di Massimiliano Smeriglio e Pietro Bartolo*
Il Manifesto, 14 luglio 2023
Al Parlamento europeo c’è chi ha votato no. Per fare la pace servono diplomazie e negoziatori. Abbiamo votato ancora una volta no al Regolamento Asap sul sostegno alla produzione di munizioni perché continuiamo a pensare che sia sbagliato investire solo in armi e arsenali lasciati peraltro nelle mani dei singoli Stati nazionali senza far fare un passo in avanti alla politica e alla difesa comune europea. Armi costruite con i soldi del Pnrr togliendo risorse a servizi sociali e opere pubbliche. Il gruppo socialista ha fatto un gran lavoro per far togliere i fondi di coesione da questo atto. Un fatto positivo ma non basta a cambiare di segno a un regolamento sbagliato.
di Renzo Guolo*
Il Domani, 14 luglio 2023
Nelle banlieue il percorso verso la marginalità di alcune fasce giovanili di origine maghrebina e subsahariana è scandito da precise tappe. Anche le donne, spesso rimaste da sole in Francia a causa della rottura con il partner o per il frequente pendolarismo di ritorno del marito, vedono ridimensionato il loro ruolo. Nel tempo la “questione banlieue” è divenuta oggetto di un acceso confronto politico, tale da indurre a una nuova classificazione di aree urbane ritenute particolarmente problematiche.
di Domenico Quirico
La Stampa, 14 luglio 2023
Il presidente si è fatto rais con tecnica populista, nel Paese imperversano violenza e povertà. In questo imbrogliato scorcio della vita italiana ed europea, per le peggioranti contingenze mediterranee, da Roma si indicano alle urgenti premure finanziarie dell’Unione e del Fondo monetario le sorti traballanti della Tunisia. Paese grondante di scontento ma soprattutto di debiti; dovuti, ma questo è lasciato ai delicati e allusivi segni del linguaggio diplomatico del dire senza dire, a corrotte e asinine politiche di coloro che l’hanno sfasciata in questi ultimi non indimenticabili anni. Si ritorna, insomma, al momento in cui una sommossa piena di buona volontà ma non di progetti chiari rovesciò il tirannello locale. Erano le Primavere arabe ma ormai son quasi preistoria.
di Sami Ben Gharbia*
La Stampa, 14 luglio 2023
Sebbene questi video tolgano il fiato, si prevedeva che ci sarebbe stata violenza contro i migranti sub-sahariani in Tunisia, esacerbata dal discorso razzista e populista del Presidente tunisino Kais Saied. Le dichiarazioni offensive del Presidente hanno causato paura tra i migranti e i tunisini neri, che ha provocato una reazione violenta contro i migranti in tutta la nazione. Resoconti e testimonianze rivelano una serie di abusi, tra cui violenze fisiche, uccisioni, detenzioni arbitrarie, sfratti, sfruttamento, discriminazione sistematica e rifiuto di accesso al cibo, all’acqua e alle cure mediche.
di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 14 luglio 2023
In fuga dai talebani a migliaia detenuti al confine con il Messico. E così il sogno americano si è presto trasformato in un incubo. Fuggiti da un paese lasciato precipitosamente in mano ai talebani dalla coalizione occidentale, Usa in primis, molti afghani tentano di raggiungere proprio gli Stati Uniti. Scappano perché le condizioni economiche dell’Afghanistan stanno peggiorando giorno dopo giorno, ma soprattutto perché in migliaia hanno lavorato con gli americani durante l’occupazione.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 13 luglio 2023
Siamo nel pieno della calura estiva, e in carcere si soffre e si muore. Come di consueto, questo è il periodo in cui nella vita quotidiana aumentano i malori, si acuiscono le patologie e si verificano più suicidi. Nei penitenziari, i problemi si amplificano, soprattutto con le attuali condizioni strutturali e il sempre più evidente sovraffollamento.
di Associazione Liberation Prison Project
La Repubblica, 13 luglio 2023
Sono 15 le carceri italiani in cui l’Associazione Liberation Prison Project (LPP) ha avviato percorsi di consapevolezza per le persone detenute e il personale carcerario, realizzati grazie ai fondi 8xmille dell’Unione Buddhista Italiana. L’introspezione può contribuire a realizzare il principio rieducativo dell’articolo 27 della Costituzione: l’Associazione Liberation Prison Project, nata nel 1996 negli Stati Uniti per iniziativa di una monaca buddhista, offre percorsi di consapevolezza nelle carceri italiane, rivolti sia alle persone detenute sia al personale (come educatori e agenti di polizia penitenziaria), ma anche a ex-detenuti e familiari. Un’attività basata sulla convinzione che anche nei luoghi di detenzione è possibile lavorare sul piano dello sviluppo personale e della conoscenza di sé, sul proprio “essere umano”.
di Ugo Magri
La Stampa, 13 luglio 2023
Negli stessi minuti in cui Giorgia Meloni riaffermava da Vilnius l’intenzione di tirare diritto sulla giustizia, e ieri pomeriggio intimava alle toghe di non distrarre il manovratore, il presidente della Repubblica stava incontrando al Quirinale i massimi vertici della magistratura italiana. Per dirsi che cosa, non è dato sapere: c’è un comunicato, sì, ma piuttosto scarno.
di Massimo Franco
Corriere della Sera, 13 luglio 2023
Giorgia Meloni ha negato un conflitto con le toghe. Ma questo non significa che le tensioni non esistano. Forse Giorgia Meloni non parlava solo ai giudici, ma anche alla sua maggioranza quando ieri ha negato un conflitto con la magistratura. “Non c’è da parte mia”, ha precisato. E “chi confida in un ritorno dello scontro resterà deluso”. Non significa che le tensioni non esistano, né che scompariranno presto.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 luglio 2023
Sulla riforma della Giustizia la premier tira dritto e appoggia il guardasigilli. E ai magistrati dice: “Non è una punizione”. Finalmente ieri la premier Giorgia Meloni ha rotto il silenzio e, sollecitata dai cronisti nella conferenza stampa al termine del vertice Nato a Vilnius, ha parlato finalmente di giustizia e degli ultimi accadimenti di queste settimane, ossia i casi Daniela Santanché, Ignazio La Russa e figlio, Andrea Delmastro delle Vedove e lo scontro con la magistratura associata.
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