di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 27 ottobre 2023
L’economista invoca tre interventi strutturali per il Terzo settore, prima di tutto la co-programmazione: “Ripristinare esenzioni e giustizia fiscale è necessario, ma conta di più il lungo termine”. “Certo che il fisco è importante, che discorsi. Anche per il Terzo settore, figuriamoci. Ma non è tutto. E non è la cosa più importante”. Naturalmente anche il professor Stefano Zamagni, padre internazionale dell’economia sociale, sta seguendo il dibattito in corso sulla Legge di Bilancio. “Che essendo fatta un anno per l’altro - spiega il prof - è pensata sul breve periodo. Ma è sul medio e lungo termine che il Terzo settore deve invocare le cose importanti. Con leggi ordinarie, non con quella di Bilancio. E sono tre: co-programmazione, rivoluzione culturale, Borsa sociale”.
di Walter Massa*
Il Manifesto, 27 ottobre 2023
Venerdì 27 ottobre in piazza. Dopo il dolore per le vittime israeliane di Hamas, non possiamo tacere l’angoscia e la solidarietà verso più di 2 milioni di uomini, donne e bambini asserragliati e affamati nella Striscia. L’adesione dell’Arci alla manifestazione indetta per oggi da Amnesty International Italia e dall’AOI (Ass. di cooperazione e solidarietà internazionale), di cui facciamo parte con la nostra Ong Arcs, è coerente con la nostra storia.
di Emanuele Bonini
La Stampa, 27 ottobre 2023
I leader riuniti a Bruxelles approvano le conclusioni sul conflitto arabo-israeliane. L’Unione europea chiede per Gaza “accesso umanitario senza ostacoli” alla popolazione civile di Gaza, “attraverso corridoi umanitari e pause per esigenze umanitarie” quali fornitura di viveri, acqua, cure mediche, riparo e carburante. È questa la formula su cui i capi di Stato e di governo dei Paesi dell’Ue, riuniti a Bruxelles, hanno convenuto per tentare di alleviare gli effetti del conflitto arabo-israeliano in Medio Oriente. I Ventisette leader si rivolgono anche a Israele e al suo esercito, per chiedere di “assicurare la protezione di tutti i civili, in ogni momento e nel rispetto dei diritto internazionale”. Questo perché l’Ue esprime “preoccupazione per il deterioramento della situazione umanitaria a Gaza” e nella striscia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 ottobre 2023
Mentre il ministro della Giustizia Nordio continua a considerare l’ormai datata e difficile realizzazione del riutilizzo delle caserme militari dismesse per risolvere il problema carcerario, Rita Bernardini di Nessuno Tocchi Caino ha divulgato i dati rielaborati attraverso gli aggiornamenti del Dap, evidenziando uno scenario caotico nel sistema penitenziario italiano.
di Angela Stella
L’Unità, 26 ottobre 2023
Grazie all’azione del Garante finalmente c’è un regolamento nazionale nei centri di rimpatrio. Quest’anno la consueta Relazione al Parlamento del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale è stata quella conclusiva del mandato del primo Collegio (Presidente Mauro Palma, membri Daniela De Robert, Emilia Rossi). Cosa è accaduto in questi sette anni. Ne parliamo proprio con l’avvocata Emilia Rossi.
