di Gianfranco Pasquino*
Il Domani, 26 ottobre 2023
Agli israeliani non manca l’intelligenza politica per capire che questo ennesimo conflitto è di tipo superiore ai precedenti e che la vittoria sul campo non sarà sufficiente. Le opinioni pubbliche da sole non vincono le guerre. Possono, però, farle perdere. Senza il sostegno dell’opinione pubblica ucraina e delle opinioni pubbliche europee e degli Usa, il presidente Zelensky avrebbe già dovuto cedere all’aggressione russa. Se in Russia fosse possibile la formazione di un’opinione pubblica, Putin avrebbe incontrato fin dall’inizio molte difficoltà a lanciare la sua “operazione militare speciale”; ancora più numerose difficoltà avrebbero fatto la loro comparsa nel mantenerla di fronte agli evidenti insuccessi. Da parte sua impedire e bloccare le informazioni su quel che (non) succede sul territorio ucraino è la logica conseguenza del timore di reazioni dell’opinione pubblica che ricevesse quelle informazioni.
di Liana Milella
La Repubblica, 25 ottobre 2023
“Ma non serve, 9.000 detenuti posso scontare pene sostitutive”. Il Guardasigilli pensa al riutilizzo degli edifici militari dismessi. Il professor Gatta replica: “Già 1.200 carcerati pagano il loro debito con la giustizia fuori dalla prigione con pene sostitutive. Va applicata meglio la riforma Cartabia”. Le carceri scoppiano. E questa non è affatto una novità. Lo si sa, lo si dice e lo si denuncia da sempre. Oggi sono 58.987 i detenuti distribuiti in 189 penitenziari a fronte di una capienza di 51.285 posti effettivi. Sovraffollamento. Rivolte. Suicidi, 39 finora nel 2023, 85 l’anno scorso. Eppure, in via Arenula c’è un’importante novità. Perché ci sono anche 1.200 persone, a oggi, che stanno scontando la pena fuori dal carcere grazie alle nuove pene che possono sostituire quelle detentive brevi introdotte con la riforma di Marta Cartabia, che andava sempre dicendo, da ministra della Giustizia, che la Costituzione parla di pene al plurale, e non solo di carcere.
di Valter Vecellio
huffingtonpost.it, 25 ottobre 2023
Il presidente della Repubblica inviava alle Camere un messaggio sulle condizioni di vita in cui sono costretti detenuti, agenti di custodia e l’intera comunità penitenziaria, cercando di far uscire il Parlamento dalla sua pervicace e oziosa indolenza. Invano. Dolce e beato Paese, l’Italia che ogni giorno celebra e ricorda ogni tipo di anniversario, una “giornata”, una settimana, una ricorrenza. Tanti, fatalmente di qualcuno se ne smarrisce memoria. Si è vittima di malizia se si osserva che se ne è dimenticato uno, giusto dieci anni fa? Il presidente della Repubblica in carica è Giorgio Napolitano. Decide di avvalersi di una sua prerogativa, prevista nel secondo comma dell’articolo 87 della Costituzione: la facoltà di inviare messaggi, nella forma più solenne, al Parlamento. Quello che Napolitano invia a senatori e deputati riguarda le carceri: le condizioni di vita in cui sono costretti detenuti, agenti di custodia e l’intera comunità penitenziaria.
di Grazia Zuffa
Il Manifesto, 25 ottobre 2023
Nel 2022, 85 persone detenute in carcere si sono tolte la vita, 80 uomini e 5 donne, su una popolazione di circa 55.000 detenuti: il dato più elevato degli ultimi dieci anni. Nel 2010, il Comitato Nazionale per la Bioetica rivolse l’attenzione al fenomeno dei suicidi in carcere, considerando i dati allarmati allora a disposizione del Comitato per il 2009: 72 suicidi su una popolazione di 60.000 detenuti. Dunque, a distanza di oltre un decennio, la questione è ancora lì, in tutta la sua drammaticità.
