzatura che rischia di alimentare le contrapposizioni e di far avvitare la discussione su quanto sta accadendo in Medio Oriente, senza alcuna via d’uscita. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Paccione, esperto di diritto internazionale e professore a contratto di Operazioni di pace e intervento umanitario nell’Unicusano.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 19 ottobre 2023
La posizione di Italia Viva: “Quando c’è in ballo una poltrona aiutano il governo”. Ira di Pd e Avs, che lasciano l’aula. Via libera ieri dalla commissione Giustizia del Senato alle proposte di nomina del Governo per il collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. In particolare è arrivato l’ok, con i voti favorevoli della maggioranza e del M5S, alla nomina a presidente di Felice Maurizio D’Ettore e di Irma Conti e Mario Serio come componenti del collegio. L’avvio per la procedura di nomina di D’Ettore, Conti e Serio era stato deliberato lo scorso 25 settembre in Cdm, su proposta del ministro Nordio. Se dai pentastellati è arrivato l’ok perché hanno trovato l’accordo sul nome di Mario Serio, non hanno partecipato al voto Azione, Italia Viva, Avs e Pd.
di Carmine Di Niro
L'Unità, 19 ottobre 2023
Dopo la Rai è il turno della commissione Giustizia del Senato. I rapporti di “amicizia” tra la destra di governo e il Movimento 5 Stelle sulle nomine pubbliche si spostano infatti dal CdA di viale Mazzini a Palazzo Madama, in occasione del voto per la nomina dei vertici del Garante dei detenuti, o più tecnicamente del Garante delle persone private della libertà. Le opposizioni, composte dagli esponenti di Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra e Italia Viva, hanno lasciato l’aula criticando la decisione della maggioranza di non aver voluto neanche ascoltare i tre candidati scelti dal governo.
redattoresociale.it, 19 ottobre 2023
Il nome scelto dal ministro della Giustizia è quello di Felice Maurizio D’Ettore. 15 associazioni scrivono alle istituzioni: “Esprimiamo il timore che le modalità fin qui adottate dal Governo non assicurino l'indispensabile indipendenza di un ente di garanzia”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 ottobre 2023
Il magistrato di sorveglianza consente a un detenuto di parlare liberamente col nipote, nonostante abbia compiuto il quattordicesimo anno: la decisione è supportata da una pronuncia della Consulta. Il detenuto al 41 bis può ancora svolgere un colloquio visivo senza vetro divisorio con il nipote, anche se quest'ultimo ha compiuto il quattordicesimo anno di età. Dopo un iter travagliato e, soprattutto, dopo la pronuncia della Corte Costituzionale che ha sottolineato la possibilità di autorizzare tali colloqui senza vetro divisorio anche con minori sopra i dodici anni, purché vi siano motivazioni opportunamente motivate, il magistrato di sorveglianza di Spoleto, Fabio Gianfilippi, ha accolto l'istanza dell'avvocata Barbara Amicarella del foro de L'Aquila.
di Giulia Merlo
Il Domani, 19 ottobre 2023
Nel corso dell’udienza davanti al tribunale di sorveglianza di Roma, la Dna ha chiesto la revoca del regime di carcere duro per l’anarchico Alfredo Cospito, condannato per strage. Il tribunale si è riservato di decidere. Nel corso dell’udienza davanti al tribunale di sorveglianza di Roma, la Direzione nazionale antimafia (titolare di chiedere al ministero che formalmente lo dispone, il 41 bis per i detenuti) ha chiesto la revoca del 41 bis per Alfredo Cospito.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 ottobre 2023
È fissata per oggi l'udienza davanti al tribunale di Sorveglianza di Roma a cui si è rivolta la difesa di Alfredo Cospito contro i rigetti da parte del ministro della Giustizia Carlo Nordio di due istanze di revoca anticipata del regime detentivo speciale del 41 bis a cui è sottoposto l'anarchico. Nel ricorso presentato dal difensore di Cospito, l'avvocato Flavio Rossi Albertini, si ricorda che “il presupposto applicativo del regime differenziato adottato” nei confronti dell'anarchico “è stato espressamente individuato nella necessità di interrompere l'attività comunicativa dello stesso, al fine di sanzionare l'istigazione ravvisata nel suo contenuto'“ e che per due volte il Tribunale del Riesame “ha escluso che le esternazioni del Cospito siano idonee ad istigare, ovvero che le stesse rappresentino indicazioni idonee ad indirizzare i soggetti presenti all'esterno a determinarsi a specifiche condotte criminose, ritenendo al contrario che le medesime si sostanzino nella manifestazione del pensiero politico del suo autore”.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 19 ottobre 2023
Come proprio questo giornale ha reso noto alcuni giorni fa, sembra sia intenzione del governo quella di mettere mano alla norma che oggi permette di non lasciare nell’impunità le violenze illegittime perpetrate da appartenenti alle forze dell’ordine. Sto parlando del reato di tortura, introdotto nel codice penale italiano solamente nel luglio 2017, a seguito di vari interventi della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo tra cui ovviamente quelli relativi ai fatti di Genova 2001. Erano passati quasi trent’anni dalla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, che impone l’introduzione del reato. Trent’anni che rischiamo oggi di ripercorrere all’indietro in un solo momento.
- Governo, Azione e Iv uniti pure sui tempi del processo
- “Prescrizione usata come vessillo, l’errore del centrodestra”
- “Contro la giudice Apostolico un verminaio politico con l’intento di intimidire”
- Quante sentenze può scrivere in 12 mesi un magistrato?
- Vale solo per le condanne il nuovo rimedio contro le infrazioni ai diritti umani