di Ezio Menzione
Il Dubbio, 26 ottobre 2023
Questa volta sembrava fatta, che Alfredo Cospito dovesse essere tolto dal regime di 41 bis e reimmesso in un regime di detenzione normale, sia pure ad alta sorveglianza: ripristinati cioè i suoi diritti più elementari per ciò che concerne l’isolamento, la socialità, la lettura e l’informazione, fino alla limitazione delle modalità di alimentazione, sia pur mantenendo il controllo (censura) molto stretto sulla corrispondenza e sui colloqui consentiti. Invece, niente. Resta al 41 bis, nonostante che la DDA locale e nazionale avessero dato parere favorevole per il ripristino del regime normale per il detenuto. Chi più titolate di loro per giudicare della pericolosità di un soggetto? Damiano Aliprandi ha già dato conto su questo giornale (24/ 10) in maniera esaustiva dell’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Roma che nega l’alleggerimento. Ma vale la pena tornarci sopra perché essa è molto grave nei presupposti e in alcuni passaggi.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 26 ottobre 2023
“Pronta la riforma della prescrizione, si torna a quella sostanziale: il testo è stato già trasmesso alla Commissione giustizia della Camera”. Così in una nota il ministero della Giustizia. “L’aspetto principale della riforma -spiega via Arenula - è la previsione di una sospensione della prescrizione per 24 mesi dopo la sentenza di condanna in primo grado e per 12 mesi dopo la conferma della condanna in appello. Se la sentenza di impugnazione non interviene in questi tempi, la prescrizione riprende il suo corso e si calcola anche il precedente periodo di sospensione”. “Anche in caso di successivo proscioglimento o di annullamento della sentenza di condanna in Appello o in Cassazione, il periodo in cui il processo è stato sospeso si calcola ai fini della prescrizione”, precisa ancora la nota del ministero della Giustizia.
di Liana Milella
La Repubblica, 26 ottobre 2023
Scompare il lodo Sisto, vince l’alleanza tra Bongiorno e Delmastro. Ok anche da FI. Stop per 24 mesi in primo grado e in Appello per i condannati. Il relatore Costa di Azione ottiene che l’imputato assolto in secondo grado recuperi il tempo della sospensione. Prescrizione sospesa del doppio per i delitti contro le donne. E stop al processo per 24 mesi, sia in Appello che in Cassazione per i condannati. La maggioranza ha chiuso l’accordo sulla prescrizione. Con un nuovo testo, che, come precisano le fonti di governo, ha veste autonoma rispetto sia alla versione dell’ex Guardasigilli Orlando del 2017, sia della proposta Lattanzi del 2021.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 26 ottobre 2023
Stop di 24 mesi in primo grado e in Appello per i condannati. Vittoria di Enrico Costa (Azione): l’imputato assolto in secondo grado recupera il tempo della sospensione. Sul tema della prescrizione la maggioranza e il governo “hanno trovato una buona soluzione”. Lo ha detto il guardasigilli Carlo Nordio all’Agi ieri entrando alla Camera. Ed infatti ieri è stato presentato un emendamento dai relatori Enrico Costa (Azione) e Andrea Pellicini (FdI) alla proposta di legge di riforma della prescrizione che inserisce nel codice penale l’articolo 159 bis.
di Liana Milella
La Repubblica, 26 ottobre 2023
Ma il vicepresidente Pinelli si astiene. Secondo l’avvocato leghista di Padova la decisione del Consiglio superiore di magistratura “esonda dalle valutazioni che gli sono consentite”. Come lui votano i laici di FI Aimi e di Iv Carbone, a favore tutti gli altri. Il vice presidente del Csm Fabio Pinelli, l’avvocato di Padova eletto dal Parlamento in quota Lega tra i dieci laici di palazzo dei Marescialli, fa ancora notizia per un suo voto durante una seduta del plenum. Il 6 luglio, proprio grazie al suo stesso voto che vale doppio in caso di parità, fece prevalere Filippo Spiezia come procuratore di Firenze. Stasera invece la sua astensione sul parere al decreto Caivano fa di nuovo notizia perché lo stesso Pinelli dice ai colleghi che in questo modo il Csm “esonda dalle valutazioni che gli sono consentite sull’organizzazione degli uffici giudiziari”. Sollevando inevitabilmente una serie di critiche, anche se il parere passa con il voto di tutti, e la sola astensione di Pinelli e dei laici di Forza Italia Enrico Aimi, lo stesso che per primo ha criticato il comportamento della giudice Iolanda Apostolico, e di Ernesto Carbone, a sua volta laico di Italia Viva.
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