di Mario Pierro
Il Manifesto, 28 giugno 2023
Il rapporto. Per la Caritas il 10% della popolazione italiana vive in povertà. Oggi sono oltre 5 milioni e 700 mila le persone in “povertà assoluta”, pari al 2019 quando è stato introdotto il “reddito di cittadinanza”. Dalla prima crisi globale del 2008 sono triplicati: allora erano 1,8 milioni.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 28 giugno 2023
Con la proposta di legge n. 950 del marzo 2023, a prima firma del deputato Antoniozzi (FdI), è stato avanzato alla Camera un disegno di modifica degli articoli 88 e 89 del codice penale in materia di non imputabilità o semi- imputabilità per vizio totale o parziale di mente. Si tratta di una proposta che, a ben guardare, riprende tra le righe la dicotomia tra una concezione dell’infermità mentale così come intesa dalla nosografia psichiatrica classica, gelosamente attaccata al carattere necessariamente organicistico della malattia mentale (intesa come la sola malattia psichiatrica) e un’altra concezione, della cosiddetta “anti- psichiatria”, che invece non esclude la possibilità di riconoscere la non imputabilità anche nelle ipotesi di gravi disturbi della personalità, sebbene non qualificabili come malattia psichiatrica. La proposta di legge, dunque, a mo’ di “giusto mezzo”, tenta di individuare una terza via, propugnando una modifica del testo normativo (i ricordati articoli 88 e 89 c. p.).
di Vincenzo Vita
Il Manifesto, 28 giugno 2023
La vicenda di Casal Palocco, a Roma, con la morte del giovanissimo Manuel a causa di un incidente causato da un Suv che sfrecciava a tutta velocità per documentare una assurda esperienza esistenziale al limite, ci fa capire che l’impianto normativo in vigore è acqua fresca. È vero che l’autore del gesto criminale Matteo Di Pietro è indagato per incidente stradale, ma il gioco è diventato estremamente pericoloso.
di Chiara Daina
Corriere della Sera, 27 giugno 2023
Una ricerca su 97 istituti penitenziari. Mancano lavoro qualificato e laboratori. Lo psicologo? Per 11 minuti a settimana. Allarme suicidi nel 2022 con 85 casi. La denuncia: troppe pillole, pochi progetti.
di Enrico Sbriglia*
L’Opinione, 27 giugno 2023
Ho sempre ritenuto che la peggiore stagione dell’anno, per chi viva e/o lavori all’interno delle carceri italiane, sia l’estate. È quella che le persone libere indicano come la “bella stagione”, ma che nelle carceri è invece la più infernale ed insopportabile. Anche tale condizione sfavorevole, a ben guardare, potrebbe rientrare nel “pacchetto” di debiti che è stato mollato al nuovo governo della premier Meloni e del ministro Nordio i quali, tra le tante problematiche che dovranno affrontare nei diversi scenari di complessità, aggiungeranno anche questa.
di Amedeo Laboccetta*
Il Dubbio, 27 giugno 2023
Ho avuto l’onore, il privilegio e il piacere di conoscere politicamente Marco Pannella negli anni 80 a Napoli, quando insieme sedevamo nei banchi della storica Sala dei Baroni, al Maschio Angioino. Era l’epoca dei giganti. Il Consiglio comunale della terza città d’Italia si impegnava in confronti di altissimo livello. Si assisteva a cavallereschi duelli politici. Vinceva la civiltà del dialogo. Almirante, Pannella, Scotti, Di Donato, Valenzi e Chiaromonte, Giuseppe Galasso, Francesco Picardi, Francesco De Lorenzo: era una straordinaria palestra politica.
di Miriam Rossi
unimondo.org, 27 giugno 2023
È la Convenzione ONU contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti a formulare il 26 giugno 1987, nel suo primo articolo, una definizione di cosa si intende per tortura. “Qualsiasi atto mediante il quale grave dolore o sofferenza, sia fisica che mentale, è intenzionalmente inflitta a una persona per scopi quali ottenere da lui o da terzi informazioni o una confessione”. O azioni volte a “punire per un atto che lui o una terza persona ha commesso o che si sospetta abbia commesso”. O infine atti per “intimidire e costringere lui o una terza persona, o per qualsiasi motivo basato su discriminazione di qualsiasi tipo”. L’elemento fondamentale è che tale dolore o sofferenza è inflitta da un pubblico ufficiale, o anche su istigazione o consenso dello stesso o di qualsiasi altra persona che agisce in veste ufficiale. Ed è la stessa Convenzione a fissare in calendario la Giornata mondiale contro la tortura, ricorsa ieri.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 27 giugno 2023
Oggi è la giornata dedicata dalle Nazioni Unite alle vittime di tortura. L’articolo 13 della nostra Costituzione afferma che “è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”. Una norma che non lascia spazio a dubbi, interpretazioni, mistificazioni: la tortura deve essere punita. Ed è la sola volta nell’intero testo della Carta Costituzionale che viene usato il concetto di punizione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 27 giugno 2023
I giudici torinesi, chiamati solo a rideterminare la pena, si sono mossi nel solco della decisione della Corte costituzionale. Riconosciuta l’attenuante della lieve entità. Ventitrè anni per Alfredo Cospito, diciassette anni e nove mesi a Anna Beniamino: questa la pena inflitta ai due anarchici dalla Corte di Assise di Appello di Torino dopo circa cinque ore di Camera di Consiglio. L’accusa aveva chiesto l’ergastolo e isolamento diurno di dodici mesi per lui e 27 anni e un mese per lei. Dunque i giudici torinesi, chiamati solo a rideterminare la pena, si sono mossi nel solco della decisione della Corte costituzionale.
di Irene Famà
La Stampa, 27 giugno 2023
Dopo una lunga battaglia, ieri la sentenza: 23 anni al teorico della Fai-Fri e 17 anni e 9 mesi ad Anna Beniamino. La procura generale di Torino aveva chiesto il fine pena mai. Niente ergastolo. Per l’attentato all’ex scuola carabinieri di Fossano, nel Cuneese, l’anarchico Alfredo Cospito è stato condannato a 23 anni di carcere. E Anna Beniamino, ex compagna nella vita e da sempre accanto a lui nella lotta allo Stato, a 17 anni e 9 mesi. Così ha deciso ieri la Corte d’assise d’appello di Torino chiamata a rideterminare la pena, dopo che la Cassazione, nel luglio 2022, aveva riqualificato il reato in strage politica. E per la strage, c’è un’unica condanna prevista: l’ergastolo. I giudici hanno applicato l’attenuante del fatto lieve. “Non ci sono stati morti e anche i danni furono minimi”, hanno sottolineato gli avvocati difensori Flavio Rossi Albertini e Gianluca Vitale. “Questa è una sentenza che ristabilisce l’equilibrio e la ragionevolezza”.
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