di Fabrizio Costarella* e Cosimo Palumbo**
Il Dubbio, 21 giugno 2023
Il rapporto tra processo penale e procedimento di prevenzione - pensato dal Legislatore come improntato a piena autonomia ed indifferenza - è stato ridisegnato dalla Corte Costituzionale, con la nota sentenza 24/ 19, che è intervenuta anche sulle modalità di accertamento degli “elementi di fatto” posti a base del giudizio di pericolosità sociale (quantomeno, di quella “generica”).
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 21 giugno 2023
Il Garante della Privacy ha irrogato una serie di sanzioni a seguito della pubblicazione di dati sulla salute di Matteo Messina Denaro. Nell’esercizio del diritto di cronaca, la diffusione di dettagli sanitari di un individuo, anche se noto, incontra una serie di limiti- Non assume rilievo il fatto che l’interessato non se ne sia lamentato, come pure la già avvenuta circolazione di notizie sul suo stato di salute. L’autorità ha anche evidenziato una “assenza di sensibilità giuridica e deontologica che, invece, ci si aspetterebbe dagli operatori dell’informazione”. Un monito per tutti i media.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 21 giugno 2023
Sufficiente è l’avvio di tale ravvedimento e se riconosciuto dal giudice non può essere pretermesso per i precedenti dei familiari. In caso di reati ostativi alla fruizione di benefici penitenziari e in assenza di prova dell’impossibilità della collaborazione con la giustizia, la possibilità di concedere un permesso premio all’ergastolano recluso da più di 25 anni è legata all’accertamento dell’assenza di rischi di ricostituzione di legami con la realtà della criminalità organizzata.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 21 giugno 2023
Il caso di Derouiche Lassad, giovane tunisino affetto da gravi disabilità neurologiche, recluso nel carcere di Bologna. È incompatibile, ma rimane dentro perché è un derelitto. Ha gravi disabilità neurologiche, un viso deformato a causa dell’infermità e ha anche un ritardo mentale. Che senso ha tenere in carcere un detenuto con queste evidenti vulnerabilità?
di Stefano Cortelletti
Il Messaggero, 21 giugno 2023
La vittima è un 3enne di origini brasiliane, colpito a morte al culmine di una lite da un detenuto con problemi psichiatrici. Ucciso in carcere a Velletri dal compagno di cella al culmine di una lite. La vittima è Marcos Schinco, 43 anni, di origini brasiliane ma residente da tempo a Latina, nel 2015 era stato arrestato per aver rubato i soldi da alcuni parcometri in via Fabio Filzi a Latina, mentre nel 2016 in stato di alterazione psicofisica aveva aggredito i poliziotti intervenuti per sedare una rissa tra tossicodipendenti, danneggiando anche l’auto di servizio.
regione.lazio.it, 21 giugno 2023
I problemi specifici dell’assistenza psichiatrica a Velletri sono stati oggetto di una sua segnalazione del Garante alla Asl solo tre settimane fa. “Il gravissimo fatto di sangue accaduto nella casa circondariale di Velletri ci obbliga a una riflessione seria sul problema della salute mentale in carcere. L’autore del reato, che viene da una storia importante di abuso di sostanze, sono anni che passa di carcere in carcere, dal carcere all’ospedale, ed è stato anche in Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, ndr).
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 21 giugno 2023
A Pomigliano d’Arco dal 2012, Frederick Akwasi Adofo era finito a vivere in strada. Aveva subito altre aggressioni, la più grave a dicembre: gli autori furono subito rilasciati. I carabinieri cercano due ragazzi. In città tre episodi gravi in meno di 7 giorni e l’allarme della Dia, ma il sindaco non vede la camorra.
Il Messaggero, 21 giugno 2023
Una partita di calcetto, durante l’ora d’aria, per spezzare la monotonia di una giornata di caldo torrido. E il fisico di Denny Pruscino, 42enne ergastolano del Due Palazzi di Padova, non ha retto. Subito dopo essere rientrato in cella si è sentito male. A quel punto il detenuto è stato soccorso e portato in infermeria. Allo stesso tempo è stato avvisato il Suem 118. Ma è stato tutto inutile: l’uomo è giunto in ospedale in condizioni disperate ed è morto poco dopo.
Corriere del Veneto, 21 giugno 2023
L’ente che si occupa di pene alternative conta 14 persone per 3 mila pratiche all’anno. Appena 14 tra assistenti sociali e agenti di polizia penitenziaria a gestire una mole di lavoro che nei primi sei mesi del 2023 si è già attestato a quota 1.550 pratiche istruite relative a detenuti in carcere o in comunità, condannati o imputati, che si avviano a pene alternative al carcere o a progetti di giustizia riparativa.
di Antonella Cortese
Ristretti Orizzonti, 21 giugno 2023
È possibile ricostruire un’esistenza andata in frantumi? È possibile riavvolgere il nastro e liberarsi del danno fatto e della sofferenza inferta? Spesso siamo davanti a sliding doors ma non ne abbiamo contezza, avremmo potuto fare altre scelte ma abbiamo imbroccato la porta sbagliata, quell’azione che sembra bloccata in un fotogramma e che ci conduce ad una esistenza disidratata, al vuoto di una vita privata della libertà personale, chiusa da grate e chiavistelli, trascorsa in uno spazio-tempo anche difficile da immaginare.
- Padova. Dal carcere ai lavori di manutenzione in classe: riparte il progetto “Detenuti per la scuola”
- Aversa (Ce). Concluso il progetto di inclusione per 30 detenuti
- Catania. Detenute al lavoro nella cancelleria del tribunale
- Terni. Rap dietro le sbarre, le canzoni le scrivono i detenuti
- Favignana (Tp). “I colori della libertà” con le opere realizzate dai detenuti











