di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 7 marzo 2023
Strage di Cutro. Le correnti di destra e di centro delle toghe attaccano il documento approvato dal parlamentino dell’Anm che ricorda Costituzione e doveri internazionali del nostro paese: così si fa politica. L’Associazione nazionale magistrati ricorda al governo che “l’obbligo di salvataggio in mare è inderogabile” e vale per tutti e che “nessuna norma potrà mai imporre ad alcuno di non fuggire dai paesi dove la guerra o la miseria impediscono l’accesso a condizioni di vita dignitose”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 7 marzo 2023
Il monito di Mattarella: “Dopo il cordoglio servono scelte concrete”. Il procuratore di Crotone: “Perché nessuno è intervenuto? Bella domanda”. “Di fronte all’evento drammatico che si è consumato” davanti alle coste calabresi, “ma ancor più a quel che questo raffigura di condizione drammatiche” in Afghanistan “come in altri Paesi, il cordoglio deve tradursi in scelte concrete, operative, da parte di tutti: dell’Italia, per la sua parte, dell’Unione europea, di tutti i Paesi che ne fanno parte, perché questa è la risposta vera da dare a quel che è avvenuto, a queste condizioni che, con violazioni di diritti umani e della libertà, colpiscono tutti, in qualunque parte del mondo”. Dopo esser stato in silenzio davanti alle bare in fila sul parquet del Palasport di Crotone, trasformato in camera ardente dopo il tragico naufragio di migranti a Steccato di Cutro che è costato la vita ad almeno 70 persone, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha lanciato un monito alle istituzioni, intervenendo a Potenza all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università della Basilicata.
di Rocco Vazzana
Il Dubbio, 7 marzo 2023
Al momento l’unica opzione disponibile per i migranti è quella offerta dai criminali. “I trafficanti di esseri umani siano fermati”, invoca il Papa dopo la strage di Cutro, appello subito rilanciato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Parole sante, verrebbe da dire, ma non esaustive. Perché un conto è puntare il dito contro le organizzazioni criminali che gestiscono la roulette delle partenze, un conto è pensare di eliminare il problema trattenendo più o meno forzatamente decine di migliaia di profughi al di là del Mediterraneo o ammassando esseri umani in un campo turco. Se muori in mare o in un “lontano” lager libico la sostanza è identica, cambia solo il senso di colpa, alleggerito, di chi pretende il lusso di non guardare.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 7 marzo 2023
La denuncia dei legali: “I 98 sopravvissuti nell’ex Cara in condizioni disumane”. Nove giorni fa l’imbarcazione turca Summer Love partita il 22 febbraio da Smirne si è schiantata in una secca a pochi metri dalla spiaggia di Steccato di Cutro: più di 70 morti, di cui 16 bambini. Una strage. Dal giorno dopo i 98 sopravvissuti sono ospitati nei locali dell’ex Cara di Crotone, una struttura travolta anni fa dall’articolata inchiesta del procuratore Nicola Gratteri e che oggi torna al centro della bufera. Perché, pare di capire da autorevoli testimonianze di chi c’è stato dentro, “ospiti” è la parola sbagliata.
di Francesco Oppi
europa.today.it, 7 marzo 2023
Il premier: “Chi arriva qua illegalmente non potrà più restare”. La proposta di legge per fermare il boom di immigrazione clandestina dopo la Brexit. Niente diritto all’asilo per chi arriva nel Regno Unito a bordo di un barcone. Ma anche divieto a vita di ingresso nel Paese, anche legalmente, per i migranti che almeno una volta hanno tentato, con il supporto o meno dei trafficanti, di attraversare la Manica partendo dalle coste del Nord Europa. Sono questi due dei punti più controversi del piano che il governo del primo ministro britannico Rishi Sunak dovrebbe presentare questa settimana per rispondere al boom di immigrati clandestini che raggiungono il Regno Unito via mare. Un fenomeno esploso soprattutto dopo la Brexit.
di Leonardo Martinelli
La Repubblica, 7 marzo 2023
La Banca mondiale blocca il suo partenariato con la Tunisia. E così, almeno per il momento, tutti i futuri finanziamenti al Paese maghrebino, che pure, in una fase di crisi economica grave, ne ha un disperato bisogno, saranno congelati. La ragione? “Le dichiarazioni di Kais Saied - si legge in una nota interna, resa pubblica da alcuni media - sui migranti dell’Africa subsahariana hanno provocato atti di persecuzione e violenze a carattere razzista”. Insomma, si tratta di una sorta di condanna internazionale della Tunisia per razzismo.
di Fabrizio Costarella* e Cosimo Palumbo**
Il Dubbio, 6 marzo 2023
Ormai da tempo stiamo assistendo a un uso massiccio delle misure di prevenzione, sia in ambito amministrativo sia in ambito giudiziario. Ciò è dovuto a una legislazione, sempre emergenziale, che mira al contrasto di fenomeni criminali estremamente eterogenei tra loro, facendo ricorso alla costante implementazione del catalogo contenuto nel testo unico per le disposizioni antimafia (Decreto legislativo 159/11).
di Gianfranco Pellegrino
Il Domani, 6 marzo 2023
Lo sciopero della fame dell’anarchico Alfredo Cospito contro il regime carcerario del 41 bis ha avuto successo perché ha suscitato un pronunciamento dell’Onu che ribadisce alcuni principi minimi sul trattamento dei detenuti. Nonostante sia ancora al 41bis, Cospito ha vinto, in un certo senso, la sua battaglia. Ma a questo punto c’è il serio rischio che continuare su questa strada sia inutile. Anzi, c’è il dubbio che diventi nocivo o controproducente.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 6 marzo 2023
Il processo penale è per sua natura inadeguato ad affrontare i casi con “vittime diffuse”. Forse più efficace sperimentare percorsi innovativi di riconciliazione sociale. Non si è detto mille volte che il Covid ha fatto più morti di una guerra? E allora per curare le ferite personali e sociali della pandemia Covid ci vuole davvero una “giustizia di guerra”.
di Alessandro Barbano
Il Foglio, 6 marzo 2023
Un’eccezione italiana. Nel nostro paese è possibile confiscare i beni a cittadini assolti, a terzi mai indagati, a eredi ignari e, da ultimo, pure alle vittime della mafia, cioè a imprenditori costretti a pagare il pizzo. Negli ultimi due anni in Italia sono stati sequestrati nella lotta al crimine beni per 5 miliardi e 300 milioni di euro, contro gli appena 100 milioni sequestrati nel resto del mondo.
- “Misure di prevenzione fondamentali nella lotta alla criminalità organizzata, anche se ci sono dei nodi critici”
- Vi spiego come le misure di prevenzione hanno portato via tutto a una famiglia di innocenti
- I beni confiscati sono il vero buco nero della democrazia italiana
- I magistrati contro Nordio: “No all’aumento di due anni dell’età pensionabile delle toghe”
- Guerriglia anarchica, per ora nessun arresto. L’Antiterrorismo: “C’è un salto di qualità”











