a cura di Rossella Grasso
L’Unità, 19 luglio 2023
Nell’epoca delle connessioni iper-veloci e iper-ovunque, garantite, gratis e a portata di mano, il carcere resta fuori dal mondo. Fermo a un telefono e a una linea telefonica. Uno di numero, si intende. Come una di numero è la telefonata a settimana che ogni detenuto può fare con i suoi cari. Parliamo di nove minuti e 40 secondi in cui dover condensare tutto quel che c’è da dire. E capita che quello sia l’unico modo per entrare in contatto con i familiari che “stanno e stiamo sempre tutti bene”, come racconta L.C., familiare di un detenuto.
di Francesco Olivo
La Stampa, 19 luglio 2023
L’obiettivo del ministero è cancellare del tutto la riforma Bonafede. Magistrati sulle barricate: “Saltano i processi”. La riforma della Giustizia procede a strappi secchi, poi si ferma e riparte. Mentre al Senato tutto è pronto per cominciare l’iter della contestatissima abolizione dell’abuso d’ufficio, in via Arenula si pensa alle prossime tappe. In una riunione al ministero della Giustizia della settimana scorsa sono state fissate le priorità per l’autunno.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 19 luglio 2023
Il tentativo di cambiare rotta dopo le incaute dichiarazioni del ministro Nordio. No, la fiaccolata no. Troppo pericolosa, troppo alto il rischio di contestazioni e se dovessero arrivare da Maria Falcone e Salvatore Borsellino il danno d’immagine sarebbe ai confini dell’irrecuperabile. Per Giorgia Meloni il trentunesimo anniversario della strage di via D’Amelio è una faccenda delicata.
di Donatella Stasio
La Stampa, 19 luglio 2023
Nel marzo del 1991, il governo Andreotti varò un decreto legge di interpretazione autentica delle norme sul calcolo della custodia cautelare per riportare subito in carcere 24 boss mafiosi scarcerati in base a una sentenza sbagliata della Cassazione. Sedici anni dopo, nel 2007, ripensando a quel decreto, Giulio Andreotti ammise: “Ormai posso dirlo: quel decreto era una specie di golpe, un vero sopruso”. Inaccettabile la sentenza ma pericoloso il rimedio del governo.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 19 luglio 2023
Criminalità organizzata. Annunciato un decreto per la “corretta interpretazione”. L’intenzione di stringere le maglie con è una revisione piuttosto dura del codice penale. Che cos’è la criminalità organizzata? È a questa domanda che intende rispondere il governo Meloni con la sua annunciata interpretazione autentica della sentenza numero 34895 emessa dalla prima sezione penale della Cassazione il 30 marzo 2022, improvvisamente divenuta centrale all’ultimo Consiglio dei ministri.
di Patrizia Maciocchi e Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 19 luglio 2023
Bilanciare le polemiche sul concorso esterno, con un rilancio delle misure antimafia. Partendo da un presupposto però tutto da verificare, il rischio che una pluralità di procedimenti contro la criminalità organizzata possa andare in fumo per le ricadute di una linea interpretativa della Cassazione che è però almeno risalente nel tempo.
di Guido Stampanoni Bassi*
Il Dubbio, 19 luglio 2023
Capita ormai con regolarità, per lo più nell’ambito di vicende di cronaca particolarmente sentite, che sentenze che si discostino - magari anche solo leggermente - dalle aspettative dell’opinione pubblica vengano definite “choc” o “vergognose”. Il fenomeno non è nuovo e, negli ultimi anni, si trovano decine di casi: sentenze magari impeccabili da un punto di vista giuridico, che vengono però trasmesse all’opinione pubblica come inaccettabili.
di Gaetano Bono*
Il Dubbio, 19 luglio 2023
Non c’è alcun automatismo fatale tra la riforma e la sottoposizione delle Procure all’esecutivo. Non sono certo nuove le posizioni di netta contrarietà dell’Anm sulla separazione delle carriere, ma mi hanno sorpreso le parole del presidente Santalucia, che ha parlato di pericolo per la democrazia, come se l’Italia fosse l’unico Paese al mondo in cui occorrerebbe tenere unite le carriere tra giudici e pubblici ministeri per garantire l’assetto democratico.
di Gaetano Viciconte*
Il Dubbio, 19 luglio 2023
In Francia e in Ue si stringono i controlli sull’amministrazione, da noi si fa l’opposto. Salvo vedersi costretti a un dietrofront. Il tema della giustizia non caratterizza attualmente soltanto il dibattito politico in Italia, giacché se si rivolge lo sguardo al di fuori delle nostre vicende interne ci si accorge che è al centro di grande interesse anche in Francia e nell’Unione Europea.
di Giuseppe Sottile
Il Foglio, 19 luglio 2023
La Cassazione ha detto che lo stato non è mai sceso a patti con i boss di Cosa Nostra per sovvertire l’ordine democratico, ma i magistrati della famigerata trattativa ha preferito non ascoltarla. La Repubblica fondata sul losco comparaggio del potere politico con le stragi è una grande boiata.
- Grasso: “Chi aiuta la mafia per Nordio conta meno di chi va a ballare a un rave”
- Strage di Erba, azione disciplinare contro il magistrato che vuole riaprire il processo
- Calabria. Misure “anti caldo” a tutela dei detenuti: la richiesta del Garante
- Cagliari. Giallo sulla morte del detenuto Paolo Ledda
- Milano. Il tempo vuoto delle carceri, il Coa si riunisce a San Vittore









