di Rosario Aitala
Avvenire, 28 dicembre 2025
Oggi ai giudici internazionali si imputa di applicare lealmente il diritto internazionale e salvaguardare i diritti fondamentali degli inermi. Ma così la pace si fa sempre più difficile. In principio fu giustizia dei vincitori, oggi è giustizia per i vinti. Al termine del Secondo conflitto mondiale, con i tribunali internazionali militari di Norimberga e Tokyo, il ricorso a processi in luogo delle consuetudinarie esecuzioni sommarie degli sconfitti affermò un principio etico e giuridico che ha modificato il corso della storia. I crimini di diritto internazionale non sono commessi da entità astratte, Stati, ma da uomini che devono risponderne personalmente. Una rivoluzione di civiltà. Ma fu giustizia dei vincitori, giustizia di parte.
di Timur Khairutdinov
valigiablu.it, 28 dicembre 2025
All’inizio di dicembre, un aereo con a bordo 64 russi espulsi dagli Stati Uniti è atterrato a Mosca. Tutti avevano chiesto asilo politico negli Stati Uniti, sostenendo di essere perseguitati nel loro paese. Dopo l’atterraggio, agli uomini sono state consegnate delle convocazioni militari e alcuni sono stati portati via per essere interrogati. Si è trattato almeno del terzo volo di questo tipo quest’anno e se ne prevedono altri nel 2026. Meduza ha parlato con Dmitry Valuev, presidente di Russian America for Democracy in Russia, della vita nei centri di detenzione per immigrati negli Stati Uniti, di cosa attende i deportati una volta tornati in patria e del motivo per cui gli Stati Uniti stanno rimandando le persone proprio nel luogo da cui stavano fuggendo.
di Maria Caterina Bombarda*
settimananews.it, 27 dicembre 2025
Entrare in carcere non è mai un’esperienza neutra. Chi lo fa come volontario lo sa bene: non ci sono sbarre nei disegni, non ci sono colori accesi né storie edificanti pronte all’uso. Il carcere è un luogo pesante, spesso grigio, segnato dal sovraffollamento, dalla fatica quotidiana, da vite interrotte e da un tempo che rischia di diventare vuoto. Eppure, proprio lì, ogni giorno, accade qualcosa che riguarda tutti noi. Il volontariato penitenziario non è un gesto di buon cuore isolato, né un’azione riparativa a basso costo. È una scelta culturale e politica nel senso più alto del termine: significa credere che la dignità umana non venga cancellata da una condanna e che la società abbia il dovere di interrogarsi su ciò che accade dietro le mura che ha costruito.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 27 dicembre 2025
Qualcuno ha detto che la civiltà di un Paese si misura dalla condizione delle sue carceri. Quelle italiane sono un disastro, e sappiamo bene che non serve costruirne di nuove. Meglio sarebbe cercare di scavalcare quel muro che rende inevitabile il ricorso alla detenzione come unica forma di espiazione della pena. Ci vorrebbe un bel salto culturale. Ma la novità è il segnale che sia oggi proprio la destra italiana, storicamente arroccata sulla difesa strenua della sicurezza in contrapposizione alle garanzie, ad avviarsi verso un nuovo percorso. Non nuovissimo, in realtà, per chi conosca la storia di quella che fu Alleanza nazionale, il partito di Gianfranco Fini, ma soprattutto di Pinuccio Tatarella, nato sulle ceneri del Movimento sociale di Giorgio Almirante.
di Errico Novi
Il Dubbio, 27 dicembre 2025
Di spazio, per le “riforme parallele” della giustizia, non se ne vede più da mesi. Si è dovuto rinunciare persino a provvedimenti “di nicchia” come il ddl Zanettin sul sequestro degli smartphone, finito a galleggiare nel nulla alla Camera dopo l’ok del Senato. Seppure arrivasse il sì al referendum di marzo sulla separazione delle carriere, sembra difficile che possa farsi strada una grande riforma del processo penale, e in particolare delle misure cautelari. Certo, Carlo Nordio non dispera. Non si rassegna a una legislatura chiusa in anticipo, per la giustizia. Ne ha parlato una settimana fa all’ultimo grande appuntamento nel quale ha preso la parola, il congresso di Nessuno tocchi Caino, ospitato all’interno del “Beccaria”, l’istituto per minorenni di Milano.