di Angela Stella
L’Unità, 25 ottobre 2023
Antipsicotici utilizzati 5 volte di più che all’esterno, ma i detenuti con diagnosi psichiatrica grave sono meno del 10%. Consumo elevato anche negli istituti per minori. “Nordio che dice?”. È pari a due milioni di euro la spesa in psicofarmaci somministrati nelle strutture detentive italiane nel 2022. Soprattutto antipsicotici, il 60% del totale, prescrivibili per gravi patologie come il disturbo bipolare e la schizofrenia e utilizzati cinque volte di più rispetto all’esterno.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 25 ottobre 2023
Nel suo rapporto sulla nuova Rems “Santa Maria” a Calice al Cornoviglio, in Liguria, il Garante evidenzia la necessità di un approccio sistemico nella gestione dei ristretti “sine titulo”. Nel contesto delle misure di sicurezza psichiatriche in Italia, l’apertura della Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) “Santa Maria” a Calice al Cornoviglio, Liguria, solleva importanti questioni riguardo all’approccio alla detenzione e alla presa in carico dei pazienti affetti da disturbi mentali. Il rapporto del Garante nazionale delle persone private della libertà fornisce un’analisi critica di questa nuova struttura e sottolinea le sfide legate all’illegittima detenzione e alla necessità di un approccio sistemico nella gestione delle persone ristrette “sine titulo”. Parliamo delle visite effettuate nei giorni dal 27 al 29 aprile 2023 dalla delegazione - purtroppo uscente - del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale composta da Mauro Palma, presidente, Daniela de Robert ed Emilia Rossi, componenti del Collegio, Federico Cilia, componente dell’Ufficio.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 25 ottobre 2023
La svolta annunciata dal capo del Dap. Resta il divieto di contatti con l’esterno, ma saranno cancellati i divieti inutilmente vessatori, come quelli sui libri o sul cibo. Un nuovo 41 bis in arrivo. La notizia è che (finalmente) sarà cambiato in meglio. Tradotto: resta l’isolamento dei detenuti, resta un numero ridotto di colloqui. Resta la ragione per cui la norma è stata inventata: spezzare le catene tra il boss e la sua organizzazione criminale, tra il terrorista e la sua cellula. Saranno eliminati, però, almeno in gran parte, quei corollari che rendono odioso il carcere duro. Attualmente il detenuto al 41 bis può avere massimo 3 libri in cella, non può fare sport (a meno che non lo faccia nella minuscola cella in cui è escluso), non può comprare alcuni alimenti. La lista è lunga - basti pensare che all’anarchico Alfredo Cospito, al quale il 41 bis è stato per l’ennesima volta confermato - è stato vietato di tenere in cella la foto dei genitori. Bene: questa lista sarà cancellata, o assottigliata il più possibile.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 25 ottobre 2023
Entro il 2 novembre la commissione Giustizia dovrà esprimere il parere sulla terna proposta dal governo. Il M5S conferma il suo appoggio al centrodestra, come a Palazzo Madama.
di Errico Novi
Il Dubbio, 25 ottobre 2023
Ultimi ritocchi alla legge che era tra gli obiettivi del ministro: lunedì sera la “benedizione” di Meloni nel vertice sulla giustizia a Palazzo Chigi. Dal punto di vista dell’opposizione, per esempio di Debora Serracchiani, l’interesse di Giorgia Meloni per la giustizia è “strumentale”, è un “aggrapparsi a provvedimenti bandiera per mascherare i passi falsi”.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 25 ottobre 2023
Regge l’alleanza FdI-Lega e resta isolata Forza Italia nella persona del viceministro Francesco Paolo Sisto. Due vertici sulla giustizia in 48 ore per trovare una concordia che non c’è. Lunedì i responsabili Giustizia dei partiti di maggioranza sono stati accolti da Giorgia Meloni a palazzo Chigi, con il ministro Carlo Nordio nella veste di osservatore. Ieri nuovo round, sulla prescrizione. Ma è stata fumata nera perché non si è arrivati a una sintesi dentro la maggioranza. E però le cose camminano lo stesso. Sulla prescrizione regge l’alleanza FdI-Lega e resta isolata Forza Italia nella persona del viceministro Francesco Paolo Sisto. Se però non interverranno improbabili novità da parte del ministero della Giustizia, sarà vincente l’ipotesi FdI-Lega che è farina del sottosegretario Andrea Delmastro e di Giulia Bongiorno.
- Nordio alle toghe: “Applicate le leggi o cambiate mestiere”
- L’importanza di interpretare una legge. Il diritto vivente ha un ruolo attivo
- Un approccio concreto alla separazione delle carriere: due Csm e pm non nei Tribunali
- L’eterno ritorno delle grida contro la diffamazione
- Il caso Lucano e la ‘ndrangheta alibi di un sistema perverso









