Il pediatra negato ai bimbi migranti. “Kofi e gli altri, a un passo dalla morte per malattie banali”
di Elena Dusi
La Repubblica, 28 ottobre 2023
La Società Italiana di Pediatria sulla salute dei minorenni stranieri in Italia: mortalità e povertà più alte, rischi di infibulazione e matrimoni forzati. E se il genitore perde il lavoro si rischia di restare senza assistenza. I genitori di Kofi erano arrivati in Italia dal Ghana. Quando il bambino - Kofi non è il suo vero nome - è finito in pronto soccorso a Parma a causa del diabete, loro scuotevano la testa increduli. “Ligi alle prescrizioni del medico, davano ogni giorno l’insulina al bambino. Peccato che gliela somministrassero per bocca, non come si dovrebbe, con un’iniezione”. Kofi è arrivato sul ciglio della morte per un banale malinteso linguistico, poi è stato ripreso per i capelli. A raccontare la sua storia emblematica è Gianni Bona, il pediatra di Novara e dell’università del Piemonte Orientale che trent’anni fa ha fondato il Gruppo di lavoro sul bambino migrante della Società Italiana di Pediatria (Sip).
di Domenico Quirico
La Stampa, 28 ottobre 2023
Ci sono popoli dimenticati, tanti, troppi: i tibetani, i karen, gli yanomani dell’Amazzonia, gli uiguri del Xinjiang, i curdi, sì anche i curdi a cui dedichiamo attenzione quando ci servono, contro Saddam Hussein o il neo califfato, per scaricarli poi nel loro frammentato oblio. Conosciamo le loro tragedie, a menadito, certo: ma ci sono cose più importanti nel disordine mondiale per farcene carico. Non disturbano. Non hanno carri armati o bombe, non compiono attentati. Vegetano. È diventare inutili che dà un senso di disperazione. Israeliani e palestinesi, invece, non sono popoli dimenticati. Sono due popoli soli. E forse questo è anche peggio. Ieri l’Onu li ha accumunati: nella condanna dei crimini di guerra che entrambi avrebbero commesso!
di Sabato Angieri
Il Manifesto, 28 ottobre 2023
Al Palazzo di vetro raggiunti i due terzi di voti favorevoli necessari. L’Italia si astiene. L’Assemblea Generale dell’Onu ha approvato la bozza di risoluzione che chiedeva la tregua a Gaza, l’ingresso degli aiuti umanitari e la fine delle evacuazioni forzate dei civili. Con 120 voti a favore, 14 contrari (tra cui Usa e Israele) e 45 astenuti (tra cui l’Italia), i due giorni di riunione sono giunti a un punto. Nonostante la gran parte dei 112 oratori che si erano prenotati per intervenire non sono riusciti a parlare, a metà giornata era già chiaro che il voto si sarebbe tenuto entro il pomeriggio di ieri (la sera in Italia). L’ambasciatore della Giordania all’Onu, Ayman Safadi, aveva richiesto l’anticipazione del voto parlando a nome del gruppo arabo di 22 Paesi che ha redatto la risoluzione alla base della riunione degli ultimi due giorni. “C’è urgenza di agire” aveva spiegato Safadi, “la tregua umanitaria è la priorità”.
di Paolo Lepri
Corriere della Sera, 28 ottobre 2023
È arrivato il momento di ritrovare la pietà perduta, mentre i carri armati israeliani entrano a Gaza e la catastrofe attesa in questi giorni drammatici seguiti al massacro del 7 ottobre rischia di materializzarsi in uno scenario al quale il mondo non avrebbe voluto assistere. Mentre nuove vittime innocenti si aggiungono alla spirale della distruzione, la memoria fa riaffiorare le parole del franco-israeliano Ofer Bronchtein, già collaboratore di Yitzhak Rabin, contenute in una lettera ad un amico palestinese pubblicata da Le Monde: “La collera che evochi di fronte alla situazione del tuo popolo è legittima. Ma il tuo silenzio di fronte al dolore del mio è insopportabile”.