di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo*
Il Dubbio, 27 dicembre 2025
Alcune recenti pronunce della Corte di Cassazione e della Corte europea dei diritti umani sembrano orientare il sistema della prevenzione patrimoniale verso standard più garantisti e maggiormente rispettosi dei principi del giusto processo. Tale evoluzione avvicina in modo significativo il procedimento di prevenzione al processo penale, segnando una presa di distanza dalle impostazioni presuntive che hanno tradizionalmente caratterizzato la materia. In questa direzione si colloca la sentenza n. 30355/2025 delle Sezioni unite, nota come Putignano, che interviene sugli oneri gravanti sul terzo intestatario del bene oggetto di misura patrimoniale.
di Andrea D’Aurelio
Il Centro, 27 dicembre 2025
Il 50enne siciliano Scalia stava scontando 19 anni e 11 mesi per l’omicidio di Salvatore Lombardo. La scorsa settimana era stato sottoposto a intervento all’anca. Si indaga per omicidio colposo. Era considerato uno dei collaboratori del boss Matteo Messina Denaro. Rosario Scalia, 50 anni, è stato trovato senza vita nella notte tra il 24 e il 25 dicembre, nella sua cella del carcere di massima sicurezza di Sulmona, dov’era recluso ormai da diversi anni. La scoperta è avvenuta durante i controlli di routine degli agenti di polizia penitenziaria e degli operatori sanitari dell’istituto di pena. Sebbene i primi rilievi del 118 indichino un arresto cardiocircolatorio, la Procura della Repubblica di Sulmona ha deciso di approfondire il caso per due motivi principali: l’età pressoché giovane e il fatto che il detenuto era stato sottoposto a un’operazione chirurgica all’anca soltanto la scorsa settimana nell’ospedale dell’Annunziata.
di Peppe Ercoli
Il Resto del Carlino, 27 dicembre 2025
Achille Mestichelli deceduto nel 2015 a seguito delle gravissime lesioni riportate in una lite. Per la Corte d’Appello il controllo è stato inadeguato. È destinata a fare giurisprudenza la sentenza della Corte d’Appello civile di Ancona che, sconfessando il giudice di primo grado, ha riconosciuto un risarcimento danni di 430mila euro, oltre agli interessi legali, ai familiari di Achille Mestichelli, l’ascolano deceduto il 18 febbraio 2015 a seguito delle gravissime lesioni riportate in una lite avuta con un tunisino qualche giorno prima, il 13 febbraio, in una cella del carcere di Ascoli, dove era detenuto.
di Andrea Guida
firenzetoday.it, 27 dicembre 2025
Mentre Firenze si accende di luci e messaggi di solidarietà, il carcere di Sollicciano resta ai margini, come un mondo a parte. A denunciarlo è l’associazione Pantagruel, da anni impegnata all’interno della casa circondariale, che in occasione delle festività natalizie torna a puntare l’attenzione sulle condizioni di vita e di lavoro dentro il penitenziario. “Il Natale rende ancora più evidente il contrasto tra la città e il carcere - spiegano Simone Cecconi, responsabile di Pantagruel. Fuori si parla di comunità, famiglia, attenzione agli ultimi, mentre dentro restano isolamento, silenzio e problemi quotidiani irrisolti. Sollicciano sembra non appartenere al racconto del Natale, come se non facesse parte della città”.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 27 dicembre 2025
Gianna e Francesco, detenuti con disagio psichico dalle celle di Sollicciano al centro Madre Fernanda. Due ex detenuti del carcere fiorentino, lei 56 anni, lui 57, entrambi con una disabilità psichica che arriva quasi al 100%, sono stati accolti nella struttura residenziale psichiatrica gestita dal Consorzio Zenit. La psicoterapeuta: “Condizioni incompatibili con il carcere”. Sono usciti dal carcere di Sollicciano qualche settimana fa, ma non potranno mai dimenticare quello che hanno vissuto dentro uno dei penitenziari più critici d’Italia. Si chiamano Gianna e Francesco (nomi di fantasia), e hanno una disabilità psichica che arriva quasi al cento per cento. Nonostante questo, hanno vissuto in cella per diversi mesi. Adesso vivono al Centro Madre Fernanda, la struttura residenziale psichiatrica gestita dal Consorzio Zenit che offre a persone con disagio psichico la possibilità di percorsi curativi e riabilitativi di tipo residenziale.
- Pozzuoli (Na). Carcere, in cucina per ricominciare: ecco le “Lazzarelle”
- Ferrara. La proposta del Radicale: “La rotonda del carcere? Intitoliamola a Pannella”
- Verona. All’Anagrafe il Presepe della Concordia, realizzato dai detenuti di Montorio
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- “Ciao zio, prendi come esempio i miei progressi”. “Fuori c’è una vita che ci aspetta”











