di Loredana Lipperini
La Stampa, 20 luglio 2023
È morto ieri a 70 anni dopo una fulminante malattia. Scavare nei fatti con ostinazione è stata la sua magnifica ossessione. Forse la prima immagine di Andrea Purgatori che mi viene in mente è confusa e sfocata dal fumo dei lacrimogeni. È il 12 maggio 1977, Purgatori è un ragazzo di 24 anni, perché a quell’epoca ci si buttava presto nelle strade e sui tasti della macchina da scrivere. È cronista - parola che amava molto - per il Corriere della Sera, e come altri colleghi sta seguendo la mattanza che è in pieno svolgimento nel centro di Roma. C’è la polizia che spara lacrimogeni e colpi di pistola ad altezza d’uomo. E molti agenti in borghese, moltissimi. Purgatori prende nota. Poco dopo le 21, si sparge la notizia della morte di una ragazza, che si rivelerà essere Giorgiana Masi. Purgatori va a chiedere conferma al dirigente dell’ufficio politico Umberto Improta, che dichiara: “Non mi risulta nulla. La radio non ha comunicato niente. L’ospedale non ha detto nulla. La polizia non ha sparato”.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 20 luglio 2023
Nelle differenze tra Italia e Francia, che hanno radici storiche, c’è un sottofondo comune: il nichilismo dei teenager. Anche se non sono fenomeni accostabili da noi la violenza dei giovani si esprime in forme che risultano più difficili da comprendere.
di Laura Berlinghieri
La Stampa, 20 luglio 2023
Tre tende allestite dall’Esercito all’esterno del centro di accoglienza. In un piazzale verde, sotto il caldo torrido che da giorni brucia il Veneto. Da una settimana, una ventina di richiedenti asilo vive lì dentro. Perché i posti nella vicina struttura deputata a ospitare i profughi - l’ex palazzina Nato, a Verona, nella zona delle Torricelle - sono tutti esauriti. E così, venerdì l’Esercito ha dovuto montare le tre tende, rispolverando un’immagine che sembrava relegata alla storia. È l’esempio plastico dell’emergenza migranti in Italia e in Veneto, dove nelle prossime settimane sono attesi quattromila profughi.
di Andrea Riccardi
Corriere della Sera, 20 luglio 2023
Il cardinale Zuppi in visita a Kyiv, a Mosca e a Washington per cercare di riallacciare il filo di un dialogo che permetta finalmente di porre fine al conflitto in Ucraina. Papa Francesco è da tempo convinto che i conflitti in corso siano connessi tra loro. Spesso ha parlato di “guerra mondiale a pezzi”. Nel mondo globale, le crisi si comunicano con intensità: basta guardare alla vicenda del grano russo e ucraino, la cui mancanza rischia di affamare tanti Paesi. Del resto, con l’aggressione della Russia all’Ucraina, si è profilato un conflitto tutt’altro che locale, il primo in Europa dopo il 1945 (diverso dalle guerre a seguito della dissoluzione della Jugoslavia), con vasti coinvolgimenti e ampie ricadute. La posizione di Francesco è stata partecipe del dramma della popolazione ucraina, perché la guerra si combatte solo in territorio ucraino e sono gli ucraini a pagarne il prezzo. La Santa Sede e i suoi rappresentanti hanno presente chi è aggredito e aggressore.
di Marta Serafini
Corriere della Sera, 20 luglio 2023
Il presidente egiziano Al Sisi ha concesso la grazia al ricercatore egiziano condannato ieri a 3 anni. La premier italiana: “Gli auguro una vita di serenità e successo”. A rendere noto della grazia sono state le autorità egiziane, secondo quanto confermano Reuters e Ansa. Concessa la grazia anche a Mohamed al-Baqer, l’avvocato di Alaa Abdel Fattah, il più famoso detenuto politico egiziano che si trova ancora in carcere, riferisce il quotidiano di Stato al- Ahram.
di Alberto Simoni
La Stampa, 20 luglio 2023
Il tweet con cui martedì il Dipartimento di Stato ha chiesto il rilancio dello studente è un messaggio che Washington ha voluto indirizzare al leader egiziano Al Sisi. C’è la spinta americana dietro la grazia che Al Sisi ha concesso a Patrick Zaki e a Mohammed El Baqer riconsegnando loro la libertà. Il tweet con cui martedì il Dipartimento di Stato ha chiesto il rilancio, immediato, dello studente copto dell’ateneo di Bologna va oltre l’auspicio ed è un messaggio che Washington ha voluto indirizzare al leader egiziano Al Sisi. Un portavoce del Dipartimento di Stato a La Stampa ha detto che “accogliamo con favore le notizie che vengono dall’Egitto della grazia presidenziale per Zaki e El-Baqer”. Quindi il diplomatico ha ricordato “che anzitutto nessuno dei due doveva essere imprigionato” e ribadito quanto in gennaio aveva detto il segretario di Stato Antony Blinken in missione proprio al Cairo, ovvero che tutti gli egiziani devono potersi esprimere liberamente senza il timore di rappresaglie.
di Matteo Garavoglia
Il Manifesto, 20 luglio 2023
Rapporto di Human Rights Watch: migranti brutalizzati dal regime di Kais Saied. Undici pagine di rapporto e una richiesta precisa: l’Unione europea deve sospendere i finanziamenti alla Tunisia per il controllo delle sue frontiere esterne. L’organizzazione internazionale Human Rights Watch (Hrw) ha documentato le condizioni di vita delle persone subsahariane e sudanesi nelle ultime settimane e ha verificato che il piccolo Stato nordafricano non può essere considerato un paese sicuro per questa comunità, in un momento in cui l’Unione europea ha appena chiuso un memorandum d’intesa da un miliardo di euro a favore del presidente della Repubblica Kais Saied. 105 milioni sono dedicati al rafforzamento della lotta all’immigrazione irregolare.
di Antonello Guerrera
La Repubblica, 20 luglio 2023
La decisione del primo ministro Rishi Sunak sta già scatenando le proteste di chi la ritiene un’idea disumana. Ma anche dei residenti che non vogliono i richiedenti asilo stipati a pochi metri delle loro case. C’è chi la definisce una “semi-prigione” galleggiante, chi con lo spazio a persona “come quello di uno slot di un parcheggio”, chi non la vuole nella propria circoscrizione e difatti già due porti e autorità locali nei pressi di Liverpool e Edimburgo hanno rifiutato altri battelli del genere.
di Massimiliano Smeriglio*
Il Manifesto, 20 luglio 2023
Il summit Cumbre Ue Celac 2023 ha raccolto i leader di sessanta Paesi per ragionare su una agenda comune e su dossier importanti come il cambiamento climatico o un imponente piano di investimenti e scambi commerciali.
di Daniele Livreri*
Il Dubbio, 19 luglio 2023
Nel 2016 le Ss.Uu. rilevavano che il nostro sistema sanzionatorio “gravita tolemaicamente intorno alla detenzione muraria” (Ss. Uu. 36272/ 2016), rilevando però l’opera riformatrice di tale sistema che si stava perseguendo attraverso l’istituto della messa alla prova. Tuttavia, per quanto possa apparire paradossale, i dati sembrano indicare che all’epoca la detenzione muraria avesse meno forza gravitazionale di quanto ne abbia oggi, e ciò sebbene da allora sia la Corte costituzionale (41/18) che il legislatore hanno posto in essere ulteriori interventi volti ad ampliare gli istituiti alternativi al carcere.









