di Donatella Stasio
La Stampa, 22 giugno 2023
Manca una legge sui nati da genitori omosessuali e si bloccano le trascrizioni. Così il governo e la maggioranza vogliono confinarli in una terra di nessuno. Accade che la Corte europea dei diritti dell’uomo ricordi agli Stati che debbono farsi carico del diritto dei figli arcobaleno di essere riconosciuti legalmente come figli anche del genitore non biologico, e ribadisca che si può vietare la trascrizione di atti di nascita di altri paesi se esistono altre vie, come “l’adozione in casi particolari”, purché “adeguata” a garantire una tutela effettiva ed efficace. Principi affermati dal 2014, ma che purtroppo non hanno finora illuminato quella terra di nessuno dove governo e maggioranza vogliono confinare i figli arcobaleno, anche grazie agli eccessi di zelo di alcuni magistrati, come quelli della Procura di Padova che ha impugnato ben 33 registrazioni anagrafiche di figli di due donne, alcune risalenti addirittura al 2017. Niente di nuovo, insomma. Eppure, le parole della Corte di Strasburgo fanno esultare su Facebook la ministra della Famiglia Eugenia Roccella: “L’avevo detto, l’avevo detto che c’è la stepchild adoption, basta con le bugie!”. Reazione bizzarra, vista la perdurante inerzia legislativa e l’ostruzionismo ideologico della maggioranza nel rendere almeno adeguata la stepchild adoption. La Corte di Strasburgo ha infatti segnalato ripetutamente, a proposito dell’adozione, una serie di criticità da superare per evitare che il bambino “resti troppo tempo nell’incertezza”.
di Filomena Gallo*
La Stampa, 22 giugno 2023
Ancora non è chiaro cosa il Governo abbia contro le bambine e i bambini nati da un’unione che non corrisponde all’idea della cosiddetta “famiglia tradizionale” propria della maggioranza. Perché è sulla loro pelle che si sta giocando l’assurda battaglia ideologica a cui stiamo assistendo in questi giorni ai danni delle famiglie omogenitoriali. Ben 33 bambini ora rischiano di perdere un genitore da un giorno all’altro, discriminati a causa dell’orientamento sessuale dei propri genitori. Proprio quello Stato che dovrebbe proteggerli e che dichiara a gran voce di agire nel loro supremo interesse, ora, in violazione di ogni principio costituzionale, li sta privando di tutti i diritti e le tutele che spettano per legge a loro così come a tutti i figli di coppie eterogenitoriali, senza distinzione alcuna.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 22 giugno 2023
In un’interrogazione il deputato di Avs Marco Grimaldi ha posto l’accento sulla salvaguardia della salute mentale di chi è privato della libertà. “Chiedo al ministro della giustizia di consentire più chiamate e videochiamate come ai tempi dell’emergenza pandemica”.
di Angela Stella
L’Unità, 22 giugno 2023
Sono iniziate presso il Ministero della Giustizia le audizioni per designare il nuovo Collegio del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. I tre nuovi componenti assumeranno l’incarico ricoperto in questi ultimi sette anni - benché il mandato sia di cinque - da Mauro Palma. Emilia Rossi, Daniela De Robert.
di Lorenzo Guzzetti
Il Riformista, 22 giugno 2023
La cronaca nera si occupa dei singoli casi, ma serve trovare uno spazio culturale che si faccia carico di analizzare le falle del nostro sistema e le relative soluzioni. Che un quotidiano dedichi spazio al tema della salute mentale non è certo comune, considerato lo stigma sociale che ancora caratterizza il nostro modello sociale.
di Sarah Martinenghi
La Repubblica, 22 giugno 2023
Dalla violenza di genere agli arresti, il triplice collegio previsto dal ddl del governo manderà in crisi i tribunali già col personale ridotto all’osso. Basandosi sui dati del 2022, ultimi disponibili, se il ddl Nordio fosse approvato, a Roma i giudici collegiali sarebbero stati costretti a esprimersi su 875 procedimenti, sempre in relazione agli arresti.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 22 giugno 2023
Intervista al ministro della Giustizia: “Confitti con i magistrati? Spero di no, vorrei che si abbassassero i toni da parte di tutti. Sulle intercettazioni ripristiniamo la Costituzione”
di Liana Milella
La Repubblica, 22 giugno 2023
L’ex ministro della Giustizia: “Il Guardasigilli vuole mandare alcuni messaggi a settori sociali più direttamente interessati a forme di criminalità economica”
Andrea Orlando, esternazioni da editorialista quelle di Nordio contro la “stampa faziosa” o da ministro?
di Pierpaolo La Rosa
Il Tempo, 22 giugno 2023
Intervista a Francesco Paolo Sisto, viceministro alla Giustizia e senatore di Forza Italia.
Cosa cambierà con la riforma del Guardasigilli Carlo Nordio?
di Liana Milella
La Repubblica, 22 giugno 2023
Il procuratore nazionale Antimafia chiede al governo tecnologie più sofisticate per combattere la criminalità organizzata. Coincidenze. Casuali certo. Ma determinanti. Accade che, nell’arco della stessa ora, due facce della giustizia si palesino agli italiani. C’è un ministro, l’ex pm Carlo Nordio, che parla davanti ai costruttori. Regala loro, gratificato da quattro applausi, ciò che si aspettano. Via l’abuso d’ufficio. Giustizia “conciliativa” anziché processi per evasione fiscale. Stretta sulle intercettazioni. E c’è all’opposto il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Gianni Melillo, per la prima volta davanti alla commissione parlamentare Antimafia della presidente Chiara Colosimo.
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