garantedetenutilazio.it, 28 febbraio 2023
Oltre 30 laboratori di attività artistiche, culturali e sportive hanno coinvolto circa 130 giovani in carico ai servizi sociali per i minorenni. “Questo progetto sperimentale di qualificazione dell’intervento educativo nell’area penale esterna minorile rappresenta un esempio virtuoso di sinergie tra professionalità diverse, estremamente qualificate. Il nostro impegno sarà quello di sostenerne la diffusione, anche attraverso la sensibilizzazione di tutti gli attori istituzionali e non che possono essere partecipi di queste iniziative”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Stefano Anastasìa, al termine dell’evento conclusivo all’evento conclusivo del progetto europeo Happy (Helpful Activities Program for the Probation of Young offenders), nel Centro congressi auditorium Aurelia.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 28 febbraio 2023
Un mese fa esatto, in data 27 gennaio, il Ministro Carlo Nordio, nel silenzio di chi lavora onestamente e con dedizione, presentava come unico firmatario un disegno di legge finalizzato ad apportare alcuni correttivi alla riforma Cartabia (la quale - come si vedrà - non è l’unica e reale “causa” dei problemi che lo stesso ddl aspira a risolvere). Ne ha parlato e scritto diffusamente, su “Sistema penale”, uno studioso che è stato tra i principali consiglieri della ex Guardasigilli Marta Cartabia, l’ordinario di Diritto penale Gian Luigi Gatta.
di Livio Pepino
Il Manifesto, 28 febbraio 2023
È evidente il ritorno a un sistema penale con due distinti codici, uno per “briganti” (che segna corpi e vite) e uno per “galantuomini” (dove il tempo si sostituisce al giudice). In assenza di (imprevedibili) fatti nuovi Alfredo Cospito morirà. A questo esito portano le decisioni del ministro prima e della Cassazione poi. Eppure, confermare il regime del 41 bis non era una strada obbligata.
di Federico Ferrero
Corriere della Sera, 28 febbraio 2023
Il 9 maggio nel penitenziario scoppiò la rivolta. Per sedarla, decisa la linea interventista: morirono in tutto 7 persone. Sugli accadimenti di Alessandria del 9 maggio del 1974 le coordinate, almeno quelle, sono pacifiche. Nel gennaio più di duecento carcerati nella vetusta casa circondariale di piazza Don Soria si erano coalizzati in sciopero - per ciò che potevano - rinunciando ai momenti di socialità e dandosi a isolate resistenze passive.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 28 febbraio 2023
Ha 81 anni, ma il procuratore di Torino lo ha indagato per la sparatoria a Cascina Spiotta dove morì un appuntato e un brigatista riuscì a fuggire. Ora Curcio vuol sapere chi sparò alla fidanzata Mara Cagol.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 28 febbraio 2023
Non basta che il clan di appartenenza non esista più per concedere il permesso premio all’ergastolano non collaboratore con la giustizia. Così ha stabilito una recente sentenza della cassazione, la numero 6750.
Avvenire, 28 febbraio 2023
Per chi vive in carcere, la partita di calcetto è un’occasione per compattare lo spirito di squadra, rapportarsi con l’allenatore e rispettare le decisioni dell’arbitro. E l’allenamento di ginnastica può divenire uno spazio dove, oltre a stimolare i muscoli, si condivide il benessere con altre persone. Ma secondo l’ultimo rapporto Antigone, negli istituti detentivi italiani il 36,5% dei detenuti non ha accesso al campo sportivo e per il 30,2% le palestre sono precluse.
di Luciano Piras
La Nuova Sardegna, 28 febbraio 2023
Inaugurato nel 1969, divenne la Cajenna delle Brigate Rosse. È successo esattamente quarant’anni fa: 1983. Era il mese di dicembre. A Roma Papa Giovanni Paolo II entrava a Rebibbia per incontrare Mehmet Alì Agca, il fanatico terrorista turco che gli aveva sparato il 13 maggio di due anni prima. A Nuoro, invece, il cappellano don Salvatore Bussu usciva dal supercarcere di Badu e Carros sbattendo clamorosamente i cancelli.
di Monica Serra
La Stampa, 28 febbraio 2023
Bambini e genitori accampati per giorni, tensione e scontri con la polizia. Juan e Luis giocano con un ombrello nel fango. Hanno 12 anni a testa, i pantaloni della tuta inzuppati. Sono le 23, il termometro segna 3 gradi, piove dal mattino e l’umidità non dà tregua a chi è fermo ad aspettare da ore. O anche da giorni, accampato in una tenda di fortuna. La piccola Carmen, 2 anni, è crollata sulla spalla del papà, che la protegge con una coperta a pois. Già in testa alla fila c’è Ana, che di anni ne ha 5, e gli occhi esausti di chi è grande abbastanza per capire che - se va bene - dovrà stare in piedi al gelo, per tutta la notte. Nel parco, c’è chi si scalda con un falò di rami secchi. Una coppia si abbraccia sui cartoni distesi sulla terra bagnata. Un anziano fissa il vuoto e si aggrappa alle stampelle per cercare le forze su una panchina.
di Fabrizio Pomes
campusnews.it, 28 febbraio 2023
La situazione degli studi universitari in carcere: molte buone idee, ma anche molte criticità ancora da risolvere. L’ordinamento penitenziario italiano considera l’istruzione un mezzo fondamentale di rieducazione e dal 2000 prevede altresì che possano essere organizzati in carcere corsi di scuola secondaria superiore e che i detenuti possano frequentare corsi di studio universitari.
- Milano. “Io, come legno”. Ex detenuto diventa liutaio
- Bolzano. Stefano Accorsi incontra i detenuti nell’ambito del progetto “Art of Freedom”
- Eboli (Sa). Detenuti-attori sul palco, a conclusione di un laboratorio nell’Icat
- Napoli. “Maternità in gabbia”: quando sono anche i bambini ad essere detenuti, l’evento del Rotary
- Allarme Ocse: presto sarà impossibile garantire cure mediche a tutti











