di Barbara Stefanelli
Corriere della Sera, 3 marzo 2023
Se i ragazzi non stanno bene, se non sono felici delle loro imperfezioni, è l’intero nostro viaggio a perdere ogni direzione. Alla fine degli anni Novanta un gruppo punk californiano, gli Offspring, prese uno storico brano degli inglesi Who, registrato per la prima volta nel 1965, e ne rovesciò il titolo. The Kids Are Alright divenne The Kids Aren’t Alright. I ragazzi non stavano (più) bene. Il pezzo racconta il ritorno nel quartiere dell’infanzia: le strade che promettevano futuro sembrano ora distorte, incrinate. Tutto appare logoro, spezzato tra vite che si sono spente o richiuse su sé stesse. Potremmo tentare lo stesso percorso. Tornare anche noi dove siamo cresciuti, magari alla periferia di Milano, e scoprire che la piazza si è svuotata di voci, biciclette, elastici e corde, dei palloni che sfidavano i divieti volando oltre le ringhiere. La sensazione è di un’interruzione.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 3 marzo 2023
La lettera inviata all’Unione Europea dalla presidente del Consiglio certifica una linea ben diversa da quella di Matteo Salvini. Il muro della maggioranza intorno al ministro Piantedosi, per respingere la richiesta di dimissioni avanzata per una volta dall’intera opposizione, era inevitabile. Lasciare aperto anche solo un piccolo varco avrebbe comportato l’esplosione di tensioni interne alla destra potenzialmente incontrollabili. La solidarietà, tuttavia, è stata espressa con diverse ed eloquenti gradazioni d’intensità.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 3 marzo 2023
A Guardia Costiera e di Finanza chiesti gli atti sulle attività precedenti alla strage. Per ora il fascicolo è contro ignoti. Il deputato di Alleanza verdi sinistra Angelo Bonelli: “Abbiamo presentato un esposto alla procura di Roma affinché accerti eventuali responsabilità ministeriali sul naufragio di Steccato di Cutro”.
di Ascanio Celestini
Il Manifesto, 3 marzo 2023
Domenica 26 febbraio 2023, prima dell’alba, a pochi metri dalla costa calabrese, si muovono i finanzieri, non i soccorritori. Per il governo non hanno bisogno di aiuto, ma di controllo. Come trafficanti di sigarette, come oggetti in un container. In fondo Piantedosi è quello che faceva scendere i migranti a singhiozzo da una nave che li aveva salvati. E definiva i naufraghi che stavano ancora a bordo con una parola tecnica, ricordate? Carico residuale.
di Jacopo Storni
Corriere della Sera, 3 marzo 2023
Chi rientra al Paese dopo anni di Europa è trattato come un reietto. Kayla, Assane e gli altri: “Per la famiglia siamo un disonore”. I progetti delle ong per il reinserimento nelle comunità di origine. Quando Kayla è tornata in Senegal, suo zio l’ha accusata di essere pazza. Poi ha smesso di parlarle. I suoi vicini di casa la guardavano male. E anche i suoi cugini sono rimasti profondamente delusi. Kayla è tornata in Senegal dopo alcuni anni difficili in Europa: “Al lavoro ci schiavizzavano, non potevo riposarmi, non avevo il diritto di alzarmi in piedi, dovevo rimanere sempre con la schiena piegata a raccogliere la frutta, senza sosta”. Così ha scelto di tornare indietro, ha fatto il grande viaggio però al contrario, dall’Europa alla sua Africa. Ma quando è tornata in patria, ha trovato soltanto sguardi attoniti, quasi increduli, adirati. “Mi hanno detto che avevo fallito”. In tanti, nella sua famiglia, speravano di raggiungere l’Europa attraverso un ricongiungimento familiare con lei. “La mia famiglia e perfino i miei figli mi hanno rimproverata. Volevano che rimanessi in Europa per avere i documenti, portarli tutti in Europa, sistemarli”. Ma così non è stato e oggi Kayla lotta per integrarsi nella sua città di origine.
di Leonardo Fiorentini*
Il Manifesto, 3 marzo 2023
Il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, e Davide Faraone, deputato di Azione-Italia Viva, annunciano un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, e degli Interni, Matteo Piantedosi. Tutto avviene martedì mattina a Piazza Armerina, in provincia di Enna: durante un’assemblea di Istituto, regolarmente convocata, la Polizia della locale Questura - allertata da una “segnalazione anonima” - entra all’interno della Scuola superiore Majorana-Cascino e identifica gli organizzatori, ovvero i rappresentanti di Istituto della componente studentesca nel pieno delle loro funzioni. Cosa da lasciar sbalorditi, non fosse che il tema dell’assemblea era la legalizzazione della cannabis, e l’invitato esterno fosse Pierluigi Gagliardi, collaboratore di “Meglio Legale”.
di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 3 marzo 2023
Inchiesta degli esperti forensi del “Mobile Justice Team” con la Procura di Kiev. “Quello dei russi era un piano calcolato per terrorizzare la popolazione ucraina”. “Un piano calcolato per terrorizzare” la popolazione locale. È questa la conclusione, resa nota ieri, alla quale sono arrivati gli investigatori del governo ucraino che indagano sulle cosiddette camere di tortura scoperte a Kherson, nel sud del paese, dopo la ritirata dei russi e l’ingresso in città dei soldati ucraini. L’inchiesta è stata resa possibile non solo dal lavoro degli esperti di Kiev ma anche e soprattutto grazie all’opera svolta dal Mobile Justice Team. Si tratta di un pool di legali, composto sia da veri e propri avvocati sia da esperti forensi, che si muovono rapidamente nelle zone di conflitto cercando di rintracciare le responsabilità di chi commette crimini di guerra.
Il Dubbio, 3 marzo 2023
È una vicenda drammatica ai confini tra la follia e l’etica. Una donna di nazionalità belga, di 56 anni, condannata all’ergastolo nel 2008 per aver ucciso i suoi cinque figli (che avevano fra i 3 e i 14 anni), è morta ieri mattina tramite eutanasia in un ospedale della regione della Vallonia in Belgio.
di Riccardo Noury*
Il Manifesto, 3 marzo 2023
Nonostante la procuratrice generale avesse avvisato che sarebbe stato meglio valutare prima se il provvedimento avrebbe potuto avere qualche effetto deterrente, domenica scorsa il comitato legislativo del governo israeliano ha dato via libera alla legge sulla pena di morte.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 2 marzo 2023
Cospito, la lettera dal carcere: “Il più grande insulto per un anarchico è essere accusato di dare o ricevere ordini”. La difesa pronta a presentare ricorso alla Cedu. Un possibile ricorso d’urgenza alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) e l’interessamento delle gerarchie della Chiesa: per la questione Alfredo Cospito si aprono due nuove strade, hanno spiegato ieri pomeriggio in una conferenza stampa al Senato il suo avvocato Flavio Rossi Albertini e il presidente di A buon diritto, Luigi Manconi. Tutto per scongiurare la morte dell’anarchico al suo 134esimo giorno di sciopero della fame. “Ha perso 50 chili”, ha detto il suo legale in apertura.
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