di Andrea Manzella
Corriere della Sera, 26 giugno 2023
La questione della nostra forma di governo è stata lasciata dichiaratamente aperta dal 1948. Chiuderla significherebbe completare, piuttosto che riformare la Costituzione. Se, dopo 75 anni, è possibile riprendere il lavoro della Costituente, è perché l’arco parlamentare sembra finalmente coincidere con l’arco costituzionale, nella cornice dell’ordinamento europeo. “Completare” vuol dire innovare: ma lungo il tracciato d’allora che fu di sostanza e controllo parlamentare. Stabilità ed efficacia del governo devono perciò seguire senza strappi quella corsia.
di Luigi Alfonso
vita.it, 26 giugno 2023
Antonio era dipendente dall’eroina. Ci racconta la sua storia: come aveva cominciato, come è riuscito a venirne fuori sino a rifarsi una vita. Oggi ha una bella famiglia e un lavoro, e cerca di far apprendere al figlio un corretto stile di vita. “È cambiato il mondo, ora puoi acquistare la droga su Internet. Ma non fatevi ingannare: se ne parla di meno sui giornali ma il fenomeno è in continua espansione. Le carceri sono piene di detenuti con reati legati allo spaccio”
di Paolo Mieli
Corriere della Sera, 26 giugno 2023
Nei fatti la Nato ha smentito la teoria che la dava per disponibile a qualsiasi avventura pur di liberarsi di Putin. Ha cominciato lui la guerra, sarà lui a dover fare retromarcia. Qualcosa è cambiato con il tentativo golpista fallito di Evgenij Prigozhin. Radicalmente. Il despota Putin esce dalla prova apparentemente indebolito. Ma, almeno fino ad adesso, il suo sistema ha retto. Certo quelle immagini dei cittadini e dei militari di Rostov che solidarizzano con i rivoltosi della Wagner, accogliendoli e salutandoli tra abbracci e applausi, resteranno impresse nella memoria. Così come la foto di Prigozhin in amichevole conversazione con il viceministro russo della Difesa, cioè il numero due di quello Shoigu di cui il ribelle chiede da settimane la rimozione. E anche quelle della mancata resistenza alle truppe catilinarie che hanno “marciato” per centinaia di chilometri in direzione di Mosca con il dichiarato intento di espugnare il Cremlino.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 26 giugno 2023
Ma lo Zar indebolito deve concederle nuovi spazi. Così continuerà a devastare gli Stati africani. Che il capo mercenario di Wagner Yevgeniy Prigozhin stesse pianificando un piano contro i vertici della difesa russa era noto all’intelligenze statunitense da alcune settimane secondo quanto riportava ieri il Washington Post.
La Repubblica, 26 giugno 2023
Amnesty International denuncia l’atteggiamento di ostilità del governo pakistano nei confronti dei rifugiati afghani. Il ritorno al potere dei talebani nell’agosto 2021 ha spinto molti afghani a fuggire dal proprio paese per cercare protezione nel vicino Pakistan, dove però hanno trovato un’accoglienza tutt’altro che cordiale. Tra detenzioni illegittime e minacce di espulsione, gli afghani anche a Islamabad sono in pericolo. Le procedure per la registrazione richiedono molto tempo, i migranti possono restare nel Paese solo se in possesso della cosiddetta carta “PoR” - Proof of Registration - ma la gran parte degli afghani non riesce ad avere il permesso in tempi congrui, per cui molti di essi entrano regolarmente in Pakistan ma nell’attesa il visto scade e si ritrovano nel circolo vizioso della clandestinità. “È preoccupante che la situazione dei rifugiati afghani in Pakistan non riceva la dovuta attenzione internazionale. Non potendo tornare a casa o rimanere in Pakistan, si trovano in una situazione senza scampo. Il loro status giuridico ambiguo e le difficili procedure per l’asilo o il trasferimento in paesi terzi li hanno resi ancora più vulnerabili”, spiega Dinushika Dissanayake, vicedirettore regionale di Amnesty International per l’Asia meridionale.
La Repubblica, 26 giugno 2023
È il quarto incidente mortale di massa del 2023 nelle carceri, il primo in un reclusorio femminile. Il dossier dell’ONG “Progettomondo”. La rivolta nel carcere di Támara, in Honduras, dove 46 donne sono morte durante gli scontri violentissimi fra le bande criminali “Barrio 18” e “Mara Salvatrucha”. La maggior parte delle detenute sono morte bruciate in un incendio e altre per ferite d’arma da fuoco. Il presidente Xiomara Castro ha licenziato il ministro della sicurezza, accusando le autorità carcerarie di “acquiescenza” nel corso dei disordini, attribuiti alle bande criminali, con numerosi referenti nelle prigioni del Paese centroamericano. Pamela Ruiz, esperta di una ONG transnazionale che svolge attività di ricerca in materia di conflitti violenti, Crisis Group, ha detto che è stato il quarto incidente di massa nelle carceri honduregne del 2003, ma il primo in un penitenziario femminile.
di Padre Giovanni Pross*
L’Unità, 26 giugno 2023
All’entrata del carcere di Kisangani, tra la prima e la seconda porta, alcune donne con qualche rametto di foglie di manioca, un po’ di arachidi, una stuoia, qualche pastiglia contro la malaria, un bicchiere di farina di manioca, stanno barattando con il personale di guardia il permesso di entrare.
di Angela Stella
L’Unità, 25 giugno 2023
L’ultima relazione del garante Mauro Palma. Il mandato, prorogato di due anni, è scaduto. Presto sarà nominato il nuovo Collegio. Il presidente Palma si appresta a congedarsi mentre al governo c’è un partito come la Lega, che ha spesso annunciato di voler cancellare la fi gura del Garante. E mentre Fratelli d’Italia parla di modificare il reato di tortura.
di Angela Stella
L’Unità, 25 giugno 2023
Quest’anno la consueta Relazione al Parlamento del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale è stata quella conclusiva del mandato del primo Collegio (Presidente Mauro Palma, membri Daniela De Robert, Emilia Rossi). Cosa è accaduto in questi sette anni. Ne parliamo proprio con l’avvocata Emilia Rossi.
di Davide Madeddu
Il Sole 24 Ore, 25 giugno 2023
Domenica 25 giugno in cinque città l’iniziativa della ong in collaborazione con l’associazione Plastic Free. Un lavoro per tornare alla normalità dopo il carcere. Riscatto che passa per formazione e istruzione, oltre che impegno in attività sociali. Dal mondo del volontariato e dalle istituzioni si alternano e moltiplicano le iniziative volte a dare una nuova possibilità a chi ha sbagliato cercando di attivare quel ponte che dal carcere arriva sino alle aziende e consente di avviare un percorso di reinserimento sociale. In questo contesto anche l’iniziativa che punta alla raccolta dei rifiuti abbandonati diventa un’occasione e un’opportunità irrinunciabile.











