di Claudio Cerasa
Il Foglio, 27 giugno 2023
Perché la nuova condanna di Cospito non c’entra nulla con il carcere duro. La Corte d’assise d’appello di Torino ha ricalcolato in 23 anni la condanna per l’anarchico Alfredo Cospito nell’ambito del processo per l’attentato alla scuola allievi Carabinieri di Fossano (Cuneo) del 2 giugno 2006. In primo grado e in Appello era stato condannato a 20 anni.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 27 giugno 2023
L’articolo 6 della Convenzione europea per i diritti dell’uomo afferma che “ogni individuo ha diritto a un processo equo e pubblico entro un termine ragionevole”. Un diritto che è violato in diversi Paesi d’Europa, tra i quali non manca il nostro Paese. Per questo motivo, la Commissione europea per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa (CEPEJ) ha recentemente adottato un nuovo strumento per aiutare i Paesi a ridurre l’arretrato giudiziario Il concetto di “arretrato” si riferisce alle cause pendenti presso il tribunale interessato che non sono state risolte entro un termine stabilito.
di Daria Bonfietti*
Il Manifesto, 27 giugno 2023
Non dimenticare Ustica vuol dire intanto ricordare che il 27 giugno 1980 in una serata d’estate, improvvisamente, nel mezzo di un volo regolare tra Bologna e Palermo, si perdono i collegamenti con un aereo civile, DC9 Itavia, e dopo una nottata di grande ansia e tensione si deve prendere atto che l’aereo si è inabissato tra Ponza e Ustica nella fossa del Tirreno portando a morte tutti gli 81 passeggeri.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 27 giugno 2023
Non è un reato, ma rientra nella legittima difesa, la ribellione del detenuto che ferisce tre agenti carcerari per ribellarsi al pestaggio. E non importa se la “punizione” da parte degli agenti di custodia era scattata per un’offesa subìta proprio da una guardia. La Cassazione respinge il ricorso dei tre agenti contro la sentenza con la quale la Corte d’Appello aveva assolto il detenuto dal reato di lesioni, con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. Il ricorso dei tre, intervenuti nel processo nella doppia veste di imputati e parti civili, era teso anche, e soprattutto, ad ottenere dai giudici di legittimità un’assoluzione nel merito dai reati loro contestati ma dichiarati prescritti già in primo grado: concorso in abuso di mezzi di correzione, abuso di autorità e lesioni aggravate. I ricorrenti ritenevano di aver diritto ad un’assoluzione piena, perché lo “scontro” con il detenuto, era avvenuto mentre stavano “compiendo un atto del proprio ufficio, vale a dire la contestazione disciplinare a (omissis) per le frasi irrispettose pronunciate, quando sarebbero stati aggrediti dal detenuto ed avrebbero, quindi reagito, per legittima difesa e riportare l’ordine”.
italy24.press, 27 giugno 2023
Con le risorse del FSE+, due bandi per corsi di formazione rivolti a persone, maggiorenni e minori, ristrette nelle carceri toscane. E di oltre 3 milioni di euro la figura di Fondo sociale europeo 21/27 Per finanziare corsi di formazione rivolti ai detenuti, anche minorenni, negli istituti penitenziari toscani. È la dotazione finanziaria di due bandi regionali rivolti ad enti di formazione accreditati e imprese attive nel territorio regionale. Per i progetti dedicati agli adulti sono stati stanziati 2 milioni e 126mila euro, mentre per quelli dedicati agli utenti della giustizia minorile circa 1 milione di euro.
di Riccardo Platone
radiocittafujiko.it, 27 giugno 2023
Il 23 giugno si è tenuto al Mast Auditorium di Bologna la presentazione del volume “La fabbrica in carcere e il lavoro all’esterno: uno studio di caso su Fare Impresa in Dozza” di Valerio Pascali e Alvise Sbraccia. Di seguito il comunicato stampa con il resoconto dell’evento.
ansa.it, 27 giugno 2023
“A Bancali le condizioni del carcere sono disastrose, e nel silenzio delle istituzioni”. E’ il commento della garante regionale per i detenuti, Irene Testa, che ha effettuato ieri un sopralluogo nel carcere sassarese. “Ci sono 17 detenuti in terapia antidepressiva, 66 in terapia con ansiolitici, 55 in terapia neuro antidepressiva, 10 in terapia con fiale e 18 tossicodipendenti in terapia sostitutiva. E tanti altri senza patologia conclamata ma con tratti disturbanti - racconta la garante - E poi esci dal carcere e pensi alle situazioni più gravi. Al detenuto che dice di aver scoperto le piramidi ma in carcere nessuno gli crede o il detenuto autolesionista che mi mostra i segni nelle braccia e nel petto completamente affettato. E poi ancora un altro che non sa che fine ha fatto il cane dopo il suo arresto e mi chiede di chiamare il padre per recuperare il cane dal canile”.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 27 giugno 2023
I fermati, all’inizio puniti con sei mesi di condanna, ora risarciti con 11.000 euro. Pugni e manganelli immotivati come il loro arresto la notte tra l’8 e il 9 dicembre 2019 (la raccontavano così due peruviani), o due agenti aggrediti in un controllo nel giardino pubblico di piazza Gobetti (la raccontavano così i due poliziotti del commissariato Lambrate): ora, per questa vicenda in parte ripresa con il cellulare da un’amica dei due in un video trasmesso da “Le Iene”, dopo che nel luglio 2022 la Corte d’Appello aveva ribaltato l’iniziale condanna a 6 mesi e assolto dalla resistenza a pubblico ufficiale i due peruviani, ora si ribaltano i ruoli anche per i due poliziotti.
lapiazzaweb.it, 27 giugno 2023
Per la settima volta la Coppa Disciplina. Un riconoscimento che va a premiare il comportamento di chi è sceso in campo, con sportività e lealtà. Pallalpiede, la squadra dei detenuti del Due Palazzi, ha vinto il premio disciplina, che viene dato alla squadra che colleziona meno cartellini, tra gialli e rossi, in una stagione. Alla consegna del trofeo a Mestre c’erano anche dei calciatori in permesso speciale, insieme alla presidente Lara Mottarlini, il dirigente Andrea Zangirolami e mister Fernando Badon. È stato il presidente della Figc Veneto a consegnare il trofeo alla squadra.
di Adelia Pantano
La Stampa, 27 giugno 2023
Sabato sera 24 giugno al luppoleto del carcere di San Michele di Alessandria l’evento “be(e) free”: in 400 si sono seduti ai tavoli. Immaginate di andare a cena, un sabato sera di inizio estate, tra i filari di un luppoleto e di essere tra le mura di un carcere. Abbandonate il telefono all’entrata, vi sedete e vi godete il servizio dei piatti. Preparazioni non qualunque ma “da masterchef”. Qualcuno ha già provato quell’emozione sabato sera, nel carcere di San Michele, ad Alessandria. In 400 hanno scoperto i “buoni frutti del carcere” serviti dai detenuti.
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