di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 14 febbraio 2024
Flavio Tosi e Patrizia Bisinella in visita al carcere. “Il Comune si attivi di più”. “Ho preso a spanne le misure delle docce. Hanno il muro e si riempiono di acqua e muffa perché non sono piastrellate. I detenuti mi hanno detto che i lavori li fanno loro, sostenuti anche dalla direzione, ma gli mancano i materiali. M’impegno a fare da portavoce e a trovare piastrelle, colle e raschiatori”. E lo ha fatto ieri, l’onorevole e coordinatore regionale di Forza Italia, Flavio Tosi. “Portavoce” delle due masse che formano il magma della casa circondariale di Montorio. La massa “presente”, anche troppo, nei numeri. E quella “evanescente”. La massa dei detenuti in sovraffollamento. E quella, asfittica e sfrondata, di chi li deve gestire nella detenzione. Le ha toccate con mano, ieri, quelle due masse Flavio Tosi.
di Michele Passione
Il Dubbio, 14 febbraio 2024
Le immagini di quel pestaggio che fa scempio della dignità umana ci riguarda tutti, oltre l’indignazione. Che dura solo un attimo. 3 aprile 2023, il giorno dell’orrore. Le immagini del carcere di Reggio Emilia, dove dieci poliziotti penitenziari hanno fatto scempio della Dignità dell’uomo e della divisa che indossano, hanno qualcosa di surreale.
di Irene Carmina
La Repubblica, 14 febbraio 2024
Il Garante dei detenuti di Siracusa gli fa visita nel carcere di Augusta. Pianista, 66 anni, viene ormai alimentato soltanto via flebo. Non mangia e non beve da quasi due mesi. Da quando è stato condannato all’ergastolo, Giulio, 66 anni, ha deciso di lasciarsi morire nel carcere di Augusta, in cui è detenuto. Se è ancora vivo è solo grazie a una soluzione fisiologica salina che gli viene somministrata via flebo giorno e notte, nel reparto di Psichiatria dove è ricoverato.
di Franco Corleone
Messaggero Veneto, 14 febbraio 2024
I detenuti si sentono soli e abbandonati, per questo chiedono di incontrare e parlare con chiunque sia disponibile ad ascoltare senza giudicare. Compilano un modello (una volta si chiamava domandina) indirizzato alle associazioni di volontariato, al garante, alle educatrici, alla direttrice e alla comandante. Sono messaggi dal pozzo, da un buco nero, da un luogo senza luce e senza speranza. Un non luogo.
di Daniela Fassini
Avvenire, 14 febbraio 2024
L’ordinanza dell’ufficio di sorveglianza del capoluogo toscano: dieci mesi in meno. Scatta l’effetto domino: già in 200 pronti a fare ricorso. L’uomo, di origini sudamericane, “ha subìto per otto anni” condizioni degradanti I sindacati: così il 70% degli istituti di pena italiani Dieci mesi in meno dietro le sbarre: è lo “sconto di pena” riconosciuto al detenuto per condizioni “inumane” in carcere. L’ordinanza dell’ufficio di sorveglianza di Firenze è destinata a creare un “precedente pesante”.
Gazzetta del Mezzogiorno, 14 febbraio 2024
Sarà presentato domenica il primo numero del periodico edito dall’associazione di volontariato penitenziario Disma. Sarà presentato a Matera, presso l’Auditorium di Cristo Re, domenica 18 febbraio alle ore 18, il numero uno di S-catenati, oltre l’errore, il primo giornale materano con alcuni detenuti, edito dall’associazione materana di volontariato penitenziario Disma. Il giornale conta infatti su una redazione interna alla Casa circondariale di Matera composta da alcuni detenuti, e una redazione esterna composta da volontari dell’associazione che opera nel carcere locale.
romasette.it, 14 febbraio 2024
Caritas Roma e Ufficio pastorale carceraria propongono due incontri e una raccolta per i detenuti. Il 23 febbraio, appuntamento con Agnese Moro e Adriana Faranda. All’inizio della Quaresima, Caritas Roma e Ufficio diocesano per la pastorale carceraria propongono un percorso dedicato alla realtà del carcere. “Dov’è tuo fratello?”: questo il tema che fa da filo conduttore, con l’obiettivo di “offrire una prospettiva di speranza a coloro che sono privati della propria libertà e avviare insieme uno stile di ascolto che permetta di fare esperienza di relazioni autentiche e di prossimità da parte della Chiesa, talvolta percepita soltanto come un’istituzione separata e lontana”, spiegano gli organizzatori.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 14 febbraio 2024
“Cuore Nero”, l’ultimo romanzo di Silvia Avallone per Rizzoli e nato nel carcere minorile di Bologna. La scrittrice biellese, attraverso Emilia e le altre, indaga l’animo umano. “Le femmine non sono violente. Secondo recenti studi sulla corteccia cerebrale hanno maggiori capacità, rispetto ai maschi, di elaborare la sofferenza, la rabbia, la frustrazione. E questo spiegherebbe, almeno in parte, perché solo il 4,2% della popolazione carceraria italiana è di sesso femminile”. Quella tesi le aveva fatte sbellicare. “Ehi, ragazze!” aveva gridato Giada. “Siamo l’eccezione dell’eccezione: una rarità!”.
di Fiorenza Sarzanini
Corriere della Sera, 14 febbraio 2024
Esasperare il clima rischia di innescare una spirale di contrapposizione dalle conseguenze imprevedibili. Era davvero necessario fermare i manifestanti di Napoli con i manganelli? Non si poteva evitare quanto accaduto al sit-in, nato come una protesta pacifica, e poi degenerato in uno scontro tra poliziotti e attivisti con feriti e teste spaccate? “Volevamo soltanto affiggere uno striscione per protestare contro Israele e la scelta di non parlare di Gaza durante Sanremo”, dicono i rappresentanti dei gruppi che si sono dati appuntamento a Fuorigrotta. “Hanno cercato di forzare il presidio e non potevamo rischiare che entrassero nella sede della Rai”, rispondono dal dipartimento di pubblica sicurezza. Saranno le verifiche già avviate dalla questura e dai magistrati a stabilire che cosa sia accaduto.
di Giusi Fasano e Carlo Macrì
Corriere della Sera, 14 febbraio 2024
Dietro gli 81 morti 4 ore di “buco” nelle comunicazioni radio tra Finanza e Guardia Costiera. Dalle 23.37 alle 3.48 nessuno scambio di notizie tra Finanza e Guardia costiera. Sotto accusa l’”inazione” dei soccorritori. Già alle 21 il pattugliatore V5006 aveva dovuto arrendersi per le onde. Sono le 3.40 del mattino, 26 febbraio 2023. Al Reparto operativo aeronavale di Vibo Valentia della Guardia di finanza hanno appena saputo che sia il Barbarisi sia il V5006, due pattugliatori veloci dei loro usciti in mare per una operazione di polizia antimmigrazione, hanno invertito la rotta per “avverse condizioni meteomarine”, cioè mare forza 4 (in peggioramento) e vento forza 5. Il Barbarisi dichiara la resa alle 3.25, il V5006 alle 3.40, entrambi tornano verso il porto di Crotone. Così l’operatore di sala della Finanza di Vibo chiama la Capitaneria di porto di Reggio per avvisare. La chiamata è delle 3.48.
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