di Leonardo Fiorentini
Il Manifesto, 19 luglio 2023
Con un voto a larga maggioranza (38-22), a fine giugno il Lussemburgo è diventato il secondo paese dell’Unione Europea, dopo Malta, a legalizzare la coltivazione e il consumo personale di cannabis per adulti. La legge approvata è abbastanza distante dalle iniziali idee del governo, che aveva annunciato di voler intervenire istituendo un mercato regolato riservato ai soli cittadini lussemburghesi. Seguendo il modello maltese, viene introdotta una semplice autorizzazione della coltivazione e dell’uso personale di cannabis, rigorosamente in casa. Rimangono sanzionabili tutte le altre condotte, con multe e pene detentive a seconda della gravità del fatto. Al fine di “ridurre i rischi e prevenire la criminalità”, viene quindi autorizzata la coltivazione, ma solo da seme, di quattro piante di cannabis per famiglia, e solo per i maggiorenni.
di Patricia Tagliaferri
Il Giornale, 18 luglio 2023
I detenuti a fine pena cercano la loro nuova occasione per ricominciare e non sbagliare più. Sgravi fiscali per chi li assume ma la legge Smuraglia, in vigore da 23 anni, non è applicata ovunque.
garantedetenutilazio.it, 18 luglio 2023
Il Portavoce Anastasìa: “Quest’anno festeggiamo il ventesimo anniversario dei garanti dei detenuti”. Giovedì 13 luglio a Napoli, nella sede del Comando Forze difesa interregionale Sud in Palazzo Salerno, la Conferenza delle persone private della libertà ha costituito il Comitato scientifico, previsto dal proprio regolamento, al quale vi possono aderire coloro che hanno ha svolto la funzione di garante delle persone private della libertà ed esperti del settore nominati dall’Assemblea.
di Gerardo Villanacci
Corriere della Sera, 18 luglio 2023
È la strada che consentirebbe alla politica di recuperare prestigio e alla magistratura, la cui crisi di legittimazione ne annebbia la funzione giurisdizionale, di ritornare ad essere l’elemento essenziale della democrazia.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 18 luglio 2023
“Un omicidio commesso avvalendosi di modalità mafiose o commesso al fine di agevolare un’associazione criminale non sarebbe un delitto di criminalità organizzata, secondo la Cassazione”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni parlando in Consiglio dei ministri, in rifermento a una sentenza della Corte. “Appare evidente come questa decisione si presti a produrre effetti dirompenti su processi in corso per reati gravissimi”. Da qui la decisione del governo di una norma di interpretazione autentica, “L’intenzione, d’intesa col ministro della Giustizia, è di inserire questa norma in un decreto legge di prossima approvazione”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 18 luglio 2023
Domani si commemora Paolo Borsellino, la strage che lo assassinò con la scorta. Giorgia Meloni ci sarà. “Ricordate come ho cominciato a fare politica?”, aveva chiesto con tono retorico domenica, subito dopo aver “frenato” il guardasigilli Carlo Nordio sul concorso esterno. Ora, dopo le fibrillazioni scatenate dal ministro e dalla sua frase sul “reato non reato”, l’approccio sulla criminalità organizzata è la faglia che può riallontanare, forse in modo irrimediabile, il ministro della Giustizia e Fratelli d’Italia.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 18 luglio 2023
La premier: una norma per chiarire cosa sono i reati di criminalità organizzata. Facile che, a sentirsi accusare ogni giorno di “ipergarantismo”, la premier in privato s’imbizzarisca. Nel consiglio dei ministri di ieri Giorgia meloni ha affrontato il capitolo giustizia, pur non all’ordine del giorno, ma solo per evitare che la recente sentenza della Cassazione sulla criminalità organizzata allenti le maglie in nome appunto delle garanzie. La premier è papale: “Si rende necessaria e urgente da parte del governo una norma che chiarisca cosa debba intendersi per ‘reati di criminalità organizzata’ e che eviti che gravi reati vadano impuniti per effetto dell’interpretazione della Cassazione”. In “accordo” con Nordio la materia sarà oggetto di un decreto a stretto giro.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 18 luglio 2023
Aveva promesso di cambiare la giustizia e invece la realtà ha fatto in modo di cambiare lui. Sono passati poco più di sette mesi da quando il Guardasigilli Carlo Nordio illustrò in Parlamento le sue linee programmatiche. Una rivoluzione garantista: riforma del processo in senso accusatorio, separazione delle carriere tra pm e giudici, rafforzamento della presunzione di innocenza, contrasto all’abuso della carcerazione preventiva, riforma delle intercettazioni, revisione dei reati contro la Pubblica amministrazione, pene alternative al carcere. Sono trascorsi sette mesi e di questo vasto programma è stato realizzato ben poco. A esser precisi nulla, se non un primo “pacchetto” di proposte.
di Giulia Merlo
Il Domani, 18 luglio 2023
La grande sintonia tra Forza Italia e il ministro Nordio è una strategia in vista delle europee, dove il partito deve superare il 4 per cento e per farlo deve puntare a un nuovo elettorato. Nordio, infatti, l’unico membro del governo a godere di consensi anche nell’opposizione, in particolare nel terzo polo. Quello che sembrava l’ennesimo inciampo comunicativo sta invece trasformando il ministro Carlo Nordio nel nuovo riferimento politico di Forza Italia. Una torsione forse insperata, ma le sue dichiarazioni sulla necessità di modificare il concorso esterno in associazione mafiosa, bollate come una “non priorità” da parte di Fratelli d’Italia e della premier Giorgia Meloni, stanno diventando un nuovo cavallo di battaglia per gli azzurri.
di Giancarlo Caselli
La Stampa, 18 luglio 2023
Il ministro della Giustizia lo definisce “un ossimoro” e Meloni pensa ad altro ma così dimezza l’Antimafia. Borsellino ha combattuto fino alla morte questo scempio, lui ora direbbe “c’è puzzo di compromesso”. Il 19 luglio ricorre l’anniversario della morte di Paolo Borsellino e dei poliziotti che erano con lui in via d’Amelio: Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi, una delle primissime donne assegnate a un servizio di scorta.
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