di Andrea Oleandri*
lavialibera.it, 27 ottobre 2023
Dopo un anno di governo Meloni, le priorità annunciate dal ministro della Giustizia su carcere e sistema penitenziario sono rimaste al palo. L’esecutivo ha invece aumentato pene e sanzioni, secondo uno schema populista che Carlo Nordio stesso criticava. Il 22 ottobre 2022 il governo guidato da Giorgia Meloni è entrato in carica, con la premier e i ministri che, come da rito, hanno giurato davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Quel giorno c’era anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio che, sul tema del carcere e delle pene, molto aveva detto e preannunciato. Dopo un anno però, come vedremo, tutto è rimasto nelle intenzioni.
di Leonardo Fiorentini*
L’Unità, 27 ottobre 2023
La stretta sulle condotte di lieve entità proposta nel dl Caivano conferma la linea: colpire pesci sempre più piccoli. Mattarella però parla chiaro: in cella solo per delitti gravi. Quando ieri il Presidente Mattarella, ricordando Luigi Daga, magistrato morto 30 anni fa dopo un attentato in Egitto, ha sottolineato il suo impegno “per restringere la carcerazione ai delitti gravi, per offrire l’opportunità di reinserimento sociale dei detenuti attraverso il più ampio ricorso alle misure alternative alla detenzione” il pensiero di molti è andato al dibattito sul Decreto Caivano.
di Ugo Ceron*
Avvenire, 27 ottobre 2023
Nei giorni scorsi il sottosegretario alla giustizia, Andrea Delmastro, ha proposto di evitare il carcere per le persone con problematiche di dipendenza patologica “almeno alla prima condanna”: Ci sembra un intento condivisibile. È necessario però collegare questa proposta ad una misura più ampia e generale circa l’applicazione delle misure alternative al carcere, in particolar modo per le persone con problematiche di dipendenza.
di Mirko Aufiero
nxwss.com, 27 ottobre 2023
Dalle cause del sovraffollamento delle carceri alle possibili soluzioni: ne abbiamo parlato con Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell’associazione Antigone. 56mila detenuti per 51mila posti, 85 suicidi nel 2022, tasso di sovraffollamento ufficiale del 110,6%. Questi alcuni dei numeri sulle carceri italiane pubblicati dall’ultimo rapporto di Antigone, associazione nata negli anni ottanta che si occupa di raccogliere e divulgare informazioni sulla realtà carceraria italiana.
di Rodolfo Carmenati
diritto.net, 27 ottobre 2023
Le carceri italiane rappresentano un ambiente complesso e delicato, in cui si concentrano numerosi problemi sociali e umanitari. Tra questi, uno dei temi più rilevanti è quello della sanità penitenziaria e dei diritti dei detenuti. La tutela della salute all’interno delle carceri è un diritto fondamentale che deve essere garantito a tutti i detenuti, in conformità con le norme nazionali e internazionali.
di Ilaria Sacchettoni
Corriere della Sera, 27 ottobre 2023
Un testimone mentì e lo accusò dell’eccidio di Sinnai, un paese in provincia di Cagliari, solo nel 2017 la verità ha cominciato a emergere grazie a un avvocato incrollabile. Lui, ex pastore, è sempre stato un detenuto modello. C’è la richiesta di grazia, ma il nemico ora è la burocrazia. Ambiguità che nessuno vuole sciogliere: ma Luigi Pinna, superstite del massacro di Sinnai, davvero ha visto il suo assassino? In questa storia del 1991, riemersa come il fantasma di una Sardegna arretrata eppure garantista, rurale ma solidale, c’è in ballo l’innocenza di una comunità. E soprattutto quella di un uomo. E infatti per Beniamino Zuncheddu, 59 anni, trentadue dei quali trascorsi in carcere per omicidio plurimo, si stanno muovendo i Radicali e la Camera penale di Roma, Gaia Tortora e pezzi di istituzioni sarde, chiedendo ai giudici della Corte d’Appello di Roma di superare la loro stessa inerzia.
